<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612</id><updated>2012-01-03T02:22:31.262+01:00</updated><category term='nessuna ricetta'/><category term='primi piatti'/><category term='meme'/><category term='muffins'/><category term='gnocchi'/><category term='pesce'/><category term='piatti freddi'/><category term='sfizi salati'/><category term='antipasti e stuzzichini'/><category term='cioccolato'/><category term='crostate'/><category term='torte'/><category term='oriental style'/><category term='finger food'/><category term='cheesecake'/><category term='zuppe'/><category term='riso'/><category term='ricotta'/><category term='biscotti'/><category term='dolci al cucchiaio'/><category term='lievitati'/><category term='torte salate'/><category term='sfizi dolci'/><category term='pizza e affini'/><category term='yogurt'/><category term='insalata'/><category term='piccola pasticceria'/><category term='salse'/><category term='semifreddi'/><category term='pasta'/><category term='secondi piatti'/><category term='marmellate'/><category term='carni'/><category term='cake'/><category term='pasta fatta in casa'/><title type='text'>Pappa e ciccia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>107</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7409046818606456361</id><published>2010-02-24T12:36:00.002+01:00</published><updated>2010-02-24T13:05:02.759+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Leggere, leggere, leggere! - Pasticcini di frolla</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4383941711/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2763/4383941711_b69da4247d.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4383941711/"&gt;Pasticcini di frolla&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Quando ho bisogno di rilassarmi, di distrarmi, o semplicemente di alienarmi un po' dal solito &lt;i&gt;tran-tran&lt;/i&gt; quotidiano, adoro rifugiarmi nella prima libreria che mi capita sotto tiro. Vagare tra gli scaffali colmi di tomi, manuali, volumi e libriccioli, sfogliare quelle pagine e passarci sopra le dita (non sopporto le pagine troppo lisce, quelle che creano un effetto tipo unghia spezzata sulla lavagna, mi vengono i brividi solo a scriverlo), captare stralci di parole e di frasi random (da "osservò l'impronta lasciata dal rossetto rosso sul suo bicchiere" a "mantecare con una noce di burro" a "l'assassino, strano ma vero, era proprio il maggiordomo!"), osservare gli acquisti delle altre persone e trarne spunto, a mio parere riesce a distendere i nervi più del Saluto al Sole o di una seduta zen. Da piccola rimanevo affascinata ogni volta che guardavo &lt;i&gt;La Bella e la Bestia&lt;/i&gt; e la Bestia regala a Belle quell'enorme biblioteca e lei deve servirsi della scala per afferrare i tomi desiderati; oppure &lt;i&gt;Pagemaster&lt;/i&gt; in cui Macaulay Carson Culkin, che fa il protagonista e che ora è nella droga fino al collo (secondo me colpa dei traumi derivanti dalla realizzazione di &lt;i&gt;Mamma ho perso l'aereo&lt;/i&gt; e di &lt;i&gt;Mamma ho perso l'aereo 2&lt;/i&gt;), ha tre amici-libri fatti a cartone animato, uno di avventura, uno di fantascienza e uno di amore; e ancora &lt;i&gt;Harry Potter&lt;/i&gt;, mi è sempre sembrato ingiusto che le scuole italiane non avessero una biblioteca al pari di quella di Hogwarts (e che soprattutto non si studiasse Erbologia o Storia della Magia). Il fatto è che io adoro leggere, immergermi in quelle storie, racconti, riflessioni e non uscirne, immaginarmi i personaggi e le situazioni, immedesimarmi nelle medesime, diventare empatica con quello che sto leggendo, soffrire quando leggo l'ultima pagina del libro e lo chiudo, e so che è finito e, avida di quelle parole, devo mettermi il cuore in pace. Ovviamente non sempre è così. Delle volte inizio libri che è impossibile seguitare a leggere, figuriamoci finirli! Una volta lessi un consiglio di uno psicologo o di un espertone moderno, che diceva di non forzarsi a leggere ciò che non piace, ma di mettere il libro da parte e di cominciarne uno nuovo, perché altrimenti sarebbe solamente una grande perdita di tempo, e il tempo, ai giorni d'oggi, è poco, veramente poco. Ma per me è quasi una sfida finire un libro troppo pesante, troppo contorto, troppo anomalo, quindi finisce che lo tengo sul comodino per almeno tre mesi, leggo una pagina al giorno e intanto inizio un altro libro: l'80% delle volte non riesco a terminarlo. Altre volte invece capita di leggere libri che ti chiedi come possano essere stati editi, che li scriverebbe meglio il tuo gatto a occhi chiusi. Il &lt;i&gt;caso Moccia&lt;/i&gt;, per fare un esempio. Giuro che scriverebbe meglio un bambino delle elementari: tuttavia, quella storia fatta di aggettivi patetici, di frasi che si ripetono, di dialoghi inesistenti, di storia inconsistente, ha ammaliato moltissimi giovani italiani, e ciò la dice lunga sul popolo di lettori della nostra nazione. Ma vogliamo mettere &lt;i&gt;Step&lt;/i&gt; con un &lt;i&gt;Mr. Darcy&lt;/i&gt; o con un &lt;i&gt;Heathcliff&lt;/i&gt;? Stiamo forse scherzando? Sempre sulla scia del filone-spazzatura tanto in voga, sono arrivate le storie di vampiri della &lt;i&gt;Stephenie Meyer&lt;/i&gt;: io, conscia del fatto che "se non lo leggi non puoi dare giudizi", ci ho provato. Giuro che ci ho provato. Ma al terzo sguardo languido tra Bella e Edward ho dovuto lasciare perdere, la situazione stava diventando insostenibile! Il &lt;i&gt;Dracula&lt;/i&gt; di Bram Stoker si starà rivoltando nella tomba, sempre se è vero che Jonathan Harker è riuscito ad infilzare quel palo di frassino nel suo cuore e poi a decapitarlo. Tutto questo è molto indicativo: la lettura dei libri porta ad una maggiore padronanza della lingua, ad una maggiore cultura, e anche ad una competitività economica utile al bilancio del Paese - infatti esiste una strettissima correlazione tra indice di lettura e Pil. Riprova del fatto che in Italia si legge davvero poco. Complice della triste situazione è anche la scuola: poco fornite le biblioteche scolastiche, assurde le imposizioni sulla lettura date da maestri e professori. Ogni libro di cui viene imposta la lettura è automaticamente odiato o accantonato. Non è un caso se i &lt;i&gt;Promessi Sposi&lt;/i&gt; e la &lt;i&gt;Divina Commedia&lt;/i&gt; vengono "riscoperti" solo in età più matura. Le interminabili ore di lezione passate su un singolo termine dantesco oppure i riassunti sui capitoli del Manzoni, hanno creato in me una specie di repulsione verso quelli che sono pilastri della letteratura non solo italiana, ma anche mondiale. &lt;i&gt;Il Gattopardo&lt;/i&gt; fatto leggere in seconda media si può considerare la stoccata finale. Gli studenti, in parte per sdegno verso una difficile imposizione, in parte perché è più facile starsene a vedere Tina che sbraita in &lt;i&gt;Uomini&amp;Donne&lt;/i&gt;, accantonano i libri, preferendo di gran lunga la Nintendo Wii, si specializzano in errori di grammatica e ortografia, pensano che il Decadentismo sia il nome del nuovo profumo di Estée Lauder. È stato stimato, per l'appunto, che gli Italiani spendono per i libri solo 65 euro all'anno, l'equivalente di una cena in trattoria per due persone. Peccato che la &lt;i&gt;fame di cultura&lt;/i&gt; sia un evento più unico che raro.&lt;br /&gt;(Vi prego di partecipare alla simpaticissima iniziativa &lt;i&gt;&lt;a href="http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1010"&gt;Leggere, leggere, leggere!&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; prevista per il 26 marzo. L'obiettivo? Regalare un libro ad uno sconosciuto. Cliccate sul link per tutti i dettagli!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta di friabilissimi pasticcini, che si sciolgono in boccat. Si consiglia di accompagnarli ad una buona tazza di tè e - perché no?, ad un libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pasticcini di frolla montata&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;150 g burro&lt;br /&gt;225 g farina 00&lt;br /&gt;75 g zucchero a velo&lt;br /&gt;1 uovo intero grande&lt;br /&gt;½ cucchiaino di lievito vanigliato per dolci&lt;br /&gt;2 bustine di vanillina&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola mettere il burro leggermente ammorbidito e lo zucchero a velo, montare con le fruste elettriche per almeno 5 minuti, fino ad ottenere una bella crema montata. Aggiungere l'uovo e la vanillina, e continuare a sbattere finché saranno bene assorbiti; a questo punto le fruste elettriche non servono più. Aggiungere in due volte la farina mescolata con lievito e sale, poi mescolare delicatamente da sotto a sopra con un mestolo di legno. Riempire con il composto una &lt;i&gt;sac à poche&lt;/i&gt; con la bocchetta a stella da 1 cm e spremere i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno, dandogli la forma desiderata (per quelli alla ciliegina candita, dividere una ciliegina e porre una metà sul pasticcino prima di infornarlo). Mettere in forno preriscaldato a 200° per 8-10 minuti circa: se i pasticcini cominciano a colorarsi, toglierli subito dal forno. Farli raffreddare, quindi decorarli spolverandoli con zucchero a velo, o ricoprirli con cioccolato fondente, nocciole, cioccolato bianco, granella di pistacchi, farina di cocco a scelta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7409046818606456361?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7409046818606456361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7409046818606456361' title='49 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7409046818606456361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7409046818606456361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/02/leggere-leggere-leggere-pasticcini-di.html' title='&lt;center&gt;Leggere, leggere, leggere! - Pasticcini di frolla&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2763/4383941711_b69da4247d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>49</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-1393985690397888709</id><published>2010-02-19T12:27:00.004+01:00</published><updated>2010-02-19T16:18:52.263+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Mezzogiorno di Cuoco - Filetto al tartufo con polenta croccante</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4370214190/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2743/4370214190_7f8b73fbf5.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4370214190/"&gt;Filetto al tartufo con polenta croccante&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Il &lt;i&gt;mezzogiorno di fuoco&lt;/i&gt;, per ogni casalinga o donna appassionata di cucina che si trovi inspiegabilmente in casa con del tempo da utilizzare, viene combattuto a suon di pentole e fornelli. Accende RaiUno, salgono le note delle Tagliatelle di Nonna Pina e inizia la &lt;i&gt;Prova del Cuoco&lt;/i&gt;, programma ormai parte integrante della televisione italiana, e neanche tra i più imbarazzanti. Taccuino e penna alla mano, l'ora e mezzo del programma, oltre ad incentivare la secrezione da parte delle ghiandole salivari, dispensa mille ricette e mille consigli culinari, e ancora mille consigli su come apparecchiare e decorare la tavola (vi prego, aboliamo le rose blu!). Tra le note delle famigerate canzoni dello &lt;i&gt;Zecchino &lt;/i&gt;(o zucchino?) &lt;i&gt;d'oro&lt;/i&gt;, tra ricette classiche, moderne e surrealiste, si sussegue una carrellata di personaggi ormai celebri e rinomati. La Prova del Cuoco ha ben 10 anni, ed è cominciata con la conduzione di &lt;i&gt;Antonella Clerici&lt;/i&gt;: contro il prototipo standard della conduttrice italiana, bella ma poca sostanza, Antonellina si è subito distinta per le sue morbide forme, la sua inettitudine culinaria e la sua estrema simpatia. Ai primi tempi, anche l'&lt;i&gt;Anna Moroni&lt;/i&gt;, nonostante quella voce insopportabilmente acuta  e sgraziata, non rimaneva poi troppo antipatica: sembrava una nonnetta umbra petulante che volesse solamente condividere i segreti delle sue ricette. E infine &lt;i&gt;Beppe Bigazzi&lt;/i&gt;, mio "concittaddino" (nato a Terranova Bracciolini, provincia di Arezzo), burbero e scontroso, coi suoi rimedi e consigli esclusivamente legati alla tradizione, dalle folte sopracciglia canute pronte ad aggrottarsi da un momento all'altro. Poi il programma è andato deteriorandosi. Si dice "il gioco è bello quando dura poco" e anche "l'apparenza inganna": in tal proposito potremmo utilizzare "le apparenze ingannano e ce se ne accorge solamente se il gioco dura poco (finché è bello)". Quando Antonellina è rimasta incinta, andando ad aumentare la massa grassa data da anni e anni di impeccabile conduzione della trasmissione (come fare a resistere lì dentro?!), è stata rimpiazzata dalla nuova &lt;i&gt;Elisa Isoardi&lt;/i&gt;. Non temporaneamente, ma definitivamente. Il compenso che richiede è inferiore di quello della Clerici, gli ascolti si sono mantenuti altissimi, ma vogliamo parlare del rendimento della conduzione? La Isoardi è troppo impostata, non ne capisce nulla di cucina e a volte rende veramente impossibile la comprensione di qualche ricetta, dice continuamente "Che bello" (anche mentre gira il frullatore!) mentre gli occhi spalancati si spostano febbrilmente da una telecamera all'altra, per non parlare delle espressioni facciali esageratamente forzate quando assaggia qualcosa (ancor prima di portarsi il cibo alla bocca assume quella posa di entusiastica felicità, in realtà pensando quanto quel grammo possa farla ingrassare). Insomma, non sai di casa, di buona tavola e di naturalezza e ultima caratteristica che me la rende insopportabile: odia il pepe, e per questo lo stanno bandendo da tutte le ricette del programma. Insomma, bella sarà bella, ma è estremamente vuota, quindi perfetta per lo standard "medioitaliano" che segue la trasmissione. La domanda sorge spontanea: come sarà riuscita ad arrivare così "in alto"? Siamo certi che Del Noce non è stato preso per la gola. Nel contempo, anche la Moroni e Beppe hanno perso qualcosa. La signora umbra dalla vocetta stridula ha cominciato a diffondere ricette appartenenti a poveri foodbloggers spacciandole per sue, e la sua risata a Gollum sta diventando veramente insopportabile. Al club si è aggiunto Vissani, che sarà pure un eccellente cuoco, ma quanto ad umanità e sprint televisivo proprio non sa nulla. Ciliegina sulla torta? Quello che è successo lo scorso 15 febbraio: Beppe Bigazzi, partendo da un detto popolare delle sue parti che recita "A Berlingaccio chi non ha ciccia ammazza il gatto", ha raccontato che a Carnevale, in Valdarno, negli anni '30 e '40, chi non poteva godere della carne di coniglio, si nutriva di quella di gatto. L'Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali), insieme alla responsabile dei Verdi, Cristiana Morelli, hanno subito scagliato le loro proteste, e il cartellino rosso di espulsione è arrivato subito per Beppe, che si è dovuto ritirare momentaneamente dalla trasmissione. Forse si era soffermato un po' troppo sulla "frollatura delle carnine bianche" dei gatti, includendo così particolari pittoreschi, ma anche piuttosto macabri. Tuttavia c'è da dire che il co-presentatore si rifaceva ad un detto popolare, e ad un'usanza diffusa in quegli anni di magra. A mio parere l'espulsione sembra eccessiva, considerando anche il carattere di Bigazzi, propenso ad esagerazioni e a battute avventate. E poi si apre un'altra discussione: perché il gatto no e il coniglio sì? Perché l'uomo è abituato a tenere il gatto acciambellato sul divano? E un tenero coniglietto allora? L'agnellino che guarda Lisa Simpson coi suoi occhioni languidi? E Bambi, vogliamo parlare del cerbiattino della nostra infanzia?! A fronte di queste considerazioni non sto assolutamente dicendo di essere a favore dei 100 modi in cui cucinare Fuffi, sia chiaro. Però, secondo questa nuova ottica, risulta anche meno raccapricciante l'usanza cinese. E se fossimo abituati fin dall'antichità a cucinarci il cane e a costruire la cuccetta per il nostro porcellino domestico?&lt;br /&gt;Nonostante ciò, scusate un attimo, ma devo vedere chi vince, se Pomodoro Rosso o Pomodoro Verde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta di una tenerissima carne di gatto accompagnata con... Va bene, Carnevale è già passato, e il 1 di aprile è ancora lontano. Per gli ultimi giorni d'inverno (almeno si spera), del tenero filetto ricoperto da salsa tartufata accompagnato da formine di polenta croccanti fuori e morbide dentro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Filetto al tartufo con polenta croccante&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il filetto:&lt;br /&gt;4 fette di filetto di circa 2 hg l'una&lt;br /&gt;1 hg salsa tartufata&lt;br /&gt;una noce di burro&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per le formine:&lt;br /&gt;2hg polenta (del tipo preferito)&lt;br /&gt;acqua&lt;br /&gt;salsa tartufata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il filetto:&lt;br /&gt;Cuocere alla brace le fette di filetto salate e pepate, 5 minuti per parte. In una pirofila, fare liquefare la noce di burro al quale aggiungere metà della salsa tartufata. Adagiarvi le fette di filetto, sulle quali aggiungere la salsa rimanente. Servire caldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per le formine:&lt;br /&gt;Cuocere la polenta e farla intiepidire, quindi disporla sul tagliere passandovi sopra il matterello per livellarla. Con degli stampi da biscotti, realizzare le formine preferite, su cui porre della salsa tartufata. Disporle sul piatto &lt;i&gt;crisp&lt;/i&gt; leggermente unto, e far cuocere in forno a microonde con funzione &lt;i&gt;crisp&lt;/i&gt; per 4-5 minuti circa.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-1393985690397888709?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/1393985690397888709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=1393985690397888709' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1393985690397888709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1393985690397888709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/02/mezzogiorno-di-cuoco-filetto-al-tartufo.html' title='&lt;center&gt;Mezzogiorno di Cuoco - Filetto al tartufo con polenta croccante&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2743/4370214190_7f8b73fbf5_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-4504204214609892794</id><published>2010-02-10T11:49:00.002+01:00</published><updated>2010-02-10T11:50:16.671+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>D.ssa Stranamore - Baci di Perugia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4345976692/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4028/4345976692_5e93ae09da.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4345976692/"&gt;Baci di Perugia&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Domenica si festeggerà una delle feste più patetiche e consumistiche del globo: &lt;i&gt;S. Valentino&lt;/i&gt;. Coppie stucchevoli e gné-gné, se ne staranno mano nella mano, o a cenare a lume di candela, o a visitare questa o quella città italiana, con tanto di mazzi di fiori e palloncini a forma di cuore gonfiati a elio. Voi, mi rivolgo a voi, single ormai a prova di colpo di fulmine, ve ne starete in disparte, professando quanto è triste festeggiare S. Valentino e che l'amore non si dimostra solamente una volta all'anno. Baggianate: ovviamente vi piacerebbe tantissimo ricevere come dono uno di quegli inquietanti peluche che stringono tra le zampette cuori di cioccolato, o perlomeno poter snobbare con classe la festività, decidendolo però insieme al partner. A vostro favore, però, potete tirare fuori delle valide motivazioni alle vostre amiche che vi racconteranno per filo e per segno dei progetti per domenica 14 febbraio, su quanto sia inutile spendere così tanto per un qualcosa di così labile. A mio parere Carlo Verdone, con &lt;i&gt;L'amore è eterno finché dura&lt;/i&gt;, ha superato se stesso. Non tanto per la pellicola in sé (più pregevole è sicuramente &lt;i&gt;Viaggi di nozze&lt;/i&gt;, con Tosca e &lt;i&gt;famolostrano!&lt;/i&gt;), quanto per l'appropriata scelta del titolo. Sì, perché anche secondo me l'amore in una coppia non è infinito. Dopo l'euforia e la passione iniziale, questo si esautora, e più si va avanti nel tempo, più diventa abitudine e consuetudine. Mentre in alcuni casi sparisce proprio, in altri diventa una diversa tipologia di amore, ecco. Ci si conforma alla vita che, da un po' di tempo, si conduce con il &lt;i&gt;partner&lt;/i&gt;, e ci si adegua ad essa. Perché molte volte, dopo il matrimonio, avviene il tradimento? Se talvolta questo è puramente erotico, sessuale, mentre spiritualmente e psicologicamente si rimane legati ed attratti alla persona che abbiamo scelto come compagna di vita, talaltra invece è causato proprio dallo scocco di una scintilla che va a sostituire quella ormai affievolita dal tempo. A comprovare il fatto che la mia teoria non sia solo dettata da una sorta di pessimismo inconsueto per una ragazza della mia età che ora come ora l'amore non lo vede neanche in cartolina (e quando sei innamorato, a quanto pare, sembra che la tua storia sia la migliore di tutte, la più bella del mondo e che durerà più dei nuovi seni al silicone della Ventura), interviene la scienza. Secondo una ricerca condotta dall'Università di Pavia condotta sulla sostanza presente nel cervello in grado di fare innamorare, infatti, il tutto è riducibile a delle &lt;i&gt;proteine&lt;/i&gt;. Delle piccole catenelle aminoacidiche riescono ad influenzare il Sentimento per eccellenza, quello che ha fatto parlare tanti pensatori, quello che ancora oggi rimane un grande mistero per la specie umana. La prima "molecola dell'amore" è stata scoperta dal premio Nobel (1968, per gli studi condotti appunto sui fattori di crescita del sistema nervoso) &lt;i&gt;Rita Levi Montalcini&lt;/i&gt;: si chiama NGF, sigla che sta per Nerve Growth Factor. Per studiare il fenomeno sono stati analizzate diversi gruppi di persone divisi in base alla durata del rapporto di coppia. Nelle persone dove la relazione era iniziata da poco, sono stati riscontrati dei valori di NGF più alti rispetto alle coppie che stavano insieme da più di un anno. Un altro aspetto che è emerso dalla ricerca è che i livelli di NFG calano con il passare degli anni: nell'iniziare una nuova relazione un ventenne avrà dei livelli della proteina più alti rispetto a un trentenne. Tuttavia i ricercatori tengono comunque a precisare che dopo il primo anno non finisce l'amore, finisce solo questa fase "acuta" che lascia il posto ad altre sensazioni. Tutto ciò convalida la teoria di cui sono sostenitrice ormai da un po' di tempo. La vostra amica ovviamente vi guarderà scettica e piena di disappunto, e se ne andrà a cercare un delizioso portafoto per il suo ragazzo pensando a quanto siete sfigate e anche un po' invidiose, inconsapevole del suo livello di NGF che sta progressivamente calando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo S.Valentino, vi propongo la ricetta dei famosi Baci di Perugia, trovata su &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt; di questo mese. Questi golosissimi cioccolatini sono nati negli anni '20 da un'idea di Luisa Spagnoli e Giovanni Buitoni, tra i fondatori storici della Perugina. Lei inventò la ricetta e li chiamò "cazzotti" per la forma a pugno; lui ne addolcì il nome in "baci". Rivestiteli di carta stagnola, ponendo all'interno di ognuno una citazione famosa: il risultato sarà sicuramente più soddisfacente di quello dato dai dolcetti acquistati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Baci di Perugia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;240 g cioccolato gianduia&lt;br /&gt;120 g granella di nocciole tostate&lt;br /&gt;30 g nocciole intere&lt;br /&gt;70 g panna fresca&lt;br /&gt;300 g cioccolato fondente al 70%&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scaldare la panna in un pentolino con il cioccolato gianduia spezzettato e mescolare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire la granella di nocciole e continuare a mescolare finché sarà incorporata perfettamente. Trasferire il composto in una tasca da pasticciere senza bocchetta, distribuirlo su un vassoio foderato con carta da forno formando tante palline grosse come una noce, lasciarle raffreddare in frigo per un'ora e poi sistemare una nocciola intera su ogni bacio, premendola leggermente. Grattugiare fine il cioccolato fondente, raccoglierlo in una ciotola e lasciarlo sciogliere dolcemente a bagnomaria. Togliere i baci dal frigo e immergerli uno alla volta nel cioccolato fuso, aiutandosi con una pinza da pasticceria o con una forchetta, in modo da ricoprirli interamente. Fare sgocciolare bene i baci, quindi metterli su un foglio di carta da forno e lasciarli riposare finché si saranno asciugati completamente.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-4504204214609892794?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/4504204214609892794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=4504204214609892794' title='29 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4504204214609892794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4504204214609892794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/02/baci-di-perugia.html' title='&lt;center&gt;D.ssa Stranamore - Baci di Perugia&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4028/4345976692_5e93ae09da_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>29</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2967571460346095180</id><published>2010-02-04T15:43:00.004+01:00</published><updated>2010-02-04T15:49:29.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marmellate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Un mondo al contrario - Marmellata di arance</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4329635697/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4062/4329635697_c77826a838.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4329635697/"&gt;Marmellata di arance&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/center&gt;&lt;p align = justify&gt;«È una marmellata ottima», disse la regina.&lt;br /&gt;«Tanto oggi non ne voglio.»&lt;br /&gt;«Anche se tu ne avessi voluta, non avresti potuto averne», ribatté la regina. «La regola è marmellata domani e marmellata ieri, ma non marmellata oggi.»&lt;br /&gt;«Ma prima o poi ci potrà essere marmellata oggi!», obiettò Alice.&lt;br /&gt;«No, replicò la Regina. «La marmellata c'è negli altri giorni; e oggi non è un altro giorno, come dovresti sapere.»&lt;br /&gt;«Non vi capisco» disse Alice. «È spaventosamente confuso.»&lt;br /&gt;(da &lt;i&gt;Attraverso lo specchio&lt;/i&gt;, Lewis Carroll)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché noi, oggi, siamo abituati alla logica paradossale, contorta e spiazzante che fa da padrona nelle opere di Carroll. Siamo abituati a politici che fanno tante promesse, ma poi non vediamo neppure l'ombra della "marmellata del domani". Ci si chiede quanto l'opera del grande scrittore, sebbene irreale, possa essere distante dal mondo odierno, e dalla sua inverosimile razionalità. Non è contorto un mondo in cui si è ricchissimi oppure poverissimi? Non è contorto un mondo in cui un futuro non è assicurato per nessuno? Non è contorto un mondo in cui bene e male si confondono? Non è contorto un mondo dove si è in guerra continua? Non è contorta la realtà che ci circonda? Quasi quasi preferisco il &lt;i&gt;Gatto del Cheshire&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta della marmellata d'arance, che ha letteralmente conquistato casa mia. Barattoli su barattoli spariscono alla velocità della luce: è ottima sia come dolce, sulle fette biscottate, sul pane col burro o nello yogurt, sia come stuzzichino salato, accompagnata da dei formaggi. La marmellata in questione è proprio quella di cui Alice trova il vasetto (vuoto), mentre cade nel pozzo. La bambina non osa buttarlo giù, perché pensa che potrebbe cadere in testa a qualcuno. La domanda sorge spontanea: non dovrebbe cadere con la stessa velocità di Alice che già sta cadendo? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Marmellata di arance&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1,5 kg arance bionde, non trattate&lt;br /&gt;1 limone&lt;br /&gt;1,5 l acqua&lt;br /&gt;1,5 kg zucchero &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliare le arance e il limone in sei spicchi, quindi ridurre a fettine sottili ognuno di essi. Raccogliere le fettine di agrumi in una ciotola di vetro o di porcellana (non di plastica), versarvi sopra l'acqua e coprirle con della pellicola trasparente. Lasciare riposare tutto per una notte in un luogo fresco. Il giorno dopo versare il contenuto della ciotola, arance ed acqua, in una casseruola di acciaio con il triplo fondo. Unire lo zucchero, mescolare bene finché risulti sciolto e continuare la cottura a fuoco vivo per 30 minuti circa. Lasciare riposare qualche minuto, quindi riempire i vasetti e sigillarli con chiusura ermetica. Se aperta, la marmellata si conserva per qualche giorno in frigo. Altrimenti, il barattolo sigillato può conservarsi per circa 6 mesi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2967571460346095180?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2967571460346095180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2967571460346095180' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2967571460346095180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2967571460346095180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/02/un-mondo-al-contrario-marmellata-di.html' title='&lt;center&gt;Un mondo al contrario - Marmellata di arance&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4062/4329635697_c77826a838_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-1466184325515986511</id><published>2010-02-01T08:30:00.002+01:00</published><updated>2010-02-01T10:34:11.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biscotti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='oriental style'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Cha no yu - Green tea sweets</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4320411030/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4011/4320411030_c620ab837e.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4320411030/"&gt;Green tea sweets&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;I tabloid impazzano: &lt;i&gt;Prince of Wales and Lady Grey just married&lt;/i&gt;. Matrimonio in grande per il Principe del Wales e l'amata Lady Grey: lei, un abito sontuoso color lavanda e fiordalisi intrecciati tra i capelli, lui un rigoroso smoking nero. Preserveranno la nobile dinastia, e la porteranno avanti con sapienza ed eleganza. Lui proviene dalla Cina, è delicato e apprezzato da tutti; lei, Mary Elizabeth, dai tipici tratti orientaleggianti, è decisa e forte, vitaminica direi. Il padre &lt;i&gt;Earl Grey&lt;/i&gt;, orgogliosissimo, ha portato fiero sua figlia all'altre, non riuscendo a nascondere una lacrima scendere sulla guancia solcata dalle rughe. Tantissimi illustri invitati ai festeggiamenti, tra cui la bella indiana &lt;i&gt;Darjeeling&lt;/i&gt;, la ex del Principe mollata brutalmente davanti ad un aereo per Thaiti, che afferma di essere realmente felice per le nozze. O almeno così dice. Nascosto dietro una colonna di pasticcini di frolla, si scorge anche &lt;i&gt;Bancha&lt;/i&gt;, magnate di un grande impero economico: raffinato e altero, appare sempre un po' riservato e piuttosto burbero con la stampa. Grande amico di Lady Grey, nonché suo compagno al college, si vocifera su un plausibile amore non ricambiato da parte di lui. Ma si sa, sono solo gossip, e io non voglio certo esprimere giudizi avventati sullo sguardo perso e affranto dipinto sugli occhi di Bancha quando guarda la futura Principessa del Wales scendere le gradinate con grazia! Le sorelle di Lady Grey, &lt;i&gt;Sencha&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Tencha&lt;/i&gt;, pur essendo gemelle, non potrebbero mai essere così diverse. Tencha si gira attorno, controlla che tutto proceda per il meglio, vorrebbe che la cerimonia della sorella fosse perfetta, saluta gli invitati, li accoglie, pensa alle tartine all'avocado e al salmone. Brillante e pungente, dirige una casa di moda; è al suo terzo matrimonio e ha due figli, ma sembra essere presa più dalle sue incombenze che dalle esigenze familiari. Sencha è l'opposto: pallida e remissiva, nel suo abito verde scuro, sembra invisibile. Si muove con circospezione tra la folla. Sembra quasi non voglia farsi notare, e probabilmente non vede l'ora di tornare sui suoi amati libri. Il cugino del principe, nonché suo migliore amico &lt;i&gt;Karkadè&lt;/i&gt;, spicca tra i presenti per il deciso colore rosso del suo smoking. Noto casanova, è alla ricerca della sua prossima preda. Uh-oh, sembra proprio che l'abbia trovata: ma sarà contento il marito di Tencha della cosa? Intanto il pestifero &lt;i&gt;Pai-mu-tan&lt;/i&gt;, fratello minore del Principe, semina panico nel bel mezzo della festa: alza la gonna a Yin-chên, che sembra così una moderna Marilyn Monroe, rovescia il punch addosso a &lt;i&gt;Gunpowder&lt;/i&gt;, non conoscendo forse la sua proverbiale irascibilità. Quieta e serafica è invece la piccola &lt;i&gt;Jasmin&lt;/i&gt;, figlia del Principe e di Lady Grey: nata da pochi mesi, osserva tutto con grande cura, non lasciandosi sfuggire neppure il dettaglio più minuto. Compreso &lt;i&gt;Matcha&lt;/i&gt;, il prezioso animale domestico di famiglia: un grande gatto di razza pregiata, la cui coda viene immediatamente afferrata dalla piccina, che non gli lascia scampo. La grande cerimonia, la famosa &lt;i&gt;Cha no yu&lt;/i&gt;, celebrata alle 5 del pomeriggio dall'esimio &lt;i&gt;Cappellaio Matto&lt;/i&gt;, è ormai giunta al termine. Quanto durerà l'amore tra il Principe e Lady Grey? Nessuno può dirlo con sicurezza, ma una cosa è certa. Sembra essere infinito quando il Principe e Lady Grey si sussurrano piano a vicenda: "Ho voglia di &lt;i&gt;tè&lt;/i&gt;."&lt;br /&gt;(&lt;i&gt;Ogni riferimento a fatti, cose e persone è puramente casuale. I personaggi non esistono, o perlomeno solamente sul mio scaffale, tra bustine di tè, infusi e tisane.&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché sono riuscita finalmente a mettere le mani sulla preziosa e costosissima polvere verde di tè Matcha, ormai celeberrima nella blogsfera, ho messo subito in pratica una ricetta trovata sul &lt;a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2007/07/biscotti-al-te-matcha-because-you-can"&gt;Cavoletto&lt;/a&gt; e da &lt;a href="http://www.cilieginasullatorta.it/2007/07/green-tea-sweets.html"&gt;Tuki&lt;/a&gt;. La consistenza friabile dei biscottini è deliziosa, mentre il sapore... beh, presente la sensazione che si ha nell'addentare del tè verde solido? Ecco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Green tea sweets&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;90 g di zucchero a velo&lt;br /&gt;140 g di burro a pezzetti&lt;br /&gt;3 tuorli grandi (60 g)&lt;br /&gt;1,5 cucchiai da tavola di matcha&lt;br /&gt;220 g di farina&lt;br /&gt;200 g di zucchero semolato per la copertura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;Setacciare il matcha con lo zucchero a velo e versarli nel recipiente della planetaria, unirvi il burro e lavorare con la foglia (o gancio K) fino ad ottenere un impasto perfettamente liscio ed omogeneo; unire la farina setacciata, continuando a lavorare, ed impastare fino a quando il tutto non risulta ben amalgamato; infine, aggiungere i tuorli e lavorare velocemente fino a quando non saranno ben incorporati nell'impasto. Formare un disco con l'impasto, coprirlo e lasciarlo in frigo per circa 30'. Preriscaldare il forno a 160-170°C, stendere l'impasto ad uno spessore di poco superiore ad 1 cm (io li ho fatti più bassi) e, con un tagliapasta di circa 5cm di diametro, ricavare i biscotti e passarli nello zucchero semolato. Sistemare i biscotti su una teglia rivestita di carta forno e cuocere per circa 15-20 minuti, i biscotti devono essere appena dorati sui bordi. Trasferire su una griglia di raffreddamento e lasciare che si raffreddino completamente. Conservare in una scatola di latta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-1466184325515986511?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/1466184325515986511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=1466184325515986511' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1466184325515986511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1466184325515986511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/cha-no-yu-green-tea-sweets.html' title='&lt;center&gt;Cha no yu - Green tea sweets&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4011/4320411030_c620ab837e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7699697623880250160</id><published>2010-01-28T13:30:00.002+01:00</published><updated>2010-01-28T13:31:30.676+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cake'/><title type='text'>La metamorfosi - Cake alla feta e prezzemolo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4311472426/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2783/4311472426_0b00c1e81f.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4311472426/"&gt;Cake alla feta e prezzemolo&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Nella vita dello studente universitario, che scorre placida tra lezioni, biblioteca e mensa, bisogna includere purtroppo un periodo quanto mai temuto: la &lt;i&gt;sessione d'esame&lt;/i&gt;. Quello è il momento in cui i nodi vengono al pettine, e l'unico desiderio è quello di passarlo da vincitori. Terminate le lezioni, comincia la Tanto Temuta: si cominciano a diradare le uscite infrasettimanali, e più ci si avvicina al giorno dell'esame, tanto si riduce anche la durata delle serate nei week-end; ci si rinchiude in casa, chi ha affittato un appartamento nella città in cui studia, torna mesto e tapino a casa. In un primo periodo è quasi rilassante: sì, c'è da studiare, ma si torna ad essere serviti e riveriti da mamma e babbo, e poi manca ancora un mese all'esame! Poi insomma, questa vita domestica viene anche a noia. Le giornate passano tutte uguali, la concentrazione va diradando e sembra di non procedere con lo studio. Comincia la &lt;i&gt;paranoia&lt;/i&gt;: no perché a me interessa solamente di passarlo, poi del voto chi se ne importa!? No, ma dicono che i professori sono certi bastardi! No, io penso di bocciare, e se mi fanno delle domande a cui non riesco a rispondere? in alcuni casi le paranoie sono fondate: lo studente che in realtà si è gingillato e non ha aperto libro durante l'arco di tempo a disposizione, verrà bocciato; quello che si è impegnato ed ha studiato assiduamente (anche se proprio non gli pare di essere pronto), riceverà buoni frutti. Ma non sempre. Molte volte, purtroppo, ci sta anche la sfortuna: per esempio, che capiti l'argomento su cui abbiamo meno le idee chiare (&lt;i&gt;remembering esame di analisi matematica - gennaio 2009&lt;/i&gt;), che il professore sia veramente lunatico e che abbia voglia di bocciarti. Ci sta tutto, l'importante è incassare il colpo e poi riprovarci. Anche se solamente il pensiero di risprofondare nell'apatia della sessione d'esame è nauseante. In questo periodo, lo/a studente/ssa, subisce una vera e propria &lt;i&gt;mutazione&lt;/i&gt;, psicologica e fisica. Il primo indizio che serve da riconoscimento del Problema è dato dall'assunzione di una &lt;i&gt;tenuta da combattimento&lt;/i&gt;, consistente in pantaloni sformati di una tuta da Jay-Z (pregevoli le tute utilizzate quando si praticava uno sport), calzini spessi multicolor, pantofole grandi, calde e pelose, un &lt;i&gt;pile&lt;/i&gt; dai motivetti assurdi e imbarazzanti (il mio ha dei fiocchi di neve grigi e delle teste di renna inquietanti; gettonati anche i modelli-moda dai colori catarifrangenti), maglietta vecchia e consunta (da alternare col sopra del pigiama, come in uno stato di influenza perenne). Segue una presa di posizione da parte dei capelli, che decidono di sporcarsi prima e di andare per i fatti loro: frequenti, per chi ha i capelli almeno alle spalle, sono le acconciature formate con l'ausilio di matite smangiucchiate o pinze da lavandaia. Durante la sessione d'esame poi, diventano palesi miopia e/o astigmatismo: non c'è niente di meglio per deprimersi che portare 24 h su 24 degli spessi occhiali neri da nerd (presenti!), e ogni tanto guardarsi allo specchio per verificare lo stato di abbrutimento. Nel mentre, la depressione arriva alle stelle, così come l'ansia e l'angoscia che potrebbero causare un fallimento. Per questo motivo, solitamente, accompagnano il periodo di esame anche degli attacchi convulsi di &lt;i&gt;fame&lt;/i&gt;, che trova sfogo soprattutto nei carboidrati. Io, per esempio, faccio delle vere e proprie indigestioni di cereali, marmellata e biscotti a qualunque ora del giorno. Lo so, è riprovevole, ma cosa non si farebbe pur di non studiare anche solo cinque minuti! Questa &lt;i&gt;fame chimica&lt;/i&gt;, purtroppo, va a pari passo con un desolante stato dell'epidermide che ricopre il viso. Ad ogni morso di cioccolata, sembra spunti un nuovo brufolo, che col suo colore rosso carminio crea un emozionante contrasto sulla pelle biancastra e flaccida, che non vede la luce del sole, vuoi per l'inverno, vuoi per la vita di clausura trascorsa sui libri, da più di un mese. Ancora più infame, a tal proposito, è la &lt;i&gt;sessione estiva&lt;/i&gt;. Se quella invernale è traumatica, quella estiva lo è ancora di più. Studenti più fortunati sfoggiano dorate abbronzature già da maggio: tu (io) sei costretta ad andare avanti col tuo colore pallido di morte, consapevole dell'imminente scottatura non appena potrai esporre almeno una piccola area del tuo corpo al sole. Guardi fuori le belle giornate scorrere, mentre tu sei costretto a stare chino sui libri soffrendo il caldo e sudando come un maialino cinese. Sogni l'estate, ma sai di dover dare ancora questo e quell'esame prima di goderne appieno. E potrai farlo solo se gli esami andranno bene. Contemporaneamente, calano il livello di attenzione e di concentrazione: mille sono gli espedienti a cui si ricorre per distrarsi. Da includere nella categoria il volo di una mosca e Internet, la distrazione per eccellenza: si finisce per aggiornare convulsamente la stessa pagina di Facebook che si aggiornerebbe automaticamente, iscriversi a &lt;i&gt;Twitter&lt;/i&gt; o sperimentare tutti gli stupidi giochini presenti su gioco.it (con particolare propensione per quelli di ruolo, in cui l'obiettivo è quello di gestire un fast-food soddisfacendo tutte le esigenze dei clienti). Come se non bastasse, la posizione ricurva sui tomi aperti, provoca &lt;i&gt;scoliosi momentanee&lt;/i&gt; che riportano lo studente alla primitiva condizione da australopiteco. Le sessioni d'esame, in definitiva, hanno qualcosa di estremamente &lt;i&gt;sadico&lt;/i&gt; verso il genere degli studenti. Lo &lt;i&gt;studio matto e disperatissimo&lt;/i&gt; tanto amato da Leopardi, io lo sostituirei volentieri con &lt;i&gt;feste matte e divertentissime&lt;/i&gt;, e stavolta non penso sia questione di punti di vista, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta di un cake salato, la cui preparazione mi ha distratto - con piacere, da endomembrane, ibridizzazioni e citosol. Piacevole è stato anche addentare quelle morbide fette, in cui l'acidulo del formaggio greco ben si combina con l'inconfondibile sapore del prezzemolo. La ricetta è di Arietta di &lt;a href="http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2010/01/cake-feta-ed-erbe.html"&gt;Muffins, cookies e altri pasticci&lt;/a&gt;, come sempre una garanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cake alla feta e prezzemolo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;180 gr di farina&lt;br /&gt;3 uova&lt;br /&gt;10 cl di latte parzialmente scremato&lt;br /&gt;10 cl di olio d'oliva&lt;br /&gt;100 gr di gruyère (&lt;i&gt;io ho utilizzato il Galbanino&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;200 gr di feta&lt;br /&gt;2 o 3 manciate di prezzemolo o altre erbe aromatiche fresche (basilico, menta...)&lt;br /&gt;1 bustina di lievito per torte salate&lt;br /&gt;sale e pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliare la feta a dadini, grattugiare il gruyère con una grattugia a fori larghi e tritare grossolanamente le erbe. Imburrare e infarinare uno stampo da plumcake.&lt;br /&gt;In una ciotola, sbattere leggermente con una frustina le uova con l’olio e il latte. Aggiungere la farina, il gruyère grattugiato, la feta a dadini e le erbe tritate. Salare e pepare. Mescolare e incorporare delicatamente il lievito.&lt;br /&gt;Versare l'impasto nello stampo e infornare subito nel forno preriscaldato a 180°. Fare cuocere per 35-40 minuti circa. Lasciare raffreddare il cake prima di sformarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Varianti: &lt;br /&gt;- potete aggiungere anche una bella manciata di olive nere denocciolate al composto.&lt;br /&gt;- potete sostituire il gruyère con emmenthal, oppure variare utilizzando al suo posto 60 gr di parmigiano grattugiato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7699697623880250160?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7699697623880250160/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7699697623880250160' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7699697623880250160'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7699697623880250160'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/la-metamorfosi-cake-alla-feta-e.html' title='&lt;center&gt;La metamorfosi - Cake alla feta e prezzemolo&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2783/4311472426_0b00c1e81f_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7481389483895600415</id><published>2010-01-25T13:30:00.006+01:00</published><updated>2010-02-12T14:03:59.492+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolci al cucchiaio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>Avereventanni, auguri a me! - Mattonella con bavarese al caffè e ganache al cioccolato</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4303717346/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4054/4303717346_d2dc53e5fa.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4303717346/"&gt;Mattonella con bavarese al caffè e ganache al cioccolato&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;È strano pensare come un giorno preso a caso possa rappresentare per alcuni un giorno come tanti, in cui continuare con la solita routine e le solite occupazioni, e rappresentare invece una data importante per altri. Prendiamo come esempio questo grigio lunedì, fatto di freddo e umidità. Ecco, questo lunedì per uno studente potrebbe significare solamente l'inizio di una estenuante settimana, fatta di compiti e interrogazioni, dopo il relax del week-end. Per una donna di casa potrebbe significare solamente che è giunto il momento di cambiare le lenzuola e mettere a lavare quelle vecchie. Per un &lt;i&gt;buisness-man&lt;/i&gt; potrebbe voler dire esclusivamente che oggi dovrà presenziare ad un noioso convegno, come ogni lunedì. La normalità, in definitiva, niente più e niente meno. E invece per me, la vostra tartina, oggi è un giorno speciale: è il &lt;i&gt;mio compleanno&lt;/i&gt;. Ebbene sì, compio 20 anni, proprio oggi, il 25 gennaio, dico addio al mondo dei &lt;i&gt;teenagers&lt;/i&gt;. Il compleanno è un evento importante, soprattutto se l'età è di questa portata. Secondo me sono i 20 che inaugurano l'ingresso nel &lt;i&gt;mondo degli adulti&lt;/i&gt;, non i 18. Non c'è più quell'1 davanti, ma un 2 pieno di aspettative per il futuro. Che poi, se ci si pensa bene, perché festeggiare un anno che se ne va, un anno in cui diventiamo più vecchi? Sembra non avere senso, eppure, il giorno del proprio compleanno, c'è sempre quella leggera euforia, quel sentirsi speciali per un giorno, e ricoperti di mille attenzioni. Sorprese, regali, le persone più disparate che fanno gli auguri (ma è sempre un piacere riceverli). Sono più grande, è vero, ma non mi sembra di certo di essere cambiata da ieri o da una settimana fa. Eppure c'è quel qualcosa in più che grava su di me, quel qualcosa che, almeno per l'entusiasmo iniziale, mi fa assumere la consapevolezza di essere più grande, e di doverlo dimostrare. &lt;i&gt;Maturare&lt;/i&gt; per alcuni è un processo lento, per altri repentino e segnato da un singolo avvenimento, per altri ancora quel momento non arriverà mai; delle volte l'età non conta niente. Io non lo so, ancora ho molto da imparare e troppe esperienze da fare. Se ripenso ai miei anni trascorsi però, non posso che farlo sorridendo. Tornassi indietro cambierei qualcosa, questo è ovvio, ma il bilancio, in fin dei conti, è positivo. Adesso sento solamente il bisogno di buttarmi, come un salto nel vuoto, in questo nuovo anno che per me, mi perdoni il calendario, comincia proprio oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi non posso che proporvi il dessert che mi sono auto-confezionata per festeggiare i miei 20. L'ho inventato io, assemblando 3 diverse ricette e 4 tipi di gusti e consistenze: il biscotto alla &lt;i&gt;nocciola&lt;/i&gt; spugnoso e morbido, la ganache al &lt;i&gt;cioccolato fondente&lt;/i&gt; cremosa e scioglievole al palato, la bavarese al &lt;i&gt;caffè&lt;/i&gt; che ben si combina con lo strato di soffice &lt;i&gt;panna montata&lt;/i&gt; finale. Per augurarvi un buon &lt;i&gt;NON-compleanno&lt;/i&gt; (:&lt;br /&gt;E già che ci sono, partecipo con questa ricetta al contest indetto da &lt;a href="http://meringheallapanna.blogspot.com/2010/01/caffelatte-al-cucchiaio-per-una-buona.html"&gt;Chefs Sans Frontieres&lt;/a&gt; (cliccando sul nome trovate il bando!), associazione senza fini di lucro che si occupa di insegnare il mestiere della ristorazione a ragazzi in difficoltà, condudendoli per mano fino alla completa autonomia nella gestione di un'attività. Per le migliori ricette sono previsti anche alcuni premi messi in palio da &lt;a href="http://www.neronero.it/shop/"&gt;Neronero&lt;/a&gt;. uniamo l'utile al dilettevole, su!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Mattonella con bavarese al caffè e ganache al cioccolato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il biscotto alla nocciola:&lt;br /&gt;100 g nocciole &lt;br /&gt;3 albumi&lt;br /&gt;80 g zucchero&lt;br /&gt;20 g farina &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la ganache:&lt;br /&gt;100 ml panna fresca&lt;br /&gt;150 g cioccolato fondente&lt;br /&gt;30 g burro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la bavarese:&lt;br /&gt;2 tuorli&lt;br /&gt;250 ml latte&lt;br /&gt;1 cucchiaio di caffè solubile&lt;br /&gt;50 g zucchero semolato&lt;br /&gt;1 cucchiaio e mezzo di zucchero a velo&lt;br /&gt;100 ml panna fresca&lt;br /&gt;4 g gelatina in fogli&lt;br /&gt;un baccello di vaniglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per decorare:&lt;br /&gt;50 ml panna fresca&lt;br /&gt;20 g zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparare il biscotto alla nocciola, tritando innanzitutto col mixer le nocciole fino a ridurle in polvere. Montare a neve ben ferma gli albumi, poi unire le nocciole e la farina. Versare l'impasto in una pirofila di 26x18cm foderata con carta da forno, e infornare a 200° per 20 minuti. Far raffeddare, quindi, servendosi di un coltello con la lama seghettata (in questo modo non si sbriciolerà), tagliare in due la pasta, delle dimensioni di uno stampo da plum cake di 24 cm. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparare quindi la ganache: versare in una casseruola la panna con 100 ml scarsi di acqua, portare al limite dell'ebollizione, unire il cioccolato spezzettato e, fuori dal fuoco, mescolare fino a quando il cioccolato sarà completamente sciolto. Lasciare intiepidire il composto e, poco alla volta, unire il burro molto morbido. Trasferire la ganache in frigo a rassodare (20 minuti circa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foderare uno stampo da plum cake con della carta da forno, quindi porvi il primo rettangolo di pasta alla nocciola opportunamente tagliato e ridotto alle giuste dimensioni. Prelevare la ganache dal frigo, quindi montarla con le fruste elettriche per 2-3 minuti, finché inizierà a diventare più chiara e addensarsi. Spalmare la ganache sul primo biscotto alla nocciola, coprire con il secondo rettangolo, premere leggermente e porre nuovamente in frigo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, preparare la bavarese al caffè. Scaldare il latte con il baccello di vaniglia inciso nel senso della lunghezza senza portarlo ad ebollizione. Nel frattempo ammorbidire la gelatina in acqua fredda. Spegnere il fuoco, mescolare il caffè al latte finché si sarà sciolto ed eliminare la vaniglia. Montare i tuorli con lo zucchero finché diventeranno chiari e incorporarli al latte. Unire la gelatina strizzata e farla sciogliere per 5 minuti a fuoco lento, continuando a mescolare. Spegnere il fuoco e far raffreddare. Montare la panna con lo zucchero a velo, incorporandola al composto a base di latte. &lt;br /&gt;Prelevare lo stampo e versarvi la bavarese, quindi porre nuovamente in frigo a rassodare per almeno 4 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trascorso questo tempo, tirare fuori lo stampo dal frigo, e tirare fuori la mattonella aiutandosi coi lembi sporgenti della carta da forno. Pareggiare col coltello eventuali irregolarità nella forma (in particolare agli estremi). Se i lati dovessero risultare esteticamente poco piacevoli, ricoprirli con granella di nocciole.&lt;br /&gt;Prima di servire, montare la panna rimasta, quindi, servendosi di una sac-à-poche dalla boccuccia a stella, decorare la mattonella.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7481389483895600415?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7481389483895600415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7481389483895600415' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7481389483895600415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7481389483895600415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/avereventanni-auguri-me-mattonella-con.html' title='&lt;center&gt;Avereventanni, auguri a me! - Mattonella con bavarese al caffè e ganache al cioccolato&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4054/4303717346_d2dc53e5fa_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3472866210379679359</id><published>2010-01-22T15:05:00.004+01:00</published><updated>2010-01-22T15:16:56.184+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolci al cucchiaio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>Le relazioni pericolose - Bavarese al cioccolato e frutti di bosco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4295506640/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4057/4295506640_cc93cb198b.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4295506640/"&gt;Bavarese al cioccolato e frutti di bosco&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Rubrica femminile: &lt;i&gt;I miti da sfatare sull'amore&lt;/i&gt;, inteso come sentimento e relazione tra un uomo e una donna. Astenersi le più sentimentaliste.  &lt;br /&gt;Prima di tutto, l'esistenza di un &lt;i&gt;Principe Azzurro&lt;/i&gt;. Da piccole, influenzate dalla Disney e dalle fiabe più comuni (Cenerentola, Biancaneve) - in sostanza, prima che arrivasse &lt;i&gt;Shrek&lt;/i&gt; sugli schermi, ci immaginavamo, da un giorno all'altro, l'arrivo del nostro uomo perfetto, ovviamente bello, ricco, affascinante, scaltro ed intelligente. Tutte qualità che contemporaneamente non si potrebbero trovare nemmeno in un personaggio del gioco di ruolo &lt;i&gt;The Sims&lt;/i&gt;. Il principe sarebbe arrivato, prima o poi, in sella ad un possente cavallo bianco. Non mi importava di non essere mai salita su un cavallo o semplicemente su un pony, perché ci sarebbe stato Lui (Filippo) che mi avrebbe sollevata e posta delicatamente vicino a sé, per poi partire al galoppo verso il tramonto. Immagine romanticamente idilliaca, per carità, ma estremamente distante dalla realtà. Se il cavallo poteva funzionare bene nell'Ottocento, adesso si speri arrivi in groppa ad una &lt;i&gt;Porsche&lt;/i&gt;. Le aspettative sono sempre deluse: sembra quasi che il binomio bello&amp;intelligente non si contemplato da Madre Natura, e spesso e volentieri anche il binomio carino&amp;unminimoastuto. Si scade quasi sempre sul decente&amp;minorato. Ed è vero che non importa che sia ricco, che i soldi non fanno la felicità, ma ovviamente aiutano parecchio.&lt;br /&gt;Poi, il fatto che se un uomo ti tratta male, significa che gli piaci. No, non è assolutamente vero: se noi donne siamo quelle complesse, gli uomini sono quelli troppo semplici. Non ci sono spiegazioni se ci trattano male, se chiedono il numero e poi spariscono, se di punto in bianco non si fanno più vivi. Tutto ciò non è razionale, ma significa solamente una cosa: non gli piacciamo! Se da piccoli il bambino che condivideva il banco con noi ci faceva lo sgambetto ogni volta che passavamo, non voleva attirare la nostra attenzione, giammai. Significava solamente che gli stavamo nettamente antipatiche, che presto ci avrebbe appiccicato la gomma da masticare tra i capelli se non fosse intervenuta la maestra con tempestiva iniziativa.&lt;br /&gt;Le frasi come "tu meriti di meglio, credimi", "noi siamo perfetti l'uno per l'altra, è solo il tempo ad essere sbagliato" e "non i voglio ferire", sono solamente modi eleganti per decretare la fine di un rapporto. Anche la cosiddetta "pausa di riflessione" è solo un espediente per porre fine ad una relazione: chi conoscete che dopo una pausa-di-riflessione, hanno meditato a lungo per poi rimettersi insieme? Ecco, appunto.&lt;br /&gt;È da porre fine anche alla divulgazione di un'altra bestialata: &lt;i&gt;gli uomini si prendono per la gola&lt;/i&gt;. E voi dite che se mi presento da uno che mi piace con una teglia di muffins appena sfornati mi propone subito il matrimonio? Questa è un'altra tipica cavolata che si insinua nelle menti delle giovani bimbe per avviarle al fantastico mondo della cucina. Pensando che, se riusciranno a sfornare un arrosto al pari di quello della nonna, si mariteranno quanto prima, le giovani fanciulle ottenebrate dall'immagine del Principe Azzurro, si mettono subito ai fornelli. Risultato? Quei cibi finiranno sul girovita delle fanciulle nella fase della pubertà e sarà estremamente difficile mandare via la componente lipidica in eccesso.&lt;br /&gt;Infine, l'amicizia tra uomo e donna. È possibile, soprattutto se lui/lei è gay o tra i due intercorre un rapporto di parentela, ma anche in altre situazioni è possibile. Che poi questo rapporto possa sfociare nell'amore, è anch'esso possibile; tuttavia, si può avere un amico maschio senza per forza pensare di mettere su casa con lui.&lt;br /&gt;Si tenga presente che tali considerazioni sono state fatte in seguito ad un errato e inappropriato (ma anche mancato!) approccio all'amore da parte mia, ma che talvolta si rivelano estremamente veritiere.&lt;br /&gt;Per altri interrogativi irrisolti rivolgersi alle puntate di &lt;i&gt;Sex And the City&lt;/i&gt;, manuale più che esplicativo su ogni comportamento riguardante le relazioni uomo/donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta di un dessert strepitoso, che ho ripreso dal blog di Paoletta, &lt;a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2009/12/buon-anno-e-una-torta-da-sogno.html"&gt;Anice&amp;Cannella&lt;/a&gt;. Ho modificato la quantità di colla di pesce, e ho utilizzato i frutti di bosco surgelati, in assenza di mirtilli freschie e/o, nella fattispecie, surgelati. Nessun mito da sfatare stavolta, la torta dà sempre un ottimo risultato, riuscendo sempre &lt;i&gt;fedele&lt;/i&gt; alle aspettative: celestiale il contrasto tra la dolcezza del cioccolato e il sapore asprognolo dei frutti di bosco, tra la soffice morbidezza del pan di spagna e la consistenza gelatinosa della bavarese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bavarese al cioccolato e frutti di bosco&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il pan di spagna:&lt;br /&gt;40 gr di tuorli d'uovo&lt;br /&gt;100 gr di albumi&lt;br /&gt;110 gr di zucchero a velo&lt;br /&gt;15 gr di cacao&lt;br /&gt;20 gr di fecola&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la bavarese:&lt;br /&gt;300 gr di frutti di bosco&lt;br /&gt;300 gr di zucchero&lt;br /&gt;17 gr di gelatina in fogli&lt;br /&gt;300 gr di panna montata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il topping:&lt;br /&gt;150 gr di frutti di bosco&lt;br /&gt;35 gr di zucchero&lt;br /&gt;60 gr di acqua&lt;br /&gt;5 gr di gelatina in fogli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il pan di spagna:&lt;br /&gt;Montare i tuorli con 40 gr di zucchero a velo.&lt;br /&gt;Montare a neve l'albume aggiungendo 70 gr di zucchero a velo, unire i due impasti e incorporare la fecola e il cacao, amalgamare bene il tutto.&lt;br /&gt;Mettere in una tortiera imburrata e infarinata (io ho usato una tortiera a cerniera di 26 cm di diametro) e cuocere in forno per 15 minuti a 200°. Far raffreddare.&lt;br /&gt;Frullare, con il frullino a immersione, i frutti di bosco con lo zucchero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la bavarese:&lt;br /&gt;In una casseruola far bollire 50 gr della salsa di mirtilli ed unire la gelatina in fogli, precedentemente ammollata in acqua fredda. Amalgamare il tutto e aggiungere la restante salsa di mirtilli. Far raffreddare bene il composto e prima che si addensi unire la panna montata, mescolare bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettere il pan di spagna dentro un cerchio metallico foderato di carta acetata, versarvi la bavarese e mettere a rassodare in frigo. Nel frattempo preparare il topping: far cuocere lo zucchero con l'acqua, unirvi la gelatina in fogli, precedentemente ammollata in acqua fredda, quindi unire i frutti di boscoi. Far cuocere per 3 minuti circa, quindi lasciar raffreddare a temperatura ambiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la bavarese è un po' rassodata e il topping è freddo, ricoprire la superficie della bavarese e mettere nuovamente in frigo per due ore.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3472866210379679359?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3472866210379679359/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3472866210379679359' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3472866210379679359'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3472866210379679359'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/le-relazioni-pericolose-bavarese-al.html' title='&lt;center&gt;Le relazioni pericolose - Bavarese al cioccolato e frutti di bosco&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4057/4295506640_cc93cb198b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8182339595863656533</id><published>2010-01-20T11:32:00.004+01:00</published><updated>2010-01-20T11:34:43.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Il lupo perde il pelo... - Spirali di sfoglia allo speck</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4289656651/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4053/4289656651_1b931a6516.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4289656651/"&gt;Spirali di sfoglia allo speck&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/center&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;C'è un confine sottilissimo che separa &lt;i&gt;abitudine&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;vizio&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;dipendenza&lt;/i&gt;. I limiti che si interpongono tra questi tre concetti che definiscono la climax ascendente verso il male, sono assai sfumati e indefiniti. La parola abitudine deriva dal latino &lt;i&gt;habitudo&lt;/i&gt;, e va ad indicare letteralmente una struttura fisica o morale: è infatti un comportamento che assumiamo come automatico in seguito al suo ripetersi nel corso delle nostre esperienze, del nostro vissuto. Per esempio, è un'abitudine entrare dentro l'automobile ed allacciarsi la cintura di sicurezza, senza pensarci. Oppure bere un bicchiere d'acqua appena alzati. Le abitudini possono essere le più disparate; tuttavia, quando assumono connotati negativi, sfociano nel vizio, termine che va effettivamente ad indicare un'abitudine scorretta, maligna. Entrare in un &lt;i&gt;circolo vizioso&lt;/i&gt; significa prendere la consuetudine a fare qualcosa di sbagliato, che sappiamo essere sbagliato, ma che ormai facciamo meccanicamente. Quando poi non possiamo fare a meno di quel preciso circolo vizioso in cui siamo entrati, scatta la dipendenza, e allora uscirne fuori è praticamente impossibile. Prendiamo l'&lt;i&gt;alcol&lt;/i&gt;, il &lt;i&gt;fumo&lt;/i&gt; o il &lt;i&gt;gioco&lt;/i&gt;. Una volta che è diventata un'abitudine quella di bere svariate bottiglie tra vino e birra al giorno, quella di consumare circa tre pacchetti di sigarette al giorno, quella di puntare i nostri beni più cari di fronte ad un tavolo da poker, assicurando così un viaggio diretto per la Via del Lastrico, neanche la più grande &lt;i&gt;forza di volontà&lt;/i&gt; potrebbe essere d'aiuto. Uscire da una dipendenza è forse una delle prove più difficili, e molte volte non è possibile farcela da soli. Per quanto mi riguarda, vado fiera del fatto di non aver iniziato a fumare: ho provato ad aspirare quel catrame pieno di nicotina e sostanze tossiche, ma proprio no, non fa per me. Innanzitutto non è per niente piacevole, in secondo luogo, l'immagine di due polmoni rovinati dal fumo eccessivo funzionò in me da detrattrice. Il guadagno in salute è certo e, oltretutto, vi è anche un bel risparmio economico. In seconda media, conducendo delle ricerche per il giornalino scolastico sugli effetti nocivi del fumo, riuscii addirittura a far smettere di fumare i miei genitori. Quello è stato uno dei traguardi più soddisfacenti che abbia mai raggiunto: adesso in casa nostra anche solo il fumo passivo (che molti sostengono essere anche più dannoso di quello attivo!) riesce a dare una nota di insopportabile disturbo. Tuttavia, la varietà di vizi che offre il mondo odierno è vasta quanto un campionario di stoffe in merceria. Nascono dipendenze che mai avremmo immaginato potessero esistere. Come quella da &lt;i&gt;caffeina&lt;/i&gt;, sostanza facilmente reperibile in caffè, tè, Coca-Cola e bevande energetiche: questa provoca disturbi come ansia, insonnia, flessione dell'umore, confusione mentale e suscettibilità. Oppure la &lt;i&gt;Internet Addiction Disorder&lt;/i&gt; (IAD), frutto esclusivamente del nostro tempo, di portatili, PC e palmari. La Internet dipendenza è sempre più diffusa: addirittura negli Stati Uniti ci sono dei veri e propri centri di disintossicamento.La prima spia di allarme si accende quando nel corso della giornata si ripetono continuamente le stesse azioni: controllo della posta elettronica più volte al giorno, troppo tempo passato in chat oppure ricerca di programmi e strumenti per comunicare online sempre più innovativi; la seconda tappa è definita &lt;i&gt;tossicofilia&lt;/i&gt; ed è caratterizzata da un tempo sempre maggiore trascorso on-line, anche durante l’orario lavorativo, a scapito di ore di sonno e con un crescente senso di disagio e sofferenza quando si è scollegati, una sensazione del tutto paragonabile a quella dell’astinenza; infine si raggiunge lo stato di tossicomania quando ormai l’ossessione della rete compromette i rapporti interpersonali, quelli scolastico-lavorativi e porta ad un isolamento sociale. E non sono esclusivamente i giovani ad essere colpiti da questo terribile disturbo: ovviamente &lt;i&gt;prevenire&lt;/i&gt; è sempre meglio che curare. Le ore consentite davanti al computer sono tre al giorno (io stessa ci trascorro più tempo!), da intervallare con altre attività che esulino dallo stare seduti di fronte ad un monitor. Inquietante è come per alcuni la vita virtuale possa sostituire la vita normale: come rimanere ammaliati da uno &lt;i&gt;smile&lt;/i&gt; piuttosto che da un sorriso vero e proprio? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al posto delle sigarette, vi consiglio invece questi &lt;i&gt;sigari&lt;/i&gt;, snack che ho ripreso dal blog &lt;a href="http://fiordifrolla.blogspot.com/2009/03/spirali-di-sfoglia-allo-speck.html"&gt;Fior di Frolla&lt;/a&gt; di Camomilla, gustosi e soddisfacenti per un antipasto o un aperitivo. Attenzione però... creano dipendenza!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Spirali di sfoglia allo speck&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 8 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 dischi di pasta sfoglia fresca già pronta&lt;br /&gt;50 g circa di speck a fette&lt;br /&gt;½ cucchiaino di semi di finocchio&lt;br /&gt;50 g di parmigiano reggiano grattugiato&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un piatto fondo sgusciare l’uovo, sbattendolo con una forchetta e tritare i semi di finocchio nel mixer (o al coltello). Srotolare i due dischi di pasta sfoglia e spennellarli, da un solo lato, con l’uovo sbattuto, quindi disporre sopra ad uno di essi lo speck a fettine e spolverizzare uniformamente con il parmigiano grattugiato e i semi di finocchio. Coprire con il secondo disco tenendo la parte spennellata verso il basso, farlo combaciare perfettamente e premere un poco per farlo aderire.&lt;br /&gt;Utilizzando una rotella tagliapasta ricavare delle strisce larghe 2 cm (non di più mi raccomando) e arrotolarle ciascuna su se stessa in modo da conferirgli una forma a spirale, avendo la premura di creare delle volute molto vicine e strette tra loro. Questo perché durante la cottura la pasta sfoglia gonfiandosi tenderà a distendersi, creando un rigonfiamento piuttosto fastidioso dal punto di vista estetico.&lt;br /&gt;Porle su una placca rivestita di carta da forno e farle cuocere nel forno già caldo a 200° per circa 15 minuti o comunque fino a doratura (se si utilizzano più teglie, infornarne una per volta). Estrarre le spirali dal forno e farle raffreddare bene prima di toccarle per evitare di romperle.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8182339595863656533?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8182339595863656533/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8182339595863656533' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8182339595863656533'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8182339595863656533'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/il-lupo-perde-il-pelo-spirali-di.html' title='&lt;center&gt;Il lupo perde il pelo... - Spirali di sfoglia allo speck&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4053/4289656651_1b931a6516_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3495477242608655275</id><published>2010-01-17T20:39:00.006+01:00</published><updated>2010-01-17T22:58:18.647+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cheesecake'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolci al cucchiaio'/><title type='text'>... da leccarsi le dita! - Cheesecake di cioccolato al profumo di limone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4282696440/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2773/4282696440_7f220ea97c.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4282696440/"&gt;Cheesecake di cioccolato al profumo di limone&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Non sono mai stata una persona &lt;i&gt;competitiva&lt;/i&gt;. Né a scuola, né in ambito sportivo, né in nessun altro luogo. Quando, nel corso di una partita di pallavolo, le avversarie segnavano un punto e mi ruggivano in faccia urla spaventose, io non battevo ciglio e, quasi intimorita, quando arrivava il momento del mio riscatto, mi limitavo a sorridere compiaciuta, come se il punto non l'avessi segnato io, ma una mia compagna di squadra. Quando prendevo un bel voto a scuola me ne stavo zitta, non come quella psicopatica di classe mia (denominata &lt;i&gt;Broccolo&lt;/i&gt; per i capelli dalla forma a cavolo bitorzoluto) che sbandierava i suoi 8 e i suoi 9 a destra e a manca, compiacendosi anche per un mezzo voto in più; e quando mi chiedevano "Com'è andata?", io rispondevo sibillina "Bene." Quando l'allenatore mi obbligava a sfogarmi, a  mostrare un po' di sana competitività, io, quasi per ripicca, recitavo la parte dell'agnellino votato al sacrificio durante l'allenamento, un anellide senza midollo spinale. Quando una mia idea o una mia proposta si dimostra superiore alle altre, sono solamente contenta di aver trovato la soluzione, non facendolo pesare a nessuno. Diciamo che l'&lt;i&gt;agonismo&lt;/i&gt; è cosa che non mi riguarda. Per questo motivo, quando Ele di dEliciously mi ha invitata a partecipare al contest da lei indetto &lt;a href="http://deleciously.blogspot.com/2010/01/il-mio-i-contest-2010-da-leccarsi-le.html"&gt;&lt;i&gt;... da leccarsi le dita!&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;, mi sono trovata un po' spiazzata, come se la cosa non mi potesse neanche riguardare. Però ho visto che la giuria è strepitosa, composta non solo dai migliori foodbloggers in circolazione, ma anche dal Mastro Pasticcere &lt;i&gt;Silvio Bessone&lt;/i&gt;. E i premi sono davvero appetibili, tutti strumenti che in cucina sono più che utili. E poi ancora la cara Ele, invitandomi a partecipare, mi ha in qualche modo lusingata, innalzando un po' l'autostima (scarsa) che ho nei miei confronti. Allora mi sono detta: proviamoci. Fin da piccoli ci insegnano che &lt;i&gt;l'importante non è vincere, ma partecipare&lt;/i&gt;: sebbene non abbia mai avvertito il livello di adrenalina innalzarsi vertiginosamente in seguito ad una competizione, trovo il contest troppo interessante per rinunciarvi. Le regole prevedono la preparazione di un &lt;i&gt;dolce al cioccolato&lt;/i&gt;. Un altro problema, dal momento che il cioccolato mi piace sì, ma non ne vado pazza nei dolci. Preferisco piuttosto addentare una barretta al 70% fondente, invece di un tortino al cioccolato, di un brownie o di un fondant al cioccolato. E, per esempio, la &lt;i&gt;Nutella&lt;/i&gt; mi stucca proprio, mi avvolge la lingua e mi impasta tutta. Forse in me c'è qualcosa di geneticamente sbagliato, ma il mio obiettivo era quindi quello di trovare un dolce al cioccolato che non venisse a noia. Beh, direi che l'ho trovato. Il dessert che vi propongo oggi è quello con cui parteciperò al contest. Un dolce non eccessivamente dolce, in cui il Cioccolato fa da padrone indiscusso, ma il cui sapore non stanca; curiosamente piacevole è risultato il contrasto col sapore di limone, agrume che ho usato in sostituzione della solita arancia e che sembra quasi pulire la bocca da ogni sapore precedente; le decorazioni, oltre che esteticamente gradevoli, sono anche davvero buone; mia mamma, che il cioccolato quasi lo detesta, se neè servita ben due fette; ultima cosa, ma non per questo meno importante, oltre al cioccolato presente, la quantità di grassi è ridotta al minimo, quindi ideale per questo periodo post-festività. Tutte valide motivazioni per &lt;i&gt;provare&lt;/i&gt; almeno a farlo, no? :) &lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://deleciously.blogspot.com/"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4002/4262406794_b18416b3b0_o.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cheesecake di cioccolato profumato al limone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la base:&lt;br /&gt;200 g biscotti al malto e miele Osvego&lt;br /&gt;80 g burro&lt;br /&gt;2 cucchiai di cacao amaro&lt;br /&gt;per il cheesecake:&lt;br /&gt;300 g ricotta &lt;br /&gt;300 g yogurt greco&lt;br /&gt;3 uova&lt;br /&gt;150 g cioccolato fondente&lt;br /&gt;40 g cacao amaro&lt;br /&gt;120 g zucchero&lt;br /&gt;un limone non trattato sale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per decorare:&lt;br /&gt;un limone non trattato&lt;br /&gt;100 g zucchero&lt;br /&gt;cacao amaro &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tritare i biscotti al mixer e mescolarli in una ciotola col burro fuso e il cacao amaro setacciato. Distribuire il composto sul fondo di uno stampo tondo a cerniera di 24 cm di diametro rivestito con carta da forno, schiacciarlo con un cucchiaio livellandolo e farlo riposare in frigo per 30 minuti. &lt;br /&gt;Tritare il cioccolato e scioglierlo a bagnomaria. Sgusciare le uova e separare i tuorli dagli albumi: montare i primi con lo zucchero e i secondi con un pizzico di sale. Mescolare la ricotta e lo yogurt con il composto di tuorli, il cioccolato fuso, il cacao, la scorza grattugiata del limone e gli albumi montati e versare il tutto nello stampo.&lt;br /&gt;Cuocere il cheesecake nel forno caldo a 150° per 55 minuti circa. Toglierlo dal forno, metterlo nel frigorifero e lasciarlo raffreddare per almeno 2 ore.&lt;br /&gt;Per la decorazione, tagliare il limone a fettine sottili, quindi cuocerle per 10 minuti a fuoco basso in uno sciroppo fatto con 1 dl di acqua e lo zucchero. Disporre le fettine sul dolce, precedentemente spolverizzato di cacao amaro.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3495477242608655275?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3495477242608655275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3495477242608655275' title='25 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3495477242608655275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3495477242608655275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/da-leccarsi-le-dita-cheesecake-di.html' title='&lt;center&gt;... da leccarsi le dita! - Cheesecake di cioccolato al profumo di limone&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2773/4282696440_7f220ea97c_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>25</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7347978130327869972</id><published>2010-01-15T14:01:00.002+01:00</published><updated>2010-01-15T14:02:11.130+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zuppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><title type='text'>De gustibus - Minestrone di riso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4275809319/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4007/4275809319_c74f1a0c64.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4275809319/"&gt;Minestrone di riso&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Mano a mano che si cresce cambiano, a seconda di più fattori (quale l'ambiente, la società, la nostra stessa indole), il nostro carattere, il nostro modo di fare, i nostri desideri e i nostri &lt;i&gt;gusti&lt;/i&gt;. Magari ci può dare noia quel profumo di gelsomino che prima ci faceva andare fuori di testa (e per la bontà, e per l'intensità). Oppure potremmo arrivare ad odiare la  sciarpa realizzata ai ferri che nostra nonna ci regala ad ogni Natale, quella stessa sciarpa che prima ci sembrava adatta ad ogni occasione (per "ogni occasione" leggesi: scuola - casa - casa amico). Interessanti sono le modificazioni che subiscono i nostri gusti nel vero senso del termine: i gusti che riguardano il palato, la ptialina e la pepsina, per capirsi. Per esempio, all'età di 3 anni, feci un'indigestione di pesce al ristorante: ne mangiai a quintali, cosa rara per una bimba così piccola. Addirittura - mi ricorda mia mamma, che chiamavo il cameriere &lt;i&gt;Tato!&lt;/i&gt;, aspettando che mi portasse vassoi di cozze e gamberoni. Fatto sta che le cozze appunto, ed il pesce in generale, mi vennero a noia, tanto che ho imparato ad apprezzare nuovamente il pesce solamente verso i 14 anni. Tutt'oggi le cozze non sono tra i miei molluschi preferiti. Oppure lo yogurt. Da piccola odiavo quella &lt;i&gt;cremina&lt;/i&gt; fatta di fermenti lattici vivi, la mia bocca si contraeva in smorfie di disgusto e rendevo impossibile l'accesso del cucchiaino alla mia cavità orale. Oggi non ne potrei fare a meno, proprio di quello bianco, acido quanto basta e sfondo ideale per mille sapori e ricette. E ancora la frutta. Mentre non facevo storie per spinaci, piselli e carotine, non potevo sopportare buccia  e polpa neppure della mela! Adesso invece mangio almeno 5 frutti al giorno. E l'&lt;i&gt;uvetta&lt;/i&gt;? Era bandita dalla mia fetta di panettone! Adesso la mangerei anche disidratata. Insomma, direi che i miei gusti hanno subito dei sostanziali cambiamenti: rimanendo invariata però la mia passione per pasta&amp;pizza, ne è rimasta anche un'altra che ha origine al tempo della scuola dell'infanzia. Tra i piatti della mensa che mi facevano letteralmente andare fuori di testa, infatti, c'era la &lt;i&gt;zuppa di fagioli&lt;/i&gt;. Nonostante il cibo alla scuola materna fosse a dir poco disgustoso (pasta con pomodoro il cui spiccato colore rosso non andava via dalle boccucce dei bambini neanche in seguito a 3 bagni consecutivi; polpettine di pesce dall'odore nauseabondo) e mangiassi comunque tutto (o quasi) per necessità, la minestra di fagioli, coi ditalini di pasta e quel brodo denso e aranciato, mi faceva impazzire: arrivavo alle tre scodelle senza colpo ferire. Quando me la preparava mia mamma poi, anche meglio! Ecco, quel gusto cremoso fagioli, carboidrati e soffritto, seppur costituiscano un piatto povero, mi lascia sempre estremamente appagata. Un cibo che solitamente i bambini detestano e che io invece adoravo, è quello del &lt;i&gt;minestrone&lt;/i&gt;. Alla mensa lo servivano col riso, creando una specie di pappone simile per aspetto al cibo per cani, ma di sicura riuscita. E allora ho pensato, in questo periodo &lt;i&gt;detox&lt;/i&gt; di purificazione, perché non creare un ibrido che raccogliesse i sapori dell'infanzia, quelli che non verranno mai e poi mai a noia? Partendo dalla ricetta di base del minestrone di mia mamma (ottimo anche senza nessuna aggiunta, per scaldarsi la sera d'inverno o come primo piatto per pranzo), ho aggiunto riso e fagioli, ottenendo un piatto caldo e goloso, una coccola per il palato nelle sere invernali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Minestrone di riso, verdure e fagioli&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il minestrone:&lt;br /&gt;1 cipolla&lt;br /&gt;2 carote&lt;br /&gt;2 coste di sedano&lt;br /&gt;1 pomodoro&lt;br /&gt;5 foglie di bietola&lt;br /&gt;1 cespo di spinaci&lt;br /&gt;&lt;i&gt;versione autunno/inverno&lt;/i&gt;: 5 cimette di cavolfiore&lt;br /&gt;                                                                5 cimette di broccoli&lt;br /&gt;                                                                alcune foglie di cavolo nero&lt;br /&gt;&lt;i&gt;versione primavera/estate&lt;/i&gt;: 3 zucchine&lt;br /&gt;                                                                 1 hg piselli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;150 g fagioli zolfini del Pratomagno o cannellini o dall'occhio&lt;br /&gt;320 g riso Arborio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale&amp;pepe q.b.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il minestrone:&lt;br /&gt;Tagliare le verdure a dadini.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;versione saporita&lt;/i&gt;: sul fondo della pentola far appassire la cipolla in poco olio, aggiungere quindi le carote, il sedano e i pomodoro e, dopo 2 minuti circa, le altre verdure insieme a 2 litri circa di acqua. Salare e far bollire a fuoco moderato per 30 minuti.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;versione leggera&lt;/i&gt;: far bollire in 2 litri di acqua tutte le verdure per 30/35 minuti circa. &lt;br /&gt;(Se non si vuole aggiungere riso e fagioli, servire caldo con scaglie di parmigiano e un filo di olio a crudo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Portare il minestrone ad ebollizione ed aggiungere anche il riso. A dieci minuti dalla fine della cottura del riso, unire anche i fagioli precedentemente cotti.&lt;br /&gt;Mantecare unendo del parmigiano reggiano grattugiato ed un filo d'olio a crudo, quindi servire. Se piace, aggiungere una spolverata di pepe nero macinato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7347978130327869972?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7347978130327869972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7347978130327869972' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7347978130327869972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7347978130327869972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/de-gustibus-minestrone-di-riso.html' title='&lt;center&gt;De gustibus - Minestrone di riso&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4007/4275809319_c74f1a0c64_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8504773674912358709</id><published>2010-01-12T14:00:00.002+01:00</published><updated>2010-01-12T14:02:12.069+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Sei già dentro l'happy hour - Frollini al parmigiano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4268238863/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4036/4268238863_6e87fb7dd5.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4268238863/"&gt;Frollini al parmigiano&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Ultimamente, accanto al culto per i nuovi prodotti Apple e al culto per Quattro Salti in Padella, si può riscontrare in Italia una veneranda adorazione per il &lt;i&gt;culto dell'aperitivo&lt;/i&gt;. Ritrovarsi prima di cena con gli amici in un locale a corroborarsi lo stomaco con bevande analcoliche o poco alcoliche (come &lt;i&gt;Spritz, Campari, Negroni&lt;/i&gt;) e a sollecitare appetito e salivazione con stuzzichini di ogni genere, sta diventando una vera e propria abitudine tra gli italiani e gli europei. Va specificato che l'aperitivo è un rito già diffuso in città come Torino, Genova, Firenze, Napoli e Milano alla fine del 1800  e che nasce a Torino grazie alla produzione di &lt;i&gt;Vermouth&lt;/i&gt; da parte di Antonio Benedetto Carpano. Vermouth e spezie, ossia il progenitore del tanto amato moderno &lt;i&gt;Martini&lt;/i&gt;. Oggi si utilizza impropriamente in Italia il termine &lt;i&gt;Happy Hour&lt;/i&gt; (traduzione letterale: l'"ora felice") per andare ad indicare quest'attività: in realtà il termine si riferisce ad una promozione delle vendite diffusa nei territori anglosassoni, per attirare clientela nei pub ed indica l'offerta di consumazioni a prezzo ridotto (bevi 3 paghi 2, per capirsi). Ovviamente questa pratica solleva critiche, poiché si pensi incentivi al consumo dell'alcol; tuttavia, dico io, sempre meglio che in Italia, dove l'aperitivo sta diventando sempre più costoso ed elitario. Il prezzo dei cocktail è direttamente proporzionale all'eleganza del locale prescelto, mentre l'abbondanza del buffet è inversamente proporzionale. Sempre più frequenti sono drink stipati in bicchierini da flebo e un misero parco di &lt;i&gt;finger food&lt;/i&gt;: per carità, davvero carini, ma alquanto miseri! Proprio per questo motivo, spesso e volentieri, un ricco aperitivo sostituisce la cena vera e propria. Ci si sceglie un locale che offre un'ampia varietà di invitanti stuzzichini, si spende 5 euro e ci si assicura un pasto completo. Molti locali, astutamente, stanno facendo la loro fortuna con questo metodo: offrono teglie di pastasciutta calda, crostini di ogni tipo, frittelline e a volte anche dolci, in aggiunta alle patatine e olive verdi di consuetudine. Invece della cena in pizzeria o al ristorante si preferisce l'"aperi-cena", più veloce ed economico. Io adoro stuzzichini e cibi da mangiare in un sol boccone! Comunque sono consapevole che un'alimentazione condotta così non gioverebbe a nessuno stomaco, neanche a quello più forte. I &lt;i&gt;finger food&lt;/i&gt; offerti da bar e pub sono sì invitanti di aspetto e odore, questo non lo metto in dubbio, ma preparati con chissà quali ingredienti e chissà in quale modo! Sicuramente poi, i salatini e le leccornie che rimangono intatti, vengono riutilizzati anche il giorno dopo, magari apportando delle modifiche (il sughetto dei crostini può essere tranquillamente utilizzato, dopo un'opportuna scaldatina, come condimento per della polenta). Non è tutta questa salute, diciamo, ma una volta a settimana si può anche fare. Ci guadagna il portafogli e, in compagnia, tutto acquista un altro sapore. Ah, i miei stuzzichini preferiti? Le &lt;i&gt;tartine&lt;/i&gt;, ovviamente, magari accompagnate da un bel Cosmopolitan alla Carrie Bradshaw.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta di un ottimo e versatile finger food appunto, tratta dal blog &lt;a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2008/12/stelline-di-parmigiano.html"&gt;Anice&amp;Cannella&lt;/a&gt;, ormai una garanzia in termini di successo. Sembra quasi di addentare un pezzo di formaggio reggiano, e le spezie prescelte contribuiscono ad insaporire questi biscottini salati che si conservano perfettamente rinchiusi in una scatola di latta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Frollini al parmigiano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;80 g burro&lt;br /&gt;125 g farina 00&lt;br /&gt;100 g Parmigiano Reggiano grattugiato &lt;br /&gt;sale&amp;pepe q.b.&lt;br /&gt;1 pizzico di zafferano in polvere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per decorare:&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;pinoli, gherigli di  noce, cumino, peperoncino, pepe nero, pepe rosa, pepe di Sichuan, origano... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettere insieme in una ciotola la farina, lo zafferano, il burro a temperatura ambiente, sale e pepe. Impastare con le dita fino a quando l’impasto non diventerà liscio e senza grumi. Aggiungere il parmigiano e impastare ancora fino ad amalgamare completamente gli ingredienti. Stendere l’impasto con un matterello e ritagliare tanti frollini di diverse forme. Spennellare con l’uovo sbattuto e spolverare la superficie con le spezie prescelte, o decorandola con pinoli o noci. Disporre i frollini su una teglia foderata con della carta da forno ed infornare in forno caldo a 180º per 10 minuti. Farli raffreddare su una griglia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8504773674912358709?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8504773674912358709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8504773674912358709' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8504773674912358709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8504773674912358709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/sei-gia-dentro-l-hour-frollini-al.html' title='&lt;center&gt;Sei già dentro l&amp;#39;happy hour - Frollini al parmigiano&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4036/4268238863_6e87fb7dd5_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7120168648492378575</id><published>2010-01-10T20:30:00.004+01:00</published><updated>2010-01-11T17:22:46.523+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Ci vuole un fisico bestiale - Barrette ai cereali e frutta secca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4262759017/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2761/4262759017_7f2ef26ccb.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4262759017/"&gt;Barrette ai cereali e frutta secca&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Da piccola avevo una strana fobia: quella di fare la &lt;i&gt;doccia&lt;/i&gt;. Non pensate che volessi andare in giro come una tartina puzzolente, affatto! Piuttosto, mi rifiutavo di lavarmi se non immersa in una vasca di acqua calda con una enorme quantità di schiuma prodotta da saponi profumati (tanto meglio se colorati, o dalla confezione a forma di Sirenetta Disney). Potevo passarci anche le ore, in quella vasca, fino a quando i miei polpastrelli, raggrinziti perché immersi per troppo tempo in una soluzione ipertonica, imploravano pietà, oppure l'acqua diventava fredda ed ero costretta ad uscire, invocando l'aiuto della mia genitrice (ci leggevo anche, nelle vasca). Urli e strepiti erano riservati invece al tentativo di infilarmi sotto la doccia: ne avevo paura ancor prima di vedere il film horror &lt;i&gt;IT&lt;/i&gt;, senza un razionale motivo. Fu allora che mia mamma pensò bene di togliermi questa paura di dosso e, ricorrendo ad un rimedio drastico così come aveva fatto col ciuccio (mi fregò dicendomi che un topino ci aveva fatto sopra la pipì: io, anche se di pochi mesi, ero già così tanto schifiltosa che lo abbandonai subito), pensò di tagliare la testa al toro &lt;i&gt;iscrivendomi ad un corso di nuoto&lt;/i&gt;. Ebbene sì, nonostante la mia idrofobia, alla graziosa età di 3 anni, mi ritrovai scaraventata in una vasca troppo grande e troppo alta per la mia costituzione fisica, con tanto di doccia obbligatoria al termine del corso. La trovata di mia madre, non senza evidenti traumi, funzionò: non solo superai la mia avversità verso la doccia (che adesso addirittura prediligo al bagno nella vasca), ma detti anche l'inizio ad una duratura carriera sportiva. Dopo averci insegnato a fare la "stellina" e il "morticino" in acqua (odiavo la stellina, nonostante il macabro nome dell'altro esercizio acquatico), l'istruttore ci buttò nell'acqua alta, armandosi di bastone a cui farci attaccare nel momento in cui avessimo presentato delle difficoltà (di movimento e respiratorie, presumo). A 7 anni facevo le vasche con i ragazzini di 11, ed ero contenta di quel doppio impegno settimanale, che comportava anche l'utilizzo di una cuffia di una plastica così rigida e poco elastica da far lacrimare dal dolore quando, al momento della sua collocazione o rimozione dal cranio, entrava in contatto col cuoio capelluto. Mia mamma era realizzata per questa mia attività sportiva che dicono faccia tanto bene ai bambini in quanto &lt;i&gt;forma il fisico&lt;/i&gt; (come no, grazie al nuoto adesso mi ritrovo le spalle di un giocatore di rugby con divisa e due polpacci come due palloni aerostatici); mio padre pure era felice, meno che quando doveva sorbirsi l'afa collosa e umidiccia dell'edificio, ragazzini urlanti e tutto quanto comportava lo sport praticato. All'età di 9 anni cominciarono ad avanzarmi proposte sul &lt;i&gt;nuoto agonistico&lt;/i&gt;: sapendo quanto mi avrebbe impegnato e non volendo passare la mia vita, appunto, in una piscina, declinai l'offerta, e continuai a fare vasche su vasche senza pretese di agonismo. A 10 anni questa situazione cominciò a starmi stretta: soprattutto, non riuscivo più a sopportare quella sensazione di solitudine che comporta il nuoto. Quando nuoti ci sei solo tu e la vasca (o tu e il mare, o tu e il fiume ecc.). Avevo voglia di interagire, di parlare e non di boccheggiare, insomma di un &lt;i&gt;gioco di squadra&lt;/i&gt;. E così, senza neppure avere imparato a fare la capriola sott'acqua (tutt'oggi ne sono incapace), sulla scia del cartone animato Mila&amp;Shiro tanto in voga quegli anni, mi buttai a capofitto nella &lt;i&gt;pallavolo&lt;/i&gt;. Il mio rapporto con la pallavolo è durato ben 8 anni. 8 anni di partite, di trasferte interregionali che facevano perdere giornate intere, allenamenti massacranti 4 volte a settimana (manco fossi stata in serie A o in uno squadrone importante, cioè) a cui dovevo presenziare per forza, cognome più volte storpiato dall'arbitro di turno, allenatori vari solitamente uno peggio dell'altro, tifo da stadio, pressione, sudore; ma anche soddisfazioni in caso di vittoria, risate, adrenalina a fiumi e sensazione di dominare il mondo dopo un punto conquistato. Ebbi il ruolo di centrale: potevo sfruttare la mia altezza per schiacciate potenti e muri ben solidi. Sono stati begli anni, a volte il gioco della pallavolo mi manca proprio; tuttavia sono stati ben più i sacrifici che ho dovuto fare, soprattutto quando mi chiamavano a giocare partite anche in categorie più alte della mia. Due partite alla settimana, allenamenti distruttivi, tante pretese e aspettative che non dovevano essere deluse, e le compagne di squadra più grandi che guardavano dall'alto in basso o che non passavano mai la palla. Quando, in seconda liceo classico, il carico di studio stava diventando esageratamente improponibile e il mio entusiasmo verso questo sport era anche decisamente calato, decisi di abbandonare il team. Pur di non restare in panciolle però, mi iscrissi ad un corso di &lt;i&gt;fit-boxe&lt;/i&gt; in palestra, che ho praticato per un anno. Di sicuro era ottimo per scaricare stress e nervosismo, ma mi riduceva  in condizioni pietose le nocche delle dita (nonostante usassi le fasce di protezione) e le mie compagne di corso erano tutte over 30. Insomma, un anno di saltelli, ganci e destri al ritmo di canzoni dai ritmi più che incalzanti, un'autodifesa sicuramente migliorata e smisi anche la fit-boxe. Complice della scelta, anche l'ingresso all'ultimo anno di liceo con esami di maturità incombenti e un acuto disprezzo e disgusto maturato verso l'ambiente della palestra. Palloni gonfiati fissati col fisico, ragazze anoressiche che si sfinivano sulla cyclette, discorsi su quanto è buona la carne e su quanto fanno bene le proteine in dosi industriali, i soffitti bassi che davano un senso di oppressione, l'odore certamente non dei migliori quando arrivavo io a fine pomeriggio, l'obbligo di essere sempre tirati/truccati/impeccabili e la mia insegnante che mi propinava sempre come compagno di sacco il più inabile alle cui mancanze dovevo sopperire io da sola. Dopo 16 anni di sport ininterrotti, il vuoto: niente yoga, niente ginnastica, niente &lt;i&gt;capoeira&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;pilates&lt;/i&gt;. Comunque sia, poiché sono consapevole dell'importanza di un'attività fisica costante, cerco di condurre in ogni caso una vita &lt;i&gt;attiva&lt;/i&gt; e abbastanza frenetica; quando posso, vado a camminare nella campagna desolata che circonda casa mia (ho letto che camminare ad una velocità abbastanza sostenuta è migliore persino di una corsa). E poi ci sono sempre &lt;i&gt;ditness&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;click del mouse&lt;/i&gt;: richiedono poco sforzo e non costringono neanche ad una doccia forzata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ideali prima o dopo un'attività sportiva, sono le barrette che vi propongo oggi. La ricetta è tratta dal blog &lt;a href="http://meringheallapanna.blogspot.com/2009/04/barrette-cereali-e-frutta-secca.html"&gt;Meringhe alla Panna&lt;/a&gt; (ho apportato però delle modifiche sulla scelta degli ingredienti), ed è davvero ottima: sono buonissime a colazione o a merenda, o come spezza-fame. Anche per chi non fa sport ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Barrette ai cereali e frutta secca&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;80 g zucchero di canna &lt;br /&gt;80 g miele d'acacia&lt;br /&gt;90 g burro&lt;br /&gt;150 g fiocchi di riso e frumento integrale*&lt;br /&gt;50 g uvette&lt;br /&gt;30 g granella di nocciole&lt;br /&gt;50 g semi di girasole&lt;br /&gt;70 g semi di sesamo&lt;br /&gt;1 pizzico di sale &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un pentolino, far fondere il burro con il miele e lo zucchero, mescolando in continuazione fino a che lo zucchero si sarà sciolto. In una ciotola capiente mescolare i cereali, l'uvetta fatta precedentemente ammollare in acqua tiepida, la granella di nocciole e i semi di sesamo, unendo anche un pizzico di sale. Unire nella ciotola anche il composto di burro, zucchero e miele e mescolare bene. Versare in una teglia rettangolare rivestita da carta da forno il composto e infornare per 35 minuti in forno preriscaldato a 180°. Lasciare raffreddare completamente, quindi tagliare le barrette della forma prescelta. Si conservano rinchiuse in una scatola di latta anche a lungo; si possono rivestire di carta stagnola per portarle e sgranocchiarle dove vogliamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*si può scegliere di mettere anche granella di pistacchi, cocco disidratato o muesli, l'importante è che il peso tra cereali e frutta secca sia sempre di 350 g circa; si può aggiungere, se piace, anche un pizzico di cannella&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7120168648492378575?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7120168648492378575/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7120168648492378575' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7120168648492378575'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7120168648492378575'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/ci-vuole-un-fisico-bestiale-barrette-ai.html' title='&lt;center&gt;Ci vuole un fisico bestiale - Barrette ai cereali e frutta secca&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2761/4262759017_7f2ef26ccb_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8884027580698539126</id><published>2010-01-08T08:37:00.003+01:00</published><updated>2010-01-08T10:45:30.996+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Il gioco della torre - Torrette di pera e caprino</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4255517225/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4026/4255517225_5622075116.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4255517225/"&gt;Torrette di pera e caprino&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Chi butto giù, chi rimane su, chi resta in bilico?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bianco o nero? &lt;i&gt;Nero&lt;/i&gt; sta su, che affina e sta bene con tutto e in ogni occasione...&lt;br /&gt;Britney Spears o Lady Gaga? Spingo giù &lt;i&gt;BrUtney&lt;/i&gt;, che non è più la ragazzina con le treccine che improvvisava balletti scatenati per i corridoi del liceo. Invece dicono che Lady Gaga sarà l'icona della prossima generazione (speriamo di no, oppure ci sarà un'invasione di reggiseni a forma di cono fluorescente e parrucche biondo platino)!&lt;br /&gt;Jude Law o Ewan McGregor? Butto giù &lt;i&gt;Ewan&lt;/i&gt; con grande rammarico, ma Jude è il Principe Azzurro. Se non ci credete guardate "Alfie", e poi riditemelo.&lt;br /&gt;Carne o pesce?  Tengo il &lt;i&gt;pesce&lt;/i&gt;. Per la mia lunga dissertazione su "carne sì, carne no, carne boh" si legga il post precedente a questo.&lt;br /&gt;Topolino o Paperino? Il topastro saputello è da schiacciare, preferisco lo sfigatissimo &lt;i&gt;papero&lt;/i&gt; che un po' rappresenta ognuno di noi!&lt;br /&gt;Estate o inverno? In bilico, in assoluto preferisco &lt;i&gt;autunno&amp;primavera&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Cioccolato al latte o fondente? Butto giù (nel mio stomaco, stavolta) quello nero al 70%.&lt;br /&gt;Macbook o PC? &lt;i&gt;Mac&lt;/i&gt; tutta la vita! Mi sono convertita a questo elegante oggettino candido da circa un mese e non me ne potrei più separare! Quasi quasi mi faccio tatuare la mela morsicata Apple sul braccio. (ma anche no)&lt;br /&gt;Sex&amp;TheCity o Desperate Housewives? Butto giù le &lt;i&gt;casalinghe disperate&lt;/i&gt;, con grande dispiacere (soprattutto per i muffins di Bree e le gaffes di Susan), ma la crew migliore di tutti i telefilm è senza dubbio quella capeggiata da Carrie. &lt;br /&gt;Biscotti o muffins? Questi dolcetti stanno sospesi, &lt;i&gt;equi&lt;/i&gt; per personale indice di gradimento. Ciascuno può essere realizzato in forma dolce o salata, e adoro sia la morbida consistenza dei muffins, sia la fragrante croccantezza dei biscotti.&lt;br /&gt;Automobile o moto? Tengo ben piazzato il sedere sul sedile dell'&lt;i&gt;automobile&lt;/i&gt;, non sono una centaura :P&lt;br /&gt;Glamour o La Settimana Enigmistica? Scontro difficile: tengo la prima sul comodino e la seconda al bagno. &lt;i&gt;Riviste indispensabili&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Cane o gatto?&lt;/i&gt; Sperando che non si faccia troppo male, butto giù il cane e tengo il &lt;i&gt;gatto&lt;/i&gt;, opportunista ed approfittatore di fama, ma lurido e tenero quando si spalma tra le gambe facendo le fusa o quando si accoccola in grembo sonnecchiando.&lt;br /&gt;Carla Bruni o Michelle Obama? Questa è difficile, le adoro entrambi a loro modo. Michelle, sicuramente anticonvenzionale, determinata e con una grande tempra morale. Carlà, elegante e raffinata, astuta e affascinante. &lt;i&gt;Pari.&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;Chanel o Dior? Tengo &lt;i&gt;Chanel&lt;/i&gt;: per Coco, per il tailleur e per le famosissime tracolle trapuntate.&lt;br /&gt;Biondo o moro? Ovviamente, ben venga in ogni modo, ma &lt;i&gt;moro&lt;/i&gt; lo preferirei.&lt;br /&gt;Facebook o Twitter? Butto giù l'uccellino di &lt;i&gt;Twitter&lt;/i&gt;, ancora resto fedele al social network di Mark Zuckerberg.&lt;br /&gt;Antonella Clerici o Elisa Isoardi? Tengo &lt;i&gt;Antonellina&lt;/i&gt;, quei dieci chilogrammi in più di simpatia fanno la differenza!&lt;br /&gt;Londra o Parigi? Impossibile per me scegliere, sono profondamente legata ad entrambe le capitali: alla metropoli piovosa, caotica e all'avanguardia e a quella romantica, tranquilla e raffinata. &lt;i&gt;1 a 1&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Griffin o Simpson? Faccio grasse risate guardando tutti e due i cinici cartoni animati, ma dico &lt;i&gt;Simpson&lt;/i&gt;: lunga vita a Matt Groening e alla sua gialla famiglia!&lt;br /&gt;TV o Internet? Butto giù l'unica &lt;i&gt;TV&lt;/i&gt; che ho in casa, e che si sfracelli ben bene: programmi-spazzatura, notizie-spazzatura, un'immenso bidone insomma (le stesse notizie preferisco leggerle sul web, piuttosto che guardare i pietosi telegiornali odierni, in grado di raccontare "fischi" per "fiaschi" e sicuramente più concentrati sui trend del momento che sui reali problemi della nostra penisola).&lt;br /&gt;Mare o montagna? Non mi entusiasma nessuno dei due, sinceramente preferisco le &lt;i&gt;città&lt;/i&gt;, italiane e non. &lt;br /&gt;Gonna o pantaloni? Servono &lt;i&gt;tutti e due&lt;/i&gt;: la prima per la sera, i secondi per ogni giorno. O viceversa ;)&lt;br /&gt;Rock o pop? &lt;i&gt;Rock&lt;/i&gt;, tutta la vita. &lt;br /&gt;Pappa o ciccia? Beh, &lt;i&gt;tutti e due&lt;/i&gt;, no? :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla torre che vi propongo oggi, stanno tutti su, sia la pera, sia il formaggio. La ricetta l'ho presa dal blog &lt;a href="http://fiordifrolla.blogspot.com/2009/11/sfogliatine-alle-pere-caprino-e-pepe.html"&gt;FiordiFrolla&lt;/a&gt; di Camomilla, eliminando però la pasta sfoglia. Il risultato è eccellente: un antipasto leggero e dal gusto sublime (un po' meno l'odore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torrette di pera e caprino&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 pere William&lt;br /&gt;200 g di caprino fresco (meglio ancora chévre semi-stagionato)&lt;br /&gt;il succo di 1 limone&lt;br /&gt;30 g di burro&lt;br /&gt;noce moscata q.b.&lt;br /&gt;pepe bianco&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavare le pere, sbucciarle e privarle del torsolo lasciandole intere. Tagliarle quindi in modo da ottenere delle rondelle e trasferirle in un piatto irrorando con il succo di limone per non farle annerire. Scolarle e farle dorare in una padella antiaderente nella quale fare precedentemente fondere il burro, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno per non farle attaccare. Quando saranno ben rosolate, salare, pepare e cospargere con noce moscata grattugiata. Tagliare il caprino in dischetti più grandi e più piccoli. &lt;br /&gt;Montaggio: disporre su una leccarda ricoperta da carta da forno le rondelle più grandi di pere  e sormontare con una fettina di caprino, quindi di nuovo una rondella più piccola di pera e infine un piccolo pezzo di caprino. Infornare in forno preriscaldato a 200° per 5 minuti circa. Servire le torrette calde.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8884027580698539126?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8884027580698539126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8884027580698539126' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8884027580698539126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8884027580698539126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/il-gioco-della-torre-torrette-di-pera-e.html' title='&lt;center&gt;Il gioco della torre - Torrette di pera e caprino&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4026/4255517225_5622075116_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-6975275310308559457</id><published>2010-01-06T14:13:00.002+01:00</published><updated>2010-01-06T14:14:20.909+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carni'/><title type='text'>Di bacche e di ghiande vive l'uomo - Agnello con carciofi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4250304867/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4039/4250304867_7095afbe10.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4250304867/"&gt;Agnello con carciofi&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Tra dieta mediterranea, dieta a zone, dieta dell'acqua e dell'aranciata, diete anomale che spuntano ogni giorno, viene da chiedersi quale sia effettivamente l'alimentazione che più si confà alla nostra specie. La questione si traduce nella più semplice domanda: l'uomo è &lt;i&gt;carnivoro&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;erbivoro&lt;/i&gt;? Innanzitutto, non abbiamo la dentatura e lo stomaco degli erbivori, che hanno nel loro intestino un batterio - di cui noi non siamo provvisti, che trasforma in zuccheri semplici la cellulosa delle piante. Quindi, non siamo erbivori, ma neppure carnivori: questi, infatti, hanno un’acidità epatica almeno 10 volte superiore alla nostra per poter digerire la carne anche cruda, certamente più ricca di sostanze utili, in particolare le vitamine. Inoltre hanno l’intestino più corto e questo consente alla carne di non sostare a lungo, evitando così di fermentare e produrre sostanze tossiche puzzolenti; inoltre non potremmo cibarci di sola carne, cosa invece è consentito ai carnivori. Superfluo dire che, oltretutto, non abbiamo le caratteristiche fisionomiche né degli erbivori (sempre di carattere mite e passivo, privi di segni di aggressività), né dei carnivori (artigli robusti e molto sviluppati, becco adunco o canini enormi, vista e olfatto acutissimi, scheletro e muscoli adatti allo scatto e alla corsa veloce, mandibole potenti per stritolare non solo carni e tendini, ma anche le ossa). A questo punto sembrerebbe scontato collocarci nella grande categoria degli &lt;i&gt;onnivori&lt;/i&gt;. E invece no, mi dispiace deludervi: anche gli onnivori, come la volpe o l'orso, conservano molti segni esteriori della loro vocazione predatoria, tra cui artigli acuminati e un comportamento aggressivo, rivelandosi più vicini ai carnivori che non all'uomo. Sconvolgente venire a conoscenza della verità: l'uomo è un &lt;i&gt;frugivoro&lt;/i&gt;. Ebbene sì: la Specie per antonomasia, l'uomo, il Signore della Natura, a tavola si dovrebbe sedere vicino a scoiattoli e bertucce, a sgranocchiare semi e noci. Infatti la stessa mano dell’uomo, con pollice ed indice opponibili, prensile come nei primati e in alcuni roditori, sembra anatomicamente modellata su un pomo: è (era) il mezzo migliore per afferrare e cogliere frutti. Inoltre la stazione eretta non ci avvantaggia nell’inseguimento degli animali. Ma è il nostro apparto masticatorio e digestivo a dare il definitivo colpo di grazia alle assurde teorie dell’onnivorismo umano. I nostri canini sono piccoli e inadatti per strappare le tenaci cerni crude; gli incisivi con cui si addentano i frutti sono, al contrario, molto evidenti e forti; i premolari ben sviluppati, sono adatti a spezzare gusci, mentre i grandi molari piatti servono a macinare accuratamente semi e grani duri. La mandibola inferiore rientrante e capace di masticazione laterale è indispensabile all’attività molitoria e le ghiandole salivari sono grandi e sviluppate, adatte a trasformare e predigerire mediante la ptialina grandi quantità di amidi. Inoltre, lo stomaco dell’uomo è debole e secerne poco acido cloridrico (10 volte in meno rispetto ai carnivori e onnivori). Il fegato umano riesce a deamidare gli aminoacidi fino all’urea, ma non ce la fa a neutralizzare l’ammoniaca prodotta dalla digestione della carne. Basta pensare poi al fatto che l'uomo primordiale si alimentava soprattutto di bacche, frutti di ogni tipo, semi, granaglie e, in minore misura, di radici e germogli. La carne degli animali fu scoperta come alimento in un secondo tempo, dopo la conquista di grandi aree geografiche o di importanti cambiamenti geologici e climatici. Comunque le carni furono sempre un cibo raro, sporadico, eventuale, rituale, festivo. L’uomo è nato ed è cresciuto frugivoro. Ma quello che è più interessante è l’atteggiamento psicologico ed istintivo verso il cibo: i veri onnivori e carnivori, quando sono affamati sono attratti istintivamente dalla vista di animali e carogne che vedono come cibo immediato. Questo non accade mai all’uomo, neanche ai rari bambini cresciuti allo stato selvaggio. Persino un uomo “carnivoro”, se ha fame, è più probabile che sogni un piatto di pastasciutta o una torta, piuttosto che una fettina di manzo. La fame, del resto, è un fenomeno chimico originato proprio dalla carenza di carboidrati, non di proteine della carne. I bambini piccoli, lasciati soli, ruberanno marmellata, bignè e ciliegie; mai un piatto di carne. E non si sogneranno mai di uccidere &lt;i&gt;Fuffi&lt;/i&gt;, il gattino di casa, per mangiarselo. Come se non bastasse poi, per esser più appetibile, la carne deve essere salata, supercondita, speziata, ricoperta di salse e aromi che nascondano alla meno peggio il sapore del cibo cadaverico. La stessa gastronomia usa nascondere con artifici di ogni tipo (impanatura, vitello tonnato, pizzaiola) il gusto e l’odore della carne cruda che diversamente non sarebbe accettata da noi. Insomma, secondo le ricerche scientifiche, è possibile mangiare con gusto e vivere in modo sano anche privandosi della carne. Tuttavia vanno conosciute proprietà e regole di un regime vegetariano, e anche le controindicazioni che ne possono derivare se non si sostituisce al meglio la carne e le importantissime sostanze nutritive di cui è disposta. Io ammiro decisamente chi riesce a condurre un regime vegetariano, per più motivi: non solo per il rispetto degli innocenti animali che ci circondano, ma anche perché il vegetarismo riduce i rischi di sovrappeso, vecchiaia precoce, stitichezza, reumatismi, diabete, disturbi del fegato, digestivi e renali, cardiopatie e tumori, aiutando anche l'efficienza fisica. Per quanto mi riguarda, però, cerco di mangiare carne 2 o 3 volte a settimana, privilegiando quella bianca, meno ricca di tossine e più "salutare" dal punto di vista commerciale. In ogni caso, non ce la farei mai ad eliminare la carne dalla mia dieta: cotta a puntino e con i giusti condimenti, direi che diventa più che apprezzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A suggello del post, vi lascio oggi la ricetta di un secondo piatto gustoso (a detta altrui, a me il sapore dell'agnello proprio non piace!) e di buona riuscita, sicuramente detestato dai vegetariani, ma osannato dagli altri carn... ehm, frugivori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Agnello con carciofi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;100 g agnello in pezzi&lt;br /&gt;50 g prosciutto crudo&lt;br /&gt;6 carciofi&lt;br /&gt;mezza cipolla&lt;br /&gt;1 spicchio d'aglio&lt;br /&gt;mezzo bicchiere di vino bianco&lt;br /&gt;poco succo di limone&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;2 cucchiai di brodo (anche vegetale)&lt;br /&gt;un ciuffetto di prezzemolo tritato&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tritare l'aglio, la cipolla e il prosciutto e rosolarli nell'olio. Unire l'agnello e cuocere a tegame coperto, fino a farlo dorare. Bagnare con il vino, farlo evaporare ed aggiungere i carciofi puliti e tagliati a spicchi. Salare, pepare e cuocere a duoco medio, bagnando il tutto con il brodo. A cottura ultimata unire il prezzemolo tritato ed il succo di limone, quindi mescolare bene e servire.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-6975275310308559457?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/6975275310308559457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=6975275310308559457' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6975275310308559457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6975275310308559457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/di-bacche-e-di-ghiande-vive-l-agnello.html' title='&lt;center&gt;Di bacche e di ghiande vive l&amp;#39;uomo - Agnello con carciofi&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4039/4250304867_7095afbe10_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-6508987460730842783</id><published>2010-01-02T15:21:00.004+01:00</published><updated>2010-01-02T18:02:17.736+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Anno nuovo, vita...? - Cavallucci</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4236508331/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2653/4236508331_bd3b7c978d.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4236508331/"&gt;Cavallucci&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Primo post del primo mese dell'anno nuovo. Non mi colloco né tra quelli del club &lt;i&gt;New year, same old shit&lt;/i&gt; (una forma un po' meno elegante di "Anno nuovo, vita vecchia"), né tra quelli eccessivamente esaltati per la sostituzione del calendario in cucina. La vita è sempre la stessa, questo è ovvio; tuttavia, c'è in me una sorta di aspettativa in un qualche &lt;i&gt;reset&lt;/i&gt;, come se cambiare anno equivalga a voltare pagina. A ricominciare. I famosi &lt;i&gt;buoni propositi&lt;/i&gt;, il più delle volte, si esautorano una volta fatti: pensare positivo e ottimisticamente, per esempio, sarà facile finché capiterà una di quelle giornate-no che ti fanno pensare che qualcuno ce l'abbia con te e te la voglia far pagare. Insomma, i buoni propositi a mio parere rimangono tali: solamente con un cambiamento radicale può avvenire la Svolta che andavamo cercando nella nostra vita. La &lt;i&gt;Svolta&lt;/i&gt; però, si può avere anche il 21 marzo, con l'equinozio di primavera, oppure in piena estate, oppure a metà dicembre, non necessariamente comincia con l'anno nuovo - come la dieta, voglio sfatare il mito che deve essere cominciata di lunedì (e per questo assurdo motivo, continuamente rimandata). Anzi, i buoni propositi tendono di solito a fallire miseramente, e questo comporta un dilagante senso di sfiducia verso le nostre potenzialità che è bene non incrementare; il trucco è  scegliere propositi di standard basso, facilmente realizzabili, non quelle chimeriche utopie che solitamente mettiamo nella lista delle cose-da-fare. Nonostante tutto ciò che comporta stilare progetti per il 2010, i primi giorni dell'anno ci incentivano comunque ad essere persone migliori, a partire col piede giusto, per capirsi. &lt;br /&gt;Che cosa propone, quindi, il &lt;i&gt;Signor Duemiladieci&lt;/i&gt;? &lt;br /&gt;Nel mondo della moda e dello spettacolo, sembra alzarsi una protesta contro Photoshop: un Basta pronunciato in coro a fotoritocchi eccessivi, make-up virtuali, eccessivi dimagrimenti, imperfezioni occultate. Inoltre, nelle copertine di questo gennaio, sembrano più frequenti fotografie scattate a modelle &lt;i&gt;plus-size&lt;/i&gt;. Un nuovo anno all'insegna di immagini reali e non modificate? Sembra impossibile, penso che questo sia proprio il classico buon proposito che non verrà rispettato.  &lt;br /&gt;Con l'anno nuovo, gli italiani si ritroveranno costretti a stare attenti al loro portafogli più di quanto non debbano farlo adesso: secondo un'indagine di Federconsumatori-Adusbef,  l'esborso aggiuntivo sarà di 596 euro a famiglia, tra bolletta della luce e dell'acqua, canone Rai, rate dei mutui, carburanti e ricorso al Giudice di Pace per multa. La ripresa economica tanto proclamata, sembra essere decisamente lontana, nonostante la televisione e i politici ci vogliano convincere che "la crisi è scongiurata". Come possa essere accaduto in un anno, sembra inspiegabile, a meno che non sia avvenuto il miracolo.&lt;br /&gt;L'eta pensionabile per le donne passa dai 60 ai 61 anni: la mèta da raggiungere è quella dei 65, nel 2018. Ci si chiede se si arriverà a morire sul posto di lavoro. La risposta è sì.&lt;br /&gt;Si prevedono inoltre maggiori iscrizioni alle scuole italiane: classi più affollate, dispersione, stress di alunni ed insegnanti, e ci si chiede chi abbia veramente voglia di lavorare, sia nel corpo Studenti, sia nel corpo Docenti. Arduo è capire dove verranno piazzati tutti questi studenti in più, visto che già oggi gli edifici scolastici italiani non sono attrezzati e/o adeguati.&lt;br /&gt;Il premier promette invece di attuare delle riforme entro la fine del 2010: c'è quanto mai da temere, visto che purtroppo i propositi di Papi solitamente (ed inspiegabilmente) trovano tutti un compimento.&lt;br /&gt;Sul fronte salute, i cardiologi europei chiedono la legge antifumo (divieto di fumare nei luoghi pubblici) per tutti i Paesi europei. Questo sarebbe proprio un bel traguardo, anche se, nonostante la legge sia attiva qui in Italia, ogni volta che passo una serata in un locale chiuso, c'è chi inevitabilmente fuma dentro senza essere punito. Il giorno dopo, mia madre si lamente per i miei abiti impregnati, necessariamente da lavare.&lt;br /&gt;Per quanto mi riguarda, nel mio piccolo, scelgo un proposito quanto meno realizzabile, e sicuramente &lt;i&gt;buono&lt;/i&gt;: provare a preparare, entro la fine dell'anno appena cominciato, i celeberrimi &lt;i&gt;macarons&lt;/i&gt;, dolcetti golosi ed accattivanti d'aspetto (forse più scenografici che realmente buoni) che, l'anno scorso, impazzavano in ogni foodblog italiano e non. Non mi sono mai presa la briga di aspettare che invecchiassero gli albumi, di pesarli, di comprare un termometro da cucina e di pensare a che gusto realizzare la &lt;i&gt;ganache&lt;/i&gt;. Prometto che entro dicembre ci provo (voi mi sarete testimoni!).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima ricetta dell'anno è quella dei &lt;i&gt;cavallucci&lt;/i&gt;, dolcetto tipico di questo periodo di origine senese. Pensando di non riuscire nell'impresa, sono rimasta piacevolmente sorpresa quando aspetto, gusto, forma e profumo dei suddetti ha evocato in me il ricordo di quelli che da piccola mi facevo comprare al forno (quelli home-made però sono meno duri e anche più buoni!). La ricetta che ho utilizzato è quella di &lt;a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2007/10/cavallucci-di-siena.html"&gt;Paoletta&lt;/a&gt; del blog Anice&amp;Cannella, a cui ho apportato leggere modifiche in seguito al commento che le è stato lasciato da un senese d.o.c. La consistenza ottenuta è proprio quella &lt;i&gt;fondente&lt;/i&gt; dei cavallucci originali, morbidi e consistenti; si conservano perfettamente nelle bustine di solito utilizzate per il congelatore e addirittura, più passano i giorni, più questi migliorano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cavallucci&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per circa 18 pezzi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;3 g ammoniaca&lt;br /&gt;70 g canditi (cedro e scorze d'arancia)&lt;br /&gt;100 g gherigli di noce spezzettati&lt;br /&gt;250 g zucchero&lt;br /&gt;75 g acqua&lt;br /&gt;scorza di un'arancia &lt;br /&gt;3 g cannella&lt;br /&gt;5 g semi di anice passati al mixer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una terrina, mescolare la farina, l'ammoniaca, i canditi, le noci, le spezie e la scorza d'arancia grattugiata non troppo finemente. Preparare il caramello, ponendo in un tegame lo zucchero e l'acqua e facendo andare a fuoco medio, fino a quando l'ultima goccia "fila" (prendendo il caramello tra pollice ed indice senza scottarsi, deve fare un &lt;i&gt;filo&lt;/i&gt;, appunto): il caramello, infatti, non dovrà imbrunire eccessivamente, altrimenti i cavallucci risulteranno granitici. Incorporare velocemente il caramello ancora caldo nella terrina dove si avevano uniti precedentemente gli altri ingredienti, aiutandosi con un mestolo. Amalgamare bene l'impasto, e aggiungere più farina se dovesse risultare troppo molle (un massimo di 70 g circa, solo se necessario). Formare delle palline del diametro di 7 cm e dallo spessore di 3 cm, rotolarle in abbondante farina, quindi posizionarle su una teglia rivestita da carta da forno, schiacciandole leggermente al centro con il pollice Distanziare i cavallucci l'uno dall'altro e non schiacciarli troppo, dal momento che in cottura tenderanno a dilatarsi e ad allargarsi. Cuocere in forno preriscaldato a 200° per 12 minuti circa (devono rimanere bianchi senza imbrunire!), quindi sfornare e far raffreddare bene. Sono più buoni i giorni a venire.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-6508987460730842783?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/6508987460730842783/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=6508987460730842783' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6508987460730842783'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6508987460730842783'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2010/01/anno-nuovo-vita-cavallucci.html' title='&lt;center&gt;Anno nuovo, vita...? - Cavallucci&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2653/4236508331_bd3b7c978d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-9049660939203633088</id><published>2009-12-30T11:44:00.022+01:00</published><updated>2009-12-30T16:06:14.895+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nessuna ricetta'/><title type='text'>Buon anno! - Zodiaco Gastronomico 2010</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SztsKgEA7fI/AAAAAAAAAKw/OO2w32rt3tQ/s1600-h/good_food_guide_2010-178865.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 168px; height: 222px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SztsKgEA7fI/AAAAAAAAAKw/OO2w32rt3tQ/s400/good_food_guide_2010-178865.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421045504131788274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt;Domani finisce l'anno: ne comincia un altro con tutte le aspettative, i sogni, i progetti, i desideri che comporta sempre un nuovo inizio. Questione controversa, più del cubo di Rubik o del mistero di Fatima, è dove passare il &lt;i&gt;Capodanno&lt;/i&gt;, il secondo prima e quello dopo della mezzanotte del 31 dicembre 2009. Dove brindare al 2010, dove esagerare con lo spumante, dove ridere ed essere felici. Sì, perché l'imperativo di ogni Capodanno, sembra appunto quello di &lt;i&gt;divertirsi per forza&lt;/i&gt;. Vengono organizzate feste di ogni tipo, si prenotano voli &lt;i&gt;low cost&lt;/i&gt; per Barcellona o Parigi o Londra, si preparano cenoni, ci si circonda di gente che conosciamo più o meno bene, o che non conosciamo affatto. Risultato? Solitamente i bagordi del 31 dicembre non sono tanto meglio di altre feste che vengono organizzate nel corso dell'anno, anzi (io, per esempio, non mi diverto mai esageratamente quella notte); molte volte accadono anche tristi e drammatiche situazioni dovute a petardi e fuochi d'artificio male impiegati, al caos che si crea nelle città, alla malsana idea di divertimento che hanno alcune persone. Tuttavia, tutto il mondo impazzisce per l'evento, fioccano buoni propositi che quasi mai verranno perseguiti, si levano i calici e si brinda all'anno che verrà: che cosa ci porterà il 2010? Sebbene  le prospettive non siano tra le più rosee, auguriamoci il meglio. Sempre e solo il &lt;i&gt;meglio&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per augurarvi un buon anno, ho pensato a questo Zodiaco Gastronomico di mia invenzione, in cui potrete trovare l'oroscopo per il nuovo anno e le caratteristiche del vostro segno, abbinate alla ricetta del mio blog che vi si addice di più. &lt;i&gt;Auguri!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ariete:&lt;/b&gt; anno in cui raccogliere i frutti del 2009, non mancheranno piacevoli sorprese nel campo del lavoro e per quanto riguarda l'amore e le persone che ti stanno vicino sarai per loro un valido punto di riferimento e non dovrai farne a meno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'individuo Ariete ha bisogno di agire e di organizzare, è originale e rifiuta di venire organizzato o dominato da altri. Può essere egoista, è coraggioso e apprende rapidamente; non è un buon diplomatico, e talvolta è troppo orgoglioso. Ha una grande forza e riesce a rialzarsi da ogni situazione. &lt;br /&gt;All'Ariete dedico quindi un piatto di sostanza, il mio &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/12/hakuna-matata-polpettone.html"&gt;polpettone&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Toro:&lt;/b&gt; segno che nell'anno 2010 godrà di un influsso positivo in tutti i campi, a cominciare dal lavoro per proseguire con l'amore. Non lasciarsi scappare le occasioni che quest'anno non mancheranno, e cogliete l'occasione per espandere il vostro ambiente di relazioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un segno molto stabile in cui sono presenti testardaggine e molta possessività. La sua più grande virtù è la pazienza come anche la costanza. Il nato nel segno del Toro è tenacissimo nel perseguire uno scopo, Sono individui leali, pur con qualche debolezza: la natura possessiva, la totale mancanza di autocritica che lo porta ad una sorta di presunzione. &lt;br /&gt;Per il Toro un piatto genuino e vero: &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/03/io-non-posso-restare-seduto-in-disparte.html"&gt;spaghetti alla chitarra con carciofi e pomodorini ciliegia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gemelli:&lt;/b&gt; in ripresa da un 2009 non proprio felice. Il nuovo anno sarà più dolce del precedente anche se non propriamente perfetto, dovrai riacquistare la fiducia che ti era venuta meno. Dovrete saper riallacciare vecchie relazioni con quello di nuovo che avrete appreso dall'esperienza. Godrete di una buona salute, ma non approfittatene troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Gemelli sono irrequieti, ragionano molto rapidamente e sono troppo impazienti di conoscere tutto e in fretta. Sono in grado di fare più cose rispetto a quelle che stanno pensando nel medesimo istante, possiedono un'ottima dialettica che spesso li aiuta a mascherare i propri difetti e carenze. I Gemelli amano le oasi di pace e di riposo e l'aria fresca. Una delle peculiarità dei Gemelli è la seguente: quando è dominato da un'idea si mette subito all'opera per metterla in pratica, senza riflettere sulle conseguenze che possono avere le sue azioni o sulla moralità di queste. Sono a volte un po' troppo presuntuosi e nervosi.&lt;br /&gt;Nella loro oasi, i Gemelli, gradiranno sicuramente gustare un bel piatto di &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/05/mare-o-montagna-questo-e-il-problema.html"&gt;insalata di seppie&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cancro:&lt;/b&gt; il 2010 porterà qualche sorpresa non sempre positiva e del turbamento, il campo lavorativo richiederà maggiore impegno e in amore raccoglierai i frutti del 2009, che, se avrete saputo mantenere la calma nei momenti meno facili, potrebbero essere tanti e non di poca rilevanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è il segno della maternità, della tenacia, del sentimento profondo, della malinconia e della irascibilità. E' un segno difficile ed a volte misterioso. Vive fra due mondi, quello esterno visto come pericoloso e temuto, e quello interno, pieno di memorie, di fantasia, di sentimenti. E' in equilibrio stabile tra questi due mondi: quando la realtà si fa troppo sgradevole, si rifugia nel domani sperando che i suoi sogni possano divenire realtà. Il domani è la sua protezione. Queste persone, sotto un'apparente flemma ed imperturbabilità, nascondono un carattere taciturno ma inquieto, riflessivo. Caratteri distintivi del segno sono: una grande dolcezza, fedeltà (nei confronti degli amici per lo più), doti intuitive e buona memoria. Il carattere mutevole è proverbiale, tipico per loro essere meteoropatici ed instabili come pochi altri. &lt;br /&gt;Per i Cancro, un bel piatto di &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/06/tra-le-braccia-di-morfeo.html"&gt;gnocchi&lt;/a&gt; da mangiare in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Leone:&lt;/b&gt; si avvereranno i progetti sui quali si era tanto lavorato, grazie ad una maggiore maturità finalmente acquisita. Scelte oculate da fare per quanto riguarda il denaro, mentre gli affetti vivranno dell'inerzia positiva dello scorso anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Leone è il segno del potere. Denota volontà e determinazione unite a gentilezza. Questo segno ha un ego fortemente pronunciato che tende ad eccellere in ogni circostanza. I nativi del segno sono dirigenti nati, ma non amano vincere con troppa facilità; sono consapevoli del proprio valore ed amano essere apprezzati. Esteriorizzazione, ambizione, autorità, vitalità, fierezza, lealtà e magnanimità sono le sue caratteristiche di base. Tutte queste sono caratteristiche che riguardano solo la vita terrena ed hanno tutte un denominatore comune: la volontà, intesa nel senso più completo del termine. La stessa volontà, se negativizzata, porta a passione, facilità alla collera, orgoglio, tirannia, ricerca della gloria a tutti i costi, la tendenza a drammatizzare, anche a recitare (nella vita). Ciò che quasi stupisce nei nati sotto il segno del Leone è la straordinaria sicurezza di sé. Il Leone, inoltre, è il segno dell'educazione, dei bambini, della gloria, della celebrità artistica.&lt;br /&gt;Per il Leone, un piatto dal gusto deciso e definito, l'&lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/08/buoni-propositi.html"&gt;insalata di pollo con peperoni e mandorle&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vergine:&lt;/b&gt; un anno 2010 veramente positivo per questo segno; da cogliere l'occasione per fare progetti di lungo termine su più versanti: investimenti affettivi ma anche progetti di lavoro. Un 2010 pieno di fortuna, ma dovete cercare di non trascurare la vostra salute che nel corso dell'inverno potrebbe portarvi qualche sorpresa, che dovrete cercare di non somatizzare troppo. Oroscopo 2010 nel complesso davvero molto positivo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nati sotto il segno della Vergine sono molto altruisti, coscienziosi ed amano il lavoro preciso, sono molto analitici e spesso eccessivamente critici. La caratteristica costante e generalizzata della Vergine è il suo senso pratico accomunato al dubbio ed all'inquietudine, all'intelligenza, sempre razionale e critica, che fa da elemento catalizzatore. Al Vergine piace generalmente l'atteggiamento da vittima ma è modesto, ha buon senso ed è malinconico, un po' in difetto di fantasia si riscatta con l'ambizione ma difficilmente accetta l'opinione altrui. Il Vergine detesta agire con precipitazione: non imponetegli mai di agire in fretta, deve avere il tempo di esaminare tutto con freddezza, con pazienza, con meticolosità, difficile da sopportare per chi non si trova nella sua stessa dimensione. &lt;br /&gt;Al segno della Vergine dedico un dessert dal gusto pulito, le &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/02/la-recherche-du-temp-perdu.html"&gt;madeleines&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bilancia:&lt;/b&gt; anno non troppo difficile, passerà tanto in fretta che nemmeno ve ne accorgerete, ma richiederà pazienza e perseveranza. Non avventurarsi in nuovi campi e cercare di vivere delle rendite del 2009. Attenzione e cautela saranno indispensabili. Ma il vostro oroscopo 2010 nel complesso è senza dubbio positivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nati sotto il segno della Bilancia ricercano l'equilibrio sopra ogni cosa. Agiscono nel modo migliore nei rapporti sociali, sono molto pratici, disinvolti e senza pregiudizi, oltre a possedere molto charme. Sono strateghi nati e possono rivelarsi completamente impersonali. I Bilancia sono generalmente di aspetto piacevole ed amano la ricchezza e il successo. Il segno della Bilancia un po' pigro e svogliato, ama i complimenti, gli piacciono il lusso e le comodità, ama circondarsi di oggetti costosi e di tutto ciò che è raffinato.&lt;br /&gt;Per la raffinata Bilancia, un equilibrio di gusto e di colore: &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/05/forse-perche-la-simmenthal-e-sempre-la.html"&gt;bicchierini di panna cotta e gelatina di fragole&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;b&gt;Scorpione:&lt;/b&gt; tante saranno le occasioni da non lasciarsi sfuggire, da saper cogliere l'anno 2010 fortunato che porterà con sè tante sorprese sfruttate solo con un'adeguata apertura mentale. Non lasciatevi sfuggire buone occasioni per pigrizia o per paura della novità: ogni lasciata è persa, e il 2010 ve lo dimostrerà. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nati sotto il segno dello Scorpione sono pieni di risorse, profondi, seri ed hanno un forte magnetismo fisico. Sono spesso autoritari e possiedono la capacità di scoprire il punto debole degli altri. Sono inclini alla mancanza di tatto, anche se poi si sorprendono quando risulta evidente che hanno offeso qualcuno. Sono molto possessivi e capaci di provare intense emozioni. Un'altra tipica caratteristica del segno è la volontà, così come la permalosità. Una grande qualità del segno è, invece, la spinta a non lasciare nulla d'intentato per cercare di superare sé stessi ed arrivare alla conoscenza.&lt;br /&gt;Allo Scorpione consiglio di esplorare, nell'universo del gusto, il &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/03/goodbye-my-lovers.html"&gt;riso al curry con gamberetti e germogli di soia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sagittario:&lt;/b&gt; le grandi fortune del precedente anno 2009 non si ripeteranno nel 2010 e sarà fondamentale sapersi riadattare alla normalità. Saper affrontare la sfortuna con la maturata esperienza del passato, ma non siamo  poi così drammatici, il vostro oroscopo 2010 può essere interpretato come un semplice ritorno alla vita di ogni giorno, in particolare dal terzo semestre dell'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nati sotto il segno del Sagittario sono pieni di fiducia, felici, allegri e molto schietti. Hanno una mente molto attiva, ma sono inclini alla distrazione, in quanto mancano di disciplina e non amano concentrarsi su qualcosa troppo a lungo. Sono grandi sportivi, amanti degli animali, dei viaggi e delle lunghe camminate. Caratteristiche comuni del segno sono l'ottimismo, la fiducia in se stessi, l'entusiasmo, la vitalità, l'intuizione, lo sprezzo del pericolo, l'indipendenza, la saggezza; è un carattere complessivamente ottimista, che ha in sé la capacità di essere un ottimo conversatore ma un pessimo ascoltatore. &lt;br /&gt;Per iniziare da veri ottimisti la giornata, niente di meglio per i Sagittario una fetta della soffice e deliziosa &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/02/ab-ovo.html"&gt;torta di ricotta&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Capricorno:&lt;/b&gt; il 2010 è un occasione per andare incontro al futuro e dimenticare il passato. Cambiamenti che porteranno molta felicità, prosperità, e voglia di vivere la vita, come magari avreste voluto fare nel 2009 ma non sempre vi è stato possibile. La vostra situazione sentimentale potrebbe trovare la svolta nel secondo semestre 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I nati sotto il segno del Capricorno sono notoriamente dei grandi diplomatici. Sanno essere responsabili, ma anche materialistici e spesso pessimistici. Tendono ad essere un po' snob, desiderosi di raggiungere il vertice sociale e grazie alla loro infinita pazienza, sanno anche come coltivare le persone giuste che li aiutino a realizzare i loro scopi. L'ambizione di raggiungere vette sociali è sempre in ogni caso presente in questo segno ed obbedisce a due forti imperativi: orgoglio e sete di potere. &lt;br /&gt;Per mantenere le loro amicizie, suggerisco ai Capricorno di consumare in compagnia &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/07/volta-la-carta.html"&gt;muffins ai pomodori secchi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Acquario:&lt;/b&gt; concentratevi sui piaceri della vita e dimenticate la non troppa fortuna dell'anno 2009. Questo è un anno per riflettere e pensare al vostro futuro, ma non mancheranno buone occasioni per mostrare agli altri chi siete. La vostra situazione lavorativa andrà migliorando nettamente a partire dal secondo trimestre dell'anno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il potere degli Acquario proviene dall'intelletto. Sono distaccati, impersonali e credono nella giustizia sociale. Sono generalmente stabili, ma sono inclini ad improvvisare cambiamenti di opinioni, idee, pensieri e piani. Hanno un grande bisogno di libertà e di conseguenza possono assolvere meglio al loro destino nei rapporti basati sull'amicizia. Nella loro personalità è presente una qualità ingannevole e sognatrice e mostrano inoltre un senso di rispetto e di logica. L'Acquario è anche il segno della solitudine e di conseguenza i nativi si ritrovano sempre un po' isolati. Gli Acquario sono onesti e fedeli e in genere godono di buona salute. Chi appartiene a questo segno accomuna all'originalità ed all'indipendenza, anche un'anormalità spinta all'eccesso, che può causare violente oscillazioni d'umore e rendere possibile l'assurdo, l'imprevisto e l'imprevedibile. La permalosità è peculiare del segno; l'individuo cerca sempre di affermare la sua libertà d'essere e d'agire. &lt;br /&gt;Per gli Acquario un dessert originale e dall'audace accostamento di sapori: &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/09/gusci-e-ripieni.html"&gt;tartellette lau citron meringuée&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pesci:&lt;/b&gt; un 2010 ricco di fortuna che darà tante soddisfazioni dal lato affettivo; tante soddisfazioni saranno date dagli amici anche se la vostra razionalità sarà messa alla prova, e le fortune che vi capiteranno saranno difficili da valutare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai Pesci manca la capacità di stabilire e fissare una direzione. Sono emotivi e sensibili e possono essere influenzati sia in modo positivo che non. Poiché sono molto comprensivi e credono nella bontà del prossimo, spesso riescono ad essere pratici e realisti. Dato che tendono ad autodistruggersi, sono vulnerabili e mancano di meccanismi di autodifesa. Sono inoltre riservati, non è possibile conoscerli intimamente e di rado conoscono se stessi. Il carattere dei nati sotto il segno dei Pesci è abbastanza contraddittorio e spesso addirittura incomprensibile per chi non abbia la stessa mentalità. Questo segno presenta individui molto sensibili allo slancio ed al sacrificio, che hanno in sé un grande desiderio di aiutare gli altri ed anche individui che cedono ad un'eccessiva dose di fatalismo e di pigrizia, all'amore per la vita facile.&lt;br /&gt;Ai Pesci dedico le &lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/05/xoxo-gossip-girl.html"&gt;rose del deserto&lt;/a&gt;, biscotti semplici da realizzare, ma dal successo garantito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-9049660939203633088?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/9049660939203633088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=9049660939203633088' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/9049660939203633088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/9049660939203633088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/buon-anno-zodiaco-gastronomico-2010.html' title='&lt;center&gt;Buon anno! - Zodiaco Gastronomico 2010&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SztsKgEA7fI/AAAAAAAAAKw/OO2w32rt3tQ/s72-c/good_food_guide_2010-178865.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5982313723185607073</id><published>2009-12-28T11:02:00.003+01:00</published><updated>2009-12-28T18:54:59.772+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Il ritardo del Bianconiglio - Palline di ricotta, praga e olive</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4221912486/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4035/4221912486_ed3fef2bef.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4221912486/"&gt;Palline di ricotta, praga e olive&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Terminato anche il giorno di Natale, piovono feste a cadere, una dopo l'altra, una dietro l'altra, come le gambe di un millepiedi o, se si vuole essere più raffinati, come le perle di una lunga collana. &lt;i&gt;S. Stefano, Capodanno, l'Epifania&lt;/i&gt; passano così come sono venute, in un attimo. Se tanta è l'aspettativa per le feste natalizie (si inizia ad addobbare già a novembre, i panettoni sono in offerta sugli scaffali del supermercato già a fine ottobre), poi quasi non ci accorgiamo di come tutto finisce così in fretta. Il pranzo di Natale, il cui &lt;i&gt;menu&lt;/i&gt; è stato accuratamente preparato settimane prima, viene praticamente divorato, e in due ore già si è sparecchiato e i pochi avanzi rimasti sono in frigorifero, mentre i parenti si sono dileguati pieni di doni. Per quanto mi riguarda, il mio &lt;i&gt;Spirito del Natale&lt;/i&gt; mi abbandona già il 25: dopo questa data non sono già più tanto in clima di festa. I giorni passano tutti uguali: la famiglia è riunita a casa, si mangia torrone e pandoro, si guardano film, si esce. Nel periodo delle festività natalizie, si perde un po' la &lt;i&gt;cognizione del tempo&lt;/i&gt;. Ogni giorno sembra una &lt;i&gt;domenica&lt;/i&gt; come tutte le altre. Il problema è che io odio la domenica, è il giorno che meno sopporto della settimana, quello in cui ci si riprende dai bagordi del sabato sera, quello che si passa in casa ciondolando, quello in cui, quando giocavo a pallavolo, toccava mettersi la tuta e partire per palestre impensabili e giocare una partita; e, quando facevo il liceo, toccava studiare tutto il giorno, cercando di avvantaggiarsi per la settimana; e, quando giocavo a pallavolo e facevo il liceo, toccava fare le due cose contemporaneamente. Adesso ciondolo per casa senza riuscire a fare tanto, e per me il calendario ha perso di valore (per capire che giorno siamo penso sempre al fatto che il Natale quest'anno è venuto di venerdì, poi procedo; non so quanto però possa durare questo stratagemma). La relatività del tempo, il fatto che sia una convenzione prettamente umana (e nonostante questo, è una questione che ha attanagliato da sempre l'uomo e che continuerà a farlo), si svelano in questo periodo come non mai. Cinque minuti possono essere un attimo se si aspetta che la nostra tisana di melissa e passiflora sia pronta; un'eternità se trascorsi in una fila chilometrica di automobili (c'è la prospettiva di molti altri cinque minuti a seguire). Un'ora può essere piacevolissima se trascorsa con gli amici in un bar; interminabile se si tratta di una lezione di biochimica. La concezione del tempo varia da individuo ad individuo, da situazione a situazione. Ma il tempo passa lo stesso, anche se a volte non ce ne rendiamo conto, mentre altre ce ne accorgiamo troppo. Il tempo se ne frega se uno è in ritardo, se uno desidera che quel momento non finisca più: quindi non rimane altro che organizzarlo al meglio, non potendo ovviamente fermare il suo incedere così incalzante. E tra pochi giorni finisce un altro anno, ma guarda un po'. Allora si ripensa all'anno passato, e pare che sia successo tutto in un secondo, altro che 365 giorni! E, quando sarà nuovamente Natale, il pensiero verrà spontaneo: &lt;i&gt;già Natale? Ma se mi sembra ieri che toglievo gli addobbi dall'albero?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricetta di oggi, invece, è &lt;i&gt;velocissima&lt;/i&gt; a prescindere da ogni relativismo temporale, e di una facilità disarmante. Tuttavia si rivela un ottimo contributo per un aperitivo o per un antipasto. Le palline risultano più compatte e gradevoli se messe in frigorifero, quindi il consiglio è di prepararle la sera prima se si ha intenzione di offrirle per pranzo; la mattina se invece si vogliono offrire la sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Palline di ricotta, praga e olive&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;200 g ricotta fresca&lt;br /&gt;150 g prosciutto praga&lt;br /&gt;80 g olive nere&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tritare con il mixer il prosciutto insieme alle olive. Aggiungere il trito alla ricotta (farla prima scolare bene, in modo che le palline risultino sode e compatte), unire un pizzico di sale e mescolare bene. Con le mani, formare delle palline, infilzarle con uno stuzzicadenti e porle in frigorifero.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5982313723185607073?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5982313723185607073/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5982313723185607073' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5982313723185607073'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5982313723185607073'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/il-ritardo-del-bianconiglio-palline-di.html' title='&lt;center&gt;Il ritardo del Bianconiglio - Palline di ricotta, praga e olive&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4035/4221912486_ed3fef2bef_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-6564735954840780719</id><published>2009-12-22T14:31:00.006+01:00</published><updated>2010-01-17T20:48:11.529+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Buon Nachele! - Bon bon di cioccolato plastico</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4206268296/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4049/4206268296_905fb02de8.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4206268296/"&gt;Bon bon di cioccolato plastico&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;center&gt;&lt;i&gt;Natale&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho voglia&lt;br /&gt;di tuffarmi&lt;br /&gt;in un gomitolo&lt;br /&gt;di strade&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho tanta&lt;br /&gt;stanchezza&lt;br /&gt;sulle spalle&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciatemi così&lt;br /&gt;come una&lt;br /&gt;cosa&lt;br /&gt;posata&lt;br /&gt;in un&lt;br /&gt;angolo&lt;br /&gt;e dimenticata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui&lt;br /&gt;non si sente&lt;br /&gt;altro&lt;br /&gt;che il caldo buono&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto&lt;br /&gt;con le quattro&lt;br /&gt;capriole&lt;br /&gt;di fumo&lt;br /&gt;del focolare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;- Giuseppe Ungaretti&lt;/i&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt;Col Natale ormai alle porte, non posso che farvi tanti auguri.&lt;br /&gt;Auguri a chi mi segue e commenta i miei post, frutto di ricette e divagazioni personali.&lt;br /&gt;Auguri a chi mi segue, anche se in silenzio (come facevo io prima di aprire il blog a febbraio).&lt;br /&gt;Auguri agli/alle altri/e &lt;i&gt;foodbloggers&lt;/i&gt;, e a tutte le loro ricette che danno spunti e fanno venire l'acquolina in bocca.&lt;br /&gt;Auguri a chi del cibo ne fa un'arte.&lt;br /&gt;Auguri a chi teme il cibo, che possa imparare ad apprezzarlo.&lt;br /&gt;Auguri a chi metterà a disposizione la casa per il cenone della Vigilia o per il pranzone del Natale e che ha già deciso il menu per l'occasione. Tanti auguri anche a chi ha da trovarlo ancora (come me e mia mamma).&lt;br /&gt;Auguri a chi ha ancora dei regali sotto l'albero, perché io li ho già aperti tutti.&lt;br /&gt;Auguri a chi festeggia il Natale come evento religioso, a chi lo festeggia come momento familiare, a chi lo festeggia come occasione per dedicarsi al prossimo.&lt;br /&gt;Auguri a chi non ha tanta voglia di fare il bagno tra i parenti il 25 dicembre, ma che alla fine si troverà bene.&lt;br /&gt;Auguri a chi sarà costretto a giocare a Tombola tutto il giorno, magari coi fagioli al posto dei tasselli, perché questo proprio no, non si augurerebbe a nessuno :P&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta dei simpaticissimi &lt;a href="http://fiordilatte-appuntidicucina.blogspot.com/2009/12/idee-per-il-natale-bon-bon-al.html"&gt;bon-bons di Fiordilatte&lt;/a&gt;, il cui impasto è decisamente versatile e pronto a mille impieghi. Più sodi dei tartufini, sono ottimi se accompagnati dal caffè, o semplicemente come elemento decorativo dei vostri pacchetti o delle vostre tavole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci rileggiamo dopo Natale!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Bon bon di cioccolato plastico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;100 g cioccolato fondente&lt;br /&gt;30 g glucosio (&lt;i&gt;io non ne avevo, e l'ho sostituito con il miele&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;15 g sciroppo di zucchero&lt;br /&gt;3 cucchiaini di caffè solubile&lt;br /&gt;zuccherini colorati (&lt;i&gt;ma anche granella di nocciole, o cocco grattugiato, o zucchero a velo&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparare lo sciroppo di zucchero: mettere in una pentola 20 g di acqua e 20 g di zucchero, portare quasi a bollore. Sciogliere in questo sciroppo 3 cucchiaini di caffè solubile (evitare i liquori che rovinano il cioccolato fuso). Fondere il cioccolato e aggiungere il glucosio (&lt;i&gt;il miele per me&lt;/i&gt;) e 15 g dello sciroppo caldo (in questo ordine mi raccomando! sarà più facile). Mescolare bene. Lasciare riposare il cioccolato una notte in un luogo fresco. &lt;br /&gt;Il giorno dopo prendere il composto, formare delle palline, quindi rotolarle nelle codette di zucchero colorate premendo leggermente e poi infilzarle con uno stuzzicadenti (mi sembrano più carine da vedere e mangiare! &lt;i&gt;concordo con Giada!&lt;/i&gt;). Per questa fase, utilizzare un paio di guanti di lattice per non sporcarvi troppo e per evitare di sciogliere eccessivamente il cioccolato con il calore delle mani. Si possono anche usare gli stampi in policarbonato: in questo caso, prendere un po' di composto, spolverarlo di zucchero a velo, spolverare anche lo stampo e premere la pallina al suo interno. Livellare il tutto, girare lo stampo e dargli un colpo secco cosicché il cioccolatino si stacchi.&lt;br /&gt;In ogni caso, lasciare poi riposare i bon bon per qualche ora.&lt;br /&gt;In alternativa, si può rovesciare il composto caldo su un foglio di carta forno, appoggiarvi sopra un altro foglio di carta forno e stenderlo con il matterello per ottenere una lastra. Fare riposare questa lastra per una notte e poi tagliarla come più vi piace: a quadratini, oppure servendosi degli stampini per biscotti si può dargli le forme più disparate (simpaticissima l'idea di infilzarli poi in uno stecco da spiedo realizzando così dei lecca-lecca di cioccolato). Spolverare di zucchero a velo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-6564735954840780719?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/6564735954840780719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=6564735954840780719' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6564735954840780719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6564735954840780719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/buon-nachele-bon-bon-di-cioccolato.html' title='&lt;center&gt;Buon Nachele! - Bon bon di cioccolato plastico&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4049/4206268296_905fb02de8_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5247108174086057081</id><published>2009-12-19T15:50:00.005+01:00</published><updated>2010-01-17T20:49:08.602+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biscotti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Da tartina con amore - Biscotti al cocco e cioccolato bianco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4197420042/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2639/4197420042_20d68b7c05.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4197420042/"&gt;Biscotti al cocco e cioccolato bianco&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;A meno di una settimana al Natale (già meno di una settimana?!), sono ancora molte le cose a cui pensare: il &lt;i&gt;menu&lt;/i&gt; del cenone, del pranzone e del merendone (a proposito, si accetta qualunque idea in casa tartina, ancora abbiamo da decidere gli antipasti!); gli addobbi (ritardatari, apprestatevi a mettere su un alberello decente! Sono invece da abolire quegli orribili Babbo Natale di plastica che si arrampicano su per le terrazze dei condomini, che più che diffondere lo spirito natalizio fanno venire le lacrime agli occhi per la tristezza); i &lt;i&gt;regali&lt;/i&gt;, i &lt;i&gt;presenti&lt;/i&gt;, le &lt;i&gt;strenne&lt;/i&gt; natalizie. Tutti adorabili sinonimi per andare ad indicare pacchetti colorati tenuti insieme da nastri e fiocchi che è ormai consuetudine scambiarsi il 25 dicembre (o insomma, nei pressi di questa data). Anzi, oggi come oggi la parola Natale viene automaticamente associata al regalo, allo spendere, al consumismo. Sono finiti i tempi di &lt;i&gt;a Natale si è tutti più buoni&lt;/i&gt;: diamo il benvenuto all'era di &lt;i&gt;a Natale si dilapida il conto in banca&lt;/i&gt;. Infatti, mentre prima donare qualcosa era un atto di generosità e una dimostrazione di affetto verso le persone a cui si teneva veramente, adesso è diventato quasi un &lt;i&gt;obbligo&lt;/i&gt;, una forzata consuetudine. Si partecipa alla colletta per regalare un perizoma leopardato alla collega che invece strozzeremmo volentieri con quel filo di tessuto; si regala al compagno di classe che vedremmo bene in una scuola tibetana per asceti un'orrenda candela a forma di putto alato assai inquietante. Quando arriva il Natale, diventa infinita la lista di persone a cui &lt;i&gt;fare un pensierino&lt;/i&gt;, finendo per farlo anche a gente che proprio non sopportiamo: l'atto del regalare si trasforma quasi in un obbligo a cui adempiamo per pura cortesia. Un po' come quando festeggiamo il nostro diciottesimo anno di età e facciamo una grande festa a cui invitiamo anche gente che ci sta antipatica. Come caldeggio un ritorno alle feste con pochi intimi, con le persone a cui siamo realmente affezionati, incito anche il ritorno al donare solo a chi ci sta a cuore: ipocrita è fare un pensiero a chi poi parliamo dietro le spalle. Un'altra avvilente questione è la scelta del regalo. I telegiornali supportano l'acquisto di regali improponibili, capaci di prosciugare risparmi e conti in banca: massaggi e acque termali, le ultime novità in campo tecnologico, fughe d'amore negli hotel italiani. I regali proposti dalla Parodi la sera sono più o meno gli stessi tutti gli anni, se ci fate caso. Minimo comun denominatore è che denotano mancanza di originalità, costano un sacco e non significano niente. Quanto è più sincero e sentito regalare per esempio qualcosa che si è fatto con le proprie mani? Significa innanzitutto che il regalo è veramente &lt;i&gt;pensato&lt;/i&gt;, poi che è fatto col &lt;i&gt;cuore&lt;/i&gt; piuttosto che col portafoglio. E di sicuro troverà maggiore apprezzamento un dono di questo tipo rispetto a una seduta di fanghiglie da appiccicarsi al volto. Importante è anche fare un regalo &lt;i&gt;mirato&lt;/i&gt; a chi si vuole bene: se vostra madre desidera tantissimo uno schiaccianoci nuovo perché a forza di rompere il guscio col coltello ha rischiato svariate volte di amputarsi il dito indice, avete già trovato il vostro regalo. E non importa se non è un profumo (banale!) o un set per le unghie o qualcos'altro di estremamente raffinato, perché la cosa fondamentale è che voi l'avete ascoltata, e avete compreso le sue reali esigenze accontentandola. E poi, anche se il dono fatto non è pari alle aspettative di chi lo riceve, non importa: sarà ugualmente apprezzato se fatto con passione e affetto, perché ricevere è bello, ma dare lo è a volte di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto alla sciarpa realizzata coi propri ferri mentre si è spaparanzati sul divano del salotto, nella &lt;i&gt;top-list&lt;/i&gt; dei regalini home-made, ci sono sicuramente i prodotti culinari: conserve, marmellate, cioccolatini, salse e biscotti. Che cosa c'è di meglio del delicato profumo del cocco e della dolcezza sprigionata dal cioccolato bianco su biscottini dalla friabile consistenza? &lt;br /&gt;Con questa ricetta partecipo alla simpatica iniziativa di Paoletta del blog Anice&amp;Cannella, &lt;a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2009/12/io-natale-regalo-questo-raccolta.html"&gt;Io a Natale regalo questi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Biscotti al cocco e cioccolato bianco&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta frolla:&lt;br /&gt;300 g farina 00&lt;br /&gt;200 g burro&lt;br /&gt;120 g zucchero&lt;br /&gt;100 g cocco grattugiato&lt;br /&gt;2 tuorli d'uovo&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la copertura:&lt;br /&gt;200 g cioccolato bianco&lt;br /&gt;100 g cocco grattugiato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbattere i tuorli con lo zucchero, quindi unire il burro fuso. Aggiungere anche la farina mescolata col cocco e impastare, fino ad ottenere una palla da avvolgere con pellicola trasparente e da porre in frigorifero per un'ora circa. Riprendere la pasta e stenderla col mattarello: con le formine prescelte, ritagliare dei biscotti da porre su una teglia rivestita da carta da forno. Infornare a 180° per 10-12 minuti circa, finché si saranno dorati leggermente. Quando saranno pronti, sfornare e lasciare raffreddare. Una volta freddi, zupparli nel cioccolato bianco fuso e passarli nel cocco grattugiato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5247108174086057081?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5247108174086057081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5247108174086057081' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5247108174086057081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5247108174086057081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/da-tartina-con-amore-biscotti-al-cocco.html' title='&lt;center&gt;Da tartina con amore - Biscotti al cocco e cioccolato bianco&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2639/4197420042_20d68b7c05_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-1102972650497956780</id><published>2009-12-17T18:24:00.002+01:00</published><updated>2009-12-17T18:25:44.186+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crostate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Quel lieve tuo candor - Crostata con mele e crema pasticcera</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4193240976/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm5.static.flickr.com/4009/4193240976_37784650c4.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4193240976/"&gt;Crostata con mele e crema pasticcera&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Una terribile morsa di freddo, proveniente dalla Siberia, sta attanagliando l'Italia e - almeno così ci dice il Colonnello Giuliacci durante il &lt;i&gt;Meteo&lt;/i&gt; della sera, anche tutta l'Europa. A meno di una settimana a Natale diventa insostenibile stare ad aspettare l'autobus per più di 5 minuti, non indossare la famigerata &lt;i&gt;canotta di lana&lt;/i&gt;, che tanto piace alla mamma, e i collant ascellari antistupro e non attaccarsi a termosifoni e/o stufette quando si è dentro le mura domestiche. Nel nostro Bel Paese ha già cominciato a nevicare, persino a basse quote. L'immagine della casetta immersa nella neve, col fumo che esce dal caminetto e le finestre illuminate, il caminetto acceso, una scodella di zuppa calda tra le mani, la coperta di &lt;i&gt;pile&lt;/i&gt; sulle ginocchia, circondati dalla famiglia e dal gatto che si struscia sulle nostre ginocchia è edificante ed estremamente romantica (se ci aggiungiamo anche una ghirlanda di pungitopo appesa alla porta diventa una perfetta &lt;i&gt;cartolina di Natale&lt;/i&gt;). Guardare i cristalli di neve che, lievemente e lentamente, si depositano sul suolo, è pure alquanto rilassante. Indossare sciarpa, guanti e stivali e andare fuori a fare a pallate di neve, regredendo all'età di 5 anni, è onirico ed emozionante. Per carità, tutto ciò non lo metto in dubbio. Ma, realisticamente parlando, rompendo l'illusione data da queste immagini frutto di racconti natalizi e di pubblicità di biscotti Mulino Bianco, è alquanto &lt;i&gt;improbabile&lt;/i&gt;. Coi tempi di oggi, in cui tutti vanno di fretta, in cui si ha mille cose a cui pensare, una nevicata può essere &lt;i&gt;letale&lt;/i&gt;. Probabilmente l'avversione per la neve mi è stata trasmessa da mia madre, sempre occupata più a soffermarsi sui disagi che tale agente atmosferico può provocare, piuttosto che sul suo lato romantico (vedi sopra). In effetti però, una nevicata come si deve, non quella neve che si scioglie non appena tocca terra creando quella poltiglia fangosa orripilante, ma una bella neve soda, candida e compatta come un albume ben montato e abbastanza alta, non è proprio il massimo della comodità per quanto riguarda i trasporti. Chi ha da intraprendere un viaggio è sicuramente timoroso di farlo se la strada è ricoperta dalla neve: esistono le catene per l'automobile, ma tutto è più rallentato e pericoloso e una continua scocciatura. Non mi sto riferendo solamente al viaggio da fare per arrivare al supermercato per comprare il salmone affumicato del cenone della Vigilia, piuttosto a chi ha da viaggiare per lavoro, a chi deve necessariamente spostarsi per questioni di salute o per andare a trovare dei parenti. Inoltre c'è anche da dire che, mentre gli altri Paesi europei sono tutti più organizzati, in Italia, come per ogni lavoro, è tutta una disorganizzazione, e prima che passi il Comune a spargere il sale per liberare le strade si può aspettare anche fino al prossimo mese, quando la neve si sarà sciolta da sola e inizieranno a spuntare le prime gemme. Un altro motivo complice del mio astio verso la neve, è sicuramente il fatto che io &lt;i&gt;non sono mai stata in montagna&lt;/i&gt;. No, non ci sono mai stata. Non ho mai messo ai piedi un paio di sci, non ho mai bevuto cioccolata calda in un cottage, non o mai preso la funivia. Mai in tutta la mia vita, mentre i miei amici e conoscenti, almeno una volta questa esperienza l'hanno provata: tuttavia non ci aspiro proprio, alla &lt;i&gt;Settimana Bianca&lt;/i&gt; preferisco di gran lunga un week-end trascorso in qualche capitale oltralpe. Comunque sia, penso che il mio imbarazzo quasi, il mio pudore per non aver mai sperimentato un'attività così comune (e anche ammetterlo quando tutti ti guardano sbalorditi, come se avessi messo su le antenne, che so, o fossi diventata verde), fomenti la mia reticenza verso un paesaggio innevato come si deve, anche là dove è più frequente che ci siano gelo e neve, piuttosto che pascoli verdi e climi temperati. Diciamo che gli sport invernali non sono proprio il mio forte: anche sulla &lt;i&gt;pista da pattinaggio&lt;/i&gt; che viene puntualmente improvvisata in ogni città italiana in concomitanza con l'arrivo del Luna Park, ho fatto le mie discrete magre figure. Una volta, una giapponese imbranata, cadendo si appigliò a me, facendomi franare a mo' di valanga in terra, e rendendomi il sedere una lastra ghiacciata. Esperienza terrificante, è dall'età di dieci anni che non mi infilo un paio di pattini per andare sul ghiaccio (che tra l'altro mi lasciavano delle vesciche sui piedi grandi come crateri lunari e dolorosissime). Insomma, per quanto mi riguarda, ben vengano pupazzi di neve e paesaggi imbiancati, purché restino almeno a 300 km da me (tollerabili quelli su &lt;i&gt;biglietti d'auguri, fotografie e quadretti idilliaci virtuali e non&lt;/i&gt;). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come una lieve nevicata lo zucchero a velo si posa sul dessert che vi propongo oggi: scenografico, ma anche gustoso q.b. La frolla croccante, la crema avvolgente (vi consiglio di provare questa nuova ricetta che ho sperimentato per la crostata: totale assenza di grumi e un gusto fantastico) e la consistenza umidiccia delle mele, rendono irresistibile questa crostata tipicamente invernale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Crostata con mele e crema pasticcera&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta frolla (delle sorelle Simili):&lt;br /&gt;200 g farina 00&lt;br /&gt;100 g burro&lt;br /&gt;50 g zucchero a velo&lt;br /&gt;2 tuorli &lt;br /&gt;poca acqua fredda&lt;br /&gt;una bustina di vanillina/scorza di limone grattugiata (a piacere, io ho messo la scorza di limone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema:&lt;br /&gt;500 g latte&lt;br /&gt;150 g zucchero&lt;br /&gt;2 tuorli d'uovo&lt;br /&gt;40 g farina&lt;br /&gt;estratto di vaniglia (o una bustina di vanillina)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la copertura:&lt;br /&gt;2 mele Golden&lt;br /&gt;(poca marmellata di albicocche)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta frolla:&lt;br /&gt;Mettere il burro freddo di frigo tagliato a pezzetti sulla farina disposta a fontana, quindi sbriciolarlo velocemente con le dita (passandolo tra pollice e indice) insieme alla farina. Appena il composto diventa una specie di farina, disporlo a fontana e porvi al centro i tuorli d'uovo e lo zucchero a velo. Con una forchetta, sbattere le uova con lo zucchero: inizialmente senza aggiungere farina, poi incorporandola piano piano al composto. Usando una spatola, lavorare velocemente l'impasto, sollevandolo dai lati e premendo bene verso il centro. Se fosse troppo secco, aggiungere qualche cucchiaio di acqua (circa 3). Continuare a lavorare l'impasto con la spatola, senza mai toccarlo con le mani: infine, quando avrà raggiunto la giusta consistenza, farlo rotolare sul tavolo col palmo della mano, senza stringerlo. Avvolgere il panetto nella pellicola e mettere in frigorifero per mezz'ora o più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema pasticcera:&lt;br /&gt;In un pentolino versare il latte, metà dello zucchero e la vaniglia, quindi lasciare scaldare sul fuoco. A parte sbattere leggermente i tuorli con il restante zucchero, aggiungendo poi l'amido di mais setacciato. Quando il latte sarà caldo, ma non avrà raggiunto l'ebollizione, versarlo a filo nei tuorli sbattuti, mescolare bene e versare di nuovo il tutto nel pentolino. Cuocere a fuoco basso, mescolando continuamente con la frusta per non far attaccare il composto. Quando avrà raggiunto la consistenza desiderata, togliere dal fuoco e lasciar intiepidire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendere la pasta frolla dal frigo e disporla sulla carta da forno che poi andrà sullo stampo (del diametro di 24 o 26 cm). Poiché risulterà piuttosto dura all'inizio, darle dei colpi col mattarello, appiattendola il più possibile; stenderla solo alla fine. Disporre la carta da forno sulla teglia e rifinire i bordi. Praticare sulla base dei buchi con una forchetta, porvi sopra un foglio di carta da forno e dei legumi secchi, e cuocerla in bianco in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti circa.&lt;br /&gt;Quando sarà pronta, toglierla dal forno, eliminare legumi e carta, e versarvi sopra la crema pasticcera.&lt;br /&gt;Sbucciare le mele e tagliarle a spicchi sottili, passandoli per poco nell'acqua affinché non anneriscano (oppure usare del succo di limone). Disporre gli spicchi sulla crema, dandogli una forma circolare.&lt;br /&gt;Cuocere la crostata in forno già caldo a 180° per 35 minuti circa. Dopo averla sfornata, se si vuole rendere lucido l'aspetto delle fettine di mela, spennellare un po' di marmellata di albicocche; altrimenti, lasciare raffreddare e spolverizzare di zucchero a velo. Porre la crostata in frigorifero per almeno due ore prima di servirla.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-1102972650497956780?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/1102972650497956780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=1102972650497956780' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1102972650497956780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1102972650497956780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/quel-lieve-tuo-candor-crostata-con-mele.html' title='&lt;center&gt;Quel lieve tuo candor - Crostata con mele e crema pasticcera&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4009/4193240976_37784650c4_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3740265357835545752</id><published>2009-12-15T18:59:00.003+01:00</published><updated>2009-12-17T18:29:46.632+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carni'/><title type='text'>Hakuna Matata - Polpettone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4187521491/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2715/4187521491_5bc2588916.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4187521491/"&gt;Polpettone&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Puntuale come il palinsesto Mediaset dicembrino (che prevede almeno una volta &lt;i&gt;Mamma ho perso l'aereo 1 e 2&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Il Grinch&lt;/i&gt;) e i panettoni e i pandori sugli scaffali del supermercato (pregevole il pacchetto comprendente anche lo spumante &lt;i&gt;Gancia&lt;/i&gt;), arriva ogni anno, insieme al Natale, il &lt;i&gt;film Disney&lt;/i&gt; dell'anno. Veri e propri capolavori cinematografici sono stati partoriti dalle geniali menti degli sceneggiatori Disney, per allietare bimbi e famiglie annesse, provvisti di buste giganti di pop-corn e spaparanzati sui seggiolini del multisala. Mi ricordo che il fim Disney era da me atteso più o meno come l'arrivo di Babbo Natale: addirittura, la prima volta che misi piede in un cinema, fu per andare a vedere &lt;i&gt;La Bella e la Bestia&lt;/i&gt;. Quelle storie hanno fomentato la mia - già di per sé, fervida fantasia: oltre che giocare con bambole e Playmobil, improvvisavo anche da sola dei veri e propri &lt;i&gt;sketch&lt;/i&gt;, impersonando alternativamente principe Filippo/principessa Aurora (vedi &lt;i&gt;La Bella Addormentata nel bosco&lt;/i&gt;), trovandomi però in estrema difficoltà al momento del bacio con risveglio; non mi sono fatta mancare neppure la Barbie/Pocahontas e il bel Ken/John Smith, biondazzo che all'epoca fece più strage di cuori di Leonardo Di Caprio in &lt;i&gt;Titanic&lt;/i&gt;. Quelle canzoni hanno allietato le mie sedute al bagno e le mie docce: ancora mi ricordo le strofe del "Cerchio della vita", cantata da Ivana Spagna per il &lt;i&gt;Re Leone&lt;/i&gt;(ancora dubbio l'inizio "Naaagoregnaaa obadìì obadààà" ... ), e le bellissime canzoni della &lt;i&gt;Bella e la Bestia&lt;/i&gt; con tanto di teiere e candelabri danzanti.  Quelle sceneggiature mi hanno fatto conoscere, inconsapevolmente in un primo tempo, la trama di tanti classici della letteratura, come &lt;i&gt;Il Gobbo di Notre-Dame&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Canto di Natale&lt;/i&gt; (magistrale l'interpretazione di Zio Paperone nella parte dell'avido ed egoista Scrooge) e forse, a parte la mia gatta Clementina, gli unici animali che ho realmente amato sono proprio quelli della Disney: che tenerezza i micini degli &lt;i&gt;Aristogatti&lt;/i&gt;, per non parlare di &lt;i&gt;Lilli e il Vagabondo&lt;/i&gt; (avevo anche i loro peluche, con cui intrattenevo simpatiche conversazioni)! Per non parlare poi degli insegnamenti di altruismo, coraggio e lealtà che i bambini possono apprendere dalle trame dei film in questione. Tuttavia, c'è da dire che, negli ultimi tempi, con l'avvento della tecnologia digitale, la Disney si è lasciata un po' prendere da manie tridimensionali: sempre più frequenti sono film da vedere con gli appositi occhiali per il 3D che lasciano un gran mal di testa, i disegni sono esclusivamente frutto della grafica in pixel e megapixel, le storie sono inconsistenti e scontate (per esempio, a me &lt;i&gt;Atlantis&lt;/i&gt; non è piaciuto proprio). Mentre prima mi ero promessa di non perdermi neanche un film Disney sebbene l'età rendesse la cosa un po' patetica e fosse stato meglio cedere il posto in sala ai più piccoli, penso che la nuova piega presa dai colossal disneyani mi abbia dissuaso dal mio nobile intento di tenere alto il vessillo della mia romantica immaginazione . Sono però rimasta piacevolmente sorpresa quando, l'altro giorno, ho visto su un giornale la pubblicità del film Disney previsto per questo Natale: &lt;i&gt;La Principessa e il Ranocchio&lt;/i&gt;. Innanzitutto, positivo è il fatto che i creatori siano quelli di &lt;i&gt;La Sirenetta&lt;/i&gt; e di &lt;i&gt;Aladdin&lt;/i&gt;. Poi, che la protagonista sia, dopo tante storie di avventura e di mistero, una principessa: le principesse Disney erano per me delle eroine, un po' come per qualcuno Giovanna D'Arco o Audrey Hepburn. Belle era la mia preferita (sognavo una biblioteca come quella che le regala la Bestia!), ma adoravo anche Aurora (probabilmente provando un po' di invidia per i suoi meravigliosi riccioli biondi e per quelle fatine che le stavano sempre intorno), Jasmine (era riuscita ad addomesticare una tigre), Pocahontas (lo spirito selvaggio che non riesce a coronare la sua storia d'amore, sequel a parte, ma si sa, i sequel sono sempre più scadenti) e Cenerentola; Ariel mi stava decisamente simpatica (col suo "arriccia-spiccia"); Biancaneve non era proprio nelle mie grazie per il suo poco spiccato acume (e paradossalmente sono paragonata a lei di aspetto, o perlomeno quando avevo i capelli a caschetto!) La nuova principessa si chiama Tiana, è una donna che sogna una carriera (aprire un ristorante, guarda caso), determinata, mancina, ma soprattutto... afro-americana! Il nuovo film segna una svolta, in quanto la principessa è nera, e i creatori giurano di averci pensato ben prima che comparisse in scena il ben noto Barak Obama con la moglie Michelle (i tempi richiesti per un film di animazione sono infatti molto lunghi, si parla di anni). La storia è quella celebre dei Grimm, ma rivisitata: arrivato nella New Orleans degli anni '20 in cerca di jazz, il principe Naveen viene tramutato in ranocchio da uno stregone. Convinto che debba ricevere il bacio di una principessa per tornare alle sue sembianze umane, convince Tiana a farsi baciare, ma così facendo è lei stessa a trasformarsi in rana. Mentre la Disney è stata tacciata di razzismo perché Tiana da umile serva riesce a riscattarsi dimostrando di essere una principessa (che poi succede sempre così, basti pensare a Cenerentola o a Belle), secondo me si tratta di un segno dei tempi che cambiano, e non posso che fare altro che appoggiare la scelta dei realizzatori della pellicola. Sapete una cosa? Quasi quasi quest'anno rispetto la tradizione... :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In memoria del piatto di spaghetti mangiato da Lilli e il Vagabondo, che spostano le polpettine del ragù con il naso e si baciano grazie ad un complice filo di pastasciutta, vi posto oggi la ricetta del polpettone di mia mamma. Un piatto versatile che incontra i gusti di tutti, anche quelli dei bambini più capricciosi e diffidenti verso il cibo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Polpettone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;400 g macinato magro di vitello&lt;br /&gt;8 fette di pancarrè (oppure, per delle varianti più &lt;i&gt;light&lt;/i&gt; 2 etti di ricotta o 4 fette di pancarrè con 1 etto di spinaci o bietole lessate)&lt;br /&gt;un bicchiere di latte&lt;br /&gt;1 mazzetto di prezzemolo&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato&lt;br /&gt;1 pizzico di noce moscata&lt;br /&gt;sale e pepe&lt;br /&gt;una noce di burro  &lt;br /&gt;pangrattato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Privare le fette di pancarrè della crosta, ammollarle nel latte e strizzarle leggermente. Unire l'uovo e sbatterlo insieme al pane ormai ridotto in poltiglia. Aggiungere sale e pepe a piacimento, la noce moscata e il prezzemolo tagliato finemente, infine il macinato; amalgamare bene il tutto. Imburrare una teglia di 22 cm di diametro e cospargerla di pangrattato, quindi porvi sopra  l'impasto e livellarlo. Cospargere nuovamente di pangrattato e far cuocere in forno preriscaldato a 200° per 25 min ca. Dopo averlo sfornato, tagliare a losanghe e servire. &lt;br /&gt;Con lo stesso impasto possono essere realizzate delle polpette da cuocere in forno o fritte, o delle polpettine da aggiungere al pomodoro come condimento per la pasta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3740265357835545752?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3740265357835545752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3740265357835545752' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3740265357835545752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3740265357835545752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/hakuna-matata-polpettone.html' title='&lt;center&gt;Hakuna Matata - Polpettone&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2715/4187521491_5bc2588916_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5860912834605589045</id><published>2009-12-12T22:34:00.004+01:00</published><updated>2009-12-12T22:40:43.952+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cake'/><title type='text'>A due a due - Plum cake al miele e yogurt greco</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4179904600/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2534/4179904600_19a6d7f6f1.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4179904600/"&gt;Plum cake yogurt greco e miele&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Ci sono quelle &lt;i&gt;coppie inossidabili&lt;/i&gt; che mai per niente al mondo potrebbero separarsi, o avere lo stesso valore se poste da sole. Prendiamo, per esempio, &lt;i&gt;Raimondo Vianello e Sandra Mondaini&lt;/i&gt;: lei una lumaca rugosa dai capelli posticci, dagli enormi occhiali e dalla battuta pronta; lui un tenero e anziano anellide. Insieme: un'accoppiata vincente, storica nella televisione italiana, unita fino alla fine. Oppure &lt;i&gt;Sherlock Holmes e Watson&lt;/i&gt;: lo scaltro investigatore e il suo coinquilino/amico che lo accompagna in tutte le sue avventure. Per non parlare di &lt;i&gt;Topolino e Minnie&lt;/i&gt;, &lt;i&gt;Asterix e Obelix&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;Ugo e Pina Fantozzi&lt;/i&gt;. Sono quelle coppie che staranno insieme per tutta la loro esistenza, e di cui ultimamente sentiamo la mancanza nella vita di tutti i giorni. Ormai rare sono le coppie destinate a non separarsi, ad affrontare ogni momento di rottura con forza, trovando appoggio e conforto vicendevolmente. Passando oltre, ci sono anche quelle coppie che si &lt;i&gt;esaltano&lt;/i&gt; a vicenda, che si completano stando insieme, ma i cui singoli elementi possono essere concepiti benissimo anche fuori dal contesto della coppia. Prendiamo il connubio &lt;i&gt;cioccolato&amp;arancia&lt;/i&gt;, ormai super collaudato dal settore della cucina e della profumeria. I due gusti, stando insieme, acquistano un altro spessore. Tuttavia sono infingardi e traditori: il cioccolato sta stupendamente anche col &lt;i&gt;peperoncino&lt;/i&gt;, l'arancia con la &lt;i&gt;cannella&lt;/i&gt;. I tradimenti sono all'ordine del giorno. &lt;i&gt;Jennifer Aniston e Brad Pitt&lt;/i&gt;, per esempio, sembravano appartenere alla prima categoria: adesso il bel Brad se la fa con l'Angelina però - mica scemi! Sempre più frequenti sono rotture e separazioni, molte volte anche per motivi futili e sciocchi, su cui si potrebbe benissimo passare oltre. Giovani coppie che si sposano troppo presto, per poi divorziare dopo pochi mesi. Se c'entra il tradimento, però, diventa un'offesa alla propria autostima. Tradimento non solo sessuale: ancora peggio può essere un tradimento affettivo, o culturale, o di pensiero. Sentirsi più libera di parlare col collega di lavoro piuttosto che con il partner, tradire la fiducia di un'amica. Infine, ci sono le &lt;i&gt;coppie antagoniste&lt;/i&gt;, i cui componenti, pur essendo in contrasto, trovano completezza in questo rapporto tormentato. Chi sarebbe stato &lt;i&gt;Achille&lt;/i&gt; se non ci fosse stato &lt;i&gt;Ettore&lt;/i&gt;? Un eroe acheo tra i tanti, non certamente uno dei maggiori personaggi dell'"Iliade". E &lt;i&gt;Federer&lt;/i&gt; trova maggiore gloria nello sconfiggere &lt;i&gt;Nadal&lt;/i&gt; in una partita a tennis, invece che una delle &lt;i&gt;Williams&lt;/i&gt;. O, più semplicemente, nell'ambito scolastico o lavorativo: se siamo in competenza con qualcuno, siamo spinti comunque a fare sempre del nostro meglio e a superare noi stessi. &lt;br /&gt;I rapporti in una coppia, dunque, possono essere molteplici: bello è trovare quell'elemento che ci completa, che sia un uomo, che sia un paio di scarpe, tuttavia va sempre tenuto presente il detto "meglio soli che male accompagnati".      &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta di un cake nato dalla mia torbida mente e dall'unione di due ingredienti che costituiscono ormai una &lt;i&gt;coppia di fatto&lt;/i&gt;: lo yogurt greco e il miele. La dolcezza del miele si sposa alla perfezione con il sapore acidulo dello yogurt, e la sua viscosa consistenza con la compattezza propria del prodotto caseario tipico della Grecia. Ho pensato, non sbagliandomi, che sarebbero stati bene anche in compagnia di uova, farina e zucchero e che avrebbero così rappresentato un'&lt;i&gt;accoppiata vincente&lt;/i&gt; per la colazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Plum cake al miele e yogurt greco&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;200 g yogurt greco Total 0%&lt;br /&gt;100 g zucchero di canna&lt;br /&gt;2 cucchiai colmi di miele d'acacia (o millefiori)&lt;br /&gt;70-80 g latte&lt;br /&gt;2 uova&lt;br /&gt;50 g burro&lt;br /&gt;mezza bustina di lievito per dolci&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;una bustina di vanillina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;50 g zucchero raffinato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavorare bene con la frusta, in una terrina, le uova e lo zucchero di canna. Quindi aggiungere anche lo yogurt greco, il burro fuso e il miele, amalgamando bene. Unire, poco alla volta, la farina setacciata col lievito, il sale, la vanillina e il latte (aggiungerne ancora se l'impasto non dovesse sembrare abbastanza morbido), continuando a mescolare. Ungere di burro uno stampo da plum cake, e ricoprirlo con lo zucchero raffinato, facendo in modo che aderisca alle pareti. Versarvi l'impasto appena preparato ed infornare in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa (vale la celeberrima prova-stecchino).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5860912834605589045?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5860912834605589045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5860912834605589045' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5860912834605589045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5860912834605589045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/due-due-plum-cake-al-miele-e-yogurt.html' title='A due a due - Plum cake al miele e yogurt greco'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2534/4179904600_19a6d7f6f1_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-1402184176221983473</id><published>2009-12-08T11:49:00.003+01:00</published><updated>2009-12-08T11:51:09.565+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><title type='text'>Serviamo il numero... - Strudel di ricotta alle mele</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4168937130/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2797/4168937130_1b832d0f81.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4168937130/"&gt;Strudel di ricotta alle mele&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Tra le mansioni tipiche del "mondo dei grandi"c'è sicuramente quella di &lt;i&gt;fare la spesa&lt;/i&gt;: quando, da piccola, mia madre mi piazzava sul seggiolino del carrello riservato ai bambini, osservavo quegli scaffali con enorme curiosità, molte vole infilando di soppiatto barattoli impropri quando la mia progenitrice era occupata a fare altro. Il mondo del super o iper o rionale mercato che sia, mi ha da sempre affascinato: l'oculata scelta tra migliaia di prodotti, nuovi gusti da sperimentare. Tutto ciò non sembrava tanto una necessità, quanto un &lt;i&gt;piacere&lt;/i&gt;. Adesso, fare la spesa, è un'incombenza in più che devo necessariamente svolgere quando torno a Firenze. Procacciarsi il cibo è comunque un bisogno che risale alla comparsa del primo uomo sulla terra, per non parlare delle specie animali che ci hanno preceduto. Se in antichità le armi da utilizzare erano lance, frecce e una buona dose di coraggio per poter affrontare un &lt;i&gt;mammuth&lt;/i&gt; di mastodontiche dimensioni, adesso dobbiamo munirci di carrello, sacchetto della spesa (preferibilmente la sacca di tela, ecologica e riutilizzabile) e borsello. Ingrediente fondamentale per affrontare Coop, Esselunga, Penny Market, Ikea, Obi che sia, è anche un'esagerata quantità di pazienza. Il supermercato si è trasformato praticamente in una vera e propria &lt;i&gt;giungla sociale&lt;/i&gt;. Non appena si varca la soglia provvista di porte a scorrimento automatico, ci si trovano di fronte le più disparate tipologie di persone. C'è la signora anziana che si sofferma di fronte agli yogurt, chiedendosi se quelli alla prugna saranno più efficaci per migliorare la sua peristalsi. C'è il vecchino che si sistema gli occhiali sul naso cercando di decifrare la lista della spesa scrittagli dalla moglie o dalla figlia,e  che si piazza preciso in mezzo al corridoio impedendovi l'accesso ai mandarini. C'è la mamma coi pargoli viziati al seguito, che non si preoccupa se questi corrono, strepitano e urlano facendo deragliare il vostro carrello; il più delle volte questi esserini poco simpatici si prendono la licenza di trangugiare merendine appena prelevate dal banco-frigo, senza che i genitori si preoccupino di impedirglielo. C'è il single incallito, ormai fedele ai soliti prodotti: tra questi, estate e inverno, sono presenti wurstel e buste di cibi precotti. C'è la rompiscatole, che strazia i poveri operatori impegnati a trasportare casse di banane o a riporre i barattoli di fagioli al loro posto, facendosi finta di non accorgersi dei quanto mai esplicativi pannelli posti su ogni riparto ad indicare che cosa vi si può trovare. C'è il/la furbo/a che vuole saltare la fila a tutti i costi, anche se ci si trova alle casse veloci: il più delle volte sono gli stessi che vi passano davanti alle poste o in banca. C'è la Famiglia: mamma, babbo, figli, nonni, cugini e zii tutti insieme al supermercato, come fosse una gita fuori-porta. Invadono interi corridoi come una mandria di bufali, e se si è nei paraggi occorre scappare immediatamente oppure incunearsi nello scaffale più vicino. C'è l'amante degli animali, che riempie il carrello di mangimi e bocconcini al salmone aromatizzati alla paprika, che si preoccupa più del suo amico a quattro (o due) zampe (o pinne) che di se stesso. C'è l'attenta alla linea, in dieta perenne, che va spedita al reparto "prodotti salutistici" e che poi sta le ore a guardare (senza toccare, sia chiaro!) quello che offrono i reparti "gelati" e "caramelle, snack e merendine", anelando ad un briciolo di biscotto al cioccolato. E infine c'è il foodblogger, perenne indeciso per cui fare la spesa è un'arte, che si chiede se per una volta può sgarrare, e comprare la vanillina invece dell'&lt;i&gt;estratto naturale di vaniglia&lt;/i&gt; che è tanto più buono e sano, ma che costa circa il triplo di più. E il riso basmati forse è meglio comprarlo ad un &lt;i&gt;NaturaSì&lt;/i&gt;? E c'è differenza tra il pepe in grani e quello da macinare? Ecco, il foodblogger che va a fare la spesa deve mettere in conto che per le prossime due ore non sarà reperibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi lascio la ricetta di una sorta di esperimento: ho messo insieme le ricette più svariate in circolazione (sul web e non) dello &lt;i&gt;strudel&lt;/i&gt;, tipico dolce invernale, che mi riporta la memoria a quei deliziosi mercatini natalizi del Trentino Alto-Adige, ottenendo un esito sicuramente positivo. Ho optato per un impasto alla ricotta e un ripieno alle mele, piuttosto fedele alla tradizione. Il fatto è che ero davvero indecisa... sono o non sono una foodblogger?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Strudel di ricotta alle mele&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta:&lt;br /&gt;100 g farina 00 &lt;br /&gt;85 g zucchero a velo&lt;br /&gt;100 g ricotta&lt;br /&gt;75 g burro&lt;br /&gt;un cucchiaino di lievito per dolci&lt;br /&gt;una bustina di vanillina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il ripieno:&lt;br /&gt;3 mele Golden&lt;br /&gt;60 g zucchero di canna&lt;br /&gt;50 g uvetta sultanina&lt;br /&gt;30 g pinoli&lt;br /&gt;3 cucchiai colmi di pangrattato&lt;br /&gt;scorza di un limone e succo di una metà&lt;br /&gt;un pizzico di cannella&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per spennellare:&lt;br /&gt;30 g burro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per l'impasto:&lt;br /&gt;Passare al mixer la farina, lo zucchero e il burro. Unire anche la ricotta, il lievito e la vanillina. Frullare fino ad avere un composto omogeneo, formare una palla (se risultasse troppo morbida, incorporare un po' di farina), avvolgerla nella pellicola trasparente e riporre in frigorifero per almeno un'ora prima di stenderla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il ripieno:&lt;br /&gt;Porre le uvette a rinvenire in una tazza di acqua tiepida. Nel frattempo, sbucciar e tagliare le mele a pezzi non troppo sottili, quindi bagnarle col succo del limone. Fare imbiondire il pangrattato sul fuoco con una noce di burro (per 2 minuti circa); aggiungervi la scorza del limone, la cannella e lo zucchero. Mescolare e unire anche le mele e le uvette ben strizzate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stendere la pasta, che deve risultare sottile, su un foglio di carta da forno ben infarinato. Disporvi sopra il ripieno in modo omogeneo, quindi, facendo attenzione a non rompere la pasta, avvolgerla con cautela, fino ad ottenere un "rotolo" da spennellare col burro fuso, dopo averlo posto sulla teglia rivestita da carta da forno. Infornare a 180° per 40-45 minuti circa. Aspettare che diventi tiepido, quindi spolverizzare di zucchero a velo e servire.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-1402184176221983473?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/1402184176221983473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=1402184176221983473' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1402184176221983473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1402184176221983473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/serviamo-il-numero-strudel-di-ricotta.html' title='Serviamo il numero... - Strudel di ricotta alle mele'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2797/4168937130_1b832d0f81_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8128991856463348466</id><published>2009-12-06T13:48:00.005+01:00</published><updated>2010-01-17T20:49:56.471+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biscotti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Caro Babbo Natale... - Chocolate Crinkle Cookies</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4162973488/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2670/4162973488_43f060d0b4.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4162973488/"&gt;Chocolate Crinkle Cookies&lt;/a&gt;, originally uploaded by &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Babbo Natale nasce in realtà come &lt;i&gt;San Nicola&lt;/i&gt;, vescovo bizantino vissuto nel IV secolo, che si dice abbia regalato a tre fanciulle la dote affinché potessero sposarsi, anziché andare a prostituirsi. Diffusasi questa leggenda nel Medioevo, cominciò a diventare abituale lo scambiarsi dei doni nel giorno dedicato al santo (6 dicembre): successivamente l'usanza si spostò al giorno di Natale, e il santo divenne una figura popolare non solo nei paesi protestanti (assumendo altri nomi, come quello di &lt;i&gt;Santa Klaus&lt;/i&gt;), ma anche in Europa. Va ricordato però che, fino a quel momento, Santa Klaus &lt;i&gt;aka&lt;/i&gt; Babbo Natale era un essere alto, magro e macilento, vestito con una tunica verde. Lo scrittore Clement Clark Moore, invece, nel suo racconto "Una visita di San Nicola" (1848), lo aveva descritto come un elfo. Sebbene sia stata una multinazionale, la &lt;i&gt;Coca-Cola&lt;/i&gt;, a diffondere la figura del rubicondo grassone dalla barba bianca vestito di rosso, tolga buona parte della poeticità a questa romantica novella, rimane il fatto che, a mio parere, Babbo Natale è una figura che deve necessariamente rimanere parte integrante dell'immaginario collettivo e dei ricordi d'infanzia (anche più di &lt;i&gt;Sailor Moon&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Denver&lt;/i&gt;). Innanzitutto, per un bambino è emozionante scrivere la letterina da spedire al Polo Nord in cui chiedere ciò che desidera a questo simpatico vecchietto: io, per esempio, ero oggetto del potere coercitivo di mia mamma che mi faceva chiedere, senza che me ne accorgessi, quello che lei aveva già in programma di comprarmi, conforme al budget dell'anno, ma comunque sempre in accordo coi miei gusti (ricorderò sempre di quando non desideravo altro che una &lt;i&gt;Serenity&lt;/i&gt; dalla gonna rotante, che riusciva a ballare come una trottola impazzita se posta sul pavimento: quell'anno ricevetti il &lt;i&gt;camper di Tanya&lt;/i&gt;). Poi è dolce pensare che, mentre si dorme, l'anziano signore in questione si calerà con la sua slitta trainata da renne, scenderà dal camino anche se in casa si è provvisti solamente di una stufa elettrica e del camino neanche l'ombra, riuscendo ad infilarvi la &lt;i&gt;panza tanta&lt;/i&gt; e senza slogarsi e/o rompersi nessuna articolazione, e depositerà sotto l'albero i doni richiesti, per poi recarsi da un altro bambino. Per quanto mi riguarda, avevo sempre l'influenza per Natale (e anche in occasione delle gite scolastiche, merito del mio &lt;i&gt;fattore C&lt;/i&gt;, ma questa è un'altra storia): tenere fotografie mi ritraggono sempre con due gote rossissime e lo sguardo lucido di febbre. Il più delle volte scartavo i regali la sera della Vigilia: per me Babbo Natale arrivava prima, almeno risparmiava un po' di tempo. Prima o poi, però, arriva per tutti il momento della verità (non conosco quarantenni che pensano di non ricevere niente da Babbo Natale solo perché sono cattivi con i colleghi). Traumatico è il momento in cui il bimbo comincia a ragionare e a rendersi conto che Babbo Natale è... una bufala! Una ciofeca! Un piacevole inganno! Per me accadde all'età di 7 anni e mezzo: una sera, dopo cena, distesa sul letto dei miei a leggere con mia madre accanto, cominciai a fare delle congetture. Com'era possibile che questo personaggio - tra l'altro abbastanza avanti con gli anni, non presentasse problemi di prostata e affaticamento e riuscisse, in &lt;i&gt;una sola notte&lt;/i&gt;, a fare il giro del mondo portando regali ad ogni bambino? E le renne? Come facevano le renne a volare (non avevo mai incontrato nessun quadrupede in grado di spiccare il volo, l'esperienza insegna)? Piano piano, vedendo mia madre vacillare e sogghignare di fronte alle mie frequenti domande, arrivai alla più ovvia conclusione: &lt;i&gt;Babbo Natale non esiste&lt;/i&gt;. Crollano miseramente di conseguenza anche la pluririspettata Fatina dei Denti e la Befana, mentre misteriosamente l'Uomo Nero continua a far parte degli incubi infantili (e non: a volte guardo ancora sotto il letto). Pensare che sono sempre stati i genitori - di soppiatto, a disporre accuratamente i regali sotto l'albero è straziante (ma anche venire a sapere che la dolcissima cugina di tua mamma si metteva un naso e un porro finto, una parrucca, dei vecchi abiti consunti e, ringobbita e con la voce falsata, si improvvisava una burbera Befana). Pensare ai regali di Natale diventa piacevole, ma non c'è più quell'attesa snervante, quella speranza di poter vedere almeno un piccolo rollo di grasso della rinomata pancia rossa, o la punta di uno stivale. Piano piano si comincia a diventare noi, i nuovi Babbo Natale: parenti e amici da soddisfare con regali più o meno costosi (un'altra rilevante questione potrebbe essere: come fa Babbo Natale a permettersi tutto quel materiale da distribuire agli elfi - sicuramente sottopagati, affinché fabbrichino i doni richiesti?). Per quanto mi riguarda, non aspetto neanche più la Vigilia o il giorno di Natale per scartare i regali. Quest'anno, per esempio, Babbo Natale è arrivato per me un mese prima, portandomi un &lt;i&gt;Macbook&lt;/i&gt; portatile nuovo di zecca. A queste condizioni, non crederci più, diventa quasi sopportabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In ogni caso, se gli inguaribili romantici volessero lasciare comunque qualcosa da sgranocchiare al canuto amico di cui ho appena parlato, consiglio di preparare questi favolosi biscottini al cioccolato, che stanno ormai spopolando su tutti i foodblogs. La ricetta è quella di &lt;a href="http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/01/chocolate-crinkle-cookies"&gt;Sigrid&lt;/a&gt;: delizioso il contrasto tra la crosta croccante e l'interno morbido e scioglievole. Consiglio di sostituire il famigerato bicchiere di latte di accompagnamento con una tazzina di caffè espresso: l'accoppiata è vincente, e penso che anche Babbo Natale ve ne sarà grato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Chocolate Crinkle Cookies&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;175 g farina&lt;br /&gt;175 g cioccolato fondente&lt;br /&gt;150 g zucchero&lt;br /&gt;55 g burro&lt;br /&gt;2 uova medie&lt;br /&gt;mezzo cucchiaino di lievito per dolci&lt;br /&gt;1 cucchiaino di estratto di vaniglia&lt;br /&gt;mezzo cucchiaino di sale&lt;br /&gt;60 g zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Far sciogliere, a bagnomaria, il cioccolato insieme al burro. Sbattere le uova insieme allo zucchero, per due minuti, poi aggiungere il cioccolato fuso, l’estratto di vaniglia, e incorporare finalmente la farina, il lievito e il sale. Quando il composto è omogeneo, metterlo al frigorifero per almeno due ore. Riprendere l’impasto, e formare delle palline di 3-4cm di diametro. Versare lo zucchero a velo in una ciotolina e passarci le palline di impasto prima di disporle su una teglia da forno rivestita con carta da forno (nota di tartina: &lt;i&gt;lo zucchero a velo che si attacca all'impasto deve essere abbondante, sennò tende a sparire in cottura&lt;/i&gt;). Con il fondo di un bicchiere, schiacciare le palline in modo da ottenere dei biscotti di mezzo cm di spessore, e infornare per 10-15 minuti a 180°. Lasciar raffreddare su una griglia.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8128991856463348466?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8128991856463348466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8128991856463348466' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8128991856463348466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8128991856463348466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/caro-babbo-natale-chocolate-crinkle.html' title='Caro Babbo Natale... - Chocolate Crinkle Cookies'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2670/4162973488_43f060d0b4_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2025877576892495493</id><published>2009-12-04T16:49:00.005+01:00</published><updated>2009-12-28T11:07:02.399+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte salate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><title type='text'>Avoir le cafard - Quiche con patate, funghi e prosciutto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4158085662/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2487/4158085662_def01fd783.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4158085662/"&gt;Quiche con patate, funghi e prosciutto&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Esistono quelle giornate in cui si farebbe meglio a rimanere a letto, coccolati ed avvolti dalle calde coperte, piuttosto che svegliarsi col piede sbagliato. Per me oggi è proprio una di quelle tipiche &lt;i&gt;giornate-no&lt;/i&gt;. Sveglia un quarto alle sette per andare a lezione, dopo aver fatto colazione e tirato fuori il sacco della spazzatura da portare urgentemente fuori (l'organico crea sempre dei seri problemi olfattivi nel sottolavello), mi sono accorta di un liquido marroncino sgorgante dallo stesso colpevole sacco. Con la paura di prendere una qualche infezione non curabile, mi sono armata di fogli su fogli di scottex e sgrassatore e ho pulito l'inquietante secrezione. Lo dovevo prendere come un segnale nefasto, e invece no. Da buona scettica, ho proseguito con le mie mansioni. Dopo una veloce truccatina e un'accuratissima piastratura ai capelli (era commovente come se ne stavano lisci e lucenti sulle mie spalle!), ho deciso di mettere gli occhiali, visto che sono nuovi e mi metto sempre le lenti a contatto. Mai scelte potevano essere così infelici: il portone di vetro del condominio ha mostrato a me armata di ben due sacchi dell'immondizia in mano (di cui uno sicuramente radioattivo, ricordo) e una borsa, il diluvio imperversante fuori, con tanto di cielo buio e apocalittico. Una volta fuori, con un guanto solo, la mano nuda che reggeva l'ombrello e i sacchi tra le braccia, un vento gelido mi ha sferzato il viso: gli occhiali si sono riempiti di goccioline, gli occhi hanno cominciato a lacrimare e il naso a colare. Facendo acrobazie impensabili per le mie capacità motorie, sono riuscita a scaraventare i sacchi negli appositi cassettoni e a trotterellare alla fermata dell'autobus. È seguito un impervio tragitto dalla fermata dell'autobus all'università: ho scansato pozze alte 3 metri con scarsi risultati, che era quasi meglio se andavo in canoa. Misteriosamente, i miei stivaletti di pelle caldi e ben sigillati, si sono riempiti d'acqua. Sentivo distintamente l'acqua che stava inzuppando i collant anti-stupro contro il freddo assassino della giornata. Arrivata a lezione, mi sono precipitata in bagno, per vedere la mia condizione: un disastro. I capelli erano diventati una matassa informe e aggrovigliata, opaca e contorta, la sciarpa pendeva da un lato sfidando la legge di gravità, la mia faccia non lasciava presagire niente di buono. Tralasciamo il "no, ma stai bene!" della compagna priva di giudizio critico trovata dentro al bagno (tutti gli altri commentavano con un laconico "Sarà l'umidità...", guardandomi impietositi). Come se non bastasse, poiché la professoressa è arrivata con mezz'ora di ritardo, la lezione di biologia si è protratta e, giustamente, mi ha fatto perdere l'autobus. Ho dovuto aspettare mezz'ora al gelo, in mezzo alla tempesta. Critico è stato il momento in cui, con tanto di valigia, due borse, ombrello e sacco della spazzatura annesso (non me la sentivo di lasciare lì a decomporsi tutti quei rifiuti), è arrivato il momento di lasciare l'appartamento per tornare a casa. Probabilmente qualcuno si è davvero accanito contro di me oggi, perché si è spezzata la chiave all'interno della serratura. Utilizzando le unghie a mo' di pinzetta, sono riuscita ad estrarre la parte incriminata e a fuggire alla fermata dell'autobus per raggiungere la stazione. La situazione all'interno del mezzo era già abbastanza critica (sembravo una sfollata nevrotica, cercando di rimanere in equilibrio armata di tutta quella roba), ma è diventata insostenibile quando l'autobus si è imbottigliato nel traffico, per colpa di 3 semafori disposti in sequenza che rimanevano rossi per 10 minuti e diventavano verdi per 2 secondi, giusto il tempo di far passare una bicicletta. Ancor più insostenibile è diventata quando uno sgradevole odore ha cominciato a diffondersi per il ristretto abitacolo (ancora non sono sicura se fossero delle flatulenze provenienti dalla coppia di vecchietti affetti da senile aerofagia alla mia destra o il risultato di un lavaggio decisamente poco accurato o addirittura inesistente del pakistano alla mia sinistra). Boccheggiando e cercando di captare il poco ossigeno rimasto, coi capelli infilati nella sciarpa come una cuffia da piscina e ormai abbandonati al loro triste destino, ho preso coscienza della triste situazione: concluso quell'interminabile viaggio, ho avuto solamente 5 minuti per entrare in stazione (il semaforo per pedoni, una volta scesa dall'autobus, è di conseguenza diventato rosso), acquistare il biglietto, obliterarlo e prendere il treno. Treno che è sempre in ritardo, ma che almeno per stavolta, ha pensato bene di essere in orario (era una congiura?). Infilandomi sul primo vagone, mi sono fatta chilometri di corridoio con le valigie, cercando un misero posto. Non sto neanche a dire che l'ho trovato solamente quando ero a metà viaggio e che diluviava anche quando sono scesa dal treno. Ah, dimenticavo. Proprio ora mi sono accorta di aver dimenticato il mio prezioso braccialetto porta-fortuna sul tavolo della cucina a Firenze e che, a causa del ponte dell'Immacolata, non lo potrò riprendere fino a mercoledì. Non sarà mica un altro &lt;i&gt;presagio&lt;/i&gt;?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta di una &lt;i&gt;quiche&lt;/i&gt; deliziosa, perfetta come piatto unico o da tagliare a cubetti per l'aperitivo o come antipasto; è buona sia calda, sia fredda, quindi estremamente versatile. E, aspetto da non sottovalutare, molto leggera rispetto alle torte salate che prevedono l'utilizzo della pasta sfoglia confezionata (personalmente il suo gusto tende a risultare stucchevole a lungo andare, quindi finalmente mi sono decisa a provare la pasta da quiche di monsieur Felder, davvero fenomenale) e della panna (la ricetta-rivelazione è &lt;a href="http://fiordifrolla.blogspot.com/2008/06/quiche-allo-speck-e-cipolle.html"&gt;quella di Camomilla&lt;/a&gt;). Via su, anche se la luna è storta, la quiche è riuscita bene :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quiche con patate, funghi e prosciutto&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pâte à quiche:&lt;br /&gt;200 g di farina 00&lt;br /&gt;5 g di sale&lt;br /&gt;90 g burro a pezzetti&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;20 g di acqua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il ripieno:&lt;br /&gt;300 g funghi&lt;br /&gt;3 patate (500 g circa)&lt;br /&gt;uno spicchio d'aglio&lt;br /&gt;70 g prosciutto salato&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;100 ml yogurt bianco non zuccherato&lt;br /&gt;100 ml latte&lt;br /&gt;4 cucchiai di parmigiano grattugiato&lt;br /&gt;un ciuffetto di prezzemolo&lt;br /&gt;pangrattato&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pâte à quiche:&lt;br /&gt;Lavorare la farina con il sale e il burro freddo, finché non saranno perfettamente amalgamati. Unire anche l'uovo leggermente sbattuto e l'acqua e impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprire con pellicola trasparente e porre in frigorifero per 2 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il ripieno:&lt;br /&gt;Pulire le patate, sbucciarle e lessarle in acqua bollente salata. Scolarle non appena l'acqua riprende il bollore, quindi tagliarle a pezzetti e passarle nel pangrattato.&lt;br /&gt;Far saltare i funghi spezzettati in padella con olio e aglio; salare e pepare. Lasciarli asciugare bene dall'acqua che formeranno in cottura, toglierli dal fuoco ed aggiungere il prezzemolo tritato. Unire i funghi alle patate ormai fredde, e infine anche il prosciutto tagliato a striscioline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stendere la pasta da quiche in una tortiera di 26 cm di diametro rivestita da carta da forno, in modo che sia spessa circa 3 mm. Bucherellarla e versarvi sopra il composto di patate, funghi e prosciutto. In un'altra ciotola sbattere l'uovo con lo yogurt, il latte e il parmigiano, regolando di sale e pepe. Unire al composto precedente e infornare la torta salata in forno preriscaldato a 180° per 35-40 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s.: il titolo del post si riferisce ad un detto francese che traduce il nostro "giornata nera". &lt;i&gt;Avoir le cafard&lt;/i&gt; però, letteralmente, significa "Avere lo scarafaggio".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2025877576892495493?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2025877576892495493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2025877576892495493' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2025877576892495493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2025877576892495493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/12/avoir-le-cafard-quiche-con-patate.html' title='Avoir le cafard - Quiche con patate, funghi e prosciutto'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2487/4158085662_def01fd783_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7713893643547904313</id><published>2009-11-30T08:49:00.009+01:00</published><updated>2009-11-30T18:27:15.510+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biscotti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Il decalogo dei foodbloggers - Frollini allo zucchero</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4145979285/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2799/4145979285_ee03c9acf8.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4145979285/"&gt;Frollini allo zucchero&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Non appena si apre un proprio &lt;i&gt;foodblog&lt;/i&gt;, occorre seguire attentamente i 10 comandamenti dei foodbloggers, da me appena decretati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;i&gt;Non avrai altro chef all'infuori di me.&lt;/i&gt; Col primo post che inaugura una prolifica serie a seguire, i parenti e i cari del foodblogger in questione devono farsi consapevoli che, da ora in poi, il suddetto comincerà a cucinare senza sosta, che la cucina è di sua proprietà, che si ritroveranno, volenti o nolenti, ad assaggiare una sterminata varietà di ricette (e magari ad ingrassare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. &lt;i&gt;Non nominare il nome di Sigrid Verbert invano.&lt;/i&gt; È lei la capostipite di tutti quei foodblogs di cucina che prolificano come una colonia di funghi: ricette e fotografie impeccabili, un libro appena pubblicato. Inoltre, tener ben presenti i nomi dei più rinomati guru e rappresentanti di cucina: da Pierre Hermé, il pasticcere francese dei noti macarons, a Ferran Adrià, rappresentante della nuova cucina molecolare; da Anthony Bourdain, conosciuto per il suo libro "Kitchen Confidential" a Nigella Lawson, figlia di un lord e cuoca apprezzatissima d'oltremanica; dallo chef francese Christophe Felder alle riviste di cucina di Donna Hay.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. &lt;i&gt;Ricordati di santificare le feste.&lt;/i&gt; Che si tratti del Natale o della Pasqua, di un compleanno o del buffet per una festa di laurea, di un tè con le amiche o della merenda del pargolo, gioire per la ricorrenza in arrivo e sfruttarla per imbastire una tavola da gourmet, dando sfogo alle proprie competenze eno-gastronomiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. &lt;i&gt;Onora la frusta e il matterello.&lt;/i&gt; Amare e rispettare gli strumenti della cucina, imparando ad impiegarli al meglio della loro funzionalità, pulendoli con cura dopo averli utilizzati e riponendoli nel loro luogo di appartenenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. &lt;i&gt;Non utilizzare ingredienti scadenti e/o fuori stagione.&lt;/i&gt; Cercare sempre di usare, nella preparazione dei nostri cibi, gli ingredienti più genuini e biologici che abbiamo, meglio se non sottoposti ad alcun tipo di trattamento e coltivati da noi in persona, rispettandone il corso naturale. Il burro al posto della margarina, le fragole solamente a primavera e le arance solamente d'inverno, le spinaci in foglia e non surgelate... ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. &lt;i&gt;Non lasciarsi prendere dallo sconforto.&lt;/i&gt; Se il soufflé si affloscia miseramente su se stesso non appena tolto dal forno, se non si riesce a trovare al mercato quel grammo di "pepe mantecato ai 24 sapori dei Pirenei" indispensabile per eseguire la ricetta dello "spezzatino di pollo australiano al sapore di menta con fave gratinate all'atmosfera di pepe mantecato", se hanno tolto dalla produzione quei meravigliosi stampi di silicone a forma di gasteropode Eudolium crosseanum (una conchiglia rara del Mediterraneo), non bisogna scoraggiarsi, ma perseverare provando a risolvere i problemi in questione e trovando soluzioni alternative (che ne pensate di uno stampo a forma di cervo volante?). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. &lt;i&gt;Non rubare.&lt;/i&gt; Assolutamente vietato è plagiare le ricette degli altri: se ci si accinge a postare una ricetta o una fotografia scovate in un altro blog, segnalarne immediatamente il nome. Rispetto e cortesia sono indispensabili per mantenere un comportamento corretto nei confronti degli altri foodbloggers.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. &lt;i&gt;Non dire falsa testimonianza.&lt;/i&gt; Comportarsi correttamente con le cavie dei nostri esperimenti in cucina e con gli altri foodbloggers, rivelando i segreti del successo del nostro piatto e condividendoli con gli altri, così da spargere la Buona Novella in giro per il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. &lt;i&gt;Non dimenticare di fotografare ogni piatto.&lt;/i&gt; Passare oltre le lamentele dei commensali, che vedranno sottrarsi il risotto fumante da sotto il naso perché abbiamo da metterlo in una posizione luminosa, sistemarlo con cura tra stoffe colorate per ricreare l'immagine di un fiore che sboccia e fotografarlo con impostazione "macro" servendosi della nostra digitale compatta o Canon che sia e scattando circa 25 foto prese da angolazioni diverse. Il risotto verrà restituito ghiacciato e incollato, ma la fotografia da mettere sotto il nome della ricetta sarà pronta per essere ritoccata con Photoshop. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. &lt;i&gt;Non desiderare i foodblogs altrui.&lt;/i&gt; Ogni blog di cucina è bello a suo modo, perché nobile è l'intento con cui questo viene aperto. Quindi non invidiare i blogs dei "colleghi", dall'header più accattivante, dalle foto più seducenti e dalle ricette più ricercate e complesse: tutti i foodblogs vanno apprezzati, seguiti e ammirati, e ciascuna ricetta postata dev'essere fonte di ispirazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concorde al terzo comandamento, vi lascio la ricetta di biscottini friabili, golosi e rapidi: qualità che ne fanno, se impacchettati con cura, un grazioso e ottimo dono in occasione di questo Natale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Frollini allo zucchero&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;65 g zucchero a velo&lt;br /&gt;55 g burro&lt;br /&gt;65 g latte&lt;br /&gt;6 g lievito per dolci&lt;br /&gt;un uovo&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;un pizzico di vanillina&lt;br /&gt;zucchero semolato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola lavorare la farina, lo zucchero, il burro leggermente ammorbidito, il lievito, il sale e la vanillina, impastandoli con il latte. Quando si sarà ottenuta una pasta liscia e compatta, porre in frigorifero per almeno un'ora. Riprendere l'impasto e stendere una sfoglia sottile, tagliando dei biscotti della forma preferita e disporli su una teglia rivestita da carta da forno. Spennellare i biscotti con l'uovo sbattuto diluito con poca acqua e spolverizzarli di zucchero semolato. Cuocere in forno preriscaldato a 175° per 10-12 minuti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7713893643547904313?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7713893643547904313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7713893643547904313' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7713893643547904313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7713893643547904313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/il-decalogo-dei-foodbloggers-frollini.html' title='Il decalogo dei foodbloggers - Frollini allo zucchero'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2799/4145979285_ee03c9acf8_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3944012257503186082</id><published>2009-11-28T08:39:00.005+01:00</published><updated>2009-12-28T11:08:22.036+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pizza e affini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='antipasti e stuzzichini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Ana non è amica Mia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4140436964/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2648/4140436964_16b7a8384c.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4140436964/"&gt;Crackers&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Piaga sociale dei nostri tempi, problema relativo soprattutto agli adolescenti, è purtroppo quella dell'&lt;i&gt;anoressia&lt;/i&gt;: campagne su campagne pubblicitarie (da ricordare quella di Nolita) si impegnano a combatterla e a cercare di arginare la sua pericolosa diffusione, all'estero e in Italia. Intanto però lo stilista tedesco &lt;i&gt;Karl Lagerfeld&lt;/i&gt; della maison Chanel dichiara, lasciando tutti a bocca aperta per lo stupore (ci si chiede se la sua genialità nel campo della moda sia inversamente proporzionale al suo buon senso), "Il mondo della moda è fatto di sogni e illusioni e nessuno vuole vedere donne rotonde" e anche "Solo alle grasse non piacciono le modelle che sfilano in passerella sul piccolo schermo". &lt;i&gt;Carolina Reston&lt;/i&gt; è la modella ventunenne morta per anoressia nel novembre 2006: la madre rilascia una commuovente dichiarazione sul fatto di non lasciare che questa moderna malattia prenda campo, di stare attenti ai primi segnali che possiamo captare dai nostri figli, i mass media si scaldano, la questione è rovente, basta con questa angosciante situazione, è morta una ragazzina, cristosanto, una ragazzina. Intanto però la modella &lt;i&gt;Filippa Hamilton&lt;/i&gt; viene licenziata da Ralph Lauren perché "troppo grassa"; tengo a precisare che è alta 177 cm per un misero peso di 54 kg, pelle e ossa insomma. Lo stilista &lt;i&gt;Mark Fast&lt;/i&gt;, in occasione dell'ultima Settimana della Moda ha portato sulla passerella tre modelle poco più in carne delle ragazze che siamo abituati a veder sfilare abitualmente. Si è gloriato di applausi e critiche positive sulla lotta all'anoressia e alle modelle taglia zero, dichiarando di essersi innamorato del carisma delle tre ragazze in questione. Intanto però, insieme a loro, ha fatto sfilare una schiera di piccoli scheletri, e allora ci si chiede se la sua sia più un'ipocrisia o un nobile proposito. La prestigiosa rivista di moda &lt;i&gt;Vogue&lt;/i&gt; si fa portavoce di una campagna contro l'anoressia, "rimpolpando" le modelle fotografate grazie all'utilizzo di Photoshop: ci si limita, cioè, a riempire di poco le guance scavate e a coprire con un po' di epidermide le sporgenti ossa dello sterno, niente di più. Per il &lt;i&gt;Times&lt;/i&gt; di Londra, che riesce a mettere le mani sulla lettera scritta da &lt;i&gt;Alexandra Shulman&lt;/i&gt; inviata ai maggiori stilisti in cui dichiara "I vestiti che le case di moda ci inviano sono sempre più piccoli. Siamo al punto che le modelle più famose -come Naomi Campbell, Linda Evangelista o perfino la magrissima Kate Moss - non riescono più a indossarli", questo è un enorme passo avanti. Intanto però le stime sono raccapriccianti: anoressia e bulimia sono le malattie che causano il maggior numero di vittime tra le ragazze di età compresa tra i 12 e 25 anni; di anoressia e bulimia nervosa soffrono in Italia tra le 150 e le 200 mila ragazze. Da parte di queste c'è il rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra o al peso minimo "normale" per età e statura, un'intensa paura di diventare grassi anche quando si è sottopeso, l'alterazione del modo in cui il soggetto vive il peso o la forma del corpo, o l' eccessiva influenza del peso e della forma del corpo su i livelli di autostima, il rifiuto di ammettere che c'è un serio problema e di essere aiutate, l'amenorrea (assenza di mestruazioni per almeno 3 mesi) che può provocare gravi danni all'ipofisi. Il disturbo alimentare si può articolare in due modi: con restrizione (il soggetto smette praticamente di mangiare); con abbuffate/condotte di eliminazione (&lt;i&gt;bulimia&lt;/i&gt;: ingurgitare quantità di cibo esagerate per poi espellerlo nei modi più disparati). Tali disturbi derivano sicuramente da una buona componente psicologica, da un rapporto sbagliato con la famiglia, da una situazione critica personale: tuttavia come passare sopra al fatto che il mondo che ci circonda offre continuamente immagini di ragazze-stecchini, donne che di femminile hanno giusto gli abiti e a volte neanche quelli? Ultimamente, poi, sembra che l'anoressia sia diventata quasi una &lt;i&gt;moda&lt;/i&gt; tra le giovanissime. Proliferano i siti e i forum in Internet in cui vengono esaltate figure femminili scheletriche (le Olsen, Nicole Richie, Victoria Beckham), ci si riferisce alle patologie in maniera affettuosa, come fossero delle amiche (&lt;i&gt;Ana&lt;/i&gt; è l'anoressia, &lt;i&gt;Mia&lt;/i&gt; è la bulimia), si sentono lamentele da parte di chi ha un fisico pressoché perfetto. Non importa se poi gli uomini quelle modelle avrebbero quasi disgusto a toccarle, se i danni fisici e psichici a cui portano malattie di questo genere sono irreversibili, e il vortice che creano è senza fine. Belle le clavicole che sporgono come lame affilate, bella la galleria che si forma tra le cosce, così larga che ci potrebbe passare un &lt;i&gt;Eurostar&lt;/i&gt;, belli i capelli sfibrati, sedere e seno inesistenti. Quando milioni di persone muoiono di fame, si sceglie di non mangiare: il problema infatti caratterizza paradossalmente i paesi più industrializzati. Inutile combattere questa voragine se poi viene nello stesso tempo incentivata, mettetevi d'accordo! Retoricamente parlando, forse, il consiglio che viene spontaneo è di preferire la salute, magari con un lardellino in più, piuttosto che un'inquietante silhouette da Sposa Cadavere; di sentirsi bene con se stessi e con gli altri, non cadendo in questi errati meccanismi psicologici; di optare senza indugi per un appagante piatto di pasta piuttosto che per un'insalatina scondita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta diffusa a suo tempo da &lt;a href="http://lacucinadiadina.blogspot.com/2007/07/crackers.html"&gt;Adina&lt;/a&gt;, poi ripresa da &lt;a href="http://www.francescav.com/2009/11/crackers/"&gt;Francesca&lt;/a&gt; e infine da me. Questi crackers saporiti e friabili, sono perfetti per un aperitivo o semplicemente come spezza-fame: ebbene sì, caro Lagerfeld, da mangiare nel corso della giornata, alle ore più disparate, con l'unica prerogativa che si avverta il naturale stimolo della fame!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Crackers saporiti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g di farina&lt;br /&gt;8 cucchiai di olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;un cucchiaino di sale fino&lt;br /&gt;acqua per amalgamare &lt;br /&gt;paprika, semi di lino, di sesamo, di girasole, di zucca... (scegliere gli ingredienti preferiti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola impastare la farina con il sale, l’olio e aggiungendo a filo acqua fino a formare un impasto morbido ed elastico. Coprire con un telo di cotone e far riposare in un luogo asciutto per 30 minuti. Riprendere l’impasto e stenderlo con il mattarello su una spianatoia di legno spolverizzato con poca farina per non far attaccare l’impasto. Stendere una sfoglia fine. Tagliarla a rettangoli (ma potete sbizzarrirvi con le forme o i tagliabiscotti), ne verranno fuori circa 18. Spolverizzarli con un pizzico di sale e porvi sopra gli ingredienti prescelti (nel caso dei semi fare una leggera pressione sull'impasto per farli aderire bene al crackers). Disporre i crackers su una leccarda rivestita di carta forno e mettete in forno già scaldato a 180° per circa 12 minuti. Mangiare freddi. Si conservano bene avvolti nella pellicola trasparente o posti in una scatola di latta.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3944012257503186082?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3944012257503186082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3944012257503186082' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3944012257503186082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3944012257503186082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/ana-non-e-amica-mia.html' title='Ana non è amica Mia'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2648/4140436964_16b7a8384c_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8791203955564706514</id><published>2009-11-23T09:06:00.007+01:00</published><updated>2009-12-28T14:47:23.254+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><title type='text'>CH3OH - Torta di ricotta e amaretti</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4127625170/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2737/4127625170_72193031dc.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4127625170/"&gt;Torta ricotta e amaretti&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Io li invidio, quelli là. Sì, proprio loro: quei personaggi raffinati che riescono, agitando dolcemente il bicchiere, annusando impercettibilmente il liquido contenuto in esso, portandosene alla bocca una sola stilla, e assaporandola con ogni senso a disposizione, dare un congruo ed ineccepibile giudizio sul vino che hanno appena degustato. Gli esperti di vigneti, di bollicine, di metodo classico o &lt;i&gt;champenois&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;terroir&lt;/i&gt; e zone di produzione: quelli che sanno riconoscere l'annata del &lt;i&gt;Barolo&lt;/i&gt; che stanno bevendo. I &lt;i&gt;sommelier&lt;/i&gt;, insomma. Se prima questo era un mestiere poco affermato o del tutto sconosciuto, oggi invece sta tornando alla ribalta. Io sono estremamente affascinata da questa figura, che fa dell'alcol non un vizio, ma una virtù. Nonostante la  dissacrante interpretazione che è stata fatta di tale mestiere dal comico Antonio Albanese (come non ricordare il suo spassoso "E’ un grave del Friuli, senz’altro. Non può che essere il '98, non c’è dubbio. Millesimato. E’ un vitigno di Cormons, questo è chiaro. Esposto senza alcun dubbio a Nord-Ovest, stiamo trattando con le cantine Tubarelli. Il tutto stagionato in botti di Ciliegio"?), è stato addirittura istituito un Ordine dei Sommelier. La mia ammirazione infatti, piuttosto che a &lt;i&gt;David Fishman&lt;/i&gt; (celeberrimo critico gastronomico), va a &lt;i&gt;Luca Gardini&lt;/i&gt;, ventottenne milanese che si è aggiudicato da poco tempo il titolo di miglior sommelier d'Europa. Non voglio togliere nulla agli scrupolosi critici gastronomici che si ritrovano a visitare anche 100-150 ristoranti all'anno (pro: assaggio dei piatti più disparati e succulenti della cucina mondiale contro: evidenti problemi di linea), ma diciamo che la mia stima va più a questi amanti del vino e dell'alcol. La spiegazione razionale in tutto ciò, sta nel semplice fatto che io e l'&lt;i&gt;alcol&lt;/i&gt; non andiamo proprio d'accordo. Innanzitutto non so mai come scrivere questa maledetta parola: alcol, &lt;i&gt;alcool&lt;/i&gt;, &lt;u&gt;alcohol&lt;/u&gt;? Ma soprattutto, sono proprio le mie papille gustative che non lo accettano di buon grado. Solo negli ultimi due anni mi sono data a bere spumante, champagne, birra e drink da aperitivo: prima anche solo l'odore mi faceva venire il mal di testa. Tuttavia, i &lt;i&gt;superalcolici&lt;/i&gt; o il vino io proprio non li sopporto! Appena ingerisco anche una minima quantità delle sostanze sopracitate, la mia faccia si contrae come una prugna secca, iniziando a fare smorfie come se fossi stata appena avvelenata. Il sapore forte dell'alcol decisamente non mi si confa. Per questo ho elaborato una strategia: non respirare e buttare giù il contenuto (a piccole dosi, ovviamente), come se fosse uno sciroppo contro la tosse! La strategia è volta a salvaguardare aperitivi e eventi di &lt;i&gt;social life&lt;/i&gt; in cui chiedere un'acqua tonica o un Crodino è decisamente fuori luogo. In realtà mi piacerebbe pasteggiare con un bicchiere di vino, ritenuto, oltre che buono, anche chic ed estremamente salutare. Ma è più forte di me, io e l'alcol non andiamo granché d'accordo. Su un fatto però saremo sicuramente d'accordo: cosa è più buono, un bicchiere di &lt;i&gt;Pinot grigio&lt;/i&gt;, o due bicchierini di rum&amp;pera bevuti alla velocità della luce sul bancone di un bar squallido? Poiché la risposta è scontata, viene anche da domandarsi come possa essere l'alcolismo una piaga dei giorni nostri. Perché - mi chiedo, i giovani non vedono l'ora che sia venerdì o sabato (o tutti e due) per ubriacarsi e andare completamente di fuori? Io non mi riferisco ad una leggera ebbrezza, che può essere anche piacevole facendoti apparire tutti simpatici e bendisposti verso la tua persona. Io parlo di coma etilici, riguardanti anche ragazzini molto, molto giovani e piccole realtà, ben distanti da metropoli, capitali e perfino capoluoghi. Non si può più parlare di gusto, e neanche di divertimento nell'ingerire una spropositata dose di alcol e non ricordarsi più nulla il giorno dopo della serata appena trascorsa. Quindi brindiamo alla riscoperta del gusto dell'alcol, bevuto con piacere e moderazione. &lt;i&gt;Cin-cin&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi ricordate la mia assennata ricerca al &lt;i&gt;&lt;a href="http://latartina.blogspot.com/2009/06/estasi-culinaria.html"&gt;dessert perfetto&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;? Ebbene, la ricetta che sto per proporvi si colloca sul podio, in forte contrasto con la &lt;i&gt;pluripremiata&lt;/i&gt; crostata ricotta e marmellata. Prima di poco tempo fa non sopportavo una goccia di alcol neppure nei dolci! Ho vinto questo stupido pregiudizio ieri mattina, versando nell'impasto della base un bicchierino di &lt;i&gt;Cointreau&lt;/i&gt; (al posto del rum, previsto nella ricetta originale che ho trovato sul forum di &lt;a href="http://www.cookaround.com/yabbse1/blog.php?b=16935"&gt;Cookaround&lt;/a&gt;), che ha donato alla base soffice quanto un pan di spagna un sapore unico (che si dia il via ad una lunga serie di impasti liquorosi)! Sopra la base, la crema di ricotta e amaretti rimane morbida, fresca e scioglievole al palato; per finire, la croccantezza dello strato di granella di mandorle, che si tostano dopo essere state in forno. Assolutamente da rifare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta di ricotta e amaretti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la base:&lt;br /&gt;200 g farina 00&lt;br /&gt;100 g zucchero&lt;br /&gt;100 g burro&lt;br /&gt;50 g latte&lt;br /&gt;un bicchierino di rum o di Cointreau (o di caffè)&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;mezza bustina di lievito per dolci&lt;br /&gt;una bustina di vanillina &lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema:&lt;br /&gt;250 g ricotta fresca&lt;br /&gt;200 g amaretti&lt;br /&gt;100 g zucchero&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la copertura:&lt;br /&gt;50 g mandorle&lt;br /&gt;zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la base:&lt;br /&gt;Servendosi delle fruste elettriche, montare l'uovo con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere il burro quasi fuso senza sbattere troppo. Quindi, unire anche il latte, il liquore prescelto, il sale e la vanillina. Mescolare con un cucchiaio e infine incorporare anche la farina ed il lievito. Mettere subito la crema ottenuta in uno stampo (se rettangolare 24x24 cm, se rotondo di 26 cm di diametro) rivestito da carta da forno, affinché si stenda meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema:&lt;br /&gt;Montare l'uovo con lo zucchero utilizzando le fruste elettriche. Aggiungere quindi la ricotta e gli amaretti sbriciolati, mescolare e versare sull'impasto precedente.&lt;br /&gt;Cospargere la granella di mandorle, distribuendola uniformemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infornare in forno preriscaldato a 180° per 40-45 minuti circa. Una volta cotto, far raffreddare il dolce, poi spolverizzare di zucchero a velo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8791203955564706514?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8791203955564706514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8791203955564706514' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8791203955564706514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8791203955564706514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/ch3oh.html' title='&lt;center&gt;CH3OH - Torta di ricotta e amaretti&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2737/4127625170_72193031dc_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2040289561384201530</id><published>2009-11-21T09:11:00.005+01:00</published><updated>2010-01-03T11:14:55.416+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biscotti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Scontri epici: campagna vs città - Biscotti alla panna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4120948425/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2662/4120948425_d026ed31cf.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4120948425/"&gt;Macine&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Che sia attribuita ad Esopo, che sia attribuita a Fedro, o ancora che sia attribuita alle Satire di Orazio, la favola del &lt;i&gt;topo di campagna e di città&lt;/i&gt; si svolge sempre allo stesso modo: il topo di città, invitato a casa del topo di campagna, trova ripugnante cibarsi sempre di cibi poveri come lardo e fagioli, e trova scomoda ed inappropriata la vita campestre; per questo motivo, invita il cugino che abita in campagna per un breve soggiorno nella sua abitazione in città. Qui il topo di campagna può godere dei lussi dati da dolci e marmellate, cibi lussureggianti e svariate comodità. L'unico inconveniente è dato dal cane presente nella dimora, da cui i due topolini sono costretti continuamente a scappare. Il topo di campagna, con la lapidaria frase &lt;i&gt;"Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellata nell'angoscia!"&lt;/i&gt; abbandona il cugino per tornarsene alla sua vita decisamente più tranquilla e meno movimentata. Mentre la morale de &lt;i&gt;La volpe e l'uva&lt;/i&gt; è decisamente più ovvia e scontata (spesso gli uomini disprezzano apparentemente ciò che sanno di non poter ottenere), questa della favola dei topolini è soggetta a più interpretazioni. Secondo molti punti di vista, la ragione è del topo di campagna: lode quindi alla vita campestre, molto più sicura ed appartata di quella cittadina. Io opto per una visione più relativista: che ognuno viva secondo il suo stile di vita, dove si trova meglio. Il contrasto tra &lt;i&gt;campagna&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;città&lt;/i&gt; è stato oggetto, da sempre, di varie interpretazioni o di accesi dibattiti. C'è chi si ostina infatti a sostenere l'una, e chi l'altra parte. Meglio una casa solitaria tra le valli, circondata dal silenzio e dai campi o un monolocale in centro, nel bel mezzo della mondana e frenetica vita cittadina? Anche stavolta, rimango giudice imparziale: con me il processo potrebbe durare tutta la vita senza che riesca a prendere una decisione. Per quanto mi riguarda, ho vissuto fin da piccola in una grande casa in campagna. Se durante l'infanzia quest'oasi immersa nelle colline toscane - col giardino enorme in cui poter correre fino a perdere un polmone, abbastanza sicura - le poche automobili che passavano avevano giusto il tempismo di mettere sotto i miei poveri gatti, e molto silenziosa - ogni scricchiolio era percepibile, la mia para per il buio decisamente persistente diventa a questo punto comprensibile, cresciuta ho cominciato a trovare questa situazione abbastanza stretta. Per andare in città, quando ancora non ero provvista di patente di guida, dovevo usufruire dell'autobus: passiamo oltre il fatto che gli autobus avevano degli orari impossibili e non erano mai in orario, e anche oltre il viaggio dura(va) 25 minuti minimo; tuttavia, non posso non dire che la fermata dell'autobus è a circa 10 minuti a piedi da casa mia, che mi dovevo sorbire quando non avevo a casa i miei genitori che potessero accompagnarmi. In più mettiamoci il fatto che, nel corso dell'adolescenza, mi sono staccata dal paese natio, e che sempre più frequente era il mio bisogno di andare in città: per stare con le amiche, fare vasche per il corso e mangiare lo yogurt con la &lt;i&gt;Nutella&lt;/i&gt; e la granella di nocciole. Insomma, questo insieme di cose ha fatto sì che, nel periodo in cui si odia tutti e siamo in rivolta contro il mondo, io lo fossi anche contro la mia dimora. Non mi pareva giusto che le mie amiche abitassero tutte in centro, o comunque sia vicino alla città, e che io dovessi sottostare a tutta una serie di condizioni per uscire. Ovviamente, ho rivalutato la mia &lt;i&gt;posizione&lt;/i&gt; soprattutto negli ultimi due anni, quando, trovandomi a passare più di metà settimana a Firenze e il restante a casa, mi sono accorta che la pace della campagna è unica. Nonostante questo, non riesco a far vincere del tutto la campagna, nello scontro &lt;i&gt;City Vs Countryside&lt;/i&gt;. La città sarà piena di smog, frenetica e caotica, ma volete mettere la comodità? Scendere ed entrare in un negozio, uscire la sera e permettersi di fare più tardi. Poi in realtà la vita cittadina mi affascina, ma probabilmente sono i retaggi dei troppi telefilm visti. Poi dipende anche da che città si prende in considerazione, in che quartiere abitiamo, come siamo inseriti nella realtà in cui viviamo, la nostra indole. Un tipo solitario, per esempio, vivrà meglio nella sperduta campagna circondato da vigneti e olivi piuttosto che in una metropoli all'avanguardia. Il tipo costantemente al passo coi tempi e desideroso di vivere appieno la sua &lt;i&gt;nitelife&lt;/i&gt;, si troverà a suo agio in un attico minimal e alla moda in città. Il tutto dipende cioè da molti fattori. Il top è poter vivere un po' nell'una, un po' nell'altra realtà, in modo da godere appieno dei vantaggi di entrambe, ma anche di provare gli aspetti negativi di ciascuna. Io per ora trascorro così la mia settimana: sono diventata una &lt;i&gt;"campagnina"&lt;/i&gt; o una &lt;i&gt;"cittaiola&lt;/i&gt; (fate voi), anche se, onestamente, vorrei poter trascorrere più tempo ferma in una sola situazione, evitando lo sbattimento delle valigie, del treno, delle corse, degli autobus, dei viaggi. E ancora, nonostante ciò, ieri, non appena sono tornata, non ho potuto sottrarmi dal pensiero: &lt;i&gt;Casa dolce casa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi che è giunto il momento anche per me di iniziare con la produzione &lt;i&gt;biscottifera&lt;/i&gt; del periodo pre-natalizio. Questi biscottini sono profumati e friabili; si conservano perfettamente anche per una settimana se conservati all'interno di una scatola di latta (tuttavia solitamente alla settimana non ci arrivano per altri &lt;i&gt;ovvi&lt;/i&gt; motivi). Da gustare con un tè mentre si guarda fuori scendere le fredde sere d'inverno (che scendano sui campi di grano o sul parcheggio del supermercato di fronte casa, a questo punto è irrilevante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Biscotti alla panna&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;200 g farina 00&lt;br /&gt;50 g fecola&lt;br /&gt;100 g burro&lt;br /&gt;75 g zucchero &lt;br /&gt;mezzo uovo&lt;br /&gt;35 g panna fresca&lt;br /&gt;un cucchiaino di lievito vanigliato per dolci&lt;br /&gt;una bustina di vanillina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola mescolare la farina, la fecola e lo zucchero, quindi unire anche il burro freddo tagliato a piccoli pezzetti. Lavorare il composto con la punta delle dita, finché questo comincerà a sbriciolarsi. Per ultimi, unire la panna e l'uovo (per il &lt;i&gt;metà uovo&lt;/i&gt;: aprire un uovo intero in una scodella, quindi sbatterlo leggermente con una forchetta e aggiungere all'impasto metà dell'uovo sbattuto). Impastare fino ad ottenere una palla liscia e compatta. Avvolgere nella pellicola trasparente e riporre in frigorifero per un'ora. Trascorso questo tempo, stendere l'impasto dello spessore di 6 mm circa (i biscotti in forno si alzeranno a 1 cm) e ritagliare i dolcetti servendosi di stampini a forma di cerchio; utilizzando la bocchetta della &lt;i&gt;sac à poche&lt;/i&gt;, praticare dei piccoli cerchietti anche all'interno. Porre i biscotti su teglie rivestite da carta da forno, quindi farli riposare ancora in frigorifero per 20 minuti. Riscaldare il forno a 175° e cuocere per 10-11 minuti circa: i biscotti devono rimanere bianchi e non scurirsi.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2040289561384201530?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2040289561384201530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2040289561384201530' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2040289561384201530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2040289561384201530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/scontri-epici-campagna-vs-citta.html' title='&lt;center&gt;Scontri epici: campagna vs città - Biscotti alla panna&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2662/4120948425_d026ed31cf_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2205992843514022835</id><published>2009-11-16T21:57:00.003+01:00</published><updated>2009-11-16T22:02:54.774+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><title type='text'>Unidentified Flying Object</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4109630402/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2665/4109630402_389a9f17d9.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4109630402/"&gt;Riso verde&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Che l'uomo non si senta solo, nel vastissimo Universo, è ormai un dato di fatto. Ci deve essere per forza un &lt;i&gt;qualcosa&lt;/i&gt; o un &lt;i&gt;qualcuno&lt;/i&gt; che abiti i pianeti, le galassie, i buchi neri. Su che forma, colore, dimensioni abbia sono state fatte mille ipotesi, e chissà quante altre ancora se ne faranno. Basti pensare all'inquietante &lt;i&gt;Alien&lt;/i&gt; di Ridley Scott o al più tenero &lt;i&gt;E.T. - Telefono Casa&lt;/i&gt; di Steven Spielberg (la mia infanzia è stata segnata da quella bicicletta volante con sfondo lunare e bambino che pedala come un disperato). Poi ai mille interrogativi sorti a proposito dei &lt;i&gt;crops circles&lt;/i&gt;, cioè i famosi cerchi sul grano trovati in Inghilterra, in America e in Italia a Brugherio (?!), che hanno anche ispirato un film interpretato da &lt;i&gt;Mel Gibson&lt;/i&gt; in veste di ex-sacerdote alle prese con fatti inquietanti. E a &lt;i&gt;Futurama&lt;/i&gt;, la geniale serie creata da Matt Groening a seguito dei ben più geniali &lt;i&gt;Simpson&lt;/i&gt; o all'ultimo film d'animazione Dreamworks, &lt;i&gt;Mostri contro alieni&lt;/i&gt;. Per non parlare poi di fumetti o di letteratura: il famoso &lt;i&gt;La Guerra dei Mondi&lt;/i&gt; di Wells, per esempio, da cui è stato tratto il film con Tom Cruise, americanata per eccellenza insieme a &lt;i&gt;The day after tomorrow&lt;/i&gt;. Insomma, le interpretazioni dei nostri cugini che si trovano (forse) oltre l'atmosfera sono le più svariate. Nell'immaginario comune, l'alieno si raffigura come un mostriciattolo dalla pelle verde e squamosa, gli occhi fluorescenti e  il casco per guidare la navicella sotto braccio e un'irrefrenabile voglia di conquistare la Terra. A mio parere, la cosa più inverosimile è che l'alieno voglia conquistare il nostro pianeta. Che se ne farebbe di una situazione ecologica/economica/politica disastrosa? Non vorrei essere in lui a metterci le mani (palmate, di sicuro). Tuttavia, se ci spostiamo dal &lt;i&gt;tòpos&lt;/i&gt; comune dell'extraterrestre che ho appena descritto, e meditiamo sul fatto che ci potrebbe essere veramente vita nello spazio, la cosa si fa molto più interessante. Per vita si intende anche microorganismi, un po' come è successo a noi grazie ai batteri, cellule procariotiche alla base della nostra esistenza. Lasciando però per adesso queste vaghe speculazioni a &lt;i&gt;Mistero&lt;/i&gt; di Enrico Ruggeri e a &lt;i&gt;L'alieno&lt;/i&gt; di Mario Giordano (spero lo abbiano tolto dai palinsesti, e magari eliminato dalla faccia della Terra. Giordano, intendevo), in realtà secondo me gli alieni esistono eccome! Dove? Non occorre andare sull'anello di Saturno o su uno dei satelliti di Giove per trovarli, ma basta restare dove siamo. La nostra società è piena zeppa di alieni, e forse anche noi stessi qualche volta lo siamo. Chi si aliena nel vero senso del termine, disinteressandosi totalmente della realtà che lo circonda. Donne talmente modificate da botulino e chirurgia plastica da sembrare tutto, tranne che esseri umani. Quelli che hanno le loro stranezze o manie, e per questo un po' alieni lo sono. Chi ancora si distingue troppo dalla conformità della società in cui vive e, emergendosi da essa, allora sì che può essere considerato alieno! (purtroppo quest'ultima tipologia è morta e sepolta con gli anni '60 e la beat generation e con gli anni '70) Insomma, siamo praticamente circondati da alieni, e neanche ce ne rendiamo conto. Aveva proprio ragione Guzzanti quando, alla domanda &lt;i&gt;C'è vita su Marte?&lt;/i&gt;, rispondeva beato &lt;i&gt;Sì, ma solo il sabato sera&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è risotto che più si addice al post odierno. Un primo piatto tipicamente invernale che potete benissimo offrire a E.T., quando viene a trovarvi. Il colore c'è, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riso verde&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;320 g riso Carnaroli&lt;br /&gt;250 g spinaci&lt;br /&gt;150 g gorgonzola&lt;br /&gt;brodo vegetale&lt;br /&gt;2 scalogni&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;pepe bianco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lessare gli spinaci, strizzarli, quindi frullarli col minipimer e mettere da parte. Mettere in una padella dell'olio, poi tritarvi finemente lo scalogno. Porre sul fuoco a fiamma bassa: quando comincerà ad appassire, aggiungere il riso, alzare la fiamma e farlo tostare per un minuto e mezzo circa. Quindi, cominciare ad aggiungere il brodo vegetale caldo. A metà cottura, unire gli spinaci preparati precedentemente;salare, pepare e seguitare a cuocere, continuando ad unire il brodo mano a mano che cuoce.  Solo quando il riso sarà quasi pronto, aggiungere anche il gorgonzola, mescolando per farlo sciogliere bene. Prima di servire, se si vuole, aggiungere dell'altro pepe.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2205992843514022835?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2205992843514022835/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2205992843514022835' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2205992843514022835'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2205992843514022835'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/unidentified-flying-object.html' title='Unidentified Flying Object'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2665/4109630402_389a9f17d9_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3071588085157386393</id><published>2009-11-14T11:15:00.011+01:00</published><updated>2010-01-17T20:51:39.008+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='lievitati'/><title type='text'>Mutans mutandis</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4102790856/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2666/4102790856_461b592518.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4102790856/"&gt;Pangoccioli&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;&lt;i&gt;Le cose fatte in casa sono le più sane e genuine.&lt;/i&gt; Questa frase semplice e concisa andrebbe scolpita su una targa d'oro e posta sul caminetto di casa, da quanto è veritiera. Da che mondo è mondo, ciò che viene realizzato/preparato/confezionato con le proprie mani acquista un sapore migliore. Per esempio, a Natale fa più piacere ricevere un biglietto fatto con le proprie mani (a proposito, per spunti e quant'altro vi consiglio di fare un salto sul blog di &lt;a href="http://loradelte-eli.blogspot.com/"&gt;Eli&lt;/a&gt;) piuttosto che un biglietto comprato nell'edicola sotto casa, magari con un infelice &lt;i&gt;Gatto Silvestro&lt;/i&gt; vestito con divisa rossa e scarponcini che urla "Buon Natale... e buon San Silvestro!" Se si è bravi a lavorare a maglia, si sarà capaci anche di confezionarci una sciarpa sicuramente più originale e più bella di quella venduta nei negozi, e ad un prezzo sicuramente inferiore. Ovviamente, è facile estendere la Regola soprattutto a quello che mangiamo. Vogliamo mettere una pizza fatta in casa con quella in cartone acquistata &lt;i&gt;take-away&lt;/i&gt; o addirittura con quella del ristorante? Non c'è paragone, sia per bontà, sia per sicurezza, sia per salubrità dell'alimento. Tuttavia, va anche riconosciuto che, certe volte, quelle merendine impacchettate piene di conservanti che si vedono in televisione, stuzzicano proprio l'appetito! Colpa è dell'infinito potere coercitivo che ha la pubblicità su di noi che, ignari, guardiamo quegli spot così colorati e inverosimili che si susseguono uno dopo l'altro nell'infinito spazio televisivo dedicato alla pubblicità. Da una parte siamo consapevoli che quelle sono tutte schifezze: non corrispondono all'immagine presentata dagli spot, sono piene di additivi/coloranti/conservanti dannosi, apportano eccessive ed inutili calorie. Dall'altra ne siamo enormemente attratti: come dev'essere gustoso quel pollo all'arrabbiata spatasciato direttamente dalla busta alla padella e pronto in 5 minuti! E quel saccottino cremoso addentato dal bambino ebete? Una poesia. Ed è così che ci precipitiamo al supermercato, girovagando per i diversi scaffali in cerca del &lt;i&gt;prodotto illusorio&lt;/i&gt; che ci ha incuriositi. Se poi il pacchetto, dopo il primo assaggio, giacerà indisturbato nella credenza, questa è un'altra storia: intanto abbiamo comprato il prodotto, con grande gioia della casa distributrice. Per esempio, io sono nella fase dei &lt;i&gt;cereali ai frutti rossi&lt;/i&gt;: quelli integrali col riso mi parevano troppo scarni e la ragazza della pubblicità che zampetta come una locusta alle 8:00 di mattina sembra così appagata delle ciliege e fragole liofilizzate che trova nella sua scodella! C'è da dire però che, questa "febbre da alimento confezionato" tende a coinvolgere i primi anni di età, quando si è bambini e si fanno laute merende e non sappiamo neanche che cos'è un mestolo o un tegame. Ricostruendo il mio percorso passato, posso distinguere tra diverse fasi:&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Haribo&lt;/i&gt; (anni 5/9): amavo srotolare le rotelle di liquirizia, sebbene la liquirizia non mi facesse impazzire; uccidere gli orsetti gommosi tra le fauci; tenere in bocca i ciucci frizzanti finché il palato non diventava disidratato. Quando poi scoprii i barattolini &lt;i&gt;prêt-à-porter&lt;/i&gt; trasparenti, impazzii letteralmente.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Polaretti e Fruttolo ghiacciato&lt;/i&gt; (anni 6-7): i pinguini della pubblicità dei rinomati ghiaccioli erano troppo teneri. E il Fruttolo col bastoncino da ficcare dentro il vasetto aspettando che lo yogurt si trasformasse in gelato era troppo avanti (così tanto che lo hanno tolto dal commercio). &lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Bucaneve Doria&lt;/i&gt; (anni 8): a) staccare con gli incisivi i pallini di glassa b) zuppare il biscotto nel caffelatte finché non sarà morbidissimo c) addentare e gustare. L'operazione è stata ripetuta per almeno 190 volte.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Trancino&lt;/i&gt; (anni 8-9 con successive riprese più brevi): innanzitutto spiegatemi la differenza dall'altrettanto noto &lt;i&gt;Tegolino&lt;/i&gt;. Poi come facevo ad inglobarmene uno a colazione, uno dopo pranzo e uno a merenda (nella stessa giornata).&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase acqua San Benedetto aromatizzata&lt;/i&gt; (anni 9-10): al gusto di arancia o di limone. Nonostante in realtà sapesse di poco più che di acqua naturale, aveva anche l'estremità "a biberon" e a ricreazione faceva la sua porca figura.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Kinder Délice&lt;/i&gt; (anni 10): ne ho mangiate talmente tante che mi è passata la voglia, di queste splendide merendine cioccolatose. Esilarante il "più latte, meno cacao" che si legge sulla busta.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase piadina confezionata&lt;/i&gt; (anni 11-12): secondo me aveva "il vero sapore della piadina romagnola". Ovviamente è da tralasciare il fatto che non fossi mai stata in Emilia-Romagna fino a quell'età.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Kraft Lunchables&lt;/i&gt; (anni 12-13): in concomitanza dell'orario scolastico che mi obbligava a stare a scuola fino alle 14:30, nella seconda colazione era mia consuetudine di ingozzarmi di queste pratiche vaschette di plastica trasparente contenente una pila di crackers che sapevano di formaggio, di formaggio cheddar che sapeva di mortadella e di salamino o mortadella tagliati a cerchietti regolari che erano di un colore vieto e anomalo e sapevano di formaggio cheddar. Ogni volta cercavo di realizzare una torre di diversa combinazione, per poi infilarmela direttamente in bocca, sforzando l'apertura mandibolare. Il top era cracker-formaggio-mortadella-formaggio-cracker.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Kellog's extra&lt;/i&gt; (anni 14): la cereali-mania solitamente scoppiava in estate. Ne portai una confezione anche nella casa al mare della mia amica. Contagiai anche lei: le colazioni &lt;i&gt;light&lt;/i&gt; di agglomerati di cereali, tocchi di cioccolato fondente e nocciole intere aiutavano a mantenerci in forma per la prova-costume.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Panatine&lt;/i&gt; (anni 14): forse la canzoncina dello spot aveva esercitato su di me un potere ammaliante. Fatto sta che era il mio piatto preferito da consumare al rientro dagli allenamenti serali di pallavolo, rigorosamente gustato davanti a "Una mamma per amica". Il formaggio che si rapprendeva dopo soli 5 secondi aver tirato fuori le Panatine dalla padella antiaderente, era per me un fattore del tutto secondario.&lt;br /&gt;- &lt;i&gt;la fase Gocciole&lt;/i&gt; (anni 15-16): era inconcepibile che facessi colazione senza inzuppare i suddetti frollosi biscottini nel caffelatte. La fase si è evoluta in quella &lt;i&gt;Gocciole extra-dark&lt;/i&gt; quanto prima.&lt;br /&gt;Queste sono le &lt;i&gt;delizie&lt;/i&gt; Mulino Bianco, Rovagnati &amp; co. più importanti del mio trascorso da inabile in cucina. Il mio unico consiglio è però quello di cercare di resistere alla tentazione offerta da quelle psichedeliche ed ingannevoli pubblicità, che regalano mondi fatati e improbabili e personaggi ancora più improbabili, e di cercare la ricetta per farsi da soli i manicaretti decantati (anche se, ogni tanto, qualche schifezza d'emergenza ci vuole, magari nascosta sulla mensola, dietro lo zucchero di canna tanto salutare e il succo di jojoba ancora più salutare). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'appunto, oggi vi posto la ricetta dei &lt;i&gt;Pangoccioli&lt;/i&gt; (nota bene: non rientrano in nessuna delle mie fasi!), che ho sperimentato la scorsa domenica e che riproporrò sicuramente. I panini, morbidi e gustosi, si conservano alla perfezione avvolti in un foglio di pellicola trasparente. &lt;i&gt;"Oh, ma sono anche meglio di quelli del Mulino Bianco!"&lt;/i&gt;, ha esclamato una mia coinquilina azzannandone uno compiaciuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pangoccioli&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;250 g farina 0 Manitoba&lt;br /&gt;65 g burro morbido&lt;br /&gt;1 uovo intero&lt;br /&gt;1/2 cubetto di lievito di birra&lt;br /&gt;150 g latte&lt;br /&gt;100 g acqua&lt;br /&gt;90 g zucchero&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;100 g gocce di cioccolato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare il lievitino mescolando 150 grammi di farina 00 e l'acqua; quindi, sbriciolarvi il lievito ed impastare. Porre il piccolo impasto ottenuto in un luogo tiepido per un'ora circa (deve raddoppiare).&lt;br /&gt;Al termine dell'operazione, aggiungere al lievitino il resto degli ingredienti, avendo cura di sbattere leggermente l'uovo prima di unirlo al composto e di unire le gocce alla fine, dopo averle passate in un po' di farina (in modo da amalgamarle meglio al composto). Impastare bene finché non si attaccherà più alle dita (per 15 minuti circa). Porre a lievitare in un luogo tiepido (consiglio all'interno del forno) per un'ora e mezzo circa, fino al raddoppio dell'impasto.&lt;br /&gt;A lievitazione avvenuta, formare delle palline (con queste dosi ne vengono circa 18), disporle su una teglia ricoperta da carta da forno, spennellarle con del latte, coprirle e lasciarle lievitare per un'ora circa.&lt;br /&gt;Trascorso questo tempo, cuocere in forno preriscaldato a 200° per 10 minuti circa, finché non saranno coloriti al punto giusto. Far raffreddare e gustare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3071588085157386393?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3071588085157386393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3071588085157386393' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3071588085157386393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3071588085157386393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/mutans-mutandis.html' title='Mutans mutandis'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2666/4102790856_461b592518_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5359575401840352764</id><published>2009-11-07T10:50:00.003+01:00</published><updated>2010-01-03T11:13:03.704+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>L'ABCibario - Torta di melagrane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4081954553/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2582/4081954553_8af1c7bbb2.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4081954553/"&gt;Torta di melagrane&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Direttamente dalle pagine del numero di &lt;i&gt;OK&lt;/i&gt; di questo mese, giornaletto farmaceutico alquanto interessante e collezionato gelosamente da mio padre nell'armadio, riporto (riadattato) un simpatico - e utile, voCIBOlario (termine da me coniato per l'occasione), cosicché i vostri piatti non siano solo belli e/o buoni, ma anche sani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;A come arancia: previene i tumori di esofago e stomaco.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Le arance facilitano i processi di detossicazione dell'organismo dalle cellule cancerogene, in particolare prevengono i tumori del tratto digestivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;B come banana: via i crampi muscolari.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Reintegrando il potassio, presente in questi frutti in grande quantità (ma anche nelle patate!), si riequilibrano liquidi e sali minerali nel corpo da cui dipendono quelle contrazioni che di solito colpiscono cosce e polpacci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;C come cipolla: riduce il rischio d'infarto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Da uno studio dell'Istituto Mario Negri di Milano, risulta che mangiare una cipolla cruda (80 grammi circa) alla settimana riduce il rischio di infarto fino al 20%. In tutte le cipolle, infatti, sia bianche sia rosse, sono presenti composti solforati che migliorano la circolazione periferica, proteggono le pareti dei vasi dai danni ossidativi, riducono i lipidi plasmatici e modulano le funzione delle piastrine: svolgono cioè una funzione antiaggregante in grado di prevenire la trombosi. (&lt;i&gt;n.d.tartina: senza infarto, ma anche senza amici con questo rimedio!&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;D come dieta mediterranea: allontana la depressione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Secondo un recente studio spagnolo, la dieta mediterranea giova, oltre che alla salute del corpo, a quella della psiche. Dalla ricerca, condotta per sei anni su diecimila persone, è emerso che chi segue un regime alimentare ricco di frutta, verdura, pesce, olio d'oliva e cereali integrali è meno incline a sviluppare sintomi depressivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;E come erbette: favoriscono la memoria.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Le erbette, come le verdure a foglia verde, gli asparagi e i broccoli, contengono la vitamina B9, che è importante per il mantenimento della memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;F come finocchio: combatte la stipsi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Per chi soffre di stitichezza, una scodella di finocchi è l'ideale, in quanto contengono una buona percentuale di fibra che stimola la velocità del transito intestinale. Funzionano bene anche sedano, spinaci e carote. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;G come gelato: manda via la tristezza.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Uno studio britannico ha provato che basta una sola cucchiaiata di gelato per essere più felici. Grazie alla risonanza magnetica, si è visto che il gelato attiva i centri di piacere nel cervello. In particolare, mesencefalo e corpo striato, le stesse aree stimolate da una vincita di denaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;I come insalata: per mantenere la linea.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La lattuga, con le sue 20 cal per 100 grammi, ma anche i cetrioli (14 cal) o i ravanelli (11) sono fra i cibi più dietetici in assoluto. In un regime dimagrante, un'insalata a base di lattuga Iceberg è perfetta come antipasto spezzafame o come contorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;K come kiwi: rimedio per le caviglie gonfie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Se la caviglia è gonfia, significa che i vasi si sono dilatati e faticano a spingere la massa sanguigna a monte, verso il cuore, cosicché il liquido ristagna e si diffonde nei tessuti, che aumentano di volume. I bioflavonoidi, di cui è ricco il kiwi (ma anche gli agrumi e i frutti di bosco), tonificano la parete dei piccoli vasi e così arginano la trasudazione dei liquidi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L come limone: contro la carenza di ferro.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Come tutti gli agrumi, il limone è ricco di antiossidanti (che rallentano l'invecchiamento cellulare), tra i quali la vitamina C, che facilita l'assorbimento del ferro contenuto nei vegetali che ingeriamo. Quindi è una buona  abitudine condire con il limone tutte le verdure che sono fonte di ferro; lo è a maggior ragione per le persone con carenza di ferro nel sangue.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;M come mela: fuga la paura dell'Alzheimer.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Mangiare mele è un buon sistema per combattere l'azione ossidante dei famigerati radicali liberi, responsabili di molti processi degenerativi. Le sostanza contenute nella mela sembrano aiutare a rallentare i processi di invecchiamento cerebrale che possono condurre allo sviluppo dell'Alzheimer o di altre malattie degenerative neurologiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;N come noce: un sonnifero naturale.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Le noci sono ricche di triptofano, l'aminoacido che entra nella sintesi della serotonina, sostanza importante per indurre e mantenere il sonno. Contro l'insonnia vanno bene tre noci al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;O come olio: abbassa il colesterolo cattivo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Grazie ai particolari acidi grassi di cui è composto, l'olio extravergine di oliva, se usato al posto di altri grassi (come il burro), permette una riduzione del colesterolo cattivo e invece un aumento di quello buono. Quanto consumare? Tre cucchiai d'olio al giorno, usati per condire, sono più che sufficienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;P come pomodoro: lotta alla ritenzione idrica.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il pomodoro ha un elevato contenuto di acqua (il 95% del totale) e un buon effetto diuretico, ideale per combattere la ritenzione idrica. In un regime alimentare ipocalorico, è un alimento basilare. Basti pensare che contiene soltanto il 3,5%di zuccheri, l'1% di proteine, lo 0,2% di lipidi e un'ottima quantità di fibra, 2 grammi per etto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Q come quartirolo: dà una mano alle ossa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il quartirolo, come tutti i formaggi, è un'ottima fonte di calcio, essenziale per la crescita dello scheletro e la prevenzione dell'osteoporosi. Anche la frutta secca e alcuni vegetali (radicchio verde, rucola, cicoria o spinaci) contengono molto calcio. Tuttavia, l'assorbimento del calcio presente in questi alimenti, è molto inferiore a quello che si ottiene dai latticini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;R come radicchio: scaccia l'arteriosclerosi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Le verdure rosse come radicchio e rape possono avere un buon effetto contro le malattie cardiache. Contengono le antocianine, pigmenti della famiglia dei flavonoidi che proteggono i capillari e contribuiscono a ridurre i processi infiammatori lungo le pareti interne dei vasi, favorendo la circolazione e riducendo l'accumulo di grassi, causa principale dell'arteriosclerosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;S come sgombro: d'aiuto contro gli eczemi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il pesce azzurro, dalle sarde agli sgombri, ha una componente che lo rende speciale: la ricchezza di omega 3. Oltre a tutti i benefici per l'apparato cardiovascolare, i ricercatori hanno scoperto di recente che questi acidi grassi producono sostanze ad azione antinfiammatoria (leucotrieni e prostaglandine), che possono essere d'aiuto in patologie dermatologiche, come eczemi e psoriasi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;T come tè verde: per scansare l'influenza A.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il tè verde bevuto tutti i giorni permette di tenere lontano il virus dell'influenza A. Il merito è delle epigallocatechine gallate, un tipo di molecole, contenute in abbondanza nel tè verde, che favoriscono l'azione del sistema immunitario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;U come uova: una provvista di energie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Dietologi e nutrizionisti sono concordi nel promuovere l'uovo al primo posto nella scala dei nutrienti ad alto valore biologico: perché è ricco di proteine, di grassi buoni, di ferro, di zinco, di fosfolipidi, di vitamine. "Se ne consiglia la presenza in tavola anche tre volte la settimana, specie a colazione, come fanno gli inglesi, quando si fa provvista di energie per tutta la giornata", suggerisce Maria Letizia Petroni, dell'Istituto auxologico italiano di Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;V come vino rosso: blocca la progressione dei tumori.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Il vino rosso contiene resveratrolo che in laboratorio ha dimostrato essere efficace sia nel bloccare la progressione dei tumori sia nel prevenirne la comparsa. Detto questo, mai superare un bicchiere a pasto per gli uomini e uno al giorno per le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;X come xilitolo: dolcificante anticarie.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Da un recente studio condotto dalle Università degli Studi di Milano e di Sassari, risulta che masticare gomme dolcificate con lo xilitolo (un dolcificante) riduce la concentrazione nella saliva di streptococcus mutans, la specie batterica maggiormente responsabile della carie. Non bisogna esagerare, però: non oltre quattro chewing gum al giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Y come yogurt: depura l'organismo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;Lo yogurt è latte fermentato che contiene batteri amici dell'intestino. Consumato tutti i giorni, è utile a sgonfiarsi e a depurarsi, ripristinando quei processi intestinali spesso alterati da un'alimentazione eccessiva o ricca di grassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Z come zucca: toccasana per la pelle.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;La zucca contiene betacarotene, la sostanza che in parte viene trasformata dal nostro organismo in vitamina A. Queste molecole aiutano a riparare le cellule della pelle o proteggono dai danni dei raggi ultravioletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricetta di oggi è ripresa dal fantastico blog &lt;a href="http://fiordifrolla.blogspot.com/2009/11/la-torta-di-melagrane-di-diana.html"&gt;Fior di Frolla&lt;/a&gt;, complice un secchio di melagrane che altrimenti se ne sarebbero andate a male, con mio grande rammarico, vista la mia particolare propensione verso questi frutti rossi dal bellissimo colore. La riporto pari pari, con delle leggere modifiche che ho apportato: il risultato è una torta ottima, umida e morbida, in cui si incontrano l'asprezza del succo di melagrana e la dolcezza dello zucchero a velo.&lt;br /&gt;(Tra l'altro beccatevi le proprietà della melagrana, tiè: &lt;i&gt;La melagrana contiene zuccheri, vitamine A, B e C e altri preziosi antiossidanti, come l’acido ellagico. Bere infusi con i suoi grani macinati permette di purificare l’intestino. Questo frutto, inoltre, rafforza le difese immunitarie ed è benefico per l’impianto vascolare in generale. Si ritiene inoltre che 50 ml al giorno di succo di melagrana aiuti a frenare la formazione del colesterolo. Ma non è finita: secondo l’American Journal of Clinical Nutrition il succo sarebbe anche efficace contro l’arteriosclerosi. La presenza di tannino, poi, gli conferisce proprietà astringenti, mentre il potassio in esso contenuto aiuta contro il gonfiore. È infine un ottimo antiemorragico.)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta di melagrane&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt; (per uno stampo da 22 cm di diametro)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 bicchiere di succo di melagrana*&lt;br /&gt;125 g di burro fuso &lt;i&gt;(io 80 g, ottimo risultato)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;125 g di farina 00&lt;br /&gt;125 g di zucchero semolato&lt;br /&gt;2 uova&lt;br /&gt;1 cucchiaino di lievito per dolci&lt;br /&gt;la scorza di 1 limone bio grattugiata&lt;br /&gt;100 g di zucchero a velo &lt;i&gt;(io 70 g, risulta meno stucchevole)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Preparate il succo di melagrana: tagliate in due alcune melagrane (io ne ho utilizzate circa 3) e spremetele così come si fa con un'arancia utilizzando lo spremiagrumi. Prendete il succo ottenuto e filtratelo, facendolo passare attraverso un colino a maglie fitte o una garza pulita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola lavorate con le fruste elettriche le uova insieme allo zucchero semolato fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Incorporate il burro fuso ormai freddo e fatelo amalgamare, quindi unite la farina setacciata insieme al lievito e azionate le fruste fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete metà del succo di melagrana insieme alla scorza del limone e mescolate di nuovo con cura.&lt;br /&gt;Trasferite il tutto in una teglia circolare da 22 cm di diametro, opportunamente imburrata e infarinata, e livellate. Fate cuocere nel forno già caldo a 180° per circa 30 minuti, verificando la cottura attraverso uno stecchino, che infilerete nel centro del dolce e che dovrà risultare asciutto.&lt;br /&gt;Mentre la torta cuoce preparate la bagna mescolando il resto del succo di melagrana insieme allo zucchero a velo setacciato in un piccolo contenitore. Se notate comparire dei piccoli grumi vi basterà filtrare il liquido facendolo passare attraverso un colino a maglie fitte. Con un cucchiaino schiacciate i grumi rimasti per farli sciogliere.&lt;br /&gt;Appena il dolce sarà cotto, sformatelo lasciandolo all'interno della teglia e con uno stecchino praticate tanti fori sulla superficie. Versate ora la bagna che verrà così assorbita dalla torta e fatela raffreddare. Poco prima di servire spolverizzatela con lo zucchero a velo e decorate con alcuni chicchi di melagrana, non fatelo con troppo anticipo altrimenti lo zucchero si inumidirà troppo e sarà esteticamente poco piacevole a vedersi.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5359575401840352764?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5359575401840352764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5359575401840352764' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5359575401840352764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5359575401840352764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/l_07.html' title='L&amp;#39;ABCibario - Torta di melagrane'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2582/4081954553_8af1c7bbb2_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5098400531745597794</id><published>2009-11-02T15:49:00.002+01:00</published><updated>2009-11-02T15:53:50.855+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>Trick or treat?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4068711480/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2459/4068711480_4c638cf787.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4068711480/"&gt;Torta soffice di zucca farcita&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Uno dei film che ha caratterizzato la mia infanzia, che noleggiavo non appena rimanevo costretta a casa dalle prime influenze di stagione, era &lt;i&gt;"Nightmare Before Christmas"&lt;/i&gt;, ideato e prodotto dal genio cinematografico Tim Burton. Diciamo che è da quella pellicola di fortunato successo che è stata alimentata la mia curiosità verso la festa di &lt;i&gt;Halloween&lt;/i&gt;. A me piacevano le lucine e la neve che sembra panna montata del Mondo del Natale (o &lt;i&gt;Nachele&lt;/i&gt;), però mi attiravano anche i calderoni e le streghette del Mondo di Halloween! La simpatia verso questa festa particolare è rimasta in me immutata col passare degli anni, se non alimentata (complice la canzoncina ad inizio film "Questo è Halloween, Halloween, Halloween!" con tanto di fantasmi danzanti e bambini inquietanti). Il nome "Halloween" deriva da &lt;i&gt;"All Hallows Eve"&lt;/i&gt;, che vuole dire appunto "Vigilia di Tutti i Santi", perciò "Vigilia della festa di Tutti i Santi", festa che ricorre, appunto, il primo giorno di novembre. Questa festività, che trova una grandissima risposta soprattutto in Canada e negli Stati Uniti, fu introdotta in Europa dai Celti, che festeggiavano così la fine dell'estate, credendo che in quella notte i defunti venissero a fare visita ai vivi sulla terra (è proprio dall'usanza di lasciare del cibo ai non-morti che deriva l'attuale "dolcetto o scherzetto?" esclamato da bambini mascherati sulla soglia di casa). Sebbene Halloween non faccia proprio parte della tradizione italiana, io ne rimango comunque... &lt;i&gt;stregata&lt;/i&gt; e non mi va proprio di demonizzarla. Nel nostro paese non ha attecchito per il tempestivo intervento della Chiesa, che l'ha subito additata come festa pagana e quindi eretica. La stessa Chiesa che oggi continua a proclamarsi indignata nei confronti della ricorrenza del 31 ottobre. È assolutamente scandaloso intagliare una zucca ottenendo così un &lt;i&gt;Jack O'Lantern&lt;/i&gt; come si deve, ma va bene che un parroco si intaschi i soldi destinati alla comunità ed utilizzati dai fedeli per accendere quei flebili lumi rossi vicino alla sacrestia. È un'ignominia che i bambini se ne vadano in giro per le case in cerca di dolcetti, ma i chierichetti che accompagnano il prete durante il giro di benedizione delle abitazioni vicino alla Pasqua devono essere riempiti di cioccolatini e rotelle di liquirizia. È sconcertante festeggiare vestiti da Sposa Cadavere o da mummia perché sembra di inneggiare al Demonio, però rientra nella norma che un frate molesti sessualmente un semplice redento che va a confessare i suoi peccati. Queste contraddizioni proprio non le capisco. Halloween è una festa pagana, è vero, e sicuramente è sfociata nel più puro dei consumismi. Ma il Natale? Vogliamo parlare del Natale? Solo per pochi rimane qualcosa di strettamente legato alla fede e alla religione, per gli altri (io compresa!) rimane una piacevolissima ricorrenza per passare più tempo in famiglia, mangiare panettoni scartando le uvette e/o i canditi (non c'è mai nessuno che lo apprezzi così com'è, poverino), addobbare la casa e scartare regali più o meno apprezzati. Secondo me Halloween fa parte di quelle feste così tipicamente &lt;i&gt;british&lt;/i&gt; (come a Pasqua, i bambini americani e inglesi cercano le uova colorate che i genitori hanno nascosto) che dovrebbero essere incentivate e festeggiate come si deve. Ma forse è perché adoro le feste in maschera e sabato mi sono divertita troppo a vestire i panni di una moderna Mercoledì Addams, con tanto di codine e orsacchiotto di peluche impiccato. &lt;i&gt;Black is back&lt;/i&gt;: si dice così, no? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque sia, le zucche non devono essere usate solamente come inquietanti lanterne: queste cucurbitacee dallo spiccato colore sono infatti ottime in cucina. Per ora le avevo impiegate solo per ricette salate (vedi il risotto di zucca e rosmarino), ma quest'anno mi sono avventurata anche nella variante dolce, e con ottimi risultati, per altro. Questa torta è stata fatta &lt;i&gt;di testa mia&lt;/i&gt;. Mentre la farcia è ripresa pari pari dal blog di &lt;a href="http://lamuccasbronza.blogspot.com/2009/10/torta-soffice-di-zucca-con-crema-di.html"&gt;Muccasbronza&lt;/a&gt; che però la utilizza come crema di accompagnamento, la torta di zucca in sé nasce dalle modifiche opportunamente da me adattate alla ricetta dell'&lt;a href="http://antroalchimista.blogspot.com/2008/10/halloween-torta-soffice-di-zucca.html"&gt;Antro dell'alchimista&lt;/a&gt; . Il dolce, anche senza farcia, è ottimo persino a colazione: il gusto ricorda quello delle &lt;i&gt;Camille&lt;/i&gt; del Mulino Bianco, a mio avviso anche più della torta di carote! La crema, invece, ricorda il gelato allo yogurt. Temendo di ottenere un &lt;i&gt;orrido&lt;/i&gt; risultato (sarebbe stato in tema), penso invece che riproporrò la ricetta, che è stata gradita da tutti in famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta soffice di zucca farcita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la torta:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 uova&lt;br /&gt;200 g zucchero &lt;br /&gt;220 g farina 00&lt;br /&gt;50 g fecola&lt;br /&gt;50 g mandorle tritate&lt;br /&gt;200 g polpa di zucca napoletana&lt;br /&gt;60 g olio di semi di arachide&lt;br /&gt;40 g latte&lt;br /&gt;10 g lievito per dolci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la farcia:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un vasetto di yogurt greco 0%&lt;br /&gt;125 ml panna fresca&lt;br /&gt;5 cucchiai di zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliare la zucca in piccoli pezzi e cuocerla al vapore, quindi frullarla insieme ad una tazzina da caffè piena di acqua col minipimer. Montare gli albumi a neve ferma e lasciarli da parte. In una ciotola, lavorare con le fruste elettriche per una decina di minuti anche i tuorli con lo zucchero e un cucchiaio d'acqua, sino a renderli chiari e spumosi. Incorporare quindi la farina, la fecola, il lievito, l'olio, le mandorle tritate finemente e la crema di zucca. Mescolare bene e riprendere a montare fino a d ottenere un composto ben amalgamato. Infine, incorporare con delicatezza gli albumi tentui da parte. Versare in una tortiera di 26 cm di diametro imburrata e infarinata. Cuocere in forno preriscaldato a 180° per 40 minuti circa (fare la prova-stecchino). Una volta estratta dal forno, farla raffreddare, quindi sistemarla su un vassoio.&lt;br /&gt;Preparare la farcia, mescolando un cucchiaio di zucchero a velo con lo yogurt greco. Montare la panna insieme allo zucchero a velo rimasto, ed incorporarla delicatamente allo yogurt, facendo attenzione a non smontarla.&lt;br /&gt;Tagliare la torta di zucca longitudinalmente in due parti (poiché il dolce è abbastanza alto, soprattutto al centro, se si vuole togliere un po' di impasto servendosi sempre del coltello) e spalmarvi la crema di yogurt, quindi richiudere la torta. Porre in frigorifero a raffreddare per almeno due ore. Ottima anche il giorno dopo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5098400531745597794?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5098400531745597794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5098400531745597794' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5098400531745597794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5098400531745597794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/11/trick-or-treat.html' title='Trick or treat?'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2459/4068711480_4c638cf787_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-6511165297106235399</id><published>2009-10-31T08:54:00.011+01:00</published><updated>2010-01-17T20:47:16.452+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cioccolato'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><title type='text'>Ho visto cose... - Torta doppia alla ricotta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4058926678/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2502/4058926678_c6ff6b791f.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4058926678/"&gt;Torta doppia alla ricotta&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;&lt;i&gt;... che voi umani non potreste immaginarvi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; tre povere ragazze (Claudia-Giulia-Claudia tanto per cambiare) frequentanti il primo - e dico primo anno di Medicina e Chirurgia, essere spedite in un tirocinio di tre settimane in ospedale - reparto CHIRURGIA GENERALE, senza la minima competenza e/o esperienza nel settore (se trascuriamo l'applicazione di una cremina antibrufoli o lo scartare un cerotto o l'apertura di una busta di aspirina). &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; il loro supervisore portare la divisa aperta con tanto di villoso petto prorompente e con collanina rossa a doppio giro annessa. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; infermiere crudeli che chiudevano loro la porta in faccia, ma anche alcune che, sorridendo gentili, facevano vedere loro che cosa stessero facendo al paziente. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; tartina la maggior parte delle volte fissare il corridoio con sguardo vacuo, chiedendosi quando mai avessero termine quelle tre strazianti ore, troppo lunghe se non si ha da fare niente. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; una paziente di professione poliziotta avere il terrore di una semplice operazione ad un'ernia, tanto da risultare pesante ed insopportabile, con una paura verso la morte che mai ci aspetteremmo da una che pratica tale mestiere (e che cosa potrebbe succedere le capitasse qualcosa di più grave?). &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; chirurghi primari di fama nazionale scherzare tra loro come bambini alle elementari. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; un malsano rapporto medico/infermieri, quando invece ci dovrebbe essere solo collaborazione. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; un'anziana signora vicentina dispensare alle tirocinanti buoni consigli, con parole affettuose come se rivolte alle proprie nipoti. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; un ospedale italiano mancare di alcuni strumenti, come le pinze e addirittura la carta, necessari e indispensabili e ho effettivamente capito quanto lo Stato poco si preoccupi della sanità pubblica. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; dei semolini poco invitanti spatasciati in delle ciotoline di plastica altrettanto poco invitanti e del purè pallido essere servito con tacchino anemico. Il giorno dopo l'ho rivisto. E anche quello ancora. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; una ferita di almeno 10 cm di diametro a livello dell'intestino essere riempita con garza intrisa di &lt;i&gt;Betadine&lt;/i&gt;, e manco poco svengo. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; organizzare per i già pieni di impegni tirocinanti degli incontri di &lt;i&gt;breefing&lt;/i&gt; con tanto di psicologa (a mo' di alcolisti anonimi, attorno ad un tavolo, "Dicci il tuo nome e perché hai scelto di fare questa università") per parlare delle nostre esperienze in reparto - la psicologa era guercia. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; alcuni compagni di corso raccontare di essersi infiltrati in sala operatoria, e le tre povere tirocinanti di cui vi parlavo all'inizio del post provare una certa invidia, perché loro il massimo che hanno visto è stato il cambio di un drenaggio e l'applicazione di una sonda anale. &lt;i&gt;Ho visto&lt;/i&gt; il tirocinio finire proprio ieri e le tre tirocinanti, esauste, tirare un respiro di sollievo, con la promessa "non perdiamoci di vista", ma che tanto poi sanno bene che sono tipi così diversi che rimarranno delle semplici compagne di corso che da ora in poi parleranno solo di esami e appunti quando si incontrano.&lt;br /&gt;In conclusione? Date retta a me, l'ospedale italiano non ha niente a che vedere con &lt;i&gt;Grey's Anatomy&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Dr. House&lt;/i&gt; o ancora &lt;i&gt;E.R.&lt;/i&gt;, piuttosto a &lt;i&gt;Scrubs&lt;/i&gt;, quello sì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di passare alla ricetta del giorno, voglio ringraziare Giulia dans le noir del blog che ho appena scoperto &lt;a href="http://filosoficamentesostenibile.blogspot.com/"&gt;Filosoficamente Sostenibile&lt;/a&gt;. Sono stata infatti insignita da lei con un premio davvero speciale, e nominata addirittura nell'empireo delle sue Muse! Manca poco mi commuovo. &lt;br /&gt;&lt;center&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SuvtkRPGFyI/AAAAAAAAAKg/C071TnDXSg0/s1600-h/PREMIO_AMISTAD_DE_INTERNET%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 262px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SuvtkRPGFyI/AAAAAAAAAKg/C071TnDXSg0/s400/PREMIO_AMISTAD_DE_INTERNET%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398669785691461410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;p align = justify&gt;Le dolcissime parole sopra riportate vogliono significare: &lt;i&gt;"Esseri invisibili, ma che danno amore, danno compagnia, ci prestano attenzione, parlano da dentro il proprio cuore. Sono grato per il sostegno, perché ci sei  alla mia finestra e fai del mio un giorno di più."&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto ciò, oggi vi propongo una ricetta tratta da &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt; di questo mese. In questi tempi di plagio e nessun rispetto verso i foodbloggers (sconcertanti i casi di plagio ai danni di &lt;a href="http://tzatzikiacolazione.blogspot.com/"&gt;Lydia&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://profumodilievito.blogspot.com/2009/10/perdonate-lo-sfogo.html"&gt;Adriano&lt;/a&gt;, soprattutto da parte di gente che per prima dovrebbe incentivare e premiare le ricette dei foodbloggers!), ci tengo a ricordare che la stessa ricetta è stata postata pochi giorni fa anche da &lt;a href="http://deliziando.blogspot.com/2009/10/torta-doppia-alla-ricotta.html"&gt;sweetcook&lt;/a&gt; di Deliziando. Io l'ho provata sabato scorso, e ne sono rimasta letteralmente estasiata: delizioso il risultato ottenuto dall'incontro della frolla montata con la crema di ricotta e cioccolato. Unica modifica? La mia torta non è proprio &lt;i&gt;doppia&lt;/i&gt;, in quanto ho fatto la ricetta con mezza dose, ma in uno stampo da 26 cm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta doppia alla ricotta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta frolla lievitata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;500 g di farina&lt;br /&gt;150 g di burro&lt;br /&gt;2 uova&lt;br /&gt;250 g di zucchero1 bustina di lievito vanigliato&lt;br /&gt;qualche cucchiaio di latte&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il ripieno:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;500 gr di ricotta cremosa&lt;br /&gt;80 gr di cioccolato fondente&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;2 cucchiai di zucchero&lt;br /&gt;2 cucchiai di liquore all'amaretto&lt;br /&gt;zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Preparare la pasta: montare le uova e lo zucchero finché sono gonfie, incorporare il burro e un terzo della farina setacciata con il lievito. Con la farina rimasta fare una fontana e unire il composto di uova e burro. Impastare velocemente, aggiungendo, se serve, il latte; formare una palla, avvolgerla in un foglio di pellicola trasparente e farla riposare nel frigo per un'ora.&lt;br /&gt;Per il ripieno, montare la ricotta ben fredda, aggiungendo a poco a poco lo zucchero, l'uovo e il liquore e, alla fine, il cioccolato tritato.&lt;br /&gt;Foderare con carta da fogno bagnata e strizzata uno stampo a cerniera di circa 28 cm di diametro. Dividere la pasta frolla in 2 parti, una un po' più grande dell'altra, e con il matterello stenderla in 2 dischi. Con il disco più grande foderare lo stampo e riempirlo con il composto di ricotta, lasciando tutt'intorno un cm libero. Coprire con il secondo disco, sigillare i bordi e infornare a 180° per circa 40 minuti. Cospargere di zucchero a velo e servire.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-6511165297106235399?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/6511165297106235399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=6511165297106235399' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6511165297106235399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6511165297106235399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/10/ho-visto-cose.html' title='&lt;center&gt;Ho visto cose... - Torta doppia alla ricotta&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2502/4058926678_c6ff6b791f_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-4492226677553172794</id><published>2009-10-28T10:30:00.006+01:00</published><updated>2009-10-28T10:30:00.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='meme'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='nessuna ricetta'/><title type='text'>Sincerità (un elemento imprescindibile)</title><content type='html'>&lt;center&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SuRZCK_R-RI/AAAAAAAAAKY/JpbU9gCBuIA/s1600-h/Honest_Scrap.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 199px; height: 194px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SuRZCK_R-RI/AAAAAAAAAKY/JpbU9gCBuIA/s400/Honest_Scrap.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396536147341080850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/center&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt;Finalmente, come da promesso, svolgo i miei compiti da blogger, ovvero rispondo ad un &lt;i&gt;meme&lt;/i&gt;. Questi test/domande/giochetti, di per sé del tutto innocenti, nascondono la tendenza a farci riflettere su aspetti di noi che magari non terremmo in considerazione. Questo meme mi è stato passato da Alice e Martino del blog &lt;a href="http://alicenellacucinadellemeraviglie.blogspot.com/"&gt;alice nella cucina delle meraviglie&lt;/a&gt;: trattasi diffondere 10 cose di me per far conoscere meglio tartina. L'impresa si è rivelata più ardua del previsto, ma ecco a voi:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. ho saltato la prima elementare, infatti, pur essendo nata nel 1990, sono al secondo (ahimé primo, maledetto test di ingresso!) anno di università. Sono stata istruita da mia madre e dalla mia migliore amica d'infanzia classe 1989 che mi portava gli esercizi che svolgeva in classe, ho fatto un piccolo esame (&lt;i&gt;banale!&lt;/i&gt; dichiarai con acerba superiorità) e mi hanno promossa direttamente in seconda elementare. Quindi quando i miei amici dell'ultimo anno di scuola materna guardavano &lt;i&gt;L'incantevole Creamy&lt;/i&gt; mangiando fette di pane e Nutella per merenda, io sfacchinavo su somme e moltiplicazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. sono una drogata di telefilm americani, con accentuata dipendenza verso quelli patinati e superficiali (&lt;i&gt;Gossip Girl, Desperate Housewives, Sex &amp; The City, Dirty sexy money, Lipstick Jungle&lt;/i&gt;), ma vado pazza anche per quelli ospedalieri (&lt;i&gt;E.R.&lt;/i&gt; fin dalla tenera età, &lt;i&gt;Greys' anatomy, Dr. House, Nip/Tuck&lt;/i&gt;) e quelli creati da sceneggiatori sicuramente nel bel mezzo di un trip allucinogeno (&lt;i&gt;Lost, Pushing Daises&lt;/i&gt;). Scarico febbrilmente le puntate appena uscite in America con tanto di sottotitoli e provo avversione verso i telefilm italiani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. mentre da piccola ero estroversa ed intraprendente, circondata da un gruppo vastissimo di amici e senza remore né timidezze alcune mi rivolgevo con &lt;i&gt;nonchalance&lt;/i&gt; all'altro sesso, adesso sono piuttosto timida e sto sulle mie e mi apro solamente con chi mi sento a mio agio. Conosco molta gente, ma ho solo una stretta cerchia di amicizie di cui posso fidarmi ciecamente. Comunque sia, quando mi apro sono socievole ed esuberante, l'unico problema è il tentativo di approccio. &lt;i&gt;Work in progress&lt;/i&gt; alias &lt;i&gt;ci sto lavorando su&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. sono affascinata ed attratta dalla cultura inglese e francese del Settecento e dell'Ottocento. Prediligo infatti i romanzi-mattone che si soffermano persino sulla descrizione delle nervature di una foglia in autunno. La &lt;i&gt;Austen&lt;/i&gt;, non me ne vogliate, rimane una delle mie scrittrici preferite e ogni tanto sogno anch'io di ritrovarmi con un'acconciatura pomposa in testa e di salire sulla prima carrozza diretta verso il &lt;i&gt;Bedfordshire&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. sono &lt;i&gt;figlia unica&lt;/i&gt; e - sì, dai, non sfatiamo questo mito, sono anche viziata, coccolata e riverita. I miei genitori farebbero per me qualsiasi cosa, delle volte non me ne rendo conto neanche io quanto dovrei essere loro grata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. ho iniziato a mangiare la &lt;i&gt;frutta&lt;/i&gt; solo all'età di 17 anni. Prima optavo per una mela ogni tanto, adesso ne sono praticamente dipendente. La mia giornata inizia con un frutto (il &lt;i&gt;kiwi&lt;/i&gt;) al quale ne seguono circa altri 6. Non mi stanco mai della frutta, anche con una pancia strapiena, la mia capacità gastrica riuscirebbe a sopportare benissimo uno spicchio d'ananas, ecco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. detesto i miei &lt;i&gt;polpacci&lt;/i&gt;. Sono a mio parere sproporzionati col resto del corpo, e imputo questo difetto ai 7 anni di nuoto praticato fin da quando avevo 3 anni. Sebbene si veda che sono muscolosi e dovuti ad anni e anni di sport (pallavolo per 8 anni e un anno di fit-boxe), restano comunque in disarmonia col resto della gamba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. le grandi cerimonie, i pranzoni e i cenoni coi parenti mi buttano inizialmente nello sconforto più totale. Alla notizia che mi toccherà presenziare ad un evento simile sbraito, mi arrabbio, urlo "io non ci vengo!". Poi mi abituo all'idea, mi arrendo e magari passo anche una piacevole giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9. sono una perenne &lt;i&gt;indecisa&lt;/i&gt;. Potrei stare ore a scegliere il gusto di un gelato, drammatica è anche la scelta di cosa portare a Firenze quando faccio la valigia o il colore di un quaderno. L'impulsività non rientra nelle mie caratteristiche, diciamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10. da piccola animavo con la fantasia qualsiasi cosa. Non solo parlavo coi pupazzi, ma avevo affibbiato un nome anche alle penne che avevo dentro l'astuccio. Tutto ciò è estremamente imbarazzante e denota un certo disequilibrio mentale, ne sono consapevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo non ho il tempo di girare il meme ad altri 10 foodbloggers, ma sarebbe comunque troppo tardi, visto che il gioco circola in rete già da due settimane e ho notato che più o meno lo hanno fatto tutti. Mi avvalgo del diritto di girarlo a chi lo voglia fare, quindi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Enjoy yourselves!&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-4492226677553172794?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/4492226677553172794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=4492226677553172794' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4492226677553172794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4492226677553172794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/10/sincerita-un-elemento-imprescindibile.html' title='Sincerità (un elemento imprescindibile)'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SuRZCK_R-RI/AAAAAAAAAKY/JpbU9gCBuIA/s72-c/Honest_Scrap.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3016876240109902426</id><published>2009-10-24T16:38:00.002+02:00</published><updated>2009-10-24T16:39:05.414+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marmellate'/><title type='text'>Lessico famigliare - Natalia Ginzburg insegna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4039726850/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2733/4039726850_12e9710d2b.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4039726850/"&gt;Marmellata piccante di cipolle&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Esistono detti a mio parere un po' controversi, il cui senso può essere facilmente alterato oppure male interpretato. &lt;i&gt;"Ma parla come mangi!"&lt;/i&gt; è, a mio parere, uno di questi. Il proverbio, infatti, cercherebbe di consigliare all'interessato un uso del linguaggio più appropriato e più consono alla situazione in cui si trova: per esempio, se ci stessimo rivolgendo ad un bambino, non dovremmo usare paroloni come &lt;i&gt;eccipiente&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;spiritualità&lt;/i&gt; (per non parlare di &lt;i&gt;edulcorante&lt;/i&gt;), anche perché il povero innocente non ne coglierebbe il significato. Tuttavia, l'antico detto potrebbe essere decifrato erroneamente: chi mentre mangia è abituato a ruminare a bocca aperta come una mucca, potrebbe avvalersi del diritto di parlare in modo sboccato e rozzo; chi invece si attiene alle regole del galateo anche quando fa colazione da solo in cucina, si sentirebbe in dovere di parlare solamente attraverso un linguaggio aulico e ricercato. Per evitare problemi, dovremmo solo parlare con semplicità e spontaneità, sentendoci a nostro agio con i termini e le desinenze che tiriamo in ballo. L'unico ambito in cui possiamo permetterci di sgarrare, è in assoluto quello &lt;i&gt;familiare&lt;/i&gt;. Anzi, in famiglia c'è secondo me la licenza, anzi l'obbligo di utilizzare parole che fuori non sarebbero neanche comprese, neologismi a cui siamo affezionati venuti fuori dalle abitudini che abbiamo acquisito a casa. Ciò non significa che nell'ambiente domestico ci sia il dovere di utilizzare parolacce, imprecazioni o volgarità simili (anche se, confesso, ogni tanto quando ci vuole ci vuole! il tutto meglio dentro le nostre amabili mura che a cielo aperto); io mi sto riferendo a quei termini anche inventati che però, nell'ambiente familiare, hanno il loro &lt;i&gt;porco&lt;/i&gt; significato (scusate il francesismo). C'è chi in casa il proprio padre lo chiama "babbo", chi "papà", chi "pé", chi "padre", io &lt;i&gt;Cioppo&lt;/i&gt;. Io per mia mamma sono &lt;i&gt;Bubisa&lt;/i&gt; (per favore, non chiedetemi l'assurdo motivo della scelta del soprannome, perché non lo so neppure io). Da quando sono piccola mio padre ha l'abitudine, ogni giorno, di dedicare un'ora a ginnastica e pesi (prima li teneva sotto il letto, è un culturista mancato a mio parere): ecco, è da quando ero piccola che tale consuetudine va sotto il nome di &lt;i&gt;opi-opi&lt;/i&gt;. Ancora oggi, quando mio padre di pomeriggio sparisce, è perché è a fare &lt;i&gt;opi opi&lt;/i&gt;, appunto. Le pantofole sono le &lt;i&gt;pappusse&lt;/i&gt;. Per una mia infantile storpiatura - che si è protratta fino alla seconda elementare, ma lasciamo perdere, il cinema è il &lt;i&gt;cimena&lt;/i&gt;. Senza continuare ad aumentare il mio imbarazzo per queste confessioni, vi invito a non dimenticare le vostre personali perle lessicali, ben più intrise di valore di un &lt;i&gt;"retorico-semantico"&lt;/i&gt; o di una &lt;i&gt;"psicostasia"&lt;/i&gt; o ancora di un &lt;i&gt;"sincretismo"&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimanendo in tema domestico, vi segnalo oggi una ricetta nata dalla mente creativa di mia madre: una marmellata agrodolce ottima se accompagnata da formaggi e crostini di pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Marmellata piccante di cipolle&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 kg cipolle rosse (in estate quelle di Tropea, se si gradisce un sapore più delicato)&lt;br /&gt;500 g zucchero&lt;br /&gt;da mezzo a un intero peperoncino lungo piccante  (dipende se si preferisce un gusto più deciso o più delicato)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pulire le cipolle e tagliarle a lamelle sottili (si piange tanto!), quindi aggiungere lo zucchero, il peperoncino e un bicchiere d’acqua in una padella a bordi alti (saltapasta) e antiaderente. &lt;br /&gt;Porre sul fuoco e far bollire lentamente per circa un’ora e 30 minuti. Se vi accorgete che si sta asciugando potete anche ridurre i tempi di cottura o prolungarli in caso contrario. Se vi piace il gusto del miele mettete un etto in meno di zucchero e aggiungete a metà cottura un etto di miele. Servire con pecorini stagionati.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3016876240109902426?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3016876240109902426/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3016876240109902426' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3016876240109902426'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3016876240109902426'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/10/lessico-famigliare-natalia-ginzburg.html' title='Lessico famigliare - Natalia Ginzburg insegna'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2733/4039726850_12e9710d2b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3616048262832915909</id><published>2009-10-17T21:12:00.004+02:00</published><updated>2009-11-23T09:18:59.718+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><title type='text'>I can get satisfaction 'cause i try and i try and i try</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4020156010/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2800/4020156010_49d4007ca1.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/4020156010/"&gt;Torta di ricotta, mele, uvetta &lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Il passaggio da avere troppo &lt;i&gt;tempo&lt;/i&gt; a disposizione da non sapere neanche come usufruirne al non averne neanche per respirare, è stato rapido come lo strappo di un cerotto. Quindi anche un po' doloroso - colpa di quei peletti che si attaccano alla colla che poi va rimossa con il solvente per lo smalto nelle unghie. Sono passata in quello che mi è parso un istante, dal ciondolare senza meta o obiettivo per casa al frullare, girovagare, piroettare senza sosta a Firenze tra casa-università-ospedale. Ma non parlerò del tirocinio con tanto di camice per gli studenti del primo anno e del reparto che mi è toccato, in cui le infermiere mi sbattono le porte in faccia, no. E neppure del gelido inverno che sembra essere arrivato all'improvviso, lasciandomi per una settimana con una copertina leggera per la notte e solo un inconsistente &lt;i&gt;blazer&lt;/i&gt; per il giorno. Pensate quindi che vi parli delle pesanti lezioni, della professoressa di biologia che ha la fama di bocciare ogni studente, degli esamini che avrò già tra due settimane? Non voglio tediarvi, quindi non lo farò. Vi parlerò del fatto che sto bene, che sono felice. Che con la nuova coinquilina stare in casa è un divertimento, che non c'è bisogno di suonare il campanello con l'angoscia di entrare e trovare il bagno tutto in disordine e la caffettiera usata nel lavello e qualcuno che ti soffoca con la storia della sua vita e biascica come una mucca mentre mangia. Che ho un nuovo gruppo di amici all'università con cui mi trovo davvero bene. Che serate e concerti sono ormai all'ordine della settimana. Che non mi fermo un attimo, è vero, ma che finalmente posso dirmi &lt;i&gt;soddisfatta&lt;/i&gt;. Non so se ciò è dovuto al fatto che, essendo comunque al secondo anno di università, ho imparato a capire come devono andare le cose, o semplicemente al fatto che, seppur impegnativo, faccio quello che da sempre ho desiderato fare. Aspirazioni e desideri sono come una scatola cinese, non finiscono mai. L'essere umano, così scontento e inappagabile per sua stessa natura, trova sempre qualche mèta da raggiungere e, una volta arrivato al traguardo, se ne prefissa un'altra, e via dicendo. Diciamo che per il momento io ho rallentato la mia corsa, sono ancora al momento dell'arrivo al traguardo e me lo voglio godere.&lt;br /&gt;Purtroppo la mancanza di tempo mi permette di aggiornare il blog sporadicamente, ciononostante è sempre un piacere rendervi partecipi delle mie creazioni culinarie in pixel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricetta di una torta coccolosa che sa d'autunno, anche se le mezze stagioni di una volta - ahimè, purtroppo è vero - non ci sono più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta d'autunno&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g ricotta fresca&lt;br /&gt;250 g farina&lt;br /&gt;160 g zucchero&lt;br /&gt;2 uova&lt;br /&gt;mezza bustina di lievito per dolci&lt;br /&gt;una bustina di vanillina&lt;br /&gt;2 mele&lt;br /&gt;una manciata di pinoli tostati (o mandorle, o noci, o nocciole tritate)&lt;br /&gt;3 pugni di uvetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavare l'uvetta, facendola poi rinvenire in acqua tiepida per almeno mezz'ora. Tritare la frutta secca prescelta e metterla da parte (i pinoli io li ho lasciati interi). Lavare, sbucciare e tagliare a dadini le mele. Mescolare la ricotta con lo zucchero e la vanillina, fino ad ottenere&lt;br /&gt;una crema liscia ed omogenea; aggiungere poi uno alla volta i tuorli. Setacciare quindi la farina col lievito e aggiungerla al composto. A questo punto unire la frutta secca precedentemente preparata. Montare a neve gli albumi e unirli delicatamente all'impasto, che andrà poi versato in uno stampo del diametro di 24-26 cm ricoperto da carta da forno. Infornare a 180° per 35 minuti circa (vale la &lt;i&gt;prova-stecchino&lt;/i&gt;).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3616048262832915909?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3616048262832915909/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3616048262832915909' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3616048262832915909'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3616048262832915909'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/10/i-can-get-satisfaction-i-try-and-i-try.html' title='I can get satisfaction &amp;#39;cause i try and i try and i try'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2800/4020156010_49d4007ca1_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-400925397814025881</id><published>2009-09-27T13:54:00.003+02:00</published><updated>2009-09-27T13:59:48.518+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>Come stipare un armadio in un mini-trolley</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3957789037/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3493/3957789037_bb2e3a8cde.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3957789037/"&gt;Cobbler di pere alla cannella&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;L'esaltazione della partenza, le aspettative di un viaggio - o di un trasloco, o di un trasferimento, o di una gita campestre, il brivido di intraprendere una nuova esperienza che potrebbe essere rivelatrice e/o illuminante, sono frenati sempre da un particolare non trascurabile e neanche di poco conto: la &lt;i&gt;valigia&lt;/i&gt; (sacca, borsa, zaino che sia). Soprattutto per noi donne, ridursi a portare l'essenziale, è più traumatico di un salto nel vuoto; e non funziona come nei film, in cui basta sedersi sopra la valigia e questa &lt;i&gt;clack&lt;/i&gt;, si chiude autonomamente. No, nella realtà mutande, reggiseni, magliette, scarpe  e trousse, non vogliono proprio trovare un ordine logico all'interno della valigia, ma si distribuiscono in malo modo e caoticamente: solitamente il deodorante si apre, il fard si rompe e i vestiti diventano tutta una piega. Poi c'è sempre il timore di aver dimenticato qualcosa, e sorge proprio nel momento in cui siamo riusciti a stipare il nostro armadio nel trolley, chiudendolo a fatica. Allora si riapre, e si va alla disperata ricerca della cosa che ci era venuta in mente, la quale giaceva innocente tra i 20 pacchetti di fazzoletti e le pantofole da camera. Quando ci si appresta a fare un viaggio che implichi prendere un aeroplano, la mia paura più grande è quella che la mia valigia vada persa. Tutti i miei vestiti, i miei accessori, le mie cose! Non hanno solamente un valore economico, ma anche affettivo e simbolico. Cadrei nella disperazione più totale, anche se sento che succede di frequente. Per esempio, è successo anche a &lt;i&gt;Lindsay Lohan&lt;/i&gt;, ma credo che per lei non sia stato poi un grande problema perdere la sua &lt;i&gt;Louis Vuitton&lt;/i&gt;, e neanche ricomprare tutto ciò che vi era dentro. A me getterebbe nello sconforto, invece: probabilmente resterei lì a fissare il nastro trasportatore con infinita angoscia finché la &lt;i&gt;security&lt;/i&gt; non mi porterebbe via. Comunque sia, stasera non dovrò prendere un aereo, bensì un treno. Tralasciando gli enormi disagi che anch'esso può provocare, almeno sono sicura che la mia valigia da un quintale e mezzo sarà sempre con me. Ecco, la valigia. Siamo alla questione principale: vestiti ordinatamente ripiegati, scarpe imbustate e cibi impacchettati giacciono sul mio letto placidi e tranquilli. Credo sia giunto il momento di cercare di infilarli in valigia, oppure potrei anche decidere, quando sarò a Firenze fino a venerdì, di indossare gli stessi abiti di oggi. Sarei trasgressiva, anticonvenzionale e menefreghista. Ma anche no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi si viaggia anche in cucina con la ricetta di un dolce squisito, proveniente dall'ultimo numero di &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt;, la cui ricetta ha origini texane. &lt;br /&gt;Ci leggiamo/scriviamo venerdì ;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cobbler di pere alla cannella&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;center&gt;Il cobbler è una sorta di crostata in versione soffice, dove alla frolla si sostituisce un impasto lievitato ed ammorbidito dal latte. In Texas si prepara con frutti succosi, come pere o pesche, e un po' di cannella per profumare. È la tipica merenda dei bambini, spesso servita con panna o gelato. Perché il dessert abbia un aspetto scenoografico, adagiate le pere sull'impasto con delicatezza, altrimenti durante la cottura affondano fino a scomparire.&lt;/center&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;160 g zucchero&lt;br /&gt;200 g burro &lt;i&gt;(io l'ho diminuito, portandolo a 150 g)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;4 dl late&lt;br /&gt;6 pere William&lt;br /&gt;un limone&lt;br /&gt;un cucchiaino di cannella in polvere&lt;br /&gt;10 g lievito vanigliato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbucciare le pere, eliminare il torsolo, ridurre ognuna in 6 spicchi e bagnarle con il succo del limone per evitare che anneriscano. Setacciare la farina e il lievito in una ciotola capiente e aggiungere 120 g di zucchero. Unire quindi 120 g di burro &lt;i&gt;(io 100)&lt;/i&gt; molto morbido e lavorare il tutto con la punta delle dita in modo da ottenere un composto di briciole. Incorporare il latte, poco alla volta, mescolando con un cucchiaio di legno finché l'impasto sarà morbido ed omogeneo. Mettere il burro rimasto &lt;i&gt;(io 50 g)&lt;/i&gt; in uno stampo di 20x24 cm di lato e passarlo in forno caldo a 180° finché si sarà sciolto. Afferrare lo stampo con una presina e inclinarlo in modo che il burro ne ricopra bene il fondo e le pareti. Versare subito l'impasto nello stampo e allinearvi sopra le pere. Mescolare lo zucchero rimasto con la cannella, distribuirlo sulla frutta  e cuocere il cobbler in forno caldo a 180° per 45 minuti. Servire a piacere tiepido o freddo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-400925397814025881?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/400925397814025881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=400925397814025881' title='15 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/400925397814025881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/400925397814025881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/cobbler-di-pere-alla-cannella.html' title='Come stipare un armadio in un mini-trolley'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3493/3957789037_bb2e3a8cde_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>15</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7098098521120664081</id><published>2009-09-25T10:38:00.003+02:00</published><updated>2009-11-23T09:27:46.380+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasta fatta in casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><title type='text'>Passion for obsession</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3952085619/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2655/3952085619_5c4c8a81aa.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3952085619/"&gt;Sfoglie di pasta alla ricotta&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Senza sfociare necessariamente in una malattia ossessivo-compulsiva, è facile notare che ognuno di noi, anche il meno superstizioso, anche il più controllato, ha delle piccole &lt;i&gt;manie&lt;/i&gt;, ossessioni, atteggiamenti ricorrenti e abitudinari che costituiscono una sorta di rituale, o uno stato d'animo non chiaramente espresso. Se le ossessioni nascono dal bisogno di ridurre l'ansia di chi le pratica, trascorso un po' di tempo, il rituale diventa un fenomeno indipendente, che va avanti solamente perché ormai è un'abitudine e trasgredirlo sarebbe come tradire il fidanzato o un'amica. Ovviamente, in alcuni casi, le manie si trasformano in un vero e proprio disturbo patologico e psicologico, ma questo - per fortuna, non accade sempre. Piccole manie vengono conservate e custodite gelosamente da ognuno di noi senza farle sfociare in qualcosa di più grave. Io devo ammettere di avere avuto un bel po' di manie. All'età di 9 anni avevo il costante bisogno di lavarmi continuamente le mani, qualunque cosa facessi: sto leggendo proprio adesso che chi lo fa è perché si sente "sporco dentro", e ha bisogno di pulirsi in qualche modo l'anima, oppure per evitare il contatto col mondo esterno che sentiamo pericoloso ed estraneo. Tranquilli, non facevo parte di nessuna &lt;i&gt;baby-gang&lt;/i&gt;, né ero una bambina particolarmente bugiarda, forse era semplicemente un'ossessione verso la pulizia e la perfezione presente in potenziale dentro di me. C'è stata anche la fase in cui, quando mi trovavo a dover stare ferma e in piedi, magari parlando con qualcuno, mi mettevo ad oscillare le braccia avanti e indietro, alternativamente; è durata un'estate circa. Quando ho iniziato a trascorrere la maggior parte del tempo sui libri, con intervalli poco frequenti alla televisione, i miei poveri occhi stanchi e miopi si sono ribellati, ed è iniziata la fase dello "strabuzzamento della pupilla", portandomi ad avere occhi più grandi di quanto già non lo siano. Mia mamma aveva paura mi rimanesse come tic nervoso, era abbastanza inquietante e aveva un che di psicotico; per fortuna si è esautorato nel giro di pochi mesi. Per esempio però, non sono mai ceduta all'ossessione di mangiarmi le unghie, atteggiamento invece molto frequente, soprattutto tra le mie amiche: rivela un certo nervosismo della persona che lo mette in atto, che può derivare dalle situazioni più disparate; è più frequente nelle donne che negli uomini; indica il bisogno di sfogare una certa aggressività verso se stessi piuttosto che verso il mondo esterno. C'è chi si attorciglia continuamente i capelli (&lt;i&gt;tricotillomania&lt;/i&gt;), chi controlla ogni volta prima di uscire se ha chiuso il gas, chi va continuamente al bagno anche senza averne veramente bisogno, chi alza le sopracciglia, chi, di fronte ad un foglio bianco, non sa resistere alla tentazione di scarabocchiarci su, chi tende a mettere in ordine sempre con lo stesso sistema (ordine alfabetico, ordine di altezza...) Giorni fa Maya del blog &lt;a href="http://apefelice.blogspot.com/2009/09/le-nostre-stranezza-non-so-voi.html"&gt;L'ape felice&lt;/a&gt; ha chiesto a noi foodbloggers di rivelarle le manie che ci sono rimaste, quelle buone e innocue che ci contraddistinguono; la curiosa domanda è capitata a fagiolo, stavo proprio pensando alle piccole ossessioni che mi sono rimaste. Per esempio, quando mia mamma tira una sfoglia di pasta fresca, o io stessa lo faccio, non riesco dal trattenermi dall'assaggiarla così, &lt;i&gt;cruda&lt;/i&gt;. Anche i tortellini o i ravioli, crudi mi fanno impazzire (da piccola riuscivo a sgranocchiare pure la pasta di semola in busta, poi il mio babbo mi spiegò di quanto fosse nocivo per i miei denti, quindi smisi). Quando cammino su un lastricato di pietra, ripropongo un gioco che facevo da piccola: cercare di non toccare le linee di congiunzione tra una pietra ed un'altra, altrimenti sfiga. Di fronte ad un biscotto farcito, lecco prima il ripieno, poi passo ai due gusci di biscotto. Mi sono accorta anche che, quando parlo di fronte a qualcuno seduta ad un tavolino, cerco qualcosa con cui giocherellare, preferendo solitamente le bustine di zucchero, o i tappi delle bottigliette appena aperte. Quando accedo a Internet, prima di fare qualsiasi altra cosa, clicco su ogni sito appartenente alla mia cartella &lt;i&gt;Preferiti&lt;/i&gt;. Ogni sera mi piace apparecchiare per la colazione del giorno dopo e pensare a come posso vestirmi, questo forse più per manie di organizzazione e per evitare perdite di tempo inutili. Ok, forse ho seriamente bisogno di uno psicologo. Uno bravo, eh.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta di un piatto che mi mangerei volentieri anche crudo (leggere su per evitare incomprensioni).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sfoglie di pasta alla ricotta e salvia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta: (5 persone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 uova&lt;br /&gt;1 cucchiaio di olio di oliva&lt;br /&gt;farina q.b. (più o meno 400-500 etti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il condimento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;400 g ricotta fresca&lt;br /&gt;un mazzetto di salvia&lt;br /&gt;burro&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;parmigiano reggiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per le sfoglie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una terrina, porre la farina a fontana, poi sbattere dentro a questa le uova e l'olio. Lavorare l'impasto finché diventa omogeneo ed elastico (aggiungere della farina, se necessario). Formare con esso 4 sferette, e lasciarle riposare per una mezz'ora. Trascorso questo tempo, riprenderle, disporle sulla spianatoia infarinata e, con il mattarello, tirare delle sfoglie rettangolari, molto allungate e abbastanza sottili. Con un coltello dalla lama infarinata, tagliare dei rettangoli di sfoglia, delle dimensioni di 15x8 cm.&lt;br /&gt;Lessare le sfoglie in una pentola di acqua bollente precedentemente salata, scolandole non appena vengono a galla e ponendole su un panno ad asciugare per poco tempo. Conservare un po' di acqua di cottura della pasta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una padellina antiaderente, far sciogliere un po' di burro con qualche cucchiaio di olio e la salvia, quindi ungere la teglia con questa miscela. Porre quindi il primo strato di sfoglie. Preparare  la crema di ricotta, stemperandola con poca acqua di cottura della pasta e condendola col composto di burro, olio e salvia. Stendere uno strato di crema, quindi porvi sopra un altro strato di sfoglia, procedendo fino ad esaurimento. Si possono conservare in frigorifero per un giorno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al momento del consumo, porre qualche attimo in forno a riscaldare, quindi aggiungere dell'abbondante parmigiano reggiano grattugiato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7098098521120664081?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7098098521120664081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7098098521120664081' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7098098521120664081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7098098521120664081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/sfoglie-di-pasta-alla-ricotta.html' title='Passion for obsession'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2655/3952085619_5c4c8a81aa_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7036938488683696558</id><published>2009-09-21T10:08:00.004+02:00</published><updated>2009-12-30T15:48:45.949+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crostate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Di gusci e di ripieni - Tartellette au citron meringuée</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3939746329/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2443/3939746329_7b44d42b83.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3939746329/"&gt;Tartellette au citron meringuée&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Oscar Wilde, insieme a Woody Allen e a Coco Chanel, è uno dei miei guru per eccellenza delle citazioni. In quei brevi aforismi, in quelle piccole frasi d'impatto, si può capire come lo scrittore irlandese fosse certamente un passo avanti rispetto agli altri e avesse compreso aspetti della vita che molti ancora, sebbene giunti al capolinea, ignorano. Oggi mi sono imbattuta in un aforisma, frutto delle sue riflessioni, di cui non ero a conoscenza (non il solito &lt;i&gt;So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni&lt;/i&gt; oppure &lt;i&gt;Al mondo non esistono persone buone e persone cattive: le persone o sono interessanti o sono noiose&lt;/i&gt;, nonostante siano tra i più interessanti): &lt;i&gt;Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.&lt;/i&gt; In un periodo come quello in cui viviamo in cui il superficiale è proprio colui che giudica esclusivamente dalle apparenze, può suonare un po' strana, eccessivamente provocatoria. In realtà, ha il suo perché. Senza prenderci tanto in giro, confessiamo che, la prima cosa che ci colpisce di ciò che vediamo, sono le apparenze, il &lt;i&gt;guscio esteriore&lt;/i&gt;. Se non ci fosse l'apparenza avremmo certamente difficoltà a trovare la voglia di conoscere una determinata persona o cosa. Che poi i gusti sono soggettivi, anche questo è vero: io potrei essere interessata a conoscere un ragazzo perché mi attrae esteriormente, mentre la mia amica potrebbe affermare di non voler avere contatti con lui neanche fosse l'ultimo maschio della specie umana; ma questo è un altro discorso. Trovo davvero squallido chi si ostina ad affermare di non essere minimamente toccato dall'aspetto esteriore di una persona, quei benpensanti che fanno finta di voler conoscere a fondo una persona prima di darle un giudizio. Anche senza volerlo, non appena vediamo qualcuno/qualcosa, siamo portati ad elaborare una nostra idea personale: una volta lessi in un giornale che il giudizio che ci facciamo di una persona nel primo minuto in cui la vediamo, condiziona il nostro parere su di lei anche quando riusciamo a conoscerla più approfonditamente. Il primo impatto esiste per tutti, sia quando incontriamo una persona che non conoscevamo, sia quando sperimentiamo qualcosa che non avevamo mai provato prima. Ovviamente è anche vero che, molte volte, &lt;i&gt;l'apparenza inganna&lt;/i&gt;: il trucco sta infatti dal non lasciarsi condizionare dalla prima impressione per sempre, giudicando solamente quando si è più consapevoli della persona/cosa che ci troviamo davanti. Mente e corpo lavorano in sintonia, molte volte sono proprio alcuni atteggiamenti e modi di fare che ci suggeriscono qualcosa che le parole invece ci vogliono nascondere, e a quel punto il famoso &lt;i&gt;sesto senso&lt;/i&gt; diventa fondamentale, ed è necessario fidarsi del nostro istinto. Wilde ha sicuramente esagerato con tale affermazione, ma bisogna ricordare che fu uno dei primi &lt;i&gt;dandy&lt;/i&gt;, un cultore dell'Estetica e che, spesso e volentieri, i suoi aforismi avevano lo scopo proprio di creare scalpore all'interno di quella società così vuota da cui lui voleva tirarsi fuori. Anche questa volta, nell'apparente superficialità di questa frase, c'è una ben più profonda verità. La persona cosiddetta &lt;i&gt;profonda&lt;/i&gt; è infatti colei che non si lascia condizionare dalle apparenze, ma neanche solamente da quello che sta sotto di esse. È colei che non si ferma ad una conoscenza parziale, ma che tiene conto di ogni aspetto, interiore o esteriore che sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo la ricetta "miniaturizzata" della famosa &lt;i&gt;tarte au citron meringuée&lt;/i&gt;, caposaldo della pasticceria francese. L'asprezza della crema al limone contrasta con la dolcezza delle meringhe, il tutto rivestito da un guscio di pasta frolla: e stavolta, l'apparenza non inganna, potete starne certi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tartellette au citron meringuée&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt; per 10/12 tartellette (dipende dalla dimensione degli stampini)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la pasta frolla:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;300 g farina 00&lt;br /&gt;150 g burro&lt;br /&gt;100 g zucchero&lt;br /&gt;2 tuorli&lt;br /&gt;scorza di un limone&lt;br /&gt;un cucchiaino di lievito&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema al limone:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;200 g zucchero&lt;br /&gt;70 g farina&lt;br /&gt;3 limoni&lt;br /&gt;3 tuorli d'uovo&lt;br /&gt;500 ml acqua&lt;br /&gt;50 g burro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la meringa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 albumi&lt;br /&gt;100 g zucchero a velo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la pasta frolla: Tagliare a pezzi non troppo piccoli in una ciotola il burro, precedentemente messo a temperatura ambiente (per almeno 20 minuti). Unire vanillina e zucchero e strizzare velocemente il composto con le mani, finché burro e zucchero si saranno ben amalgamati tra loro. Aprire l'uovo nel composto, e lavorarlo grossolanamente servendosi di una frusta a mano. Aprire la farina a fontana sulla spianatoia, e versare all'interno il composto. Compattare con le mani molto velocemente, in modo che il burro non si scaldi. Formare una palla e porla in frigorifero per almeno 2-3 ore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la crema: Lavorare i tuorli d'uovo con lo zucchero. Aggiungere 70 g di farina setacciata e il succo dei 3 limoni filtrato. Unire infine l'acqua fatta bollire insieme al burro. Porre il tutto sul fuoco per 10 minuti, girando la crema continuamente con un mestolo di legno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prelevare la pasta frolla dal frigorifero e rivestire con essa gli stampini, precedentemente imburrati ed infarinati. Con una forchetta, bucherellare la superficie dei gusci di pasta frolla, quindi porre nel forno già caldo a 175° per 20-25 minuti circa, la pasta dovrà risultare leggermente dorata. Quando le crostatine si saranno raffreddate, versare la crema al limone, ed infornare a 150° per 10 minuti circa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la meringa: Montare gli albumi a neve ferma, aggiungendo lo zucchero mano a mano solamente quando avranno iniziato a solidificarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prelevare le crostatine dal forno e farle intiepidire. Quindi, servendosi di un sac-à-poche, disporre sulla superficie delle nuvolette di meringa. Infornare di nuovo a 100° per 40 minuti circa, facendo attenzione a non scurire le punte della meringa. &lt;br /&gt;Lasciar raffreddare completamente prima di servire e conservare in frigo (se poste in frigo anche prima di essere consumate, sono più buone).&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7036938488683696558?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7036938488683696558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7036938488683696558' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7036938488683696558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7036938488683696558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/gusci-e-ripieni.html' title='&lt;center&gt;Di gusci e di ripieni - Tartellette au citron meringuée&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2443/3939746329_7b44d42b83_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-5569567047356879101</id><published>2009-09-17T10:23:00.003+02:00</published><updated>2009-09-17T10:34:00.298+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasta'/><title type='text'>Seconda stella a destra</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3928542100/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3497/3928542100_bdd12ae595.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3928542100/"&gt;Pasta al pesto di pistacchi&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Da bambina, se da un lato ero fortemente attratta dalle conversazioni sulla politica ed economia mondiale, dal fatto di poter guidare un'automobile, dai tacchi e dai trucchi, da un altro non avevo la minima voglia di crescere e diventare adulta. Mille domande si affollavano nella mia mente, tra cui: &lt;i&gt;com'è possibile che da grandi non si abbia più voglia di giocare con le Barbie? E perché preferire un film ad un bel cartone animato targato Disney? E ancora perché accantonare due fette di pane con la Nutella, optando per una mela o - peggio ancora, per nessuna merenda? &lt;/i&gt; Semplicemente, è chiaro che non avevo voglia di crescere perché avevo paura di perdere una cosa a me preziosa, l'&lt;i&gt;immaginazione&lt;/i&gt; (e la meravigliosa caratteristica di poter ingurgitare grassi e merendine senza preoccuparmene tanto). Io capivo cosa provava Peter Pan quando, pur avendo trovato una famiglia che lo accogliesse e una Wendy che lo amasse, aveva preferito rimanere sull'&lt;i&gt;Isola Che Non C'è&lt;/i&gt;, insieme a quel balordo di Capitan Uncino e al coccodrillo con la sveglia incorporata. Avevo il terrore di poter perdere quella trascinante fantasia che riusciva a farmi giocare anche solamente con due bastoncini, a realizzare oggetti e pupazzi con carta e pennarelli, ad improvvisarmi barista o infermiera o veterinaria (poveri i miei pupazzi!). Mi sembrava inconcepibile smettere di giocare, di dormire dopo pranzo, di guardare &lt;i&gt;La Bella e la Bestia&lt;/i&gt; più volte senza annoiarmi. L'immaginazione è, in effetti, una caratteristica propria dei bambini, che molti grandi purtroppo perdono. Quello che però non avevo compreso, è che l'immaginazione non muore, ma &lt;i&gt;si evolve&lt;/i&gt;, cambia forma e dinamiche. Io posso dire di averne conservata tanta, i cosiddetti &lt;i&gt;sogni a d occhi aperti&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;film mentali&lt;/i&gt; sono per me indispensabili, quando la realtà ci è scomoda, e ci vogliamo rifugiare in qualche nostra aspettativa o sogno o desiderio. La fantasia e la creatività sono due aspetti che mai e poi mai dovremmo permetterci di perdere! Per esempio, entrano in gioco quando mi immagino i personaggi di un libro. Molte volte i film tratti dagli stessi libri deludono, perché disintegrano l'idea che ci eravamo fatti di determinate situazioni e soggetti in malo modo (&lt;i&gt;Draco Malfoy&lt;/i&gt; doveva essere un figaccione, &lt;i&gt;Lisbeth Salander&lt;/i&gt; doveva essere più giovane e minuta). Per questo motivo sono curiosa di vedere una foto anche di voi foodbloggers che seguo quotidianamente: io vi immagino in base alle informazioni che reperisco dai vostri commenti, dai vostri blog, dalle vostre foto e ricette. Interessante è poi verificare se le mie ipotesi e supposizioni erano esatte! Per la cronaca, siete tutte un po' delle Bree Van de Kamp, con tanto di capelli all'insù e teglia di muffins appena sfornati in mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pasta al pesto di pistacchi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;200 g pistacchi non salati sgusciati&lt;br /&gt;un mazzetto di basilico&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;parmigiano reggiano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Porre nel mixer i pistacchi,un pizzico di sale ed un cucchiaio di olio, quindi tritare il tutto, aggiungendo mano a mano altro olio, fino ad ottenere un composto granuloso, cremoso ed omogeneo. Lessare la pasta e, dopo averla scolata, farla saltare in padella insieme al pesto e a del parmigiano reggiano grattugiato.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-5569567047356879101?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/5569567047356879101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=5569567047356879101' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5569567047356879101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/5569567047356879101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/seconda-stella-destra.html' title='Seconda stella a destra'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3497/3928542100_bdd12ae595_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7881883478899693280</id><published>2009-09-15T09:58:00.003+02:00</published><updated>2010-01-03T11:13:45.377+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pesce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><title type='text'>1, 2, 3... surprise! - Totani ripieni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3921743431/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3442/3921743431_fabae7b753.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3921743431/"&gt;Totani ripieni&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Nel linguaggio virtuale delle &lt;i&gt;emoticons&lt;/i&gt; la faccina :-O corrisponde ad un'espressione shockata, allibita, sorpresa. Non importa che la &lt;i&gt;sorpresa&lt;/i&gt; sia bella o brutta: la reazione è la medesima in entrambi i casi, occhi sbarrati e bocca semiaperta, come se si fosse stati sottoposti ad una lobotomia. Una sorpresa, infatti, rappresenta qualcosa che non ci saremmo mai e poi mai aspettati, un qualcosa di imprevedibile che non avremmo mai messo in conto. Per esempio, una festa di compleanno a sorpresa. Se poi il festeggiato avesse preferito passare una tranquilla serata in famiglia o con gli amici più intimi, questa è un'altra storia: poi sarà costretto a conversare amabilmente con tutti e a mangiare il millefoglie farcito di panna e crema scansando palloncini facendo finta di essere felicissimo del party a lui dedicato; tuttavia non potrà non ammettere di essere stato sorpreso, che lui proprio non se lo aspettava. O ancora, ci meravigliamo quando veniamo a conoscenza di una notizia &lt;i&gt;shock&lt;/i&gt;, come che i vicini, quella coppia così tranquilla ed educata, pratica scambismo con  tanto di accessori &lt;i&gt;bondage&lt;/i&gt;. Prendiamo ancora lo scartare un regalo, o semplicemente un uovo di Pasqua: mentre le nostre mani avide di sapere scartano convulsamente la carta del pacco o del guscio di cioccolato (fondente al 70%), in noi cresce il desiderio che si tratti di qualcosa che volevamo avere (nel caso delle uova si può aspirare al massimo ad un braccialetto di plastica laccata, se è di qualità). Il momento in cui capiamo di che cosa si celava sotto il rivestimento è proprio quello che corrisponde all'attimo in cui veniamo &lt;i&gt;sorpresi&lt;/i&gt;. Molte volte, quindi, prima della sorpresa, vi è un attimo di &lt;i&gt;speranza&lt;/i&gt;, in cui appunto speriamo che la sorpresa che ci aspetta sia di quelle buone. A questo proposito, credo proprio che le sorprese migliori siano quelle buone, che pensavamo invece pessime. Cioè quando accade il contrario di quello che pensavamo, e quando quello che pensavamo corrispondeva ad una realtà scomoda ed infelice, non all'altezza delle nostre aspettative. A questo punto, dopo tutto il mio sproloquio, immaginatevi la faccia della vostra tartina quando ieri pomeriggio, dopo mezz'ora di "Errore caricamento pagina" con tanto di imprecazioni varie, è riuscita ad accedere alla pagina del MIUR e a venire a conoscenza di essere stata ammessa all'Università di Medicina e Chirurgia di Firenze. Ha lanciato un urlo di gioia, decisamente una &lt;i&gt;bella sorpresa&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per festeggiare, totani a sorpresa (apparentemente innocui, nascondono un ricco ripieno). Ricetta elaborata, ma decisamente soddisfacente, tratta dal &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt; di agosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Totani ripieni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;800 g totani puliti ma non spellati&lt;br /&gt;uno spicchio d'aglio&lt;br /&gt;una piccola cipolla&lt;br /&gt;una costola di sedano&lt;br /&gt;una carotina&lt;br /&gt;la mollica di un panino piccolo&lt;br /&gt;poco latte&lt;br /&gt;un uovo&lt;br /&gt;50 g mortadella di Bologna&lt;br /&gt;80 g foglie di bietola (o altra erba di stagione)&lt;br /&gt;40 g parmigiano reggiano grattugiato&lt;br /&gt;un mazzetto di maggiorana (io l'ho omesso)&lt;br /&gt;un rametto di rosmarino&lt;br /&gt;vino bianco secco&lt;br /&gt;400 g polpa di pomodoro&lt;br /&gt;olio extravergine d'oliva&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavare e asciugare i totani, staccare i tentacoli dalle sacche e tritarne metà; far soffriggere in una padella lo spicchio d'aglio tritato con 2 cucchiai di olio, aggiungere il trito di tentacoli, cuocere a fuoco basso 2-3 minuti e sfumare con mezzo bicchiere di vino.&lt;br /&gt;Trasferire i tentacoli cotti in una ciotola, unire la mortadella sminuzzata, il parmigiano, la mollica di pane bagnata nel latte, strizzata e spezzettata e l'uovo leggermente sbattuto. Profumare con le foglioline di maggiorana, mescolare bene e regolare di sale e pepe.&lt;br /&gt;Portare ad ebollizione in una casseruola 2 dita di acqua leggermente salata, tuffarvi le foglie di bietola e appena si saranno ammorbidite (bastano 3-4 minuti) scolarle con un mestolo forato. Passarle sotto l'acqua fredda, strizzarle, tritarle e mescolarle al ripieno. &lt;br /&gt;Prelevare il ripieno con un cucchiaino da tè e farcire le sacche dei totani spingendolo bene fino in fondo: riempire poco più della metà, poi chiudere fissandole con un paio di robusti stecchini.&lt;br /&gt;Tritare la cipolla, la carota, il sedano e le foglie di rosmarino: far soffriggere il trito in una padella (o in un tegame di coccio) con 4 cucchiai di olio, unire i totani farciti e farli rosolare da tutte le parti girandoli delicatamente con un cucchiaio di legno. &lt;br /&gt;Aggiungere i tentacoli interi rimasti, sfumare con un bicchiere di vino e lasciarlo evaporare; unire la polpa di pomodoro, salare, pepare e continuare la cottura a fuoco basso per 30-35 minuti, bagnando, se il sugo si asciuga troppo, con poca acqua calda.&lt;br /&gt;Per servire i totani come piatto unico, aggiungere del riso basmati o selvaggio, oppure delle trenette, facendole saltare in padella dopo averle scolate al dente con circa un terzo del sugo dei totani.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7881883478899693280?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7881883478899693280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7881883478899693280' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7881883478899693280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7881883478899693280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/what-surprise.html' title='&lt;center&gt;1, 2, 3... surprise! - Totani ripieni&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3442/3921743431_fabae7b753_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2154052696206730166</id><published>2009-09-12T15:10:00.003+02:00</published><updated>2009-09-12T15:23:52.885+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muffins'/><title type='text'>Socialnetworkevolution</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3911610045/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2660/3911610045_a383ec62d3.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3911610045/"&gt;Muffins al malto e noci&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Bill gates creò MSN, ed era cosa buona e giusta. Invece delle solite chat da forum, in cui potevi essere contattata benissimo da un pervertito come da un parroco (o entrambe le cose contemporaneamente), da qual momento sceglievi i tuoi contatti, li aggiungevi e ci potevi parlare, inserendo oltretutto emozionanti faccine che descrivessero appieno il tuo stato d'animo. Ne diventai appassionata seguace, tanto da stare a chattare con gli amici anche a notte fonda, presentando poi delle terribili occhiaie al mattino. Poi il momento di gloria toccò a Tom Anderson e al suo Myspace, trovata geniale. Potevi uploadare fotografie, creare album, personalizzare il profilo, &lt;i&gt;esprimerti&lt;/i&gt; e far vedere agli altri chi eri. Divenne il mezzo principale per gli artisti di diventare famosi: gli Arctic Monkeys devono il loro meritato successo a questo veicolo di musica e informazioni. Ovviamente avevo il mio profilo anche lì, curatissimo, seguiva l'evoluzione del mio stile. Nacque con uno sfondo nero e fuxia da vera &lt;i&gt;punk-emo-girl&lt;/i&gt;, ha passato la fase minimalista con foto d'autore in bianco e nero, ora è pure minimalista, ma più colorato e originale, con tanto di citazioni e gif in movimento. Lentamente, a cavallo tra il 2007 e il 2008, Myspace è stato però abbandonato. Marck Zuckerberg ebbe la malaugurata, ma fortunatissima idea di aprire Facebook. E luce fu. La novità, rispetto a Myspace, era il non celarsi dietro un nickname, ma presentarsi col proprio &lt;i&gt;nome e cognome&lt;/i&gt;. Condividere video, foto e musica, chattare in tempo reale con gli amici in linea, personalizzare lo status con aforismi fulminanti o idiozie improvvisate. Pensate forse che tartina si sia sottratta all'evoluzione dei &lt;i&gt;social network&lt;/i&gt; più in voga? Giammai. Facebook è diventato di epiche proporzioni: ci puoi trovare la vicina di casa come il maestro che vi insegnava a contare alla scuola materna. Purtroppo non viene più utilizzato per il nobile scopo di ritrovare persone che hanno fatto parte della nostra vita e che non abbiamo più visto (che poi magari loro non avrebbero neanche voglia, di rivederci). Facebook adesso viene usato per perdere tempo, principalmente (con tutta quella miriade di giochi!), per farsi gli affari altrui (secondo me è questo il vero scopo per cui è nato, sembra di essere in un grande Grande Fratello virtuale!), per parlare con persone che dal vivo non ti guarderebbero neanche con la coda dell'occhio, tentando un qualunque approccio. Facebook, come ogni cosa, ha i suoi pro e i suoi contro: certo è che può essere anche un pericoloso strumento mettere in piazza le proprie informazioni, pensieri ed opinioni personali, tant'è che molte aziende non assumono lavoratori provvisti di Facebook. Tuttavia non va neanche completamente demonizzato: in questo modo ci si può tenere in contatto con i nostri amici ovunque essi si trovino, e volete mettere il risparmio che si ha utilizzando i messaggi privati piuttosto che gli sms? Inevitabilmente però, anche Facebook sta per essere scalzato via. Come si chiama il nuovo spettro? Twitter, un servizio on-line che ti permette di far sapere che cosa tu stia facendo in quel determinato momento. Sembra strano che un network così ridotto ai minimi termini possa vincere quel bestione di Facebook. Eppure ce la sta facendo, e io, neanche a dirlo, ho già anche lì il mio account (che per il momento giace inutilizzato, riservato al momento in cui Twitter prenderà ancora più campo e Faccialibro si svuoterà). Che si voglia oppure no, questo è il futuro.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;ore 15:10&lt;/i&gt; tartina sta postando una nuova ricetta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Muffins al malto e noci&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 g farina 00&lt;br /&gt;160 g zucchero di canna&lt;br /&gt;2 uova&lt;br /&gt;un vasetto di yogurt al malto&lt;br /&gt;10 g lievito per dolci&lt;br /&gt;60 ml olio di semi&lt;br /&gt;10 cl latte&lt;br /&gt;60 g noci spezzettate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unire gli ingredienti secchi (farina, zucchero e lievito) da una parte e quelli umidi (uova sbattute, latte, olio e yogurt) da un'altra. Quindi versare gli ingredienti umidi in quelli secchi e mescolare grossolanamente, lasciando il composto abbastanza granuloso ed unendo solo alla fine i gherigli di noce precedentemente spezzettati. Porre mezzo gerighlio di noce intero sulla sommità di ogni dolcetto. Infornare a 180° per 20 minuti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2154052696206730166?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2154052696206730166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2154052696206730166' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2154052696206730166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2154052696206730166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/socialnetworkevolution.html' title='Socialnetworkevolution'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2660/3911610045_a383ec62d3_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-909493943519166634</id><published>2009-09-10T11:35:00.004+02:00</published><updated>2009-09-10T11:37:39.123+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasta fatta in casa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><title type='text'>Maggioranza di risposte A</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3905734047/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3446/3905734047_9f230fe5d3.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3905734047/"&gt;Tagliolini con zucchine e pinoli&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Ogni giornale, rivista o fumetto che si rispetti, poco prima dell'oroscopo o poco dopo le parole crociate, dedica almeno due pagine ad un &lt;i&gt;test&lt;/i&gt;. Che sia "Quale colore ti rappresenta di più?", o "Dimmi come muovi il mouse e ti dirò chi sei" o ancora "Sei più coccoloso-teneroso o più rude-cinghialone?", il test si rivela essere uno dei passatempi preferiti dei lettori. Armati di penna, segnano accuratamente le loro risposte, controllando poi febbrilmente cosa dice il profilo sulla loro personalità, futuro o stile di vita. Il lettore solo raramente si chiede come quattro domande da tre risposte ciascuna possano intuire il suo quoziente intellettivo o sapere cosa pensa la gente di lui senza neanche sapere chi sia; il più delle volte, il commento spontaneo che sorge quando si ripone la penna è "Però un po' ci ha preso!", non tenendo conto che il suo profilo si potrebbe adattare alla maggior parte degli italiani o, peggio ancora, alla maggior parte della popolazione mondiale. I test sono riduttivi, schematizzano eccessivamente le sfumature della personalità di ciascuno, incasellano le persone in false tipologie, soprattutto perché c'è chi ci crede veramente. Tuttavia non mi sto riferendo solamente ai test che si possono trovare su &lt;i&gt;Novella 3000&lt;/i&gt; o su &lt;i&gt;Focus&lt;/i&gt;, la mia ira va piuttosto contro i fatidici &lt;i&gt;test d'ammissione&lt;/i&gt;. Non ho niente contro le domande a risposta multipla o contro le crocette, ce l'ho piuttosto con le ingiustizie alle quali portano di conseguenza i test. Che si tratti di un posto di lavoro o di un posto all'università, la formula è sempre la stessa: il talento ha un ruolo quasi marginale, è più importante essere raccomandati o averla vinta se si tira ad indovinare (scarsa probabilità di riuscita, è vero, ma a volte funziona). Chi ha studiato e si è applicato, molte volte rimane fuori. La darwiniana &lt;i&gt;legge del più forte&lt;/i&gt; purtroppo vige ancora, anzi c'è di peggio: ultimamente è stata sostituita dalla &lt;i&gt;legge del più furbo&lt;/i&gt;, dove furbo non significa certo intelligente. Comunque sia, rimane il fatto che qualche test si rivela essere sicuramente un curioso passatempo. Per esempio al bagno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tagliolini alle zucchine e pinoli&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per i tagliolini: (5 persone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4 uova&lt;br /&gt;1 cucchiaio di olio di oliva&lt;br /&gt;farina q.b. (più o meno 400-500 etti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il condimento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 spicchio d'aglio&lt;br /&gt;400 g zucchine&lt;br /&gt;200 g pinoli&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;parmigiano reggiano grattugiato&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per i tagliolini:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una terrina, porre la farina a fontana, poi sbattere dentro a questa le uova e l'olio. Lavorare l'impasto finché diventa omogeneo ed elastico (aggiungere della farina, se necessario). Formare con esso 4 sferette, e lasciarle riposare per una mezz'ora. Trascorso questo tempo, riprenderle, disporle sulla spianatoia infarinata e, con il mattarello, tirare delle sfoglie rettangolari, molto allungate e abbastanza sottili. Con un coltello dalla lama infarinata, tagliare delle striscine di pasta sottilissime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per il condimento:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavare le zucchine, mondarle e farle a rondelle; tostare i pinoli. In una padella, far soffriggere l'aglio con dell'olio a fuoco basso, quindi togliere l'aglio ed aggiungere le zucchine, alzando la fiamma. Far cuocere con il coperchio per 7-8 minuti circa in modo da mantenerle croccanti, ricordandosi di girarle ogni tanto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lessare la pasta e, quando sarà venuta a galla, scolarla e gettarla nel condimento, aggiungendo i pinoli e il parmigiano grattugiato e facendola saltare per 2 minuti circa. Impiattare e, se si vuole, decorare con fiori di zucca fritti.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-909493943519166634?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/909493943519166634/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=909493943519166634' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/909493943519166634'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/909493943519166634'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/maggioranza-di-risposte.html' title='Maggioranza di risposte A'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3446/3905734047_9f230fe5d3_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-950653075490508314</id><published>2009-09-08T16:52:00.004+02:00</published><updated>2009-09-10T10:44:55.360+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='semifreddi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolci al cucchiaio'/><title type='text'>Ricominciaaaamo</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3899762871/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3523/3899762871_63c2fe1587.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3899762871/"&gt;Soufflè glacé ai frutti di bosco&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Col meeting di Rimini che si è tenuto domenica scorsa, si può dichiarare ufficialmente la fine dell'estate. L'afa e il caldo che non fanno dormire la notte e che rendono la pelle appiccicosa, lasciano spazio ai primi freddi, alle prime giacche, alla brezza settembrina e ad un azzurro diverso del cielo. La vita ricomincia, con il solito tran-tran e la solita &lt;i&gt;routine&lt;/i&gt; quotidiana. Dunque, perciò, quindi, &lt;i&gt;ergo&lt;/i&gt;, mi sembra anche l'ora di riaprire il blog. Si riprende anche con la scuola, l'università e il lavoro: non prendiamoci in giro, il nuovo anno non inizia a gennaio, bensì a settembre! Comincia una nuova vita, insomma. Non credo a quelli che dichiarano con sicurezza che starebbero sempre in vacanza. Forse perché io proprio non ce la farei: stare in panciolle dalla mattina alla sera non è la mia vocazione! Che c'entra, le vacanze non si disdegnano, ma proprio perché sono &lt;i&gt;vacanze&lt;/i&gt;, ossia sono un momento di transizione, qualcosa di non permanente e duraturo. Proprio per questo motivo sono anche molto attese! Stessimo sempre sul divano non le aspetteremmo con uguale intensità e frenesia. Sono consapevole anche del fatto che questi sono discorsi da chi - per l'appunto - è appena uscito dalle vacanze, che ancora non sa quello che lo aspetta, che ancora non si è stufato di riniziare perché ancora non ha neanche riniziato. Detto questo, auguro a tutti un buon rientro, e un buon &lt;i&gt;anno nuovo&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per salutare l'estate, un dessert sicuramente fresco e appagante, da non disdegnare neppure d'inverno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Soufflé glacé ai frutti di bosco&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;250 ml panna fresca&lt;br /&gt;2 uova + 1 tuorlo&lt;br /&gt;170 g zucchero&lt;br /&gt;2 cucchiai di zucchero a velo&lt;br /&gt;1 bustina di vanillina&lt;br /&gt;500 g frutti di bosco (anche surgelati)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento:&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frullare i frutti di bosco grossolanamente. Servendosi delle fruste elettriche, sbattere in una ciotola le uova e il tuorlo con lo zucchero e la vanillina, quindi cuocere a bagnomaria per circa 5 minuti. Togliere dal fuoco e sbattere ancora un po', quindi lasciar intiepidire il composto. Unire la purea di frutti di bosco e mescolare delicatamente il tutto. Montare la panna fresca, avendo l'accortezza di riporre in frigo almeno 15 minuti prima dell'operazione, le fruste e il tegame dove verrà montata. Aggiungere lo zucchero a velo a pioggia mano a mano che si monta. Quindi, incorporarla delicatamente al composto precedentemente preparato e mescolare. Versare il tutto in ciotoline e/o bicchierini rivestiti all'esterno con carta da forno fissata con elastici da cucina o con lo spago, in modo che questa superi il bordo di almeno 2 cm. Riempire i recipientini in modo che il composto superi i bordi, poi porre a riposare in freezer per almeno 6 ore. Togliere dal freezer qualche minuto prima di servire e decorare a piacere.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-950653075490508314?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/950653075490508314/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=950653075490508314' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/950653075490508314'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/950653075490508314'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/09/ricominciaaaamo.html' title='Ricominciaaaamo'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3523/3899762871_63c2fe1587_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-8002574744277769264</id><published>2009-08-27T13:09:00.003+02:00</published><updated>2009-12-30T15:23:47.559+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insalata'/><title type='text'>Buoni propositi - Insalata di pollo con peperoni e mandorle</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3861096453/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2639/3861096453_9ef72a3805.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3861096453/"&gt;Pollo peperoni e mandorle&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Iperattiva e dalla spiccata vena creativa che poteva portare ad esiti più o meno felici, in quanto piccola tartina avevo mille progetti, mille idee per la mente, che poi risultavano difficili da concretizzare, mica tanto per l’astrusità del programma, quanto per la voglia di portarlo a termine che se ne andava scemando piano piano. Una volta, presa dall’entusiasmo che si scatenò in me non appena mia madre mi portò una vecchia macchina da scrivere reperita tra la polvere e le ragnatele della soffitta, ebbi la malsana idea di &lt;i&gt;cominciare a scrivere un libro&lt;/i&gt;. La trama non era neanche male (due sorelle gemelle abili nel furto, era il tempo di &lt;i&gt;Lisa&amp;Seya&lt;/i&gt;), e la gioia di premere quei piccoli tasti coi polpastrelli producendo un rumore troppo da &lt;i&gt;Jessica Fletcher&lt;/i&gt; era infinita. Terminato il primo capitolo, e accorgendomi di quanto fosse esasperante commettere anche un solo errore (ciò significava riscrivere tutta la pagina), abbandonai l’impresa. A questo tentativo seguì anche  quello di scrivere la &lt;i&gt;biografia della principessa Sissi&lt;/i&gt;; neanche a dirlo, franò miseramente, ma forse è un bene, vista la mole di materiale che è stata scritta e discussa su tale figura, sicuramente più approfondita e più ricercata del lavoro di una bambina di nove anni, che basava le sue conoscenze su un depliant che la sua amica le aveva portato da Vienna. Un’altra volta, anche piuttosto recente (quinta ginnasio, mi pare), cominciai a realizzare un fumetto, anzi un manga. Quando la professoressa chiedeva il tempo aoristo del verbo &lt;i&gt;làmbano&lt;/i&gt;  a qualcuno che non fosse me, tiravo fuori il quadernone blu di soppiatto e mi mettevo a disegnare. La mia cerchia di amiche (classe di sole donne, tranne un “maschio”) era entusiasta: leggevano, mi aiutavano con la sceneggiatura, si contendevano il quaderno. Ero diventata più seguita di &lt;i&gt;Dawson’s Creek&lt;/i&gt;, viaggiavo sugli allori. Ovviamente, a poche pagine dalla fine, con l’arrivo dell’estate, abbandonai il tutto. E ancora, quest’estate, ho progettato una linea di t-shirt, e l’idea rimane non male, davvero. Già molti miei amici mi avevano assicurato che l’avrebbero comprata volentieri: loro sarebbero stati soddisfatti, io pure e ci avrei anche guadagnato qualcosa. E invece? Al primo stencil e al primo pennarello da stoffa, ho capito l’enormità del progetto. Come giustificazione posso addurre il fatto che ero in tempo di esami, ma anche quando ho finito, non ho avuto intenzione di rimettermi a lavorare sulla stoffa (la prima t-shirt giace sulle mensole di camera mia da giugno). Sono fatta così, è più forte di me: mille idee mi esplodono nella testa, inizio a coltivarle, ma poi si esauriscono in un lampo, così come sono nate. Non è che sono pigra, anzi. Ma ho questa propensione al cominciare a coltivare una passione e a non porre il cartello FINE. Quanti diari di viaggio cominciati, quanti &lt;i&gt;Moleskine&lt;/i&gt; avviati e mai completati! Quando ho aperto il blog, oltre ad una buona dose di soddisfazione personale e a un “ci sono anch’io tra di voi!” che mi è esploso in testa, ho avvertito anche una strana sensazione di…paura. Sì, timore di abbandonare tutto alla prima difficoltà, o anche solo dopo un mese. La stessa vaga percezione di terrore l’ho provata ultimamente, quando, presa da mille impegni, volgevo un pensiero al mio piccolo &lt;i&gt;Pappa e ciccia&lt;/i&gt;, senza un post ormai da molto tempo. Tuttavia oggi, armata di buona volontà, ho fatto un giro nella &lt;i&gt;food-blogsfera&lt;/i&gt;, accorgendomi che forse questo è l’effetto dell’estate. Anche se è molto piacevole pubblicare ricette e scrivere post, rimane il fatto che è anche un bell’impegno, come un lavoro part-time. E che un po’ di vacanza ci vuole. E che quest’afa mi sta uccidendo, e mi sta togliendo la voglia e la forza di fare tutto. Dallo studiare al cucinare; dal fotografare al postare. Tra una settimana però è settembre: si riprende con la routine quotidiana, col solito tran-tran e con, promesso!, post più frequenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per variare un po’ dal solito noiosissimo pollo alla piastra con limone, vi propongo questo piatto unico: un’insalata di pollo che può essere preparata anche il giorno prima, ovviamente conservandola nel frigorifero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Insalata di pollo con peperoni alle mandorle&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;700 g petto di pollo&lt;br /&gt;un peperone rosso&lt;br /&gt;un peperone giallo&lt;br /&gt;un mazzetto di prezzemolo&lt;br /&gt;60 g mandorle&lt;br /&gt;2 cucchiai di senape&lt;br /&gt;mezzo limone&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale &lt;br /&gt;pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tagliare il petto di pollo a fettine; pulire i peperoni, privarli di torsolo e nervature e ridurli a striscioline. Cuocere carne e verdure su una piastra calda, 4-5 minuti per parte. Trasferire il pollo e i peperoni in una ciotola, aggiungere il prezzemolo tritato, una presa di sale e una macinata abbondante di pepe. Irrorare con un filo di olio, mescolare con cura e lasciare raffreddare. Versare il succo di limone in una ciotolina ed emulsionarlo con la senape e un paio di cucchiai di olio. Tagliare le mandorle a filetti o tritarle grossolanamente, e farle tostare in un padellino con un filo di olio. Versare la salsina alla senape sull’insalata ed amalgamare, completando poi con le mandorle tostate.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-8002574744277769264?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/8002574744277769264/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=8002574744277769264' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8002574744277769264'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/8002574744277769264'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/08/buoni-propositi.html' title='&lt;center&gt;Buoni propositi - Insalata di pollo con peperoni e mandorle&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2639/3861096453_9ef72a3805_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2887331405541044017</id><published>2009-08-12T21:45:00.003+02:00</published><updated>2009-08-27T12:37:47.639+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasta'/><title type='text'>Cercasi tartina disperatamente</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3815656300/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2671/3815656300_c24dbba8f0.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3815656300/"&gt;Pasta piccantina con le briciole&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt; Chi ha inventato il detto "niente nuove, buone nuove" secondo me non aveva considerato molti aspetti. Ad esempio, che fosse successo qualcosa di male: che so, il postino morso da un cane e la lettera perduta, oppure la linea telefonica guasta. Non è necessariamente detto che, se non si hanno notizie da qualcuno, è perché questo qualcuno ha raggiunto il nirvana, è felice e ha vinto la lotteria. Detto questo, non preoccupatevi. Non mi è successo niente, questi giorni di silenzio sono dovuti alla mancanza di tempo più che a qualcosa di grave o spiacevole (*tocca ferro). Sono in vacanza, cucino poco, fotografo poco e ho un sacco di cose da fare, anche se è un controsenso e dovrei essere in assoluto relax. Comunque, diciamo che in questo caso sta meglio il detto "Chi non muore si rivede". Pensate fosse facile liberarvi di me? eheh :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricetta che vi propongo è tratta nuovamente da &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt; di questo mese, una pastasciutta facile e veloce, ma che appaga e dà gusto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pasta piccantina con le briciole&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;320 g spaghetti&lt;br /&gt;80 g olive nere denocciolate&lt;br /&gt;30 g capperi&lt;br /&gt;un peperoncino fresco&lt;br /&gt;un mazzetto di prezzemolo&lt;br /&gt;uno spicchio d'aglio&lt;br /&gt;40 g di pane secco (&lt;i&gt;il mio consiglio è quello di tagliare delle fette dal pane fresco e poi farle seccare, sarà più facile grattugiarle&lt;/i&gt;)&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tritate l'aglio con il prezzemolo e il peperoncino e, separatamente, le olive e i capperi. Grattugiate il pane grossolanamente, fatelo dorare in una padella con 4 cucchiai di olio, trasferitelo su un piatto e tenetelo da parte. Versate in padella altri 3 cucchiai di olio, unite il trito aromatico e fatelo soffriggere leggermente. Aggiungete il trito di olive e capperi, lasciate insaporire per un paio di minuti mescolando e poi mettete di nuovo in padella le briciole di pane fritto tenute da parte. Lessate la pasta in acqua bollente salata, scolatela al dente e fatela saltare per qualche istante nella padella con il condimento. Servitela subito, caldissima, accompagnandola, se vi piace, con scaglie di pecorino.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2887331405541044017?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2887331405541044017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2887331405541044017' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2887331405541044017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2887331405541044017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/08/cercasi-tartina-disperatamente.html' title='Cercasi tartina disperatamente'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2671/3815656300_c24dbba8f0_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-6180744809361415531</id><published>2009-08-06T10:16:00.002+02:00</published><updated>2009-08-06T10:17:01.672+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='carni'/><title type='text'>Mens sana in corpore sano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3793922515/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2499/3793922515_b6054c49be.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3793922515/"&gt;Peperoni ripieni&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;I &lt;i&gt;tioli&lt;/i&gt; sono composti organici molto simili agli alcoli, in cui il prefisso &lt;i&gt;tio&lt;/i&gt;, che deriva dal greco, indica la presenza di almeno uno zolfo. Questi composti sono i responsabili dell'odoraccio delle uova marce, delle acque putride e delle moffette. Non c'è da meravigliarsi, quindi, se le solfatare di Pozzuoli puzzano terribilmente e se si è creduto - alcuni anche oggi, che Dante avesse collocato l'ingresso del suo Inferno proprio lì al tempo della &lt;i&gt;Divina Commedia&lt;/i&gt;; o se una citazione che viene fatta risalire a papa Paolo VI è proprio "Sento puzza di zolfo!"; o, infine, se le acque termali lasciano quell'odorino che porta automaticamente sotto la doccia con litri e litri di bagnoschiuma e shampoo profumati. Però, puzzo a parte, che belle le &lt;i&gt;terme&lt;/i&gt;. Approfittando di questa leggerissima frescura che è arrivata in questi giorni e che è già stata soppiantata nuovamente dal caldo atroce, ieri mattina le terme dell'Antica Querciolaia hanno ospitato la mia pelle da esfoliare ed il mio inesauribile bisogno di relax. Le terme sono, secondo me, qualcosa di magico. Quelle acque che sgorgano naturalmente, hanno moltissimi effetti benefici. Vasche di ogni tipo, con acqua ad ogni temperatura e intensità, e quella brezza fresca che ti fa rabbrividire quando esci dall'acqua, corrispondono alla mia idea di &lt;i&gt;quiete assoluta&lt;/i&gt;. Prendersi cura del corpo equivale, infatti, anche a rivolgere attenzioni alla mente. Liberarsi di ogni pensiero e/o problema spatasciandosi in una vasca dall'acqua sulfurea, fa bene a spirito e corpo. La campagna toscana che si distende placida intorno alle terme, contribuisce a mio parere a rendere l'esperienza ancora più rilassante. E dire che io le terme le ho scoperte l'anno scorso! E anche se non ho molto bisogno di getti d'acqua calda che rassodino le lombarelle, ammetto che, uscita di lì, ti senti più soda e più tonica (in realtà è difficile da dire se è veramente questo l'effetto sortito o è solo un'assurda convinzione che si instilla nella mente a forza di &lt;i&gt;dépliant&lt;/i&gt;, di accappatoi candidi e morbidi, di servizi impeccabili). Non a caso, anche i nostri predecessori latini si concedevano tali trattamenti, sfruttando ciò che la natura offriva loro spontaneamente, per una volta senza interferire o modificare con la mano dell'uomo, talvolta troppo pesante; e sempre non a caso, le maliarde americane, si concedono lussuose vacanze nelle famose &lt;i&gt;Spa&lt;/i&gt;, dove trascorrono il loro inutile tempo a farsi massaggiare con oli al cocco e a farsi rassodare da Jacuzzi ultimo modello. Comunque sia, le terme non sono una perdita di tempo: dopo ti senti rigenerato e stanco certo, ma sicuramente più energico e come... nuovo. Le acque termali spazzano via le cellule morte dell'epitelio e apportano grandi benefici alle mucose. Sono, insomma, altamente benefiche per l'organismo. Senza apparire superficiali, non possiamo pensare che sia la sola mente ad essere ricoperta di attenzioni (tralasciamo per un momento il buon Giacomo Leopardi, gobbo e di costituzione esile, con propensione alla malattia che, sebbene  non facesse sicuramente quella grande attività fisica, aveva una testa niente male), trascurando il corpo. Provate a studiare la teoria del relativismo, a leggere "Dei delitti e delle pene", a risolvere il teorema di Fermat - rigorosamente in sequenza, senza mettere naso fuori di casa o stando seduti tutto il giorno. Vedrete che è letteralmente impossibile. Per alimentare la mente è necessario, in primo luogo, coccolare un po' il corpo. Che sia con una passeggiata, che sia con una corsetta leggera o con un po' di nuoto, se il corpo riceve attenzioni, la mente sarà più portata ad aprirsi e a funzionare come si deve. Che sia con una mattinata alle terme, cosa che vi consiglio caldamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi posto una ricetta top dell'estate in casa tartina, ideata direttamente da mia mamma. La ricetta, col passa-parola, sta già facendo il giro della provincia; col post, sto ambendo a conquistare tutta la penisola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Friggitelli ripieni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 friggitelli &lt;br /&gt;2 zucchine piccole (per mantenere il ripieno morbido e leggero)&lt;br /&gt;4 etti carne magra di vitello macinata&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;20 g parmigiano grattugiato&lt;br /&gt;3 cucchiai di pangrattato&lt;br /&gt;1 mazzetto di prezzemolo&lt;br /&gt;noce moscata&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una forchetta sbattere l'uovo; unire, sempre sbattendo, la carne macinata, il parmigiano, il prezzemolo tritato fine e le zucchine tritate a pezzetti piccolissimi. Salare a piacimento. Pulire i friggitelli (peperoni verdi) tagliando la parte del picciolo e togliendo per bene i semi. Farcirli col ripieno spingendo dentro l'impasto e aiutandosi con l'indice; passare l'estremità scoperta di ripieno nel pangrattato. In una padella a fondo largo (32 cm ca.) mettere dell'olio extravergine di oliva, disporre i peperoni e cuocere a fuoco medio per 20 minuti circa col coperchio. Per una cottura omogenea, ricordarsi di girarli ogni tanto. &lt;br /&gt;Mia mamma si premura di ricordarmi che possono essere cotti anche in forno e, una volta preparati, possono essere conservati in frigorifero per due giorni al massimo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-6180744809361415531?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/6180744809361415531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=6180744809361415531' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6180744809361415531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/6180744809361415531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/08/mens-sana-in-corpore-sano.html' title='Mens sana in corpore sano'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2499/3793922515_b6054c49be_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-1077457866893869965</id><published>2009-08-03T10:10:00.004+02:00</published><updated>2009-11-23T09:28:08.931+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricotta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pasta'/><title type='text'>Di pettine in forbice</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3784444346/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm4.static.flickr.com/3530/3784444346_fb8c51a13f.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3784444346/"&gt;Farfalle con zucchine e ricotta&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align = justify&gt;Dicono che se ti tagli i capelli, significa che vuoi dare una svolta alla tua vita, cambiarla radicalmente, iniziando da un particolare estetico, che richiami subito l'attenzione. Quindi cambiamento di look equivale a &lt;i&gt;cambiamento di vita&lt;/i&gt;. Ovviamente penso che, chi ha elaborato la suddetta teoria, non si riferisca ad una spuntatina per eliminare le doppie punte, e neanche ad una sistematina al ciuffo. Bensì ad un taglio importante, che riduca di una buona dose di centimetri la chioma, o di una tinta particolare che faccia passare una bionda dalla parte delle more e viceversa. Essendo praticamente costretta, da una parte perché ero piccola, dall'altra perché onestamente non mi importava granché della cosa, fino ai 9 anni ho portato i capelli corti, prima a caschetto, poi purtroppo a maschiaccio. La parrucchiera da cui andavo prima, una svizzera che lavorava con la nuora e da cui potevi tranquillamente perdere un pomeriggio intero, evidentemente quella volta non si accorse di stare esagerando (quando poi la senilità la portava ad infilarmi tranquillamente le dita negli occhi senza neanche se ne accorgesse, io e mia madre abbiamo deciso di cambiare). Tutti sappiamo che le parrucchiere sono più contente di tagliare, hanno un po' una mania. Con le forbici in mano sembrano non vedano l'ora di sfoltire i capelli delle clienti. Dalla parrucchiera se dici "vorrei una spuntatina", devi mettere in conto che 5 cm buoni cadranno sul pavimento del negozio. Ma quella volta fu veramente eccessiva: per farvi capire la situazione, mi fu affibbiato da una simpatica bambina che viveva nel circondario l'appellativo di &lt;i&gt;Giulio&lt;/i&gt; (tra l'altro lei aveva poco da parlare, con due fondi di bottiglia per occhiali e una decisa propensione all'antipatia). Traumatizzata da un'infanzia di tagli, mentre le altre bambine sfoggiavano lunghe chiome che arrivavano al sedere, infarcite di passate e mollette, decisi in quinta elementare che era arrivato anche il mio turno. Cominciai a farmi crescere i capelli e, quando raggiunsero una lunghezza decente per permettermi di farlo, a raccoglierli in una disordinata coda con tanto di ciuffi sparsi che abbinavo alle tute in acetato Adidas per un look da casalinga sciatta con cui però mi sentivo a mio agio. Alle scuole medie ho abbandonato laccetti e forcine: i miei capelli ricadevano flosci come una marmotta morta sulle spalle, senza arte né parte. Questa allure da &lt;i&gt;Madonnina infilzata&lt;/i&gt; alquanto deprimente, è andato avanti fino alla quarta ginnasio. I primi due anni di liceo ho modernizzato il tutto con ciuffi, frange, look spettinati e volume, a periodi alterni. Ci fu anche il periodo delle &lt;i&gt;pinze-gioiello&lt;/i&gt; che acquistavo ai banchini della fiera: tanto belle quanto pesanti. L'acconciatura durava una cinquantina di secondi, poi i capelli, ancor più se appena lavati, ricadevano miseramente portandosi dietro la pinza, che cominciava a penzolare incurante dell'orrido effetto estetico provocato. Verso la prima liceo ci fu davvero la Svolta. Iniziai a tagliare i miei capelli gradualmente, sempre di più, fino a ritornare alle mie origini: il &lt;i&gt;caschetto&lt;/i&gt;. Tornati di moda gli anni '60, e arrivata sulla scena delle top la bella &lt;i&gt;Agyness Deyn&lt;/i&gt; coi suoi capelli cortissimi platinati, era il taglio con cui mi sentivo pronta ad andare avanti con la mia vita. Dal caschetto &lt;i&gt;à la bohemiénne&lt;/i&gt; sono passata a tagli spettinati decisamente più corti. Questo per ben quattro anni; poi, al maggio di quest'anno, una nuova Svolta. In realtà ancora non ho la benché minima idea di cosa fare dei miei capelli, che stanno crescendo incolti, permettendomi di superare un po' meglio l'arsura estiva con code e chignon. Per me, abituata ad andare dalla parrucchiera almeno una volta al mese, è quasi un record non andarci da un po'. L'altro giorno sono arrivata addirittura a tagliarmi il ciuffo-frangia (ho sempre chiesto un ciuffo, mi sono sempre ritrovata con una frangia) da sola, non ci vedevo più! In realtà non mi manca minimamente, ora come ora, quel luogo infestato da pettegole, donne sotto caschi per la permanente o con le mani tra i tuoi capelli che parlano, parlano e parlano e si impicciano della tua vita. Non voglio scadere in luoghi comuni, ma la tipologia delle parrucchiere è quasi sempre rispettata a regola d'arte, come se fossero fatte con lo stampino. Io appartengo alle more; a quelle dai capelli liscissimi, che se li piastrano comunque &lt;i&gt;giustoperchésì&lt;/i&gt;; a quelle che non si sono mai tinte in vita loro i capelli, neanche al tempo della moda delle &lt;i&gt;mèches&lt;/i&gt; bionde, striature orribili color polenta che comparivano su tante teste; a quelle che non hanno mai provato l'ebbrezza di attaccarsi alla cute capelli altrui ricorrendo alle &lt;i&gt;extensions&lt;/i&gt;. I capelli possono creare dei veri e propri complessi: pensate alla maggior parte degli uomini di mezza età a cui i capelli cadono inesorabilmente, creando una chierica a frate francescano sul cucuzzolo. Non tutti possono ricorrere ai trapianti, e la "Crescina" non sembra funzionare un granché. Ammiro invece le donne che decidono di tenersi i capelli bianchi, rispettando il ciclo della natura e non per questo apparendo meno belle e vere, anzi. Io non so cosa farò quando spunterà il primo capello bianco (ancora ho un margine di tempo considerevole, o almeno spero), ma in realtà non so neanche che taglio prenderanno da qui ad un mese. Adesso ho una media lunghezza, quella bastarda che ti batte sulle spalle prendendo pieghe inaspettatamente ridicole. Cosa ne sarà dei miei capelli ancora non lo so dire con certezza, ma rifacendomi alla teoria sopracitata, mi piace credere che rispecchi una certa indecisione sul mio futuro. Probabilmente, quando qualcosa mi sarà più chiaro, opterò per un taglio scalato o - che so, una chioma fluente da Barbie Raperonzolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pasta che vi propongo oggi è un originale rifacimento di zucchine e ricotta, accompagnata da una specie di &lt;i&gt;vinaigrette&lt;/i&gt;. La ricetta è tratta da &lt;i&gt;Sale&amp;Pepe&lt;/i&gt; di agosto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Farfalle con zucchine e ricotta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 6 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;400 g di pasta formato farfalle&lt;br /&gt;6 zucchine&lt;br /&gt;200 g ricotta&lt;br /&gt;60 g parmigiano reggiano a scaglie&lt;br /&gt;uno spicchio d'aglio&lt;br /&gt;un ciuffo di prezzemolo&lt;br /&gt;un mazzetto di basilico&lt;br /&gt;4 cucchiai di aceto bianco&lt;br /&gt;olio&lt;br /&gt;sale, pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lavate le zucchine, tagliatene metà a rondelle e il resto a dadini. Lavate le erbe aromatiche, poi tritate le foglie di prezzemolo e spezzettate quelle di basilico. Scaldate 3 cucchiai d'olio in una padella antiaderente con l'aglio pestato, unite tutte le zucchine e saltatele per pochi minuti. Salate, pepate e profumate con il prezzemolo tritato, poi mescolate, bagnate con 2 cucchiai di aceto e lasciate evaporare. Lessate la pasta al dente. Intanto emulsionate altri 2 cucchiai di aceto con 4 d'olio, un pizzico di sale e una macinata di pepe. Condite la pasta in una ciotola con l'emulsione, le zucchine e la ricotta sbriciolata. Ultimate con il basilico spezzettato, il parmigiano a scaglie.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-1077457866893869965?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/1077457866893869965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=1077457866893869965' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1077457866893869965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/1077457866893869965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/08/di-pettine-in-forbice.html' title='Di pettine in forbice'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3530/3784444346_fb8c51a13f_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-3437456393838944753</id><published>2009-07-31T11:37:00.003+02:00</published><updated>2009-08-06T10:27:19.594+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zuppe'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><title type='text'>Life in technicolor</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3774632164/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2488/3774632164_e0a39f5efa.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3774632164/"&gt;Gazpacho&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align = justify&gt;A differenza di quello di un gatto, di un cane o di un pipistrello, l'occhio umano, miopia e astigmatismo a parte, ha la caratteristica di vedere il mondo &lt;i&gt;a colori&lt;/i&gt;  (si escludono daltonismi di vario tipo). Ciò è dovuto al fatto che gli oggetti, investiti dalla luce solare, assorbono determinate lunghezze d'onda e ne riemettono altre: e così vediamo l'erba verde perché il verde è l'unico colore che in realtà è respinto dal nostro giardino, un crocus giallo perché la lunghezza d'onda del giallo non è assorbita dal fiore dello zafferano. Fin dall'epoca degli Egizi, si è attribuito un significato ad ogni colore; in età moderna, poi, è nata anche la &lt;i&gt;cromoterapia&lt;/i&gt;, secondo cui i colori aiuterebbero corpo e psiche a ritrovare il proprio equilibrio. Sebbene non creda a "Dimmi il tuo colore preferito e ti dirò chi sei" perché, a mio parere, fa molto test di "Cioè", è interessante notare come invece il colore delle pareti di una stanza o semplicemente di una maglietta possa influenzare il nostro umore, e vedere il significato che si cela dietro quel determinato colore. Il colore che in assoluto preferisco è il &lt;i&gt;rosso&lt;/i&gt;: questo è il primo colore dell'arcobaleno che il neonato riconosce, è il primo colore a cui i popoli abbiano affibbiato un nome. Il rosso è il colore che può muoversi più rapidamente tenendo a sé legato lo sguardo, ed è stato dimostrato che l'esposizione al rosso accelera i battiti cardiaci e stimola la produzione di adrenalina. Il rosso è il colore legato a Marte, dio della guerra, per la sua associazione al sangue; è inoltre simbolo di vitalità, fierezza, amore, passione e sensualità. Di contro il &lt;i&gt;blu&lt;/i&gt; induce alla calma e si connota come placida e profonda soddisfazione, denota uno stato di soddisfatto adattamento. Fissando a lungo questo colore si produce un effetto di quiete, soddisfazione ed armonia: è infatti ciò che ci capita di fronte ad una placida distesa d'acqua, o ad un cielo estivo. Per i cinesi il blu è il colore dell'immortalità. Il blu è il colore del silenzio, della calma e della tranquillità. è il colore della contemplazione e della spiritualità; non a caso è associato alla forma geometrica del cerchio, simbolo dell'eterno moto dello spirito, insieme di quiete e dinamicità. In una stanza blu i battiti cardiaci diminuiscono e la sensibilità al freddo aumenta, mentre gli oggetti sembrano più piccoli e leggeri. Da piccola invece andavo matta per il &lt;i&gt;verde&lt;/i&gt;, a cui corrispondono sensazioni di solidità, stabilità, forza e costanza ed un comportamento caratterizzato dalla perseveranza. L'energia del verde è un'energia potenziale raccolta in se stessa che denota una tensione interiore. L'effetto di stabilità prodotto dal verde rappresenta, da un punto di vista psicologico, i valori saldi che non mutano. La scelta del verde indica inoltre autostima. Il verde è il colore della vegetazione, della natura e della vita stessa, è il colore della rinascita primaverile, della forza della natura.&lt;br /&gt;Il verde, secondo gli psicologi, significa forza, perseveranza, equilibrio e stabilità. Probabilmente questo deriva dal fatto che il cristallino focalizza la luce verde quasi correttamente sulla retina e l'occhio percepisce perciò tale colore molto facilmente.&lt;br /&gt;Il verde è associato a Venere, dea dell'amore e della fertilità. Talvolta il verde è anche associato ad una simbologia negativa, in quanto è anche il colore della rabbia e della putrefazione, del veleno e dell'invidia; nel corpo umano il verde è segno di grave malattia e di morte. Il &lt;i&gt;giallo&lt;/i&gt; è il colore caldo per eccellenza, rimanda alla radiosità che risveglia e dà calore. Suscitando una sensazione d'espansione e spingendo al movimento, il giallo corrisponde ad una condizione di libertà e autosviluppo. Il giallo, infatti, è il colore dell'illuminazione e della redenzione. Simbolo del sole, dell'oro e della saggezza, appartiene alla sfera dell'espansione, dell'idealismo ed dell'azione. In Oriente il giallo è il colore del sole, della fertilità e della regalità. Le associazioni che si ritrovano in tutte le religioni relativamente al colore giallo sono: oro, luce e parola. E ancora il &lt;i&gt;viola&lt;/i&gt;, nato dalla mescolanza tra blu e rosso, è il colore della metamorfosi, della transizione, del mistero e della magia; il &lt;i&gt;marrone&lt;/i&gt; corrisponde invece alla corporeità, e per questo motivo, un rifiuto assoluto o indifferenza verso tale colore, denota un preciso atteggiamento verso tutto ciò che è materiale e legato alla fisicità. E infine il &lt;i&gt;nero&lt;/i&gt; può essere definito come l'impressione visiva che viene sperimentata quando nessuna luce visibile raggiunge l'occhio; in Europa ha assunto il significato di lutto, morte e tristezza. Al contrario, in Giappone è il &lt;i&gt;bianco&lt;/i&gt; il colore del lutto: questo contiene tutti e sette i colori dell'iride, ed è il colore della purezza, della pulizia, dell'innocenza, della nascita, della precisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi vi propongo una ricetta freschissima, ideale per la calura estiva che sembra essere più intensa che mai. Il piatto è di un bell'&lt;i&gt;arancione&lt;/i&gt; brillante, colore dell'ottimismo ad oltranza, della creatività, dell'energia. Non a caso, rappresenta la percezione sensoriale legata all'&lt;i&gt;appetito&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Gazpacho andaluso&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;100 g pane raffermo&lt;br /&gt;600 g pomodori non troppo maturi&lt;br /&gt;1 cetriolo&lt;br /&gt;1 peperone giallo e 1/2 peperone rosso&lt;br /&gt;1 spicchio d'aglio&lt;br /&gt;1 cipolla di Tropea di media grandezza&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;50 ml olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;aceto di vino bianco&lt;br /&gt;acqua&lt;br /&gt;pepe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una ciotola mettere il pane, unendo poi mezzo bicchiere di aceto e acqua fino a ricoprirlo. Nel frattempo lavare le verdure, mondarle e ridurle a pezzettini, avendo l'accortezza di togliere buccia e semi ai pomodori, e le costole bianche interne e i semi ai peperoni.  Frullare col frullatore le verdure con l'olio, il sale e il pepe; infine strizzare il pane e frullare anche quello al tutto. Mettere il composto ottenuto in una ciotola, quindi far raffreddare in frigorifero per qualche ora. Servire il gazpacho freddissimo (se si vuole, unire dei cubetti di ghiaccio), e accompagnarlo con verdure a pezzettini (cetrioli, peperoni, pomodori, cipolle), oppure tocchetti di pane tostati o fritti, o ancora uovo sodo a pezzettini.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-3437456393838944753?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/3437456393838944753/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=3437456393838944753' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3437456393838944753'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/3437456393838944753'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/life-in-technicolor.html' title='Life in technicolor'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2488/3774632164_e0a39f5efa_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-4696612756672680048</id><published>2009-07-29T09:52:00.004+02:00</published><updated>2009-12-30T15:50:46.620+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pizza e affini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='muffins'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='finger food'/><title type='text'>Volta la carta - Muffins ai pomodori secchi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3765638124/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2427/3765638124_7223814c8d.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3765638124/"&gt;Muffins ai pomodori secchi &lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Tra gli odori più accattivanti dell'estate, oltre all'aroma di cocco dello shampoo &lt;i&gt;Herbal Essence&lt;/i&gt; e il profumo &lt;i&gt;Flora&lt;/i&gt; by Gucci, inserisco senza alcuna esitazione quello delle pagine di un libro appena acquistato. Profumo intramontabile poi, che va bene per tutte le stagioni senza passare di moda. La carta appena stampata ha infatti quell'aroma inconfondibile di bontà che rievoca librerie fresche dotate di aria condizionata, lunghi corridoi con un sacco di scaffali pieni dei volumi più disparati da poter consultare e in cui perdersi con piacere, trascurando lo scorrere del tempo. Rimasta affascinata fin dai tempi di "La Bella e la Bestia", soprattutto dalla scena in cui la Bestia regala a Belle un'intera biblioteca agevole solo per mezzo di una lunga scala, ho sempre considerato le librerie come dei cantucci, luoghi pieni di significato in cui rifugiarsi. Io potrei davvero perdere un pomeriggio completo standomene solo a leggere le trame dietro ogni copertina. La mia casa editrice preferita è l'&lt;i&gt;Adelphi&lt;/i&gt;, le pagine le preferisco ruvide e porose che non lisce, perché mi fanno venire in mente il gesso che stride sulla lavagna di scuola, odio le recensioni che rivelano la fine e preferisco leggere il libro prima di vedere il film che ne hanno tratto (ormai è la regola). L'estate poi, sembra essere una stagione particolarmente conciliante per la lettura: anche al telegiornale fanno dei fantastici servizi intervistando donne di una certa età spaparanzate al sole col "Codice da Vinci" in una mano e una &lt;i&gt;piňa colada&lt;/i&gt; nell'altra. Secondo me arrivano giusto a conoscere Robert Langdon e poi il libro lo chiudono. Comunque sia d'estate, dove sono minori, o in teoria almeno dovrebbe essere così, pensieri e preoccupazioni, sembra lecito concedersi una lettura. In realtà la lettura è un passatempo che andrebbe coltivato anche d'inverno: anche io, pur avendo meno tempo, cerco comunque di leggere qualche pagina al giorno. Innanzitutto è veramente interessante e stimolante: a mio parere nessun programma televisivo odierno appagherebbe come la lettura di un bel romanzo. Poi arricchisce il nostro vocabolario ed è un'ottima palestra per la mente e, con la penuria di cervelli che c'è oggi, è un'ulteriore aspetto da non sottovalutare. Non a caso, sembra ultimamente che leggere sia un passatempo per pochi, per gli "intellettuali". E i libri che trovano il maggiore consenso sono, ahimé, quelli che io utilizzerei per stabilizzare un tavolo traballante. Prendiamo "Twilight", per esempio, o i libri di Moccia. Infarciti di emerite stupidate, un linguaggio da scuola elementare e concetti da scuola materna. Tutto condito da una storia poco consistente, che non inviterebbe a proseguire neanche uno sceneggiatore di fotoromanzi. E io mi chiedo come si possa compiere l'abominio di perdere tempo con questo spreco di carta quando invece esistono romanzi, sia classici, sia moderni, un centinaio di volte più accattivanti. Non c'è bisogno di leggere i grandi pilastri della letteratura (molte persone, brutto a dirsi, lo fanno solo per &lt;i&gt;apparenza&lt;/i&gt;: mentre sotto il cuscino nascondono "New Moon" dicono di essere quasi arrivati alla fine di "Anna Karenina"), basta solamente trovare un libro che non appartenga alla categoria delle storie prettamente adolescenziali, dei vampiri o dei grandi best-seller che suscitano scalpore e che leggono tutti. E anche stare sotto l'ombrellone diventerà più piacevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ricetta che vi propongo, di questi muffins salati, vi consentirà di mangiare anche mentre state sfogliando le pagine di un libro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Muffins ai pomodori secchi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 12 muffins medi o per un cake 24x12&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;180 g farina&lt;br /&gt;1/2 bustina di lievito istantaneo per torte salate&lt;br /&gt;3 uova&lt;br /&gt;10 cl olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;10 cl latte&lt;br /&gt;100 g pomodori secchi&lt;br /&gt;50 g capperi piccoli&lt;br /&gt;4 cucchiai di basilico spezzettato&lt;br /&gt;4 cucchiai di parmigiano grattugiato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dissalare i pomodori secchi mettendoli in acqua tiepida e cambiandola tre o quattro volte. Sgocciolarli, asciugarli con carta da cucina (lo stesso procedimento va fatto se i pomodori sono sott'olio), tagliarli a filettini e poi a pezzetti. Sciacquare, sgocciolare ed asciugare anche i capperi. Sbattere le uova con il latte e l'olio; aggiungere il formaggio, la farina setacciata con il lievito e per finire i pomodori, i capperi ed il basilico. Non serve salare. Versare il composto nello stampo prescelto. Infornare in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti per il formato muffins, 50 minuti per il formato cake. Aspettare che si raffreddino e gustare.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-4696612756672680048?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/4696612756672680048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=4696612756672680048' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4696612756672680048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/4696612756672680048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/volta-la-carta.html' title='&lt;center&gt;Volta la carta - Muffins ai pomodori secchi&lt;/center&gt;'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2427/3765638124_7223814c8d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2570924052734002453</id><published>2009-07-27T10:36:00.005+02:00</published><updated>2009-07-27T10:41:44.085+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dolci al cucchiaio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='torte'/><title type='text'>Organizer</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3761477644/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2063/3761477644_79798b49a3.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3761477644/"&gt;Torta alla crema cotta e pesche&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Uno degli aspetti che più urta il mio già precario-di-suo sistema nervoso quando mi ammalo, è il fatto di dover frenare la mia continua e instancabile iperattività. Io sono una persona - diciamo &lt;i&gt;poliedrica&lt;/i&gt;, che si tiene occupata con le mille attività più svariate. Anche se sono conscia di dover passare del tempo in casa, trovo comunque qualche espediente, come farmi t-shirts da sola, o mettermi a disegnare; questo perché  la creatività è indispensabile nella mia vita, ne ho dosi a volontà da esprimere come più mi piace (dicono che il segno astrologico dell'Acquario sia particolarmente incline a ciò). Oltretutto, sono anche una persona che tende a programmare ed organizzare costantemente tutto quello che fa. Sebbene non mi serva di un'agendina elettronica o di un romantico Moleskine, il mio cervello, diviso a settori e scomparti, funziona come un registro di eventi. Quando la mattina mi sveglio, la mia testa comincia subito a programmare il da farsi e le ore che mi separano alla sera. C'è anche &lt;i&gt;ore 8:45/9:05 colazione&lt;/i&gt;. Sa un po' di ossessione compulsiva, ma se qualcosa non va come da previsto o se, che non succeda mai!, qualche orario non viene rispettato, la mia rabbia sale alle stelle. Devo avere tutto sotto controllo. Ovviamente ciò si rivela impossibile, quanti sono gli imprevisti che sorgono inaspettatamente! Detto questo, comprenderete meglio quando vi dirò le parole "febbre per una settimana intera, a 39 con bronchite e a fine luglio". Innanzitutto, tutte le mie pianificazioni appunto. Le giornate in piscina, feste patinate in ville sperdute, giornate al mare e festival di musica. &lt;i&gt;Puff&lt;/i&gt;, cancellato. E, come se non bastasse, con la febbre a 39 e oltre, di certo non potevo mettermi a fare chissà cosa. Anche un libro un po' più impegnativo di Glamour mi sembrava un'impresa titanica, per non parlare della cucina! L'ho così trascurata da non avere praticamente ricette nuove da proporvi (ma rimedierò). La mia attività consisteva nello stare supina nel letto emettendo un costante lamento da appestata, oltretutto mentre tutti intorno a me insinuavano che avessi preso la suina (vedi post precedente), il che è stato abbastanza avvilente. Solo adesso ne sto uscendo, in compagnia di un pasticcone di antibiotico di quantità macroscopiche, e di uno sciroppo con "aroma di cannella" e "polvere di caramello". Tutt'altro che appetitoso. Mi pinzo il naso, lo butto giù, bicchiere d'acqua e poi qualunque cosa abbia un sapore più gradevole. Come questa torta. Vogliamo parlare del "pasto del malato"? Brodo, petto di pollo con verdure lesse e riso in bianco. Appena mi sono messa in piedi ho voluto provare questa splendida torta che in questi giorni troneggiava in diversi blog, tra cui &lt;a href="http://deliziando.blogspot.com/2009/07/torta-di-pesche-e-crema-cotta.html"&gt;Deliziando&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://muffinscookiesealtripasticci.blogspot.com/2009/07/torta-di-pesche-e-crema-cotta.html"&gt;Muffins, cookies e altri pasticci&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://quelfottutobianconiglio.blogspot.com/2009/06/basta-poco.html"&gt;C'era una volta, ma adesso non c'è più&lt;/a&gt;, ripresa da "Sale&amp;Pepe" del mese di luglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Torta di pesche e crema cotta&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 6 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la base:&lt;br /&gt;60 g burro&lt;br /&gt;60 g zucchero&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;80 g farina&lt;br /&gt;5 g lievito per dolci vanigliato&lt;br /&gt;un pizzico di sale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la crema:&lt;br /&gt;130 g zucchero&lt;br /&gt;1/2 l latte&lt;br /&gt;200 g fecola&lt;br /&gt;1/2 l panna fresca&lt;br /&gt;4 uova&lt;br /&gt;la scorza grattugiata di un limone non trattato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;inoltre:&lt;br /&gt;4 amaretti morbidi di Sassello (la ricetta ne prevedeva 8 ma 4 sono stati sufficienti a ricoprire la base)&lt;br /&gt;400 g pesche noci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Innanzitutto prepariamo la base. Utilizzando le fruste elettriche, montate il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto cremoso, poi incorporate l'uovo, la farina setacciata con il lievito e un pizzico di sale.&lt;br /&gt;Foderate il fondo di uno stampo a cerchio apribile di 22 cm di diametro con la carta da forno, incastrandola col bordo, e imburrate e infarinate i bordi. Versatevi l'impasto e, utilizzando il dorso di un cucchiaio leggermente inumidito, livellatelo accuratamente, quindi cuocete la base in forno caldo a 150° per 30 minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel frattempo prepariamo la crema. Scaldate il latte con lo zucchero in una casseruola finché quest'ultimo non si scioglie. A parte, stemperate la fecola nella panna e, versandola a filo nel latte zuccherato e mescolando continuamente con una frusta a mano, cuocete la crema su fiamma bassa per 5-6 minuti o fino a quando risulta molto soda.&lt;br /&gt;Lasciatela intiepidire, quindi incorporate la scorza grattugiata del limone, le uova, una per volta, e le pesche (tranne una che servirà per la decorazione), pelate, snocciolate e tagliate a dadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasciate raffreddare la crema, cospargete la base cotta con gli amaretti sbriciolati, poi versate la crema sulla base (non spaventatevi perché arriverà fino al bordo ma in cottura non cresce), trasferite nuovamente lo stampo in forno e proseguite la cottura per un'ora a 150° (verificando la cottura al centro della torta con uno stuzzicadenti che deve uscire praticamente asciutto.&lt;br /&gt;Lasciate raffreddare la torta nello stampo in frigorifero per almeno 6-8 ore, sformatela sul piatto da portata e decoratela con la pesca rimasta tagliata a lamelle sottili.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2570924052734002453?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2570924052734002453/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2570924052734002453' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2570924052734002453'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2570924052734002453'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/organizer.html' title='Organizer'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2063/3761477644_79798b49a3_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-2642983170569760425</id><published>2009-07-23T10:57:00.002+02:00</published><updated>2009-07-23T10:58:29.063+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='yogurt'/><title type='text'>In caso di emergenza si prema il pulsante rosso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3746860666/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2516/3746860666_ab60fb0ced.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3746860666/"&gt;Yogurt fatto in casa&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Ogni anno viene spontaneo chiedersi quale sarà la prossima &lt;i&gt;epimania&lt;/i&gt;. Il termine, da me appena coniato, va ad indicare la propensione - della popolazione in generale, al più puro e perfetto allarmismo. La bomba viene sganciata prima dai telegiornali: qualche morte sporadica in Olanda, a Tokyo o in Uzbekistan da far risalire a qualche ignota ma pericolosamente mortale malattia. Subito si crea il caos: già dai primi servizi passati in televisione, pare obbligatorio chiedersi se sia meglio mettersi la mascherina per andare a fare la spesa, o vaccinarsi contro la rosolia (o il morbillo, o l'epatite B). All'ordine del giorno è il divulgarsi di un nuovo e strano virus di cui ancora non si conosce il rimedio, e che potrebbe radere al suolo la popolazione mondiale. Mass media che ordinano alla calma, al non agitarsi, quando non fanno altro che parlare dell'atroce destino che ci si prospetta uccisi dai bacilli: è una parola stare calmi. Gli italiani, mammoni e ipocondriaci di fama, non se lo fanno ripetere due volte, "È &lt;i&gt;pandemia&lt;/i&gt;, è &lt;i&gt;pandemia&lt;/i&gt;" e "Un altro caso in Germania, la morte non è certa, ma secondo me..." pronunciati con aria di chi la sa lunga, sono il condimento di ogni conversazione che si rispetti. Il virus della mucca pazza è forse il primo caso di allarmismo sanitario (bisogna escludere la peste tra 1347 e 1353; il &lt;i&gt;Millennium Bug&lt;/i&gt; è invece quello di maggiore allarmismo tecnologico): già dopo 6 mesi le trattorie toscane riprendevano beate a servire ai tavoli alte fette di chianina al sangue, e il Mc Donald's era già tornato all'ordine del giorno, tanto che venivano sfornati gadgets per l'&lt;i&gt;Happy Meal&lt;/i&gt; con velocità supersonica. Poi è stata la volta della SARS, un'infezione respiratoria virale, che minacciava di propagarsi da Oriente ad Occidente. In seguito, prima dell'attuale suina o influenza di tipo A, c'è stata l'aviaria, colpevoli i volatili selvatici, da abbattere tutti. Adesso è arrivata la febbre del Messico. Non voglio sottovalutare tali malattie, anzi (bisogna anche specificare che le sopracitate erano molto più pericolose della suina, di cui è già stato trovato il vaccino e che ha provocato, rispetto alle altre, un minor numero di decessi). Vorrei solo che non si crei panico e terrore in sovrabbondanza, soprattutto nei poveri viaggiatori che si apprestano a visitare la meravigliosa Londra. La suina entrerà a fare parte del nuovo panorama delle malattie da cui difendersi e proteggersi a suon  di vaccino, e non possiamo farci niente. Stamattina mi sono svegliata con la febbre a 39 e mezzo, temperatura che non avevo mai raggiunto in tutta la mia vita. Influenza, non ci posso fare niente, se non prendere gli antibiotici, disdire tutti gli impegni comprendenti piscina  e feste varie - purtroppo.  Alla continua e ripetuta domanda di mio padre "Ma hai anche la tosse?" sospetto che la tosse sia sintomo dell'influenza A e giungo alla conclusione che io, un &lt;i&gt;cybercondriaco&lt;/i&gt;, mi sa che ce l'ho in casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi posto la ricetta dello yogurt di &lt;a href="http://aniceecannella.blogspot.com/2009/05/come-fare-lo-yogurt-in-casa-sodo-e.html"&gt;Paoletta&lt;/a&gt;. Mi affascinava prendermi cura di quei graziosi fermenti lattici e, da buona amante dello yogurt quale sono, devo ammettere che il risultato è davvero sorprendente!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Yogurt fatto in casa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ingredienti indispensabili:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 lt di latte intero e freschissimo, quello della vostra centrale del latte, meglio ancora se latte crudo, cercate se volete il vostro distributore più vicino, qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 bei cucchiai (sì, solo due!) di yogurt bianco e intero. Meglio se il coop bianco, quello nella confezione rosa, altrimenti il kyr della Parmalat. Giuro che non lavoro alla coop, ma ne ho provati tantissimi, e con questo viene saporito, dolce e non acido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 pentola in acciaio ovviamente pulitissima&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 contenitore per alimenti di plastica opaca e a chiusura ermetica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 colino per filtrare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 cucchiaio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 copertina di pile morbida e calda, i fermenti, si sa, amano il caldo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raccomandazioni:&lt;br /&gt;Il latte deve assolutamente essere intero.&lt;br /&gt;E' impensabile ottenere uno joghurt compatto col latte parzialmente scremato o peggio ancora, scremato.&lt;br /&gt;E, vi assicuro che, quello che faremo, sarà così compatto che il cucchiaino conficcato dentro, starà diritto da solo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo yogurt dovrà avere una scadenza il più lontano possibile, meglio se 30 giorni, ma va bene anche una ventina di giorni. Questo perchè, più lo yogurt è fresco, più i fermenti saranno attivi e quindi più golosi di lattosio.&lt;br /&gt;E' per questo, infatti, che lo iogurt è tollerato benissimo anche da chi è intollerante al latte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cominciamo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo il latte e mettiamolo nella pentola a fuoco molto dolce sul fornello medio. Dopo una decina di minuti circa (ma ovviamente controllate spesso) comincerà ad alzare il bollore. Non appena la panna si alzerà, e starà per raggiungere il bordo della pentola, spegniamo immediatamente. Togliamo con un cucchiaio quella panna, e, se non abbiamo problemi di linea (io non posso, sigh, sigh.. ) ce la gustiamo tutta!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Copriamo la pentola con un piatto, per evitare il più possibile contaminazioni e mettiamola a bagno in una pentola più grande piena di acqua fredda. In questo modo il latte raffredderà molto più velocemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, ora qui dobbiamo fare attenzione... il latte sarà perfetto quando raggiungerà una temperatura di 40°non oltre, meglio anche 38°&lt;br /&gt;L'errore che facevo io, ma non avevo il termometro, era di aspettare che fosse tiepido e basta, ma sicuramente non riuscivo a regolarmi bene, per cui immagino che lo lasciassi troppo caldo.&lt;br /&gt;Per cui, se non avete il termometro, aspettate pure che sia freddo o appena tiepido.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prendiamo adesso la ciotola di plastica e versiamo dentro 2 cucchiai di iogurt, aggiungiamo qualche cucchiaio (5 o 6) del nostro latte filtrandolo da un colino, ma se abbiamo tolto bene la panna, non ce n'è bisogno.&lt;br /&gt;Mescoliamo con cura, non ci dovrà essere il più piccolo grumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto, accendiamo il nostro forno ad una temperatura di 50°, contiamo fino a 60 e andiamo a finire di preparare il nostro yogurt.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IMPORTANTE: il forno NON deve raggiungere i 50° ma solo diventare tiepido! per cui dopo 60 secondi, ma anche meno, va subito spento!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiungiamo ora dolcemente il resto del latte mescolando bene. Copriamo col coperchio ermetico e avvolgiamo bene il contenitore nella copertina di pile e mettiamo il nostro contenitore nella sua copertina dentro al forno, mi raccomando copritelo bene, i fermenti sono freddolosi!&lt;br /&gt;Chiudiamo lo sportello del forno... e aspettiamo circa 6/8 ore senza assolutamente muovere la ciotola, i fermenti sono anche permalosi, se li muoverete, non mangeranno lattosio e non produrranno lo joghurt.&lt;br /&gt;Per cui, sappiate già che se avete deciso di fare lo yogurt, per quel giorno non dovrete assolutamente accendere il forno ed essere costretti a smuovere la ciotola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo le 6 ore controlliamo, togliendo la copertina delicatamente, se muovendo appena, vedrete che il liquido all'interno sarà ben compatto e sodo, il nostro yogurt è pronto!&lt;br /&gt;Altrimenti lasciamolo fino a 8 ore, se necessario anche 12 ore.&lt;br /&gt;Dopodichè va messo immediatamente in frigo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IN ESTATE: da controllare il frigo, con il caldo, fa fatica a stare alla stessa temperatura interna che aveva in inverno, va regolato di nuovo! la temperatura ideale è 4/5 gradi.&lt;br /&gt;Perchè anche se appena fatto è leggermente sodo, in frigo lo yogurt finisce di "compattare", cioè il siero si separa dallo yogurt, ma se le temperatura interna del frigo è sopra quella consigliata, fa ovviamente fatica e "fila"!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella foto lo potete vedere con cereali e pesca a pezzettini.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-2642983170569760425?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/2642983170569760425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=2642983170569760425' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2642983170569760425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/2642983170569760425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/yogurt-fatto-in-casa.html' title='In caso di emergenza si prema il pulsante rosso'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2516/3746860666_ab60fb0ced_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-9218242683533434845</id><published>2009-07-21T13:10:00.004+02:00</published><updated>2009-07-21T13:16:32.764+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='primi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='insalata'/><title type='text'>La filosofia del sorriso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left; padding: 3px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3742536370/" title="photo sharing"&gt;&lt;img src="http://farm3.static.flickr.com/2487/3742536370_f68bfdb7ae.jpg" style="border: solid 2px #######;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 0.8em; margin-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.flickr.com/photos/40581950@N04/3742536370/"&gt;Riso nero estivo&lt;/a&gt;, inserito originariamente da &lt;a href="http://www.flickr.com/people/40581950@N04/"&gt;la tartina&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;p align = justify&gt;Da piccola andavo praticamente matta per le Spice Girls: avevo tutta la loro discografia, sapevo a memoria i balletti, desideravo ardentemente che si accoppiassero coi Backstreet Boys, guardavo anche i loro orrori cinematografici e leggevo ogni loro emozionante intervista (stando ben attenta a non tralasciare i particolari più succulenti come "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Emma&lt;/span&gt; ama il rosa shocking" o "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mel C&lt;/span&gt; indossa slip elasticizzati"). Un giorno, su un giornaletto poco pretenzioso, trovai scritte le testuali parole: "Posh Spice (Victoria Beckham, per la cronaca) non sorride mai ai fotografi e alle telecamere per evitare che le vengano le rughe".  Da tartina pensante qual ero, ripensai a tutte le pose di Victoria, ancora con qualche chilo in più e le tette non rifatte. In effetti, ogni sua espressione era decisamente seria, come se avesse appena visto il suo gatto essere investito da un TIR, quasi funesta. La bocca, sottile e spalmata di lip-gloss, si distendeva in una linea retta e piatta ogni qualvolta compariva in pubblico. Questa cosa mi dette da pensare: non mi sarei voluta ritrovare certamente a trent'anni già avvizzita come una prugna secca! Cominciai a limitare al minimo riso e  sorriso, destinandone l'uso a casi particolari, momenti di intensa ilarità. La cosa durò circa un giorno, se si vuole esagerare. Mi accorsi che era praticamente impossibile eliminare questa particolare espressione dal volto umano, forse la più bella che ci caratterizza, distinguendoci da un gatto o da un ornitorinco (se si tralasciano peli e piume...). Prima dell'età di due mesi il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;sorriso&lt;/span&gt;, nel neonato, è solo ed esclusivamente un riflesso involontario dei muscoli del viso: in seguito il pargolo diventa consapevole di stare sorridendo ad una folla, magari per i baffi della Zia Genoveffa, magari per il costante &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Pucci pùpùpù"&lt;/span&gt; che gli viene rivolto da visitatori sconosciuti in estasi mistica, magari solamente per empatia ed imitazione dei parenti che gli stanno intorno come avvoltoi. Tuttavia, quel riflesso, seppur involontario, diventerà parte integrante della vita dell'ignaro fanciullo. Ridere è una caratteristica propria dell'essere umano, un'espressione che, volenti o nolenti, ci accompagnerà fino alla morte. Quando si ride, non solo la bocca si piega all'insù, ma anche gli occhi si illuminano e tutti i muscoli del viso, in un meccanismo concertato, collaborano a trasmettere un'emozione, che può essere gioia, felicità, ma anche sarcasmo, cinismo, arrendevolezza, tenerezza. La risata è liberatoria, ci scarica dagli affanni, ci alleggerisce; e se è vero che "il riso abbonda nella bocca degli stolti", secondo me preso in buone dosi e con razionalità è assolutamente indispensabile per una vita migliore. Vogliamo mettere con un pianto disperato o con una fronte aggrottata? Quella sì che fa venire le rughe, mentre dicono che invece ridere allunga la vita!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi la ricetta di un'altra fresca e versatile insalata estiva, perché il riso è importante anche a tavola, a patto di tenere la bocca chiusa se piena. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Insalata estiva di riso e fagioli neri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 4 persone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;320 g riso per insalate&lt;br /&gt;150 g fagioli neri messicani secchi&lt;br /&gt;2 scatolette grandi di tonno in olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;sale&lt;br /&gt;olio extravergine di oliva&lt;br /&gt;erba cipollina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mettere i fagioli neri a bagno per almeno 8 ore, quindi farli cuocere in acqua bollente per 2 ore circa. Scolarli dell'acqua e mettere da parte. Lessare in acqua salata bollente il riso, quindi scolare e aggiungere un cucchiaio di olio, amalgamando. Sbriciolare il tonno nel riso, salare, e infine aggiungere i fagioli messi da parte. Sminuzzare nell'insalata dell'erba cipollina e concludere con olio extravergine di oliva a crudo. L'insalata può essere messa in frigo se gradita più fredda.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;P.S.: decisamente meglio le fotografie aggiunte da flickr, non trovate? :)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-9218242683533434845?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/9218242683533434845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=9218242683533434845' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/9218242683533434845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/9218242683533434845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/la-filosofia-del-sorriso.html' title='La filosofia del sorriso'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2487/3742536370_f68bfdb7ae_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-7542744503949256833</id><published>2009-07-17T08:36:00.002+02:00</published><updated>2009-07-17T08:37:49.620+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi salati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='secondi piatti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pizza e affini'/><title type='text'>Il volo del gabbiano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/Sl82oHOnwUI/AAAAAAAAAKQ/7sxtAFCxe7I/s1600-h/Torta+rustica+di+grano+saraceno.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/Sl82oHOnwUI/AAAAAAAAAKQ/7sxtAFCxe7I/s400/Torta+rustica+di+grano+saraceno.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359062144357220674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt; Se penso alla Libertà, mi immagino il grande gabbiano &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Jonathan Livingston&lt;/span&gt; che spicca il volo sopra l'Oceano. Il volo come metafora della libertà non può che essere più azzeccato, e bisogna riconoscere che è difficile interpretare in senso figurato un concetto così astratto e così soggetto ad essere interpretato in più modi. Ognuno ha la sua idea di libertà, e bisogna vedere a che tipo di libertà ci si riferisce: se poi è vero che "la libertà di ognuno inizia dove finisce quella degli altri", siamo tutti schiavi di qualcosa. E quanto è vero. Ognuno ha le sue fissazioni, le sue regole e le sue catene che gli impediscono di spiccare il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Grande Volo&lt;/span&gt; ma che - forse, è meglio così. Senza dare interpretazioni cosmiche alla libertà, vi dico solo che io finalmente oggi mi sento libera. La sessione estiva è terminata ieri con successo, dopo due giorni di agonia, in cui sono dovuta scalare al giorno dopo. L'ultimo esame, e si apre l'estate. Non vorrei apparire superficiale, ma è così bello potersi godere l'estate adesso! Poter prendere il sole senza pensare "non ho finito la parte sulle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;arilammine&lt;/span&gt;". Poter stare ai fornelli senza pensare "sto sottraendo tempo prezioso allo studio". Io, poi ho un grande Vincolo: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;i sensi di colpa&lt;/span&gt;. Ultimamente me la sto cavando un po' meglio, cerco di spezzare certe orribili catene. Ma fino a poco tempo fa, la mia stessa vita procedeva a sensi di colpa. Verso la scuola, verso il cibo, verso gli altri. Un continuo donarsi, dare tutta me stessa fino allo sfinimento con scarsa fiducia poi nelle mie capacità, nel raggiungimento dei miei obiettivi. Oggi sto meglio: la prospettiva dell'estate, l'essere più grande e matura, più aperta al resto del mondo, mi fa sentire diversa. Un po' strana, direi, ma eccitata al pensiero di iniziare un nuovo capitolo. Molto probabilmente questi discorsi sono tutti dettati dalla gioia di poter bruciare quei libri, almeno per un po'. Tuttavia, quella che avverto, è una languida e piacevole sensazione di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Libertà&lt;/span&gt;. Non so se mi spiego :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Torta rustica di grano saraceno&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per la torta:&lt;br /&gt;200 g farina di grano saraceno&lt;br /&gt;50 g farina 00&lt;br /&gt;1 uovo&lt;br /&gt;30 g burro&lt;br /&gt;acqua gassata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mescolare le 2 farine e diluirle con 2,5 dl di acqua gassata. Incorporare l'uovo e, sbattendo con una frusta, unire i 30 g di burro fuso e una presa di sale; lavorare la pastella aggiungendo altra acqua gassata (circa 2 dl), finché sarà cremosa. Farla riposare per almeno 2 ore. Cuocere le crêpes versando un mestolino di pastella in un padellino di 18 cm unto di burro, cercando di farle il più sottile possibile e tenerle in caldo: con queste dosi si avranno circa 9 crêpes. &lt;br /&gt;Farcire a piacimento, io ho utilizzato pomodori a pezzettini conditi con olio extravergine di oliva, sale e pepe, gamberetti al vapore, fiocchi di latte e rucola, ma l'impasto si presta a mille interpretazioni: mettere una crêpe su un piatto, spalmarla con la farcia, coprirla con un'altra crêpe e continuare così fino a raggiungere il numero di strati desiderato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-7542744503949256833?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/7542744503949256833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=7542744503949256833' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7542744503949256833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/7542744503949256833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/il-volo-del-gabbiano.html' title='Il volo del gabbiano'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/Sl82oHOnwUI/AAAAAAAAAKQ/7sxtAFCxe7I/s72-c/Torta+rustica+di+grano+saraceno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-864547595511411415</id><published>2009-07-13T10:18:00.000+02:00</published><updated>2009-07-13T10:18:59.552+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piccola pasticceria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Ciak, si gira!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SlrjfZsTUUI/AAAAAAAAAKI/USpBnpCluxE/s1600-h/Tacos+con+gelato.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SlrjfZsTUUI/AAAAAAAAAKI/USpBnpCluxE/s400/Tacos+con+gelato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357844835322777922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt;Si dice che la vita è come un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;film&lt;/span&gt;, di cui noi siamo i registi e gli attori principali. Ci piacerebbe. Voglio dire, possiamo anche immaginarci le più svariate colonne sonore durante alcuni momenti di vita vissuta: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Macho man"&lt;/span&gt; quando scorgiamo qualche bel fustacchione dall'altro lato della strada, l'inquietante jingle dello &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Squalo"&lt;/span&gt; quando arriva un ospite sgradito, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"Le tagliatelle di nonna Pina"&lt;/span&gt; quando prepariamo i paccheri per pranzo. Tuttavia, ciò non fa della nostra vita un film, nella quale purtroppo ci sono molti più imprevisti e fatti contingenti e problemi che neanche gli sceneggiatori di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Lost&lt;/span&gt; riuscirebbero a risolvere. Inoltre, nei film, la realtà è decisamente messa da parte. Prendiamo il make-up delle attrici: il viso e i capelli sono perfettamente curati anche la mattina appena sveglie, dopo notti di intensa passione, escursioni nella giungla, bagni inaspettati, pianti melodrammatici, corse in automobile o su tacco 12. Di certo non hanno il mascara che cola miseramente, o il rossetto sbaffato, o le caccole agli occhi assonnati e gonfi. Tutti i letti sembrano avere delle particolari lenzuola a forma di L, che coprono l'ascella della donna, ma solamente la vita dell'uomo che le dorme accanto (in una posizione rigorosamente "a cucchiaio"). Al telefono non c'è mai bisogno di dire "Pronto" o di far capire chi è o di salutare, tanto l'interlocutore capirà lo stesso senza problemi quando la telefonata è finita e non penserà che gli è stato sbattuto il telefono in faccia. Perché se una vittima si rifugia nel buio più completo lei giustamente non vede una ceppa, mentre l'assassino vede tutto e la può uccidere a badilate? I ogni film, se viene acceso un portatile, è subito operativo ed in grado di prendere il controllo dei sistemi operativi di qualunque invasore alieno, e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Mozilla Firefox&lt;/span&gt; non ci impiega 3 anni per aprirsi (maledetto). Basta volerlo, e si riesce addirittura a scansare i proiettili. In ogni busta della spesa sbuca una baguette; se la busta cade, conteneva per forza delle uova. In una casa infestata dai fantasmi, le donne devono svolgere le indagini rigorosamente in biancheria intima (casomai i fantasmi fossero di bella presenza...) Se in un film vi è una grande vetrata, prima o poi qualcuno andrà a sbatterci contro. Se il film è ambientato a Parigi, da ogni parte della città la torre Eiffel è visibile. Nei film polizieschi c'è sempre un poliziotto o un detective che va in pensione, nonostante abbia trent'anni. In America i vicini non utilizzano mai tende, persiane o avvolgibili: se devono svolgere azioni delittuose o libidinose lo fanno tranquillamente di fronte alla finestra, rivolti al mondo. Entrare in una casa che non ci appartiene, come rubare un'auto, non è mai un problema: basta avere una forcina per capelli e il problema è risolto. In ogni rispettabile ufficio americano non si può non andare in giro con una tazza di caffè nero in mano; se poi è bollente, è inevitabile che qualcuno te lo rovesci addossi. Se scatta la passione tra i due protagonisti, c'è subito un motel in grado di accoglierli, e lei non ha mai le mestruazioni. Le ragazzine sfigate verso metà film subiscono un'evoluzione: si tolgono gli occhiali, indossando lenti a contatto, aumenta loro il seno di circa una taglia, si vestono Valentino e si piastrano i capelli, diventando fighe. In un film d'azione è sempre presente un inseguimento tra automobili che ha queste dinamiche: le auto della polizia ululano e danno lavoro ai carrozzieri di mezza città con sbandate in controsterzo, camion in fiamme in mezzo alla strada, salti con scintille all'atterraggio e di circa 10 e 20 metri (tanto le sospensioni rimangono intatte), finché alla fine rimangono solo l'auto della polizia e quella del protagonista. Si può ordinare un drink al bar senza specificare cosa si voglia, o la marca della birra desiderata; inoltre, non c'è neanche bisogno di ritirare il resto. Tutti riescono a guidare un aereo, basta ci sia qualcuno che dica cosa fare dalla torre di controllo. Se il protagonista è assalito da un consistente numero di avversari esperti nelle arti marziali, non c'è problema: questi aspetteranno pazientemente il loro turno aspettando che egli abbia neutralizzato il loro predecessore prima di attaccarlo. Per disattivare le bombe, tutte dotate di un timer che indica i minuti all'esplosione, occorre semplicemente tagliare un filo, non importa di che colore, tanto sarà quello giusto. Gli uomini, anche se nel Neolitico, sono perfettamente depilati, e con sopracciglia perfettamente curate, mai col monociglio. &lt;br /&gt;Ecco, in poche e pratiche righe, vi ho svelato l'impossibilità di vedere la vita come un film. E oltretutto vi dirò, penso sia meglio vivere piuttosto che recitare costantemente una parte che non ci si addice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un dessert di grande effetto e decisamente gustoso, che i protagonisti di un film riuscirebbero a mangiare senza la benché minima colatura di gelato. Ovviamente se il protagonista è maschio e si sporca, ci sarà subito una protagonista donna pronta a sottrargli la camicia per lavarla: finiranno col fare sesso sfrenato e il dessert verrà dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Tacos alle mandorle farciti con gelato&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt; per 6 tacos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;80 g zucchero&lt;br /&gt;20 g farina&lt;br /&gt;20 g burro&lt;br /&gt;80 g mandorle a filetti&lt;br /&gt;2 albumi&lt;br /&gt;800 g gelato al fiordilatte&lt;br /&gt;4 cucchiai di pistacchi sgusciati&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbattere leggermente con una forchetta gli albumi in una terrina, sena montarli; unire lo zucchero, la farina setacciata, il burro fuso e i filetti di mandorle. Disporre il composto a cucchiaiate su una teglia rivestita di carta da forno, ben distanziate tra loro, allargarle in modo da ottenere degli ovali lunghi circa 15 cm e larghi 8 cm.&lt;br /&gt;Mettere nel forno preriscaldato a 180° per 15 minuti circa, finché il composto comincia a colorire. Sfornare gli ovali, staccarli subito con una spatola e disporli, ancora caldi, su un matterello sollevato dal piano di lavoro con degli spessori alle estremità; piegarli delicatamente con le mani affinché assumano la forma dei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;"tacos"&lt;/span&gt; e lasciarli raffreddare. Tritare grossolanamente i pistacchi. Farcire i tacos con il gelato al fiordilatte, cospargerli col trito di pistacchi preparato e servire subito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2489697248408331612-864547595511411415?l=latartina.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://latartina.blogspot.com/feeds/864547595511411415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2489697248408331612&amp;postID=864547595511411415' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/864547595511411415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2489697248408331612/posts/default/864547595511411415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://latartina.blogspot.com/2009/07/ciak-si-gira.html' title='Ciak, si gira!'/><author><name>tartina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09790644068121537767</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SaFezN0d7QI/AAAAAAAAAAM/D1kOXDGFpEE/S220/sal_bagel.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SlrjfZsTUUI/AAAAAAAAAKI/USpBnpCluxE/s72-c/Tacos+con+gelato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2489697248408331612.post-4264682585261282472</id><published>2009-07-11T10:11:00.001+02:00</published><updated>2009-07-13T13:48:28.892+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='marmellate'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sfizi dolci'/><title type='text'>Gioventù bruciata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SlhHgIMvv4I/AAAAAAAAAKA/P8Ujmnz2WFg/s1600-h/Marmellata+di+albicocche.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_BZHZOlic1Ls/SlhHgIMvv4I/AAAAAAAAAKA/P8Ujmnz2WFg/s400/Marmellata+di+albicocche.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5357110374039535490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align = justify&gt;All'età di 11 anni io ancora giocavo con le Barbie, e cominciavo a rimanere affascinata dall'arrivo delle &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Bratz&lt;/span&gt;, le bamboline anoressiche fashion col testone più grosso di loro. Leggevo Topolino, e rimanevo incantata dai disegni &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Disneyani&lt;/span&gt;, e dalle storie moraleggianti. Con le amiche improvvisavo scettri di carta e giocavo alle paladine della giustizia. Con gli amici optavo per il nascondino, ma mi prestavo anche a giochi di battaglie e strategia. La sera guardavo con il babbo e la mamma la &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Gialappa's Band&lt;/span&gt; o qualche film impegnato, poi li salutavo con un bacino sulla guancia, e, quando facevo tardi, era mezzanotte. Mai avuta la Play Station, mai avuto il Nintendo, mai avuto il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Tamagotchi&lt;/span&gt;, il giochino elettronico più stupido della storia, che portava il bambino a diventare un automa asociale, chiuso nel suo mondo col suo unico amico - un pulcino virtuale che cagava e moriva ad intervalli alterni; mi limitavo al &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Prato Fiorito&lt;/span&gt; del computer giusto quando non avevo niente altro di meglio da fare. Non ero ancora Donna, invece del reggiseno portavo un top, non mi ero mai depilata e i maschi li vedevo solamente come compagni di merende. Eccezioni a parte, in linea di massima era così, alla scuola che frequentavo. Classe 1990, mi sorge spontanea una domanda che potrebbe benissimo formulare mia nonna: &lt;span style="font-style:italic;"&gt;cos'è successo ai giovani d'oggi?&lt;/span&gt; Non voglio scagliarmi in polemiche sulla gioventù che finisce nella droga, a guidare macchine sportive e senza un principio, né un ideale, figuriamoci. Piuttosto mi vorrei soffermare su quei "giovani" di 10 e 11 anni. Innanzitutto, è cambiato il significato del termine: prima in quella fascia d'età c'erano i bambini, giovani e &lt;span style="font-style:italic;"&gt;teen-agers&lt;/span&gt; si diventava ad almeno 14-15 anni. Ora sembra di essere in una lotta contro il tempo: tutto è anticipato, le tappe più importanti della vita vengono bruciate senza che nessuno se ne accorga. Il bello è che i genitori, se da una parte si lamentano dei pargoli imbevuti di fertilizzante a crescita rapida, dall'altra sono loro stessi ad incrementare il processo. Perché, nell'occasione di una Comunione, regalare un cellulare? Il bambino ha 9 anni, cosa se ne fa del cellulare? Ci chiama gli amici immaginari? Il Telefono Azzurro? Sarebbe meglio optare per uno zaino, una macchina fotografica, una mazzata in testa. L'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;evoluzione forzata&lt;/span&gt; dei ragazzini di oggi ormai non ha più freni: il sabato sera è davvero inquietante vedere sfilare in centro dodicenni in abiti succinti (e anche volgari, vi dirò) e maschiotti brufolosi e ancora un po' tarchiati che gli corrono dietro. Io stessa, a volte, quando vado a ballare, mi sento fuori luogo, e ritrovo a chiedermi se devo essere io ad andare a casa o loro ad essere a letto a dormire. Accanto a televisori sparsi per tutta la casa che contribuiscono ad una regressione cerebrale, alla Nintendo Wii e ai palmari nelle tasche dei jeans, c'è anche proprio un diverso atteggiamento di approcciarsi alle cose, ma soprattutto agli altri. Innanzitutto si è perso il rispetto per le persone più grandi, poi si sta facendo largo un nuovo modo di vedere anche l'intimità e la sessualità. Ragazzine sveglie si prestano ad emozionanti video fatti col cellulare dove mostrano fiere le loro nudità, per poi inviarli agli amici, un po' come inviare la foto del nuovo animale domestico, o le foto che Fiammetta ultimamente non fa che inviare del suo soggiorno presso la band di deficienti della Tim. Strappare via i peli e truccarsi da transessuali da sbarco diventa la quotidianità fin dagli 11 anni, mentre io ancora a 14 anni me ne andavo in giro coi toupet sotto le ascelle; con le lampade si inizia dai 12, casomai dopo la pelle ne risentisse troppo (poco). Fare sesso è come fare un nuovo record a &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Pinball&lt;/span&gt;, il flipper offerto gentilmente dalla Microsoft. Una gioventù superficiale e precocemente cresciuta si sta affacciando alle soglie dell'età moderna. Il problema può essere scansato ed evitato, pensando forse che sia eccessivo arrivare a dire certe cose, che sono i tempi che cambiano, che non c'è niente di male. Solo una domanda: cosa fare quando, a ricreazione, i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bambini&lt;/span&gt; delle elementari si nasconderanno in bagno a fumare? Scusate, ragazzi, non bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In onore dei bambini che venivano beccati con le mani nella marmellata, la ricetta di questa spalmabile delizia che ha conquistato me e famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Marmellata di albicocche&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Ingredienti&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per ogni kg di albicocche mondate&lt;br /&gt;550 g zucchero raffinato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;Procedimento&lt;/u&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Denocciolare le albicocche e privarle delle parti non edibili fino a raggiungere la quantità desiderata (uno o più kg). Tagliarle a pezzettini e metterle in una pentola antiaderente dai bordi alti e piuttosto capiente insieme allo zucchero. A fuoco medio-basso far cuocere per due ore circa, mescolando spesso con un cucchiaio di legno (questo tempo può essere perfettamente impiegato telefonando alla suocera o all'amica logorroica che non sentiamo da un bel po'). Per una marmellata più liscia, far cuocere di più; più soda, far cuocere di meno, anche se questa è una consistenza ottimale. La consistenza perfetta è raggiunta quando, posto un cucchiaino di marmellata su un piatto, inclinandolo la composta resta ferma o cola molto lentamente. Spegnere il fuoco e riempire di marmellata dei vasetti sterili precedentemente preparati, quindi lasciarla raffreddare all'interno di essi,
