sabato 21 novembre 2009

Scontri epici: campagna vs città - Biscotti alla panna


Macine, inserito originariamente da la tartina.

Che sia attribuita ad Esopo, che sia attribuita a Fedro, o ancora che sia attribuita alle Satire di Orazio, la favola del topo di campagna e di città si svolge sempre allo stesso modo: il topo di città, invitato a casa del topo di campagna, trova ripugnante cibarsi sempre di cibi poveri come lardo e fagioli, e trova scomoda ed inappropriata la vita campestre; per questo motivo, invita il cugino che abita in campagna per un breve soggiorno nella sua abitazione in città. Qui il topo di campagna può godere dei lussi dati da dolci e marmellate, cibi lussureggianti e svariate comodità. L'unico inconveniente è dato dal cane presente nella dimora, da cui i due topolini sono costretti continuamente a scappare. Il topo di campagna, con la lapidaria frase "Meglio lardo e fagioli in pace che dolci e marmellata nell'angoscia!" abbandona il cugino per tornarsene alla sua vita decisamente più tranquilla e meno movimentata. Mentre la morale de La volpe e l'uva è decisamente più ovvia e scontata (spesso gli uomini disprezzano apparentemente ciò che sanno di non poter ottenere), questa della favola dei topolini è soggetta a più interpretazioni. Secondo molti punti di vista, la ragione è del topo di campagna: lode quindi alla vita campestre, molto più sicura ed appartata di quella cittadina. Io opto per una visione più relativista: che ognuno viva secondo il suo stile di vita, dove si trova meglio. Il contrasto tra campagna e città è stato oggetto, da sempre, di varie interpretazioni o di accesi dibattiti. C'è chi si ostina infatti a sostenere l'una, e chi l'altra parte. Meglio una casa solitaria tra le valli, circondata dal silenzio e dai campi o un monolocale in centro, nel bel mezzo della mondana e frenetica vita cittadina? Anche stavolta, rimango giudice imparziale: con me il processo potrebbe durare tutta la vita senza che riesca a prendere una decisione. Per quanto mi riguarda, ho vissuto fin da piccola in una grande casa in campagna. Se durante l'infanzia quest'oasi immersa nelle colline toscane - col giardino enorme in cui poter correre fino a perdere un polmone, abbastanza sicura - le poche automobili che passavano avevano giusto il tempismo di mettere sotto i miei poveri gatti, e molto silenziosa - ogni scricchiolio era percepibile, la mia para per il buio decisamente persistente diventa a questo punto comprensibile, cresciuta ho cominciato a trovare questa situazione abbastanza stretta. Per andare in città, quando ancora non ero provvista di patente di guida, dovevo usufruire dell'autobus: passiamo oltre il fatto che gli autobus avevano degli orari impossibili e non erano mai in orario, e anche oltre il viaggio dura(va) 25 minuti minimo; tuttavia, non posso non dire che la fermata dell'autobus è a circa 10 minuti a piedi da casa mia, che mi dovevo sorbire quando non avevo a casa i miei genitori che potessero accompagnarmi. In più mettiamoci il fatto che, nel corso dell'adolescenza, mi sono staccata dal paese natio, e che sempre più frequente era il mio bisogno di andare in città: per stare con le amiche, fare vasche per il corso e mangiare lo yogurt con la Nutella e la granella di nocciole. Insomma, questo insieme di cose ha fatto sì che, nel periodo in cui si odia tutti e siamo in rivolta contro il mondo, io lo fossi anche contro la mia dimora. Non mi pareva giusto che le mie amiche abitassero tutte in centro, o comunque sia vicino alla città, e che io dovessi sottostare a tutta una serie di condizioni per uscire. Ovviamente, ho rivalutato la mia posizione soprattutto negli ultimi due anni, quando, trovandomi a passare più di metà settimana a Firenze e il restante a casa, mi sono accorta che la pace della campagna è unica. Nonostante questo, non riesco a far vincere del tutto la campagna, nello scontro City Vs Countryside. La città sarà piena di smog, frenetica e caotica, ma volete mettere la comodità? Scendere ed entrare in un negozio, uscire la sera e permettersi di fare più tardi. Poi in realtà la vita cittadina mi affascina, ma probabilmente sono i retaggi dei troppi telefilm visti. Poi dipende anche da che città si prende in considerazione, in che quartiere abitiamo, come siamo inseriti nella realtà in cui viviamo, la nostra indole. Un tipo solitario, per esempio, vivrà meglio nella sperduta campagna circondato da vigneti e olivi piuttosto che in una metropoli all'avanguardia. Il tipo costantemente al passo coi tempi e desideroso di vivere appieno la sua nitelife, si troverà a suo agio in un attico minimal e alla moda in città. Il tutto dipende cioè da molti fattori. Il top è poter vivere un po' nell'una, un po' nell'altra realtà, in modo da godere appieno dei vantaggi di entrambe, ma anche di provare gli aspetti negativi di ciascuna. Io per ora trascorro così la mia settimana: sono diventata una "campagnina" o una "cittaiola (fate voi), anche se, onestamente, vorrei poter trascorrere più tempo ferma in una sola situazione, evitando lo sbattimento delle valigie, del treno, delle corse, degli autobus, dei viaggi. E ancora, nonostante ciò, ieri, non appena sono tornata, non ho potuto sottrarmi dal pensiero: Casa dolce casa.

Direi che è giunto il momento anche per me di iniziare con la produzione biscottifera del periodo pre-natalizio. Questi biscottini sono profumati e friabili; si conservano perfettamente anche per una settimana se conservati all'interno di una scatola di latta (tuttavia solitamente alla settimana non ci arrivano per altri ovvi motivi). Da gustare con un tè mentre si guarda fuori scendere le fredde sere d'inverno (che scendano sui campi di grano o sul parcheggio del supermercato di fronte casa, a questo punto è irrilevante).


Biscotti alla panna

Ingredienti

200 g farina 00
50 g fecola
100 g burro
75 g zucchero
mezzo uovo
35 g panna fresca
un cucchiaino di lievito vanigliato per dolci
una bustina di vanillina

Procedimento

In una ciotola mescolare la farina, la fecola e lo zucchero, quindi unire anche il burro freddo tagliato a piccoli pezzetti. Lavorare il composto con la punta delle dita, finché questo comincerà a sbriciolarsi. Per ultimi, unire la panna e l'uovo (per il metà uovo: aprire un uovo intero in una scodella, quindi sbatterlo leggermente con una forchetta e aggiungere all'impasto metà dell'uovo sbattuto). Impastare fino ad ottenere una palla liscia e compatta. Avvolgere nella pellicola trasparente e riporre in frigorifero per un'ora. Trascorso questo tempo, stendere l'impasto dello spessore di 6 mm circa (i biscotti in forno si alzeranno a 1 cm) e ritagliare i dolcetti servendosi di stampini a forma di cerchio; utilizzando la bocchetta della sac à poche, praticare dei piccoli cerchietti anche all'interno. Porre i biscotti su teglie rivestite da carta da forno, quindi farli riposare ancora in frigorifero per 20 minuti. Riscaldare il forno a 175° e cuocere per 10-11 minuti circa: i biscotti devono rimanere bianchi e non scurirsi.

19 commenti:

Sara ha detto...

Piacere mio Tartina! Io il tuo blog invece lo conoscevo già, ci sono passata alcune volte divertendomi anche un tot con i tuoi racconti!
Mi piace quello che fai, teniamoci in contatto! Ciao

Sara ha detto...

sempre io. che dici, avresti voglia di raccontarci un po' di te?? Passa a trovarmi, c'è tutto spiegato! Ti aspetto

Barbara ha detto...

Oh cavolo!!! Era tanto che cercavo la ricetta delle macine e finalmente e' arrivata. Brava sono bellissime e sicuramente anche buone ;)

tartina ha detto...

@Sara: uuh che bello, sono contenta allora :D mi tengo in contatto con te molto volentieri, dear ;)
però la cosa del raccontare 10 cose di me l'ho già fatta...! grazie comunque per avermi pensata :)

@Barbara: esatto, sono loro! ti assicuro che creano dipendenza: sono simili, ma decisamente migliori delle sorellastre Mulino Bianco!

fiOrdivanilla ha detto...

quanto mi piace andare a caccia di nuove ricette di biscotti... non ne hai idea!! ed ecco che un'altra ricetta invitante si aggiunge alla mia listaa!

Isafragola ha detto...

che belli... le macine sono fra i biscotti preferiti del tupilotto! (versione all'olio d'oliva, però, vista la golosità della mamma). Un bacio per la tua domenica

NIGHTFAIRY ha detto...

Una casa in campagna é il miosogno..devo dire cheprima abitavo in città, ma periferia, in mezzo alla campagna di fatto..e stavo beneee..ora ho cambiato paese e non vedo l'ora di andarmene!eheh

tartina ha detto...

@fiordivanilla: anch'io adoro la piccola pasticceria.. è così sfiziosa! :) onorata che i miei biscotti entrino a far parte della tua lista d'oro ahah

@isa: io lo sapevo che c'era sintonia tra me e il tupi... eheh bacio, buona domenica anche a te!

@night: quindi tu ti schieri dalla parte della campagna... Campagna vs Città 1 a 0! ahah

Elisa ha detto...

Sì, si vede che rispetto alle macine della mulino bianco queste sono molto più friabili! Ed ache la foto è molto carina...
Campagna vs città? Anche io difficilmente riuscirei a decidermi, non abito in capagna ma alla periferia di roma ma il verde a disposizione c'è comunque!

tartina ha detto...

@Elisa: sì, non c'è paragone, eli! grazie :)
anche tu nello scontro ti collochi in una via di mezzo, eh?... ahah :D

Fiordilatte ha detto...

eccomi!pendolare all'appello. Faccio su e giù ormai da tempo e tornare a casa (in campagna) alla sera è decisamente piacevole. Certo, il sabato sera quando si fa ora di uscire e qui scende il muro di nebbia penso che se vivessi in città sarebbe tutto più facile. Come te, quando non avevo la patente, odiavo casa mia mentre ora ne apprezzo la quiete [anche se la mia compagna di università torinese dice che il gallo che canta nel pollaio alle 4 di notte è tremendo ^^ io ormai non lo sento più].

PS io la favola del topino non la conoscevo! :)

tartina ha detto...

@Fiordilatte: ahahah quanto mi ci rivedo tra i banchi di nebbia che si alzano come se stessi a Sleepy Hollow! ahahah :°D
quando si è più grandi si tendono ad apprezzare cose che davamo per scontate, hai ragione... :)

tesargento ha detto...

la scena è stata più o meno questa
torno a casa dopo un week end massacrante in cui ho cucinato fino all'inverosimile, apro il frigo. La panna avanzata dalla crema inglese che farciva la torta di mamma mi fissa mormorando "consumami.. consumami"
la peso. 40g. Eh bella mia ma come vuoi che ti consumi? Sei troppo poca! Mi piange il cuore ma ti devo buttare!
E lei ma no, ma dai, ma su, perchè non tenti, prenditi tempo, aspetta cinque minuti..
Che le dici di no a una così dolce?
mi prendo "cinque minuti sabatici" accendo il pc, vengo sul tuo blog.. tac! Biscotti alla panna! 35g!
Ora le ipotesi sono le seguenti
- tu sei il mio alterego scientifico. Il motivo per cui ero una capra in matematica è che esisteva, qualche km più a nord, un mio clone a cui era toccata tutta la capacità di intendersi coi numeri, che però viveva in sincrono con me e percepiva i miei desideri. Cose importanti, smaltire la panna per esempio.
- tu non esisti. Ti ho creata io, in un progressivo crescendo di schizzofrenia alla fight club. In realtà io possiedo questo blog, cucino i piatti che mi va di provare, li fotografo, li posto e poi li commento. Alle volte mi prendo dei periodi di assenza che, si sa mai, un lettore attento potrebbe capire.
- tu sei momentaneamente posseduta dai 160g di panna che avevo già utilizzato. Vedendo la loro parte mancante rischiare di finire nel fondo del lavandino, si sono messi al lavoro per farmi pervenire la ricetta giusta. Il metodo -impossessiamoci della mente di tartina- era già stato sperimentato da alcune carote recidive, ne hanno approfittato.
Visto che mi sento buona e allegra, ti lascio scegliere quale delle tre preferisci.
Baci
Tesh

tartina ha detto...

@tesh: io non credo al destino, ma stavolta devo ricredermi davvero sulle mie posizioni in merito!
ahahahah mi hai fatto morire, tesh :D
io opto per la prima ipotesi, per una connessione virtual-mentale che si è instaurata tra noi due (a tuo rischio e pericolo, bella!).
ma in definitiva, almeno i biscotti ti sono piaciuti? ahah
baci!

Antonella ha detto...

che meraviglia e che foto stupenda complimenti
posso invitarti a partecipare al mio book candy? passa a trovarmi quando vuoi
ciao
Antonella

tartina ha detto...

@Antonella: ma grazieee =) sono DELIZIATA dell'invito (eheh), passo subito ;)

Antonella ha detto...

ciao tartina
ho letto il commento di tesargento..che meraviglia mi ha messo subito di buon umore..non ha un blog? mi piacerebbe visitarla
ciao
ANtonella

tartina ha detto...

@Antonella: purtroppo no, è solo una mia affezionata lettrice!
virtualmente le voglio un sacco di bene infatti (:
p.s.: ho partecipato al tuo blog candy!

Antonella ha detto...

cara tartina
credo ci sia stato un problema perchè non ho ricevuto il tuo commento di partecipazione al blog candy..prova a controllare anche tu
ciao e buona giornata
Antonella